Jingle All the Way (1996) Una promessa è una promessa

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Continua il viaggio nei filmacci di Natale che solo il Zinefilo vi presenta!

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Anno 1996, Arnold Schwarzenegger è in crisi: dopo l’enorme successo di Terminator 2 (1991) non ha fatto che toppare un titolo appresso all’altro. Sulla carta Last Action Hero (1993) funziona bene invece è un flop clamoroso, e lo stesso vale per il titanicamente costoso Trues Lies (1994) e per il più contenuto Junior (1994). La parabola discendente continua con Eraser (1996) e in attesa di farsi pelato e ghiacciato per Batman & Robin (1997) ormai Schwarzenegger ha in pratica fatto outing: una sorta di insana perversione lo spinge a godere nel creare film sbagliati.
Ormai cambia una casa di produzione a film perché raramente una major gli offre una seconda opportunità di far perdere soldi… ma la Fox è diversa. Topo il tonfo di True Lies decide di provare a giocare ancora la carta Schwarzy, anche se gli dà solo la metà del budget: lo stesso Arnie riuscirà a fallire e a far perdere un mucchio di soldi. Non stupisce che non abbia più collaborato con la Fox.

Tito action per il peggior inciampo di Schwarzy

Tito action per il peggior inciampo di Schwarzy

Fallire miseramente con un film natalizio è difficile, così Schwarzy si impegna al massimo. Va dallo sceneggiatore Randy Kornfield, che ha scritto qualche filmetto televisivo, e gli chiede la peggior bojata moralista e stupida che si possa immaginare. Fa un casting selvaggio e dopo aver vagliato milioni di comici riesce a trovare quello che in assoluto sappia fare meno ridere, Sinbad, e se lo prende come il peggior co-protagonista immaginabile.
Alla brava Rita Wilson fa fare la moglie inutile, che ha tipo dieci parole in tutto il film, e lascia a Jim Belushi gli unici dieci secondi simpatici della storia – un Babbo Natale spacciatore di giocattoli fallati – così da far capire bene al pubblico quanto sia brutto il film prima e dopo il cameo di Belushi.

E questa sarebbe un'illuminazione natalizia? Dilettante...

E questa sarebbe un’illuminazione natalizia? Dilettante…

Il risultato è l’inguardabilità fatta film: Jingle All the Way, che esordisce in patria il 16 novembre 1996. Arriva nelle sale italiane il 12 dicembre successivo con il titolo Una promessa è una promessa: la Fox Video lo distribuisce in VHS e DVD di nascosto, data la vergogna, ed entrambe scompaiono subito nel nulla.

Il film è ancora guardabile: scrivetelo peggiore!

Il film è ancora guardabile: scrivetelo peggiore!

La trama è tra le più banali del mondo. Howard Langston (Schwarzenegger) è un uomo d’affari costantemente impegnato al telefono in ufficio e trascura la famiglia come se fossimo in un vecchio film datato. Gli imbarazzanti due minuti in cui vediamo il personaggio “lavorare” sembrano ritagliati da un pessimo filmetto yuppie anni ’80…
Il figlio soffre perché il padre è assente, e soffre la madre e soffre l’intero vicinato, e soffre il mondo e i bambini in Africa muoiono perché il bambino protagonista non ha la totale attenzione del padre, e visto che Howard non mantiene mai le promesse fa quello che fanno tutti quelli che non mantengono le promesse: fa una nuova promessa.
Impegnatosi a comprare un Turbo Man, pupazzo introvabile da mesi, iniziano le stupide e noiose avventure dello stupido e noioso Howard e della sua stupida e noiosa spalla Myron (Sinbad).

Il più amato dai bambini... quello che Schwarzy non è più!

Il più amato dai bambini… quello che Schwarzy non è più!

Negli anni Ottanta ci si impegnava a veicolare il messaggio ipocrita che il Natale non dovesse essere una festa consumistica, ma poi negli anni Novanta questa facciata di buonismo è crollata e ora il messaggio è tutt’altro: al moccioso Jamie (Jake Lloyd) non frega nulla del padre, se ne sbatte di tutta la famiglia perché l’unica cosa che abbia importanza è Turbo Man. Se Howard gli riuscirà a regalare quel pupazzo e poi scomparirà nell’indifferenza che ha contraddistinto la sua vita fino a quel momento, andrà tutto bene.
Quindi ciò che conta per il protagonista non è essere presente nella vita del figlio, all’insegna del “meglio deludere con un regalo mancato ma poi essere presente per consolare”, bensì mantenere una promessa fatta a un moccioso – che la dimenticherà mezz’ora dopo – pur rimanendo intatta l’assenza dalla sua vita. Se Howard avesse promesso al figlio di sgozzare una vecchietta, il film mostrerebbe Schwarzy all’inseguimento di vecchie con un coltello in mano, perché la morale è che le promesse vanno rispettate…

Il problema di questo film... è qui dentro!

