Westworld (2016) La malinco-robo-noia

westworldPer la prima volta in questo blog di cinema parlo di una serie TV, semplicemente perché mi ha così infastidito e annoiato a morte che devo sfogare in qualche modo la fastidiosa negatività che Westworld mi ha attaccato addosso.

E voi questo lo chiamate remake?

E voi questo lo chiamate remake?

Io ero lì, in un piccolo cinema d’essai di Roma, quando arrivò in Italia Memento (2001) e lo amai alla follia: non era un film “diverso”, era un classicone in cui però cambiando l’ordine temporale usciva fuori un piccolo capolavoro. La dimostrazione che anche una storia senza pretese può regalare emozioni se trattata con stile ardito. E senza soldi, perché i soldi rovinano sempre tutto.
Subito Hollywood ha chiamato a sé i fratelli Nolan con un unico scopo: inondarli di soldi così da spegnere in loro ogni bagliore di vita artistica, mettendoli a lavoro su prodotti troppo costosi per lasciare mano libera.

Da sempre più schivo del fratellino Christian, Jonathan Nolan ha comunque sofferto dello stesso male: quello raccontato da Corrado Guzzanti nella sfortunata ma imperdibile serie Dov’è Mario? (2016). Il male del “facce ride”.
I Nolan fanno “roba strana” e tutti vogliono che facciano “roba strana”, e più strana è la roba più vende, e più vende più diventa strana. Ma che roba è? Che roba vuoi che sia? È sempre la stessa roba, ma deve sembrare strana. Non esserlo: deve sembrarlo.
Così a Jonathan è fatto divieto di scrivere qualcosa di normale o, per assurdo, qualcosa di diverso da “roba strana”: il suo mandato nella vita e la sua (e nostra) maledizione è di prendere storie normali e trasformarle in “roba strana”.
Così quello che in Memento era fresco e intrigante, ripetuto forzatamente per quindici anni diventa finto come un robot…

Temo che Evan Rachel Wood sia davvero un robot... (© 2016 HBO)

Temo che Evan Rachel Wood sia davvero un robot…
(© 2016 HBO)

Dopo una lunghissima attesa, l’arrivo in Italia di Westworld è stato strombazzato a più non posso e lanciato a dovere da blog e riviste: è la serie TV che cambia per sempre il parametro di giudizio delle serie TV!
Mentre i recensori sparano frasi automatiche come robot senz’anima – ma i critici sognano recensioni elettriche? – io cerco di spiegare in giro cosa sia Westworld, visto che chi conosco dal vivo ignora il film del 1973 e il suo seguito del 1976. (Che però è una porcata, quindi è meglio così!) Figuriamoci poi se qualcuno si è accorto dell’uscita anche in Italia di Vice (2015), ottimo piccolo film che reinterpreta la storia in maniera deliziosa e molto più intrigante di questa serie blasonata.
Vice (6)Niente di nuovo, il cinema conta proprio sulla mancanza di memoria del pubblico per offrire ogni anno lo stesso identico palinsesto dell’anno precedente, tanto chi se lo ricorda? Gli spettatori trovano tutto nuovo perché hanno meno memoria di un robot spento: ma gli spettatori sognano film elettrici?
Tranquilli, la serie TV Westworld non ha il benché minimo legame con lo storico film di Michael Crichton, quindi non importa se un reboot ve l’ha cancellato dalla memoria: tornate a sognare serie TV elettriche.

C’è un parco divertimenti a tema in cui puoi sparare alle macchine, e le macchine sono robot perfettamente identici ad esseri umani. Cosa succede se questi s’incazzano?
Queste due righe sono lo spunto da cui Crichton – che non era un robot e sapeva fare il suo mestiere – creò uno dei miti dell’èra contemporanea, sebbene nessuno se lo ricordi più. Da quarant’anni la fantascienza americana sfornava robot a getto continuo, ma Crichton ha saputo prendere qualcosa di già ben noto e ha saputo raccontarlo con stile diverso e sorprendente. Il tutto arricchito da una critica alla eccessiva tecnologia.
Jonathan Nolan ha preso le stesse due righe di spunto, così da giustificare il titolo della serie, e ha cominciato a costruirci sopra una pretenziosa cattedrale nel deserto…

