Death Race 2050 (2017) Frankenstein is Back

death-race-2050«Fumare fa male… ma dubitare di Frankenstein è letale!»
Metà uomo, metà macchina, tutta leggenda: il 2017 inizia con l’universo che esplode… perché c’è un nuovo Frankenstein in città!
E se non sapete chi sia Frankenstein, il pilota più cazzuto della storia del cinema, allora allacciate le cinture: dovete masticarne di strada prima di raggiungere la leggenda…

«Feed my Frankenstein / Hungry for love / And it's feeding time»

«Feed my Frankenstein / Hungry for love / And it’s feeding time» (Alice Cooper)

In questo blog già ho più volte citato l’opera della Universal 1440, piccola casa di filmacci che dal 2012 ha fatto della numerologia una missione di vita: dite un film… e questa casa ne ha fatto un sequel numerato! Il Re Scorpione 3 (2012) e Il Re Scorpione 4 (2015), Tremors 5 (2015), Honey 3 (2016), Hard Target 2 (2016), Dragonheart 4 (2017) e via dicendo.
Stavolta però il responsabile della casa va da Roger Corman e gli dice: «Maestro, tra un CobraGator e uno Sharktopus, perché non produci anche un film senza bestiacce? Magari potremmo rispolverare il tuo mito del 1975…»
L’ultranovantenne Roger Corman storce la bocca e mugugna «Whalewolf… balena mannara…»
Al che interviene la storica moglie Julie: «Tranquilli, firmo io, almeno mi distraggo da tutti ‘sti animali incrociati!»
(P.S. Tutti i mostri citati sono film realmente esistenti, prodotti da Corman in questi anni!)

Quando il mito domina la serie Z!

Quando il mito domina la serie Z!

Non starò qui a dire cosa sia il titanico e mitologico Death Race 2000 (in Italia, Anno 2000. La corsa della morte), sicuramente quanto prima ci farò uno specialone chiamando a raccolta anche altri blogger.
Per ora mi basti dire che Death Race 2050 – portato nelle nostre videoteche dalla Universal il 25 gennaio 2017 – è un autentico capolavoro di serie Z e perfettamente rispettoso del mito.

La maschera è diversa, ma il mito è sempre lui

La maschera è diversa, ma il mito è sempre lui

«Le sedie a rotelle mi rovinano la carrozzeria…»
David Carradine nel 1975, Jason Statham nel 2008, Luke Goss nel 2010 e nel 2013: ora tocca ad uno strepitoso Manu Bennett indossare la maschera più nera del mondo delle corse della morte, l’attore che abbiamo imparato ad odiare per il suo Crisso nella serie televisiva Spartacus.
Dire che esegue alla perfezione il suo compito è davvero dire poco…

E Frankenstein dice «Mo' basta maschera!»

E Frankenstein dice «Mo’ basta maschera!»

Ad un occhio distratto questo film può sembrare una cialtronata come se ne vedono tante in TV, e invece è un piccolo gioiello proprio perché sfotte bellamente la cultura che ha generato il cinema di serie Z.
Se l’originale del 1975 sbatteva in faccia agli spettatori quanto fossero stupidi a vedere film come quello, e sotto la patina nascondeva un cuore pulsante di denuncia sociale e durissimo attivismo politico, questo film del 2017 chiama a raccolta tutti i fan degli Hunger Games vari e grida loro in faccia: siete degli imbecilli! Ecco come le tratto le vostre bimbominchiate!
E comincia una parodia hungergamide che abbraccia ogni film che parla di giochi al massacro futuristici: tutto portato alle estreme conseguenze della serie Z!

Mancano solo Dastardly e Muttley...

Mancano solo Dastardly e Muttley…

«In futuro, potresti evitare di gridare frasi stupide tipo “Lascialo passare”?»
L’atmosfera da Wacky Races è fortissima, ma giustificata: il film di Corman del ’75 prendeva in giro anche la celebre serie animata, rendendola talmente violenta da diventare umoristica. E quando hai un giovane Sylvester Stallone che fa il duro su un’automobile truccata… non puoi non ridere di pancia!
Ecco dunque gli incredibili partecipanti alla Corsa della Morte del 2050:

Tammy la terrista (Anessa Ramsey)

Tammy la terrista (Anessa Ramsey)

Minerva Jefferson (Folake Olowofoyeku)

Minerva Jefferson (Folake Olowofoyeku)

Jed Perfectus (Burt Grinstead) in pratica la versione Z di Stallone

Jed Perfectus (Burt Grinstead) in pratica la versione Z di Stallone

E per finire… lui…

Frankenstein (Manu Bennett) e co-pilota Annie Sullivan (Marci Miller)

Frankenstein (Manu Bennett) e co-pilota Annie Sullivan (Marci Miller)

Il regista e sceneggiatore G.J. Echternkamp – in realtà è un attore di professione che qui passa dietro le quinte – raccoglie alla perfezione lo spirito del primo film e adatta quell’atmosfera ai cialtroni e puzzolenti anni Duemila. Non ci sono più ideologie, il Frankenstein del 2017 è un animale da reality che lotta contro la demenza della sua epoca. Però come co-pilota gli capita Annie Sullivan (Marci Miller), in realtà appartenente alla resistenza guidata dalla mitica Yancy Butler, che cerca di sensibilizzarlo sulla alienante realtà sociale in cui vivono.