Il problema di questo film… è qui dentro!

Al di là dello stupido e ridicolo messaggio di questa bojata di film, la parte brutta è proprio il film: è fatto male pur essendo tecnicamente ineccepibile. Semplicemente sono riusciti nella incredibile impresa di costruire SOLO personaggi sbagliati – non se ne salva uno solo, anche le comparse sono brutte! – e di sbagliare ogni frase del copione e di sbagliare ogni inquadratura e ogni scelta generica.
Dal primo all’ultimo fotogramma è un film sbagliato, e anche una “citazione alta” come Schwarzy che prende a pugni una renna – strizzata d’occhio al pugno al cammello di Conan il Distruttore (1984) – è girata così male che si perde tutto l’effetto. Brian Levant è un regista specializzato in filmetti per ragazzini e non sembra avere una particolare attenzione per le belle inquadrature: fa il suo mestiere d’ufficio senza particolare enfasi.

Schwarzenegger... ha ucciso... il Natale...

Schwarzenegger… ha ucciso… il Natale…

A Natale siamo tutti più buoni… ma Schwarzenegger ha ucciso il Natale, con questo film, quindi disprezzarlo è cosa buona e giusta!

L.

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27 risposte a Jingle All the Way (1996) Una promessa è una promessa

  1. Evit ha detto:

    Ne hai scritto una recensione fenomenale e spaventosament veritiera.
    Il film ha UNA battuta buona, solo una, subito rovinata da quella successiva.
    Proprio non ce la facevano a fare intrattenimento.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      All’epoca me lo sentivo che sarebbe stato disastroso e credo sia stato l’unico film di Schwarzy che non abbia mai volutamente visto: ora posso confermare di aver avuto ragione 😛

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      • Evit ha detto:

        Ne ricordo ancora la réclame che ne fece il Tg2. Chissà perché ricordo tutti i servizi del Tg2 sui film in uscita (Matrix, Independence Day, Una promessa è una promessa…)

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Io invece non vedevo mai la RAI quindi mi manca quel background, invece adoravo CIAK su Mediaset, ma ormai nel ’96 non lo seguivo più. (Non so neanche se lo facevano ancora).
        Con tenerezza scopro che la mitica Anna Pradeiro ora fa “Note di cinema” su IRIS: oltre alla Detassis è l’unica giornalista di CIAK dell’epoca che ricordo ^_^

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    “Schwarzenegger ha ucciso il Natale”, non è propriamente una cosa brutta brutta, se lo avesse ucciso a forza di bazooka e non di film horribilis almeno sarebbe rientrato nel personaggio

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  3. Denis ha detto:

    La Detassis è il direttore di Ciak,film orrendo Darth vader nasce dalle promesse e assenza del padre,Jake Loyd e Anakin Skywalker nell’orrendo Minaccia Fantasma,insomma tutti gli ingredienti giusti per una schifezza,non lo riguarderò mai più!

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  4. Cassidy ha detto:

    Sai bene che Schwarzenegger è uno dei miei preferiti, e ti ringrazio per le molteplici citazioni, proprio per questa ragione, in vista delle vacanze di Natale ho deciso di rivedermi… Commando 😉 No sul serio, recensione ineccepibile, hai riassunto tutti i problemi di un film disastroso, superato in bruttezza solo da quello in cui Arnold partorisce, no a ben pensarci questo è peggio! L’Esempio di Swarzy assassino di vecchiette riassume il problema del film alla perfezione. Spesso viene citato tra i migliori film di Natale, ma se deve vedere Swarzy padre, meglio 100 Commando 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Scherzi? Facciamo 100 milioni di volte! Commando è nel Gotha dei migliori film di sempre, con le migliori “frasi maschie” del cinema e la più alta percentuale di divertimento in un film d’azione! Aspetto fremente il tuo pezzo 😉

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  5. claudio vergnani ha detto:

    Bella recensione, però un po’ ambigua. Alla fine non ho capito se ti sia piaciuto o meno.

