Firepower (1993) Ring della morte

firepowerLascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

«Eureka», così esclamò Archimede quando scoprì il suo famoso principio per poi, impazzito dalla gioia, mettersi a correre nudo per Siracusa; così, secoli dopo, esclamo io facendomi portatore di una scoperta altrettanto decisiva per il genere umano e festeggiandola girando con le terga al vento per le segrete stanze di casa mia. Visto che l’immagine suggerita non è oggettivamente gradevole… vengo al dunque.
Ho scoperto che il compianto The Ultimate Warrior (sì, proprio lui, la quintessenza del wrestling) ha tentato la carriera di attore nel cinema di azione. E che questo eroico tentativo ha fruttato Firepower – Ring della morte. Che dire? Eureka. Dopo il comprensibile delirio iniziale si pone però un atroce dubbio: perché la fulgida carriera si è arrestata con la suddetta pellicola? Mi tremano un po’ i polsi ma proviamo a scoprirlo insieme.

L’opera di Richard Pepin, ambientata in un futuro non troppo lontano, inizia con la visione di un telegiornale dove si parla della creazione di un quartiere di Los Angeles usato come “sfogatoio” in cui ogni crimine, prostituzione, droga, resa di conti tra gang, è consentito. Togo, no? No, perché subito dopo il presentatore evidenzia il fallimento dell’esperimento alla luce del fatto che l’area è finita per diventare un rifugio per i senza legge… ma come? Non l’avevano creata apposta? Boh, sono passati pochi minuti e già la confusione impera.

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Subito dopo assistiamo ad un inseguimento tra ladri e polizia con le macchine che ondeggiano in strada per dare l’idea del pedinamento frenetico ma con risultati davvero esilaranti. Manca giusto la musica del Benny Hill Show. I criminali sono alfine catturati dagli agenti Braniff (Chad McQueen) e Sledge (Gary Daniels) che hanno la meglio grazie all’uso di arti marziali e proiettili autocercanti… sì, proiettili autocercanti. E vai con i neologismi.
Comunque i due buoni sono davvero di un’antipatia unica. I due buoni, avete capito bene: fanno i fighi in ogni situazione e con atteggiamento assolutamente insopportabile, ci provano con ogni cosa che respira (compreso McQueen che sarebbe maritato) e se ne escono con frasi del tipo «Siamo del dipartimento di Los Angeles, sezione rock and roll». Ma fatemi il piacere.

Per fortuna, a far tornare il sorriso sul mio volto, ci pensa la notizia che è stato catturato il noto boss Swordsman (ma i nomi in questo film li ha scelti il cast de La pupa e il secchione?) e questi è… The Ultimate Warrior (vero nome James Hellwig ma per me resta il guerriero e chiuso il discorso)!

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Non è che il nostro beniamino faccia una bellissima figura: grugnisce, dice due parole in croce e l’hanno conciato come se fosse un capotribù unno. Però, a parziale consolazione, dà qualche saggio di wrestling e viene fatto evadere in men che non si dica pur con idee bislacche tipo staccare la mano di un cadavere a suon di mitragliate per ottenere le impronte digitali (trascinare il corpo sul sensore era più semplice ma poco scenico, nevvero?)
Tra l’altro durante la fuga McQueen e Daniels continuano a rendersi insopportabili con battute smargiasse come «Hai imparato a sparare al luna park?» o ancora «Quel furgone è più impenetrabile di una vergine al primo appuntamento». Vabbè.

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I due simpaticoni entrano nel distretto senza legge, scoprono che qui si tengono tornei clandestini comprensivi dell’uso di armi ed organizzati da un criminale che ha scoperto anche il vaccino contro l’AIDS (particolare che vorrebbe essere fondamentale ma che non aggiunge davvero nulla alla storia) e, visto che sul ring della morte si disimpegna anche Swordsman, decidono di infiltrarsi e partecipare alla mattanza.
Il luogo in cui si svolgono gli scontri è popolato da gente talmente pittoresca che al confronto il covo di Jabba the Hutt è un bel posto. Però, direte voi, almeno c’è della marzialità nell’aria: siete così sicuri?

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L’abilità di McQueen l’avete presente? Che poi lui dovrebbe essere il protagonista più riflessivo il che presupporrebbe capacità attoriali decenti. No, anche in questo caso meglio ripassare. Vi farei vedere il fotogramma di quando gli uccidono la moglie per vendetta, il nostro ha la stessa espressione di quando arriva una bolletta inaspettata. Che dramma. E l’adorato Ultimate Warrior? Confermato che non apre bocca se non per urlare e che insistono ad abbigliarlo in modo indecente, aggiungono una chicca: come si deduce dal nome la sua specialità è il combattimento con la spada… what? Hai un wrestler noto per la forza bruta e lo trasformi in un delizioso spadaccino? Sarebbe come se ingaggiassi Piero Angela per fargli condurre La sai l’ultima.