Ed Harris è sempre un mito assoluto: non si discute! (© 2016 HBO)

Ed Harris è sempre un mito assoluto: non si discute!
(© 2016 HBO)

Mettiamoci super tablet che controllano i robot, così invece di criticare la tecnologia la esaltiamo che fa figo; mettiamoci super macchine che sfornano uomini vitruviani alla Da Vinci – che Da Vinci vende sempre e sogna leonardi elettrici – mettiamoci enormi stanzoni coi vetri presi dal set di Ex machina (2015): se una cosa toppa miseramente, perché non ripeterla identica? E da quel film prendiamo pure il programmatore con la barba…
Visto che nessuno ricorda Futureworld (1976) prendiamo l’immagine di uomini che guardano l’attività dei robot come se fosse un plastico tridimensionale: lungi da me l’idea di difendere quel filmaccio del ’76, ma almeno lì aveva un senso. Vedere qui i “controllori” in circolo attorno alla città miniaturizzata fa davvero imbarazzo…

bicameraleInsomma, Nolan rende “strano” qualcosa che non ha motivo d’esserlo. Ma di nascosto dai produttori inserisce qualcosa di davvero intrigante: la mente bicamerale… Proprio mentre noi italiani eravamo chiamati ad esprimerci sulla bicamerale!!!
La prima volta l’ho conosciuta grazie ad un audiodocumentario di Piergiorgio Odifreddi, poi in un secchione della differenziata – come racconto ne La Grande Spazzatura – ho trovato il corposo saggio di Julian Jaynes Il crollo della mente bicamerale e l’origine della coscienza (Adelphi 1984).
Trovo molto stuzzicante il concetto alla base di questa teoria: nell’antichità gli uomini non avevano ancora ben collegati i due emisferi del cervello e quindi ciò che noi chiamiamo semplicemente “voce interiore” era per loro… la voce di un dio. Se senti qualcuno che ti parla nella testa, pensi subito che sia una divinità a farlo… non l’altro emisfero del tuo cervello! Quando poi nell’evoluzione umana i due emisferi si sono fusi, ormai nell’evoluzione culturale era rimasto il concetto di coscienza come ancora noi lo intendiamo: una voce interiore che ti dice cosa è giusto e cosa no.

Introdurre la teoria della mente bicamerale nella narrativa robotica è quel piccolo tocco di genio che ci si aspetterebbe da Nolan, ma i produttori se ne accorgono e lo picchiano a sangue: «Ora vai lì e spari una cazzata per compensare un’idea buona.»
Nolan, sanguinante, prende il copione e scrive la sua scena più imbarazzante: Anthony Hopkins che indica la Creazione di Adamo di Michelangelo e dice «Vedi? Dio e gli angeli sono a forma di cervello.»
Probabilmente nelle scene tagliate ce n’è una dove Hopkins apre una noce e dice: «Vedi? Le noci sono a forma di cervello»…

Anthony Hopkins che fa la faccia da mente bicamerale... (© 2016 HBO)

Anthony Hopkins che fa la faccia da mente bicamerale…
(© 2016 HBO)

La HBO è una casa di prima categoria e la creazione tecnica di Westworld è impeccabile, ma i produttori televisivi sognano la noia elettrica: perché la vera grande protagonista è la malinco-noia di masiniana memoria.
Puntata dopo puntata vediamo personaggi languidi guardare con occhi languidi il paesaggio languido e avere pensieri languidi, prima di essere dimenticati dalla sceneggiatura troppo annoiata per seguirli. Vediamo personaggi impegnati in splendide scene che non hanno il benché minimo motivo di esistere se non una annoiata estetica edonistica: prendi la grintosa norvegese Ingrid Bolsø Berdal (che abbiamo incontrato in Escape del 2012), tatuala e falle sparare alla qualunque. Poi le sparano e finisce la scena. Ma perché? Che senso ha? È una bella sparatoria senza motivo, e tanto basta: l’importante è che sia bella e che abbia Mick Jagger in sottofondo. Che importa se neanche nel peggior western americano da due soldi si sia mai vista una sparatoria fine a se stessa, che importa se nel 2016 la sceneggiatura cambia a seconda dell’opinione dello spettatore, l’importante è che “sembri strano” e sembri che si stia dicendo qualcosa che cambierà per sempre il mondo delle serie TV.

