House IV (1992) Presenze impalpabili

house4_posterNei primi anni Novanta il mercato immobiliare va a gonfie vele e Sean S. Cunningham dà via case come se piovesse. Non contento della prima (1985), seconda (1987) e terza (1989) House eccolo pronto a presentarne una quarta, con l’aiuto stavolta della New Line Cinema.
Preso Lewis Abernathy, lo sceneggiatore del mitico Creatura degli abissi (1989), lo mette alla regia: che sia un modo per dire che non gli è piaciuto l’unico suo film scritto? No, perché l’altro sceneggiatore Geof Miller lo prende proprio come co-sceneggiatore, quindi forse quella di Abernathy è una promozione…
Il risultato è comunque House IV, uno degli ultimi esponenti di un genere cinematografico che da molto tempo non ha più nulla da dire.

Ok, chi ha scelto il violetto per il titolo? Un demone indiano?

Ok, chi ha scelto il violetto per il titolo? Un demone indiano?

Il film esce in patria il 29 gennaio 1992 ed arriva poco dopo nelle sale italiane – in piena estate, com’è tradizione nostrana per i filmacci – il 12 agosto 1992, con il titolo House IV. Presenze impalpabili.
Rimane su grande schermo fino al 22 settembre, poi dall’ottobre successivo viene rilasciato in VHS Manzotti Home Video: esiste anche un’edizione BMG Video di cui però non ho trovato altre notizie.
Il destino del film è di apparire sulle TV a pagamento: Il 6 agosto 1993 su Tele+1 – con il semplice titolo House IV – il 20 marzo 2002 su Stream e il 7 maggio 2005 su SKY Cinema 3.

Per confermare il titolo italiano, contro i buffi titoli alternativi che girano

Per confermare il titolo italiano, contro i buffi titoli alternativi che girano

house4_poster2IMDb riporta altri due curiosi titoli alternativi per il film. Il primo, La Casa 9, è frutto della fantasia di qualche fan troppo solerte che l’ha inserito nel database, senza che esista la minima prova della sua reale esistenza.
Misterioso invece è il titolo Chi ha ucciso Roger (senza punto interrogativo, come erroneamente riporta IMDb): anche di questo esiste la minima traccia, né al cinema né in home video, ma su eBay esistono in vendita locandine identiche a quelle di House IV… ma con su scritto questo titolo alternativo.
Nessun cinema ha mai messo in cartellone Chi ha ucciso Roger, ma i distributori italiani comunque ne hanno preparato delle locandine quindi era evidentemente un titolo alternativo reale.

Da questa non esco... neanche morto!

Da questa non esco… neanche morto!

Ve lo ricordate Roger Cobb, interpretato da William Katt, protagonista di Chi è sepolto in quella casa? (1985)? Qui torna a chiudere idealmente il ciclo, ma in realtà è tutt’altro personaggio.
Invece di vivere da solo nella casa della zia suicida, qui Roger vive con la moglie Kelly (Terri Treas) e l’adorata figlioletta Laurel (Melissa Clayton) nella casa che gli ha lasciato in eredità suo padre con una regola precisa: mai dovrà venderla.
Peccato, perché il viscido Burke (Scott Burkholder) vuole comprarla ad ogni costo, che serve ad un bieco industriale che ci vuole costruire una fabbrica.

La quarta casa che Cunningham ha piazzato nel cinema

La quarta casa che Cunningham ha piazzato nel cinema

Una notte Roger muore nel tragico incidente che coinvolge la sua famiglia, nel quale la piccola Laurel perde l’uso delle gambe. Nella grande casa ora Kelly rimane sola con una bambina su sedia a rotelle.
Ogni tanto la va a trovare l’amico di famiglia Ezra (Ned Romero), indiano che sa il segreto della casa: è stata costruita su una fonte ricca di anime indiane… va be’, dài, è il solito cimitero indiano anche se con un’altra dicitura: da Poltergeist (1982) in poi non esiste altra trama per le ghost house.

Augh, il grande spirito dice: aridàglie col cimitero indiano!

Augh, il grande spirito dice: aridàglie col cimitero indiano!

L’anima de li mortacci indiani e quella errante di Roger fanno scaturire strani avvenimenti e allucinazioni a Kelly, che però resiste e non vende finché Burke e i suoi scagnozzi non fanno una brutta fine e torna il sorriso.

A Roger, nun me lassa'... Rimani in questo film!

A Roger, nun me lassa’… Rimani in questo film!

Cunningham ha palesemente perso il tocco e quello che crea è un film molto più comico – nelle intenzioni – rispetto al già frizzante primo episodio. Da circa metà film House IV diventa in pratica una commedia per ragazzini, tipo “Mamma, ho preso il demone indiano”, con cattivi pasticcioni stereotipati che fanno le facce brutte.
Tutto ciò è imbarazzante e temo non abbia fatto sorridere neanche all’epoca: l’idea conclusione della saga House scade nel peto e nella pernacchia.
Però si salva il motivetto del I’m Ya Pizza Man!