A sorpresa una scatenata Yancy Butler a capo della resistenza!

A sorpresa una scatenata Yancy Butler a capo della resistenza!

Non che la resistenza sia migliore, anzi è una banda di cialtroni criminali pure peggiori del potere costituito – incarnato da un perfetto vanesio e demente Malcolm McDowell in splendida forma – e forse l’unica speranza in questo mondo è una via di mezzo tra ideologia e lotta.

Malcolm McDowell più sobrio del solito!

Malcolm McDowell più sobrio del solito!

E la missione originale di Frankenstein? Forse che nei mollicci anni Duemila, dove la vuota chiacchiera ha preso il posto dell’impegno sociale, non ha più senso lo scopo che il protagonista si era prefissato nel primo film? O forse che quella che per l’epoca era una novità oggi è una triste consuetudine e quindi non si può più usare? (Non sono più preciso per non spoilerarvi nulla del primo film.)
Tranquilli, questo film è talmente geniale, nel suo piccolo, che troverà il modo perfetto per essere rispettoso dell’originale pur usando gli strumenti della modernità.

Ogni film migliora... con i ninja!

Ogni film migliora… con i ninja!

Durante la Corsa della Morte si acquistano punti schiacciando la gente per strada, come ben sa chi ha giocato al mitico Carmageddon ispirato al primo film, e questo dà il via a siparietti di umorismo nero imperdibili: arti volanti e budella scroscianti ci fanno capire in quale pertugio siano finiti i patinati e zuccherosi Hunger Games

Voglio la testa di Katniss!

Voglio la testa di Katniss!

Battutacce a profusione, cialtroneria a secchiate, attori sempre sopra le righe, divertimento di grana grossa e tanti effetti speciali economici presi al discount: insomma, un capolavoro alla Corman!

Conoscete il nome... conoscete la qualità!

Conoscete il nome… conoscete la qualità!

Picchiate chi volete, ma DOVETE vedervi questo film, ovviamente cantando a squarcia gola il tema musicale del film: «Guida, guida, guida, uccidi, uccidi, uccidi»!

La nuova hit dell'estate!

La nuova hit dell’estate!

L.

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13 risposte a Death Race 2050 (2017) Frankenstein is Back

  1. Cassidy ha detto:

    Ho poche certezze davvero solide nella mia vita, il Zinefilo è una di queste 😀 Ho messo gli occhi su questo film dal primo (folle) trailer, è nel mucchio delle cose da vedere a breve, però sono già felice del fatto che tu lo abbia promosso, temevo che dietro alla bella locandina ci fosse il solito nulla, ben contento che non sia così.

    Per quello speciale su “Anno 2000 la corsa della morte” e derivati, contami pure, era un pezzo che volevo rivedermelo quel filmone 😉 Cheers!

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  2. Pietro ha detto:

    Adorati e visti tutti, però questo è davvero troppo secondo me, originale proprio non è, in più troppo tamarro, anche se lo vedrò ugualmente e forse mi piacerà 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Essendo un remake, ovviamente è tutto tranne che originale! E siamo negli anni Duemila: esiste un film direct-to-video che non sia tamarro? Però questo è cialtrone in modo divertente, e raccoglie lo spirito del film originale per sfottere i vari cloni che sono apparsi negli anni.
      Visto che già hai apprezzato gli altri Death Race, questo te lo consiglio: almeno una visione la merita 😉

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    A volte non siamo d’accordo…e questa è una di quelle! Non mi querelare per ciò!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dai, non ti è piaciuto? È sempre serie Z ma raccoglie lo spirito dell’originale e lo adatta ai nostri tempi 😉

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Non ce l’ho fatta, strano me ne sono stupito anche io…che stia diventando vecchio e brontolone 🙂 ?

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      • Giuseppe ha detto:

        E, infatti, sotto il velo di grezzissima tamarraggine si nasconde una satira tutt’altro che banale… ecco, magari qualche dollarozzo in più -ma appena qualcuno- per gli effetti io lo avrei speso 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Secondo me il film spende la cifra esatta per gli effetti speciali, perché al contrario di altri film che si prendono sul serio, qui è proprio la pochezza e la cialtronaggine il “filo conduttore”. Il Death Race di Anderson è giusto che spenda, e i suoi sequel sì che avrebbero avuto bisogno di più soldi, ma qui si prende in giro la cultura che spende per l’intrattenimento grezzo, quindi trovo giustificato un budget all’osso.
        Come sai non ci vado tenero con questi filmetti che cercano di sfruttare titoli del passato, ma qui ho trovato lo spirito giusto e mi sono divertito in modo grezzo! ^_^

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