Guerre Stellari (guest post)

guerre-stellari-poster-1977Il mio attento lettore Denis, che cura la rubrica dei videogiochi, regala questo guest post dedicato ad un film che non ha certo bisogno di presentazioni.

Guerre Stellari

Anni ’70, in America il clima non era dei migliori e il cinema rifletteva il sentire del periodo con film western crepuscolari, catastrofici e drammi. Hollywood voleva un cambiamento cosi di affidò alle giovani leve come Brian De Palma, Martin Scorsese, Steven Spielberg, Francis Ford Coppola e il nostro eroe George Lucas: nacque così il corso detto New Hollywood.

George Lucas prima di scrivere Guerre Stellari firmò due film: L’uomo che fuggì dal futuro e American Graffiti che lo fece rimare male perché la produzione l’accorciò di cinque minuti e quindi da quel momento decise che voleva il pieno controllo creativo dei suoi film. Portò la bozza a vari studi di produzione che la presero a pernacchie, ma nella 20th Century Fox trovò un vecchio compagno di studi, Alan Ladd jr., che gli diede otto milioni per produrre Guerre Stellari.
Il casting lo fece insieme a Brian De Palma che stava reclutando per Carrie, vennero provinati per le varie parti Kurt Russel, William Katt con Harrison Ford proveniente da una particina proprio in American Graffiti. Per la principessa Leia vennero provinate Cindy Williams, Terry Nunn e infine venne presa la tosta Carrie Fisher, che dovette dimagrire di quattro chili. Per Darth Vader prese un body builder scozzese, David Prowse, ma avendo una voce di merda chiamò per doppiare le battute l’attore James Earl Jones (lo ricordate come papà di Eddie Murphy in Principe cerca moglie). Per Chewbacca trovò un cristone di 2,21 metri che faceva l’usciere in un ospedale dello Yorkshire, Peter Mayhew, e infine per il carismatico Ben Kenobi chiamò Alec Guinness.
Per i droidi C1P8 un nano di un metro Kenny Baker e per D3PO il mimo attore Cristopher Daniels e per l’eroe il giovane attore televisivo Mark Hamill. Infine il ruolo di Han Solo andò proprio ad Harrison Ford.

Il secondo problema da risolvere era creare effetti speciali mai fatti prima. Lucas assoldò l’artista proveniente dalla Boing Ralph McQuarrie, l’assistente di Douglas Trumbull (perché impegnato sul set di Incontri ravvicinati del terzo tipo), John Dykstra che innovò con il motion control (sistema che ripeteva perfettamente i movimenti di macchina) e altri tipo Richard Edlund effetti visivi e Ben Burtt per quelle sonori creando di fatto la fabbrica delle meraviglie Industrial Light e Magic.

Il set si spostò in Tunisia dove il cast era messo a dura prova dai costumi, guasti, sindrome di Montezuma, scarsa fiducia nello script (a tutti sembrava una vera cazzata) e i 38 gradi fecero il resto.

Poi tutti si trasferirono nei set ricostruiti negli ottimi studi inglesi di Elstree, ma ai produttori cominciano a girare i coglioni per le scadenze, perdendo tempo con domande tipo se Chewbacca dovesse avere i pantaloni (magari tirolesi) ma l’amico Alan Ladd lo copre e Lucas per ultimare le riprese entro una settimana divise il cast tecnico in tre unità di riprese.

La musica venne affidata al sommo John William insieme alla London Simphony Orchestra, gli scontri spaziali vennero copiati dai documentari della Seconda Guerra Mondiale.

Il primo montaggio era una porcheria perché il montatore non aveva rispettato le direttive del buon George. Costretto in seguito ad assoldare altri tre montatori, Lucas finì distrutto dal set: gli venne un esaurimento e ipertensione non volendo fare più il regista, ma quando il film uscì fu un trionfo, creando di fatto una cosa mai vista prima, ispirandosi al Flash Gordon di Alex Raimond e al saggio L’eroe dei mille volti di Joseph Campbell e infine ai samurai dell’antico Giappone.

Infine il nostro eroe avendo tenuto i diritti per il sequel e il poco sfruttato all’epoca merchandise (giocattoli e altre minchiate) e i diritti di immagine dei personaggi (gli attori lo presero nello stoppino), con un budget di 25 milioni affidando la regia al suo ex professore di regia Irvin Kershner L’impero colpisce ancora, anche qui problemi. Harrison Ford voleva far crepare Han Solo, il set del Pianeta Hoth era in Norvegia con l’inverno più freddo degli ultimi cinquant’anni, Yoda fu fatto dal marionettista Stuart Freeborn copiando il suo volto aggiungendo le rughe di Einstein, mosso da Frank Oz proveniente dai Muppets.

