A Game of Death (1945) Fotocopia Zaroff

game-of-deathPerché fotocopiare se stessi? Perché la RKO il 25 novembre 1945 presenta a New York A Game of Death, dichiarata fotocopia del film The Most Dangerous Game? Peraltro un film molto noto che sul finire degli anni Trenta è stato riportato al cinema con un nuovo titolo: Skull Island… Be’, in fondo quel film è stato girato negli intervalli da un ciak e l’altro di King Kong dallo stesso cast tecnico-artistico, quindi è una furbata giustificata.
gamedeath_cInsomma, perché creare una fotocopia a così pochi anni di distanza, con un’operazione degna dell’arido cinema degli anni Duemila?
Andiamo con ordine…

25 maggio 1945, la Seconda guerra mondiale è bella che finita e agli americani non rimane che nuclearizzare il Giappone, tanto per usare le armi che con tanta fatica e soldi hanno costruito, ma intanto a New York viene presentato un film destinato alla storia del cinema: The Body Snatcher, che arriverà in Italia anni dopo con il titolo La jena.
Il titanico duo Boris Karloff e Bela Lugosi si appresta a fare furore, ma ciò che conta è quel gioiellino horror la RKO l’ha fatto girare ad una “nuova promessa”: il trentunenne Robert Wise. Sì, proprio il futuro creatore di cult come Ultimatum alla Terra (1951), West Side Story (1951), Tutti insieme appassionatamente (1965) e Star Trek (1979): devo citare altri titoli?
In quel 1945 Wise è da poco arrivato sulla sedia del regista dopo anni di gavetta in molti ruoli tecnici, da montatore a tecnico del suono, e la RKO subito gli affida un’operazione davvero discutibile: rigirare identico La pericolosa partita.

Stesso cattivo, stesso tic, stessa cicatrice... ma etnia diversa

Stesso cattivo, stesso tic, stessa cicatrice… ma etnia diversa

La trama è identica, essendo questa una fotocopia. Don Rainsford (John Loder) naufraga su un’isola dove viene accolto dall’oscuro proprietario, Erich Kreiger (Edgar Barrier), la cui passione per la caccia lo ha portato alle estreme conseguenze: la caccia all’uomo.
Insieme ad Ellen Trowbridge (Audrely Long), sorella di una delle vittime del cacciatore, Don dovrà sopravvivere ad una sessione di caccia e sfuggire ai micidiali cani da caccia (houds) di Kreiger.

Sarà pure il "buono" della storia, ma è totalmente inespressivo...

Sarà pure il “buono” della storia, ma è totalmente inespressivo…

Stesse location, stesse inquadrature, stessa struttura e addirittura alcune sequenze riproposte per intero rubando pellicola al film precedente. Perché tutto questo a pochi anni di distanza?
Credo che la spiegazione risieda nell’unico cambio sostanziale della storia: il crudele cacciatore non è più il barone Zaroff, il bolscevico con servitori arabi e asiatici al seguito che in pratica concretizzava tutte le paure americane di inizio Novecento. Ora c’è un nazisteggiante Kreiger, con tanto di pistola Luger nel cassetto, che appare sullo schermo di New York a cinque giorni dall’inizio del Processo di Norimberga ai nazisti colpevoli di spregevoli crimini di guerra.
Per ora i bolscevichi e i tartari possono essere accantonati, perché il vero nemico adesso ha un marcato accento tetesco

Mi è sembrato di vedere un tedesco...

Mi è sembrato di vedere un tedesco…

Tra le tante bieche operazioni di gretta propaganda che hanno fatto grande il cinema americano, questa non è riuscita. Il film è giustamente dimenticato un secondo dopo essere uscito in sala, e Wise lo commenterà sbrigativamente dicendo che è stato uno di quei film che si è costretti a girare per esigenze contrattuali. Per fortuna la RKO offrirà prodotti migliori a Wise, che nel 1949 sfornerà Stasera ho vinto anch’io: semplicemente il migliore film di boxe mai girato, senza se e senza ma. (Un giorno ve ne parlerò…)
A Game of Death, di cui non esiste traccia di distribuzione italiana, è un film giustamente dimenticato, ma gli Hounds of Zaroff sono ancora affamati di carne umana: la caccia continua!

L.

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11 risposte a A Game of Death (1945) Fotocopia Zaroff

  1. Denis ha detto:

    Gli americani hanno sempre bisogno di un nemico,stasera se ti interessa fanno su Paramount due bei film Predator 2(Bill Paxton cade sempre male con gli alieni) e Linea di sangue (non male).in entrambi c’è Danny Glover.
    Comunque quando gli studios trovano una matrice adatta la sfruttano per decenni.

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  2. Cassidy ha detto:

    «Mi è sembrato di vedere un tedesco…» Pronunciato con la voce di Titti ovviamente 😀
    Un operazione di aggiornamento del cattivo per essere in linea con i tempi, sto pensando a tutti i film con i cattivissimi russi che gli yankee potrebbero rimandare in sala oggi. Per fortuna Wise si è dedicato a cose decisamente migliori dopo. Cheers!

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Comunque riuscire a tirare fuori tutto questo materiale dagli Hounds of Zaroff…merita una benemerenza! Che so, Cavaliere della Z, Zenatore a vita…qualsiasi cosa! 🙂

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  4. Giuseppe ha detto:

    Un film fotocopia dove avevano esaurito il toner, visti i risultati… e Wise non era tipo da poter essere messo alla fotocopiatrice, nemmeno agli esordi.
    P.S. Uno Zenatore a vita capace di grande Zaggezza e Zopportazione 😀

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  5. Pingback: Run for the Sun (1956) La preda umana | Il Zinefilo

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