Ingrid Bolsø Berdal prima e dopo la cura

Ingrid Bolsø Berdal prima e dopo la cura

L’unico punto fermo di sceneggiatura è che l’intero cast femminile deve mostrarsi nudo, e non è difficile capire qualche sottile velleità artistica ci sia dietro: la patacca vende sempre, che sia robotica o meno.
Il brutto è che sembra molto più importante far vedere le attrici nude che dare una spiegazione prima dell’ultima puntata. Infatti siamo proprio in quel genere di telefilm, dove lo spiegone arriva all’ultimo e ti alzi gridando «Ma ti ci sono volute dieci ore per dire ‘sta cazzata?»
Westworld è un ottimo episodio di un’ora di una serie TV del mistero, però allungato a più di dieci ore: per evitare che la gente potesse non annoiarsi, hanno pure tolto gli altri parchi! Crichton mostrava almeno tre parchi a tema – il mondo del West, quello dell’antica Roma e quello medievale – qui invece si rimane tutti nel vecchio West così la noia può essere totale.

«Ehm, Nolan? Mi è venuta un'ideuzza per una scena: posso improvvisare?»

«Ehm, Nolan? Mi è venuta un’ideuzza per una scena: posso improvvisare?»

Gli attori sono tutti bravissimi ma inchiodati in personaggi che non hanno nulla da dire e lo dicono per dieci ore. Gli spunti ci sono – sebbene roba vista e letta mille volte – ma sono sepolti da tempi allungati fino alla morte, dove è più importante ascoltare le vecchie storie di un vecchio robot che spiegarci il mondo “vero” contrapposto a quello robotico. Ah, avete ragione: il mondo “vero” sarà sicuramente protagonista dell’inutile seconda stagione…

A Yul Brynner sì che gli fumava! (La faccia)

A Yul Brynner sì che gli fumava! (La faccia)

Non sarò ggiovane abbastanza per apprezzare questi prodotti noiosi, ma preferisco l’inarrestabile camminata di Yul “Terminator” Brynner del ’73, che con un budget di pochi spicci ti faceva strizzare di paura: ma gli spettatori di Westworld… sognano Yul Brynner elettrici? Io sì…

L.

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22 risposte a Westworld (2016) La malinco-robo-noia

  1. miislaestuisla ha detto:

    Applausi 👏👏👏

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ehi, grazie: mi aspettavo qualche offesa come prime reazioni, invece ricevo addirittura un applauso ^_^

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      • miislaestuisla ha detto:

        E’ veramente noioso. Mi aveva incuriosito proprio perché avevo visto il film ma… Mamma mia, ho retto fino alla 4° 5° punta nella speranza di un miglioramento ma niente da fare, la noia 💤 mi ha ucciso. 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        E’ una ventata d’aria fresca incontrare qualcuno che conosca e abbia visto il film del ’73: come scrivevo, dal vivo non conosco nessuno che anche solo sia informato della sua esistenza! E sì che una volta era un mito…
        Io purtroppo ho visto tutte e 10 le puntate, con grande sofferenza: a gennaio devo aggiornare il mio saggio sulle ginoidi con ottimo materiale che ho trovato e una citazione di questa serie dovrò farla, visto che proprio delle donne artificiali ne sono co-protagoniste. Quindi diciamo che ho dovuto vederlo per “esigenze di servizio”, ma è stata davvero dura.
        Quello che poi mi ha infastidito è la pretenziosità della trama: una è storiella di robot uguale a mille già scritte, solo che se la tira da capolavoro del millennio! 😛

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  2. Denis ha detto:

    A la serie dell’orgione tra Robot,mi ricordo che il regista Neil Marshall disse la Hbo lo obbligò a far spogliare un’attrice in una scena del Trono di Spade ma non aveva senso!
    Anche Vince ol proprietario della WWE conta sulla poca memoria degli spettatori,mi sa che proprio gli americani amano la scena figa senza costruzione logica.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sì, è un insieme di scene molto belle ma che sono appunto solo questo: scene belle, pura estetica senza sostanza: non è forse questo il vero mito della nostra èra? Non siamo la società del “bello”? E cosa c’è di più esteticamente superficiale del bello?