Trionfo al botteghino ma l’amico Alan Ladd jr. fu messo alla porta dalla 20th Century Fox e per ripicca il nostro diede Indiana Jones alla Paramount (tie) non il caccia.

Per il Ritorno dello Jedi budget di 33 milioni di dollari il vero regista scelto inizialmente da Lucas era il suo amico Steven Spielberg, ma non poté assumerlo perché essendo fuori uscito dal sindacato Directors’ Guild of America per una disputa nata per non avere messo i titoli di testa (costata 250 mila dollari) nell’Impero colpisce ancora, la DGA stranamente non dicendo niente per Guerre Stellari (per forza non si aspettavano il successo), assolda il mestierante Richard Marquand (r.i.p).
Per il Jabba The Hutt, Phil Tippet e Stuart Freeborn realizza un lumacone mafioso schifoso con la faccia mutuata da un attore di noir di nome Sidney Greenstreet, veniva mosso da più marionettisti tra cui un nano solo per muovere la coda, vengono messi gli orsetti gommosi… Ewok, tra cui un bambino nano di nome Warwick Davis (11 anni) che lo ritroveremo come protagonista in Willow insieme a quel faccione eroe degli zinefili Val Kilmer.

Sul set, parole di Carrie Fisher, per il costume stretto da schiava, aveva paura che gli si vedesse la Florida, be’ io non la vista… ma penso nemmeno Willy l’orbo, Cassidy e Lucius.

Nel cast tecnico c’è un giovane David Fincher e Joe Johnston futuri registi.

Trionfo al botteghino ma vittoria agrodolce per George: a fine riprese la moglie Marcia Griffin gli chiede il divorzio.

Per me Lucas più che un ottimo regista era un tecnico afflitto da manie di perfezione. Come non ricordarsi l’orrenda operazione del 1997 dove aggiunse orrende scene in CGI alla trilogia classica, ma il suo sogno di indipendenza dalle malvagie major, lo portò a creare lui stesso un impero. Comunque è stato lungimirante: ha creato la moderna Hollywood di fatto. Saghe infinite con merchandise al seguito, assunzione di attori giovani che firmano per più film (costano meno), solo che prima le sceneggiature almeno si curavano. Poi molti di noi all’epoca che erano più grandicelli passarono ai mondi più cupi di Alien e Blade Runner (film che reputo perfetto fotogramma per fotogramma), insomma al lato oscuro.

Probabilmente vendendo il suo studio alla Disney si è tolto un peso conflittuale visto che sognava di essere Luke (assonanza con il suo cognome) scrivendo di un giovane con le sue stesse passioni (auto) e conflitto con il padre e tormentato da un incidente in macchina, ha messo nei sei film di Guerre Stellari uno che perde sempre o una mano o il braccio forse era una terapia per il trauma subìto.

Dopo aver scritto questo papiro proveniente da una galassia lontana lontana, vi saluto mangiando orsetti gommosi… Ewok.

The force will be you, always

Denis

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17 risposte a Guerre Stellari (guest post)

  1. Evit ha detto:

    “aveva paura che gli si vedesse la Florida, be’ io non la vista… ma penso nemmeno Willy l’orbo”

    ho rovesciato il té a leggerla. Non sapevo che c’era la possibilità di vedere la Florida, lo avessi saputo sarei diventato orbo anche io a furia di sforzare gli occhi.

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  2. Giuseppe ha detto:

    Ma nessuno che si sia chiesto se almeno io la Florida sia riuscito a vederla? Perché avendo io le ri-digitalizzazioni del 2004 successive a quelle del 1997, adesso mi sta venendo il dubbio che George l’abbia aggiunta poi con la scusa di far parte dell’effettistica che avrebbe voluto mettere già all’epoca, se ne avesse avuto i mezzi. E’ che nel 1983 era troppo presto… per farcela vedere (ehm) 😛

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  3. Denis ha detto:

    Contento che vi sia piaciuto Carrie Fisher era una ragazza tosta e pronta alla battuta,nel 2006 a Parigi ho visto i modellini originali di Guerre Stellari,il costume di Chewbacca era altissimo più o meno 2,15 m.
    Comunque Leia schiava in America e un cosplay che gira alla grande,penso che un mio amico avesse ragione quando diceva”alle donne piace farsi guardare”.
    il post va dedicato a Carrie Fisher,Alec Guinnes,e Kenny Baker.
    A,Evit ,Giuseppe,Lanza,Cassidy,Willy L’orbo e Lucius auguri di Buon 2017

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  4. Denis ha detto:

    Da domani tutti in Florida un posto caldo e accogliente!

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  5. Cassidy ha detto:

    Bellissimo post Denis mi hai fatto morire! Faccio una modifica ad una frase di Sam Neill che mi piace tanto: “Mi sarebbe piaciuto vedere la Florida” 😀 Anche se in ritardo, auguri di buon anno! Cheers

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