Viper (1994) I volti della vendetta

bad-bloodLascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

Per chiunque arriva l’ora in cui è doveroso fare ammenda e tentare di espiare i propri peccati. Ebbene, l’ora fatale è alfine giunta anche per il sottoscritto: ciò che mi procura i sensi di colpa è il fatto di aver condotto la rubrica Zintage non menzionando un apostolo del concetto stesso di filmaccio action-trash. Lorenzo Lamas, perdonami, non mettere una taglia sulla mia testa, non cercare la mia famiglia. Tenterò di rimediare nell’unico modo che conosco, ossia recensendo una pellicola che ti vede esimio ed indiscusso protagonista: sto parlando di Viper – I volti della vendetta (titolo originale Bad blood), opera (giustamente) ignorata, fatta forse eccezione per il parentado dello stesso LL, ma partorita dalla fantasia magiara del sempresialodato Tibor Takàcs, autore di film-pattumiera come Non aprite quel cancello, Rats, Spiders 3D. Butta bene, vero?

Sulle ali dell’entusiasmo iniziamo una visione assai confusa con tanto di minacce, sparatorie, botte da orbi, il tutto buttato nel calderone un po’ a casaccio se è vero che una famiglia, con annessa, docile, bambina, viene sterminata con in sottofondo una musichetta stile Candy Candy. A ciò aggiungiamo una sequela di personaggi che catturano l’occhio (e te lo sequestrano anche) per la loro improbabile credibilità: da un simil-Lundgren (ma di Dolph ce n’è solo uno) ad un cattivissimo giapponese pizzuto, basso e grasso… insomma tarchiato.
Forse accortosi di aver iniziato il lungometraggio col piede sbagliato, il buon Tibor prova a rimediare con la sua personale ricetta: Lamas & tette. Il primo, dopo pochi minuti di smarrimento, diventa onnipresente e ci viene propinato mentre lavora pompando i sudati muscoli, mentre gioca, rassicurante, a baseball, mentre discute, sornione, al bar.

viper_aProprio il bar si rivela essere uno strip club e le zinne assurgono a presenza costante e gradita comprendendo nel pacchetto una scena di sesso tra Lamas e la sua ragazza (Lindee) che prima gli chiede se rifarsi il seno e poi minaccia di ammazzarlo in caso di tradimento proprio mentre lui la sta prendendo… ci siamo capiti, in quei momenti si può avere pensieri più costruttivi. Se non si è psicolabili o nelle mani di un regista amabilmente psicolabile. Stritolate tra due capezzoli con le sembianze del volto di LL, le velleità artistiche della trama naufragano in maniera miserevole; che poi… le suddette velleità si riducono a un copione da telenovela mista a Renegade, quindi non benissimo: il nostro idolo è un ex poliziotto (Travis Blackstone) finito in carcere per coprire le attività illecite del fratello scapestrato, il quale fratello, non contento, ha pure rubato i soldi ad una banca in mano alla malavita necessitando nuovamente del poderoso aiuto di Lamas.

viper_cNon solo, la ragazza del fratello balordo è l’ex dello stesso Lamas e si è messa proprio col congiunto che ha costretto il nostro a sacrificarsi in gattabuia. Cioè, dico io, oggi fa il panico quella ciofeca de Il segreto ma le vicende arzigogolate dell’action da cassetta anni ’90 avevano qualcosa da invidiare? Forse avevano sbagliato solo i tempi, magari hanno pagato la loro preveggenza. Sì, come no.
Nel frattempo Lindee (quella che minacciava morte e sventura durante l’amplesso) si convince di un presunto tradimento e, per vendicarsi, si accorda addirittura col giapponese tozzo (che fa parte della malavita che cerca il fratello di Lamas): l’alleanza, già assurda, viene coronata quando proprio il cattivo sovrappeso, affetto da appetiti sessuali nei confronti della nuova arrivata, le dice «Chiamami Buddha»… chi li scrive certi dialoghi? Lapo Elkann?