I'm Ya Pizza Man!

I’m Ya Pizza Man!

Un ragazzo consegna una pizza a Kelly cantando una strana canzone – scritta dal regista Abernathy con il blasonato compositore Harry Manfredini! – che poi rimane in testa alla piccola Laurel… e anche al demone della casa, che la canta in fattezze pizzose!

A parte questo siparietto divertente di pochi secondi, il resto è un film tipico dell’epoca: una buffonata inutile e noiosa. Ogni buona idea nata dal primo titolo, al quarto è ormai finita in rutto…

L.

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16 risposte a House IV (1992) Presenze impalpabili

  1. Evit ha detto:

    Il primo film resta purtroppo inarrivabile rispetto ai sequel… impalpabili. In quella clip finale si nota lo stesso genere di situazione che si venivano a creare nel primo con la mano/il bambino/la madre ma ormai la deriva verso il comico totale è senza ritorno

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Anche perché il primo aveva giusto una spruzzata di umorismo, quasi “impalpabile”, ma sotto c’era roba buona, una buona storia e intuizioni che sarebbero state poi riprese da Adrian Lyne. Qui c’è il nulla più totale riempito con situazioni buffonesche e cialtronesche, quindi siamo lontani parecchi universi!

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  2. Cassidy ha detto:

    Posso dire che di questo film a distanza di anni ricordo praticamente solo la scena della pizza? Hai ragione davvero un film di poco conto, comunque lo dico sempre che mi fido più delle tue ricerche che di IMDB 😉 Cheers!

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    • Cassidy ha detto:

      P.S grazie per la citazione Indiana! 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      I fan che aggiornano IMDb (che solo da poco ha chiuso questo servizio) sono pieni di entusiasmo ma spesso non controllano le fonti e vado a occhio, o a memoria. Chissà da dove diavolo esce quel La Casa 9…

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      • Marco Lazzara ha detto:

        Se mi posso permettere, te lo spiego io con questo link (vedi ultimo paragrafo):
        https://it.wikipedia.org/wiki/La_casa_(serie_di_film)
        Tecnicamente potrebbe quindi essere la Casa 8 (tecnicamente e solo in Italia, anche perché tecnicamente non sarebbe nemmeno House IV, a voler essere pignoli/moralmente ineccepibili).
        Concordo: ad anni-luce da Chi è sepolto in quella casa, che era davvero un gioiellino dell’horror anni ’80 (comprensivo anche di una Miss Mondo). 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Be’, in originale è House IV perché è il quarto film sulla Casa di Cunningham, che ha seguito la propria numerazione. Visto che ad onor del vero è quasi l’unico ad aver parlato realmente di una casa, ne ha di ben donde!
        In Italia è tutto talmente fuso che i numeri svalvolano, ma rimane il fatto che mantiene House IV anche da noi: “La casa 9” che riporta IMDb non trova conferme in alcuna fonte. (Intendo fonte attendibile e non un sito che a posteriori riporta voci non confermate da altri siti!)
        Ma davvero gli italiani dell’epoca trovavano appetibili questi numeri dati alle Case? 😀

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  3. Giuseppe ha detto:

    La scena finale sta a dimostrare una volta per tutte che in quella saga non ci credeva più nessuno, e da tempo… in pratica, è come se William Katt ci avesse detto: “Cazzo, come fate a essere ancora qua? Ma andate tutti a farvi una pizza, piuttosto!” 😛

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  4. Marco Lazzara ha detto:

    Ma dai, è tutto un delirio! Passi La casa 8 (no, non passi nemmeno, La Casa di Raimi era tutt’altra cosa), ma la Casa 9 proprio no!
    E poi la figata è che il titolo originale di Chi è sepolto in quella casa era House, quindi era davvero La Casa, non quella di Raimi che era Evil Dead!
    E come se non bastasse La Casa 7 (in Italia House III) non c’entra niente né con La Casa né con House! Disgustorama!
    Cosa non si fa per sciacallare un titolo… Meriterebbe un post a sé tutta questa lurida storia…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Molti l’hanno fatto, ma hanno dato per scontato che IMDb fornisse dati reali: io invece mi vado a controllare titolo per titolo e quando avrò completato il “Martedì Ghost House” cercherò di stilare uno schemino riassuntivo, per capirci qualcosa.
      A naso, temo che siano titoli in libertà, dati a casaccio da gente che non aveva neanche visto il film 😀
      Raimi NON parla di case e si chiama Casa, Cunningham parlava di case ma solo due titoli su quattro hanno la parola Casa. Poi le fetecchie italiane che sono porcate e non meriterebbero neanche un titolo…
      La Casa 7 è un mito perché ha Henriksen e Brion James: paradossalmente è James il demone che può anche uscire dalle cantine della casa, quindi è il film meno “casa” di tutti…
      E ancora devo passare ai titoli “composti”, con “La casa qua” e “La casa là…” La rubrica avrà materiale per molto tempo 😛

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