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  3. Cassidy ha detto:

    Finita di vedere ieri, così posso leggerti senza problemi 😉 Ho parecchie cose in testa, qualcuna positiva parecchie negative, sai come la penso sul film originale, che per me è una pietra miliare da qui hanno giusto preso il nome e un pistolero vestito di nero (grande Ed Harris!). HBO ha trovato la storia perfetta per mettere attori e attrici con le chiappe al vento, cosa che già fa ne “Il trono di spade”. I colpi di scena non sono davvero tali, se non forse uno, hai ragione, sono riusciti ad allungare il brodo e a complicare una storia che in realtà è semplice. Inoltre alcuni passaggi di trama non mi sono sembrati logici, ma verranno certo giustificati. Insomma devo ancora chiarirmi bene le idee, Hanno applicato le regole del pessimo “Lost” ad un film davvero mitico, mi è sembrato un prodotto troppo pensato a tavolino per piacere, proprio come i Robot di questa serie. Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sì, è davvero troppo forte la sensazione furbetta e pretenziosa di fare un capolavoro a tavolino, sfruttando ogni stereotipo robotico virandolo “alla Lost”. Se però alla fine fosse uscito fuori un telefilm frizzante e gagliardo, sarebbe stato tutto giustificato: invece è uscita fuori la noia inframmezzata da chiappe cascanti e tette piccole… che non rientreranno mai nei gusti del Zinnefilo! ^_^

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  4. Denis ha detto:

    Tutto vero comunque il Westworld del ’73 l’ho visto e ti ricordi di Runaway altro film di Crichton,quello di Tom Selleck poliziotto per i guasti robotici con Gene Simmons cattivo e ragnacci robotici chissà se era una specie di sequel di Westworld?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ho amato violentemente quel film col mitico Tom, che una volta Italia1 replicava abbondantemente! Con tutta l’ingenuità e la pacchianeria anni Ottanta, rimane un prodotto infinitamente migliore di qualsiasi film fanta-scemenza del Duemila! Invece di perder tempo con gli effetti speciali, magari un po’ di voglia di divertire e stupire servirebbe a creare opere un po’ più mitiche…

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Non mi piacciono in genere le serie tv quindi ho iniziato la lettura un po’ prevenuto del tipo “No, le serie tv anche qui?”. Poi invece, tra citazioni di film come Memento e Vice, di libri e addirittura di opere d’arte…mi hai conquistato! Standing ovation for Lucius!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Purtroppo non siamo gli “spettatori medi” quindi questi telefilm furbetti e pretenziosi non sono pensati per chi (cone noi) abbia anche solo una passione per la cultura popolare: spacciano per “nuove” atmosfere inflazionatissime e roba stantia. Non basta la innegabile bravura del povero Nolan a salvare questa “operazione puzzona” 😀

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  6. loscalzo1979 ha detto:

    A me non dispiace, dici bene che del film o del libro poco è rimasto (se non il concetto di fondo), ma non la trovo così noiosa,per dire: Walking Dead allunga il brodo molto di più sul NIENTE.

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  7. Alfonso Maiorino ha detto:

    Diciamo che sono, anche se in tono minore, più o meno d’accordo con te: la serie è fatta benissimo almeno sulla carta, però io non ci ho trovato quel capolavoro che ci hanno visto un buon 90% degli spettatori mondiali – serie dell’anno??? Ma dove? -. Negli otto episodi che ho visto finora – stasera mi guardo gli ultimi due – da una parte sono rimasto intrigato, dall’altra spessissimo la noia prendeva il sopravvento, tant’è che non me ne sono mai davvero innamorato di questa serie. Bah, chissà cosa ci ha visto chi grida alla serie dell’anno…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Temo che abbia conquistato gli “esteti”, a cui basta una serie non mainstream e con una sigla splendida per gridare al capolavoro. Capisco che la TV americana sia talmente omologata che trovare serie un po’ più intriganti sia difficile e per cui l’entusiasmo preventivo è giustificato, ma già alla prima puntata dovevano suonare mille campanelli.
      E comunque basta aver letto un libro di Asimov per trovare particolarmente inutili le “questioni robotiche” di questa serie…