Le cose non vanno meglio nel fronte dei buoni; questi recuperano i soldi per poter così trattare con i malvagi e lo fanno attraverso sequenze recitate in cui viene fuori l’enorme insipienza del volto di Lamas (non me ne voglia) e sequenze action che invece di salvare il film aumentano l’irritazione visto che o fanno combattere il protagonista con avversari risibili come una guardia del corpo talmente grassa da far pensare che abbiano ricreato i movimenti in slow motion o facendogli fare delle acrobazie così esagerate da risultare fuori luogo anche in un’opera della Marvel.
Bisogna però ammettere che il regista ungherese, quando ha la sensazione che il film stia andando a vacche (ossia, sempre), cerca di rimediare con l’onnipresente spruzzata di erotismo anche sotto forma di ricordo: tra l’altro, nella stessa scena, profittando del sequestro del fratello combina-guai (catturato dalla banda del giappotrippone) la sua ragazza tenta maliziosamente l’integerrimo Lamas; cioè, quando un fratello non c’è ci si prova con l’altro (come già fatto in passato)? È una nuova sindrome? La sindrome di Tibor? Ok, la segnaleremo al servizio sanitario nazionale.

viper_bForse non andrà segnalato al medesimo servizio lo scontatissimo finale (tentativo di scambio fratello-soldi, protagonista armato come se ci fosse lo sbarco in Normandia, morti ammazzati a gogò) ma, ammettiamolo, recitazione di Lamas e regia, nel loro complesso, potrebbero meritare una seduta psichiatrica, perlomeno. Ecco, dovevo vuotare il sacco anche se a mio rischio e peric… un momento, mi suonano al campanello, mi affaccio e vedo un uomo dalla chioma fluente e bisunta che cavalca una moto e che ha tutto l’aspetto di un cacciatore di taglie. Lo sapevo, ho tirato troppo la corda e ora lui la (mi) spezzerà. Forse si chiude qui la rubrica Zintage. Pur parlando di film brutti brutti… è stato bello.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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12 risposte a Viper (1994) I volti della vendetta

  1. Cassidy ha detto:

    Tra Lapo Elkann sceneggiatore e le musiche di Candy Candy, questo film rischia la psichedelia, sempre belli questi giovedì Zintage, o brutti dipende dai punti di vista 😉 Cheers

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  2. Denis ha detto:

    Povero Willy per essere ciecato le schifezzze le vede benissimo.di Takàcs ho visto in un cestone Non aprite quel cancello,quello con Olivier Grunner cyborg e il sequel orrenodo Nemesis con un donna culturista inguardibile per gli estenuanti flashback messi per allungare il minutaggio tecnica usata nella saga di Saw.

    Piace a 1 persona

  3. Giuseppe ha detto:

    Per come la vedo io, Willy ha due possibilità:
    1) L’ultima immagine di Lorenzo armato con lo sguardo rivolto verso il basso, probabilmente colpito in maniera non eccessivamente positiva dall’accostamento recitazione Lamas/seduta psichiatrica, lascia effettivamente scarse speranze: in questo caso, le vie di fuga secondarie saranno già state bloccate da Cheyenne e Bobby Sixkiller (“Quanta fretta, amico! Perché non fai una recensione anche a noi, eh?”) al che non rimarrà che affrontare Lamas direttamente…
    Lamas: “Ti chiami… Willy, giusto? Beh, visto che hai parlato di seduta perché non vieni a sederti sulla mia moto? Andiamo a farci un giro! Sono sicuro che non vorrai offendere la mia sensibilità rifiutando, no?”
    Lamas (con Willy terrorizzato a bordo, canticchia alla Elio):
    “Chi continua a criticare
    io lo voglio eliminare
    Se sei qui sulla mia moto
    il motivo non ti è ignoto
    Questi film già fan cagare
    e me li fate ricordare!
    Dappertutto recensioni
    che mi sfrangiano i coglioni!
    Ma potevo essere un mito
    se mi avessero capito!”
    2) Veniamo al presente, con il Lorenzo Lamas contemporaneo che ormai si occupa più di accessoriare le Harley-Davidson che altro (in pratica, il Bepi Koelliker -versione U.S.A. delle due ruote): se il caso è questo, il suo potrebbe benissimo essere un tour promozionale in giro per il mondo che lo vede impegnato a contattare i potenziali clienti di persona…
    Lamas: “Ti chiami… Willy, giusto? Ehi, che ti succede? Sei sbiancato di colpo… Ah, la recensione di Viper! Nessun problema amico, ci hai visto giusto, quel film era proprio una stronzata! No, no, me la sono lasciata alle spalle quella roba (beh, quasi), adesso sono qui per affari. Ci facciamo un giro con questa? Scommetto che non vedi l’ora!”
    Lamas (sempre con Willy a bordo, ma stavolta in un clima di cameratismo, canticchia):
    “Ti vendo una mia moto
    offerte e sconti in toto
    del tutto accessoriata
    è proprio una figata”
    Si allontanano al tramonto (col tema musicale di Mike Post mentre da qualche parte, lassù, Stephen J. Cannell estrae sorridendo il foglio dalla sua macchina da scrivere) 😉

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  4. Pingback: Midnight Man (1995) Rinnegato | Il Zinefilo

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