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  6. Andrea ha detto:

    Però devo fare ammenda, non l’ho messo tra i brutti film di Santo Stefano perché mi piace e mi fa ridere. SCUSATE 😦

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  7. Fausto ha detto:

    Mi sono fermato a True Lies flop

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Fu davvero una gran delusione, all”epoca ero fomentato ed ero sicuro che True Lies sarebbe stato un capolavoro: che delusione… Per me James Cameron ancora si sveglia urlando, la notte…

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      • Fausto ha detto:

        Se si tratta di una riflessione a titolo personale sulla qualità del film, nulla da dire. Ma commercialmente fu uno dei maggiori successi del ’94. Anche la critica fu generosa e tutt’ora credo sia una delle action comedy più mastodontiche ed effervescenti che si ricordino…ad ogni modo mi premeva sottolineare un aspetto: leggendo l’incipit pare che Schwarzy, nel post T2, non ne abbia più imbroccata una, nè a livello artistico, nè a livello commerciale. Se la qualità di un film è sindacabile (per me Last Action Hero è un gioiello, Giorni Contati un godibilissimo guilty pleasue), non lo è certamente il successo al botteghino e di cassetta. E stando ai numeri, negli anni ’90, Arnold Schwarzenegger, per quanto in calo, era ancora tra i padroni del boxoffice. Sfido chiunque oggi a tirare su 130mln in America con un “film” come una Promessa è una Promessa.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ovvio che siamo sempre sulle considerazioni personali, e che essendo anch’io fan di Schwarzy sin dalla fine degli Ottanta tendo a perdonargli molto, ma che questo film sia un successo non mi sento proprio di sottoscriverlo. Quale critica l’ha incensato? All’epoca della sua uscita solo gli uffici stampa ne parlarono – quelli che anche oggi definiscono a priori bello un film solo perché pagati per farlo – e dubito fortemente che sia il più divertente dei Novanta: ricordo anzi che era il simbolo della caduta del povero Arnie.
        Che lui sia un mito è fuor di dubbio, così come era chiarissimo a tutti che non ce la faceva a bissare T2, tanto che dopo un errore dopo l’altro ha fatto l’ancor più sbagliato T3. Ciò che le major guardano è l’incasso del primo weekend di programmazione e quello Schwarzy non riusciva più a dominarlo come un tempo.
        Infine, definire divertente questo film è davvero esagerato, e che sia stato un flop anche in Italia lo dimostra il fatto che il DVD sia scomparso e fuori catalogo…

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      • Fausto ha detto:

        Se parliamo di Una promessa è una promessa son d’accordo. Su True Lies assolutamente no. Anche se posso capire appaia come il Cameron “più semplice e meno ambizioso” di sempre…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Come dicevo vado a memoria, perché dopo il ’95 (o quando fu) non ho più rivisto il film, ma ciò che provavo era semmai il contrario: l’ho trovato arzigogolato e complesso in modo forzato. Si cercava di far capitare le cose più incredibili al protagonista ma non in modo fluido: era tutto spinto a fare per forza un film alla Schwarzenegger, cosa che con i precedenti film di Cameron non succedeva. Chi è che vedendo Aliens o i due Terminator pensa “ma succede tutto a quei poveri protagonisti”? Anche lo sfortunato Abyss lo considero un ottimo film, perché fluido e mai forzato: True Lies l’ho trovato molto forzato e già durante la visione non mi piaceva, sebbene sia tecnicamente perfetto e gli attori siano bravissimi (e Jamie stupenda!).
        Però, ripeto, è solo il mio giudizio a più di vent’anni dalla visione: il fatto che non abbia alcuna voglia di vederlo, la dice lunga su quanto abbia conquistato un fan di Schwarzy come me 😛

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  8. Giuseppe ha detto:

    Io li adorai, sia True Lies che The Last Action Hero… mentre di sicuro NON ho adorato questo “coso” natalizio, visto che nemmeno lo ricordo. E, in genere, è impossibile che io non riesca proprio a ricordarmi di qualcosa che Arnold ha fatto..

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Last Action Hero aveva un cameo di Van Damme quindi sin dal primo secondo entrò nelle mie grazie ^_^ Lo considero uno splendido film che forse non fu capito dal grane pubblico che ne decretò l’insuccesso. O forse la campagna pubblicitaria fu così titanica che fece lievitare troppo il budget…
      “True Lies” invece non mi è piaciuto sin da subito, malgrado avesse tutte le sue cosine al posto giusto. Non saprei dirti perché, ma è come se mentre lo vedevo mi desse fastidio il troppo troppismo che lo permeava. Ogni cosa era portata all’eccesso e di solito questo mi diverte, ma in quel caso mi ha dato fastidio: l’ho visto una volta sola alla sua uscita, e questo… non è da me! 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Eh, Last Action Hero era contemporaneamente cinema e meta-cinema di altissimo livello, poco adatto per un pubblico abituato a storie più lineari (anche troppo, a volte) e quanto a True Lies… beh, io continuo a trovare “Arnold Bond” – con tutto il voluto ma mai fuori controllo eccesso che lo circonda- irresistibile ancora oggi 😉

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