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  8. Bravo! Un ottimo parere in controtendenza.
    Per quanto mi riguarda la serie mi ha anche intrigato a tratti, sarà che alcune scelte, tipo la patacca nuda, non mi sono spiaciute affatto e con me hanno avuto gioco facile. A tratti però mi ha anche annoiato, sarà in questo caso per colpa dell’ambientazione western, e tutta questa rivoluzionaria genialità di cui si parla in giro non l’ho trovata più di tanto.
    Non mi ha attaccato addosso la tua stessa negatività e tutto sommato mi è pure piaciuta, però la definirei “leggermente” sopravvalutata.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti ringrazio, ed è ovvio che la patacca attiri sempre, ci mancherebbe! Però è davvero l’idea più vecchia dell’universo: cosa ci sarebbe di “nuovo” e “innovativo” nel mostrare attrici nude? 😛 Diciamo che i critici si lasciano andare spesso all’entusiasmo aprioristico e poi devono mantenere il punto per orgoglio: è raro trovare marce indietro nelle recensioni…

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  9. Giuseppe ha detto:

    Spettatore da fanta-cineforum di entrambi i film del ’73 e del ’76 (che, rispetto a certa robaccia attuale, seppur inferiore al primo risplende comunque -e non poco, no- di luce propria) presente! Io non ho ancora visto la serie e, francamente, non so nemmeno di preciso quando la vedrò, ma ho come l’impressione che il saluto trionfale col quale sembrava essere stata accolta all’inizio rischi di venir sempre più spesso affiancato da un saluto come quello rivolto da Peter Fonda a John P. Ryan nel finale di Futureworld… quando mi vien da dire “grandi attori, tecnicamente ineccepibile, soggetto intrigante: eh, non c’è storia!” vorrei che fosse un complimento, non un riferimento ad un’occasione sprecata perché poi la storia non è all’altezza (e il concetto di mente bicamerale, se non azzerato da altre inutili bizzarrie, poteva portarla su ben altri livelli) 😦

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La “storia” viene sempre tirata in ballo ma mai nella frase “ha una bella…”, quindi sono modi diversi di dire che non ne ha una. Si tergiversa fino ad un blandissimo colpetto di scena finale, che neanche lontanamente giustifica 10 ore noiose, e si passa il tempo mostrando le robotte nude: la chiamerei “serie passatempo”, se il tempo facesse tutto… tranne che passare 😀
      Il Saluto di Fonda qui è d’obbligo ^_^

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  10. cumbrugliume ha detto:

    Bellissimo articolo, anche se non sono d’accordo quasi su niente 😀 È vero che apparentemente Westworld sembra aver subito un trattamento alla Lost, ma l’impressione che mi suscitava Lost era quella di una serie che andava avanti un po’ a casaccio, sperando di tirare le fila alla fine in qualche modo, mentre con Westworld mi sembra tutto studiato fin nel minimo dettaglio. Ho divorato gli episodi anche nei loro momenti di stanca, perché avevo costantemente la sensazione che in qualsiasi momento potesse accadere qualcosa di fondamentale per la trama. E a fine visione mi sono molto divertito a leggere tutte le teorie dei fan che hanno inondato la rete, quelle perfette e quelle più bislacche. È stato come un contenuto speciale non ufficiale, una sorta di dietro le quinte che ha illuminato qualche momento che non avevo compreso appieno e mi ha fatto apprezzare la serie ancora di più. Non vedo l’ora che arrivi la seconda stagione, ho tante domande che aspettano ancora una risposta, e la sensazione è che la prima stagione sia stata solo un unico grande prologo e che la vera trama sia appena cominciata.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti ringrazio e spero di cuore che sia così come dici, ma temo che questa prima sia la classica stagione di “tastamento polso” al pubblico: in realtà non si è detto assolutamente nulla ma se piace allora si parte con la seconda, facendo finta che era tutto previsto sin dalla prima puntata.
      Se sommi gli avvenimenti davvero importanti ai fini della trama, e in generale le informazioni che la serie ti ha dato, non ci riempi neanche un episodio solo, figuriamoci 10.
      Non discuto che il format funzioni, la HBO è una casa seria e non va certo alla cieca, sa quello che fa e sa come farlo. Il successo del Trono di Spade lo dimostra, ma proprio come non vedo il Trono non vedrò la seconda di Westworld perché non mi piace questo stile narrativo 😉

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