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Insomma, l’unico ad avere ruolo ad hoc e physique du rôle sarebbe il buon Gary Daniels ma Pepin continua ad infierire sul personaggio rendendolo sempre più odioso: questi fa il gradasso in ognuno dei suoi match, svolge le indagini in discoteca (buon Dio, in discoteca) e quando il compare gli chiede se ha scoperto qualcosa risponde così: «Sì, nuovi modi per farlo».
Vi sta salendo l’istinto omicida vero? E allora…ecco la svolta! Quando scoprono la sua vera identità lo mettono contro Swordsman e il cattivo “solo-a-parole-perché-io-tifo-per-lui”, pur con qualche mezzuccio, lo affetta… letteralmente, perché lo decapita. Sì! L’immagine di Ultimate Warrior che, trionfante, tiene in mano la testa di Gary Daniels mi ripaga di tante amarezze. E dopo questa istantanea catartica che ve ne importa del proseguo? Vinceranno i buoni o i cattivi? McQueen vendicherà il collega avendo la meglio su Swordsman? Tutto passa in secondo piano perché in quel breve attimo la carriera filmica dell’ultimo guerriero ha avuto il suo apice. Eureka.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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15 risposte a Firepower (1993) Ring della morte

  1. Denis ha detto:

    A ecco dove il film The Purge ha preso l’idea,il compianto Ultimate Warrior ha fatto pochissimi anni di wrestling,cambiò il nome il nome in Jim Warrior per tenere i i diritti sul nome (mica scemo) invece Chyna(r.i.p) la donna con il super clitoride dovette darsi al porno per pagare i diriiti sul ring name (100mila dollari),comunque per Lucius,Warrior ha fatto anche dei fumetti sul suo personaggio in uno sodomizza Babbo Natale!

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  2. Cassidy ha detto:

    Non sentivo nessuno dire “Togo” dal 1994 😀 Ultimate Warrior ha generato più leggende urbane del mostro di Lochness, questo film rientra tra quelle, si dice che esista ma solo Willy lo ha visto, Eureka! 😉 Cheers

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  3. Giuseppe ha detto:

    In una terra senza legge
    arriva un uomo senza legge
    che il copione manco legge
    tanto è un film che nun se regge
    di una trama manco schegge
    solo Willy ci protegge!

    I due simpaticissimi Braniff e Sledge:
    Braniff: “Cosa non faremmo senza questi proiettili auto-cercanti, eh?”
    Sledge: “Non so… auto-cercanti… dici che senza non riusciremmo più a trovare un’auto?”
    Braniff: “Ah, tu la troveresti di sicuro, basta che abbia i sedili ribaltabili!”
    Sledge (occhiolino): “E delle sospensioni da paura: lo sai, sono abituato a non lasciarne mai nessuna in sospeso (serie di foto di pin-up assortite)”
    Braniff: “O.K., O.K., sospendo il mio giudizio perché…”
    Sledge/Braniff (contemporaneamente): “… ABBIAM LO STESSO VIZIO! AHAHAHAH!!”
    Braniff: “Adesso muoviamoci, dobbiamo prendere gli altri bastardi prima che entrino nello “sfogatoio”: salta in macchina!”
    Sledge: “Eccoli, cazzo, accelera! Non possiamo farci seminare! La nostra regola fissa è…”
    Sledge/Braniff (contemporaneamente): “… CHE POSSIAMO ESSERE SOLO NOI A IN-SEMINARE! AHAHAHAH!!”
    Pepin (perplesso): “Ma per far digerire due “buoni” così cazzoni al pubblico che devo fare, ucciderne qualcuno?”
    Hellwig/Warrior: “RAAAARRGHRRR!”
    Pepin: “Beh, non posso darti torto, Jim. Confermandomi anche tu quanto ci siamo già sputtanati tutti con un soggetto risibile, una sceneggiatura inesistente, una marzialità imprevista nel senso che pare proprio non avessero previsto di mettercela, dei protagonisti sotto il minimo di credibilità sindacale (compreso il tuo), allora giustamente mi proponi di permettere al tuo personaggio di poterci dare un taglio in qualche modo…”
    Hellwig/Warrior: “GGRRMMMmmm”
    Pepin: “Sì, la tua idea è eccellente. Ormai sta di certo sulle palle pure a chi lo interpreta! Approvato!”
    Hellwig/Warrior: “RGH! RAWRR!”
    Pepin: “Figurati, Jim! Grazie a te! Non lo salveremo lo stesso ‘sto film, ma mi hai tolto da un’impasse”
    Hellwig/Warrior (allontanandosi di buon passo dal set) : “Sì, il problema è che mi sa tanto che dopo questo film di merda avrò chiuso anch’io… (degli assistenti, intorno, lo guardano sorpresi) ehi, che avete da fare quelle facce? Io per contratto sono obbligato a grugnire e urlare SOLO sul set, mica fuori!” 😀

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