The Bunker (2001) Un buco con il film intorno

bunkerNel 2007 la MHE (Mondo Home Entertainment) ha portato in videoteca, edicola e supermercati vari la collana “Collezione da Brivido“, una raccolta dei più abominevoli filmacci che è riuscita a trovare: si narra che il curatore ora stia correndo per i prati gridando come un folle, tanto è stato logorante scegliere le peggiori porcherie in circolazione.
Vi presento un titolo di questa terribile collana.

La raccolta del meglio del peggio

La raccolta del meglio del peggio

Una piccola e fugace casa britannica, subito scomparsa, affida ad uno smaneggione come Rob Green la regia di un film economicissimo, da girare probabilmente nei ritagli di tempo fra un impegno e l’altro.
La sceneggiatura è affidata alle capaci mani di Clive Dawson, che è un tecnico di animazione quindi ha le carte in regola per scrivere sceneggiature…
Il risultato è il soporifero The Bunker, presentato il 14 settembre 2001 al Toronto International Film Festival. Ok, avete notato la data? A tre giorni dalla caduta delle Torri Gemelle questo film mi sembra proprio una cattiveria che il mondo non meritava…
Prima di finire nella collezione citata, il film esce per la MHE l’8 novembre 2004.

Che grande impegno grafico...

Che grande impegno grafico…

Seconda guerra mondiale… va be’, che lo specifico a fare? Quand’è stata l’ultima volta che avete visto un warmovie ambientato durante la Prima?
Siamo in un bunker tedesco che ormai è stato abbandonato. Tutti si stanno ritirando e quando sette soldati nazisti si vanno a riparare nel detto bunker per sfuggire ai proiettili alleati, trovano solo il vecchio soldato semplice Mirus (John Carlisle) e un ragazzo a guardia della struttura.
Sono gli ultimi nazisti davanti all’avanzata dei “buoni”.

Venite... venite... qui nel bunker fluttuano tutti... (semi-cit.)

Venite… venite… qui nel bunker fluttuano tutti… (semi-cit.)

Il tenente Krupp (Simon Kunz) cerca di dare ordini e di organizzare la resistenza, ma lo sconforto è ovviamente potente: con quelle poche munizioni rimaste, come possono pochi soldati fermare l’avanzata nemica? Neanche possono fuggire, perché i boschi intorno al bunker risultano pieni di soldati pronti a sparare.
Comincia una situazione di assedio che potrebbe essere molto ghiotta, per un appassionato come me, invece… è solo noia allo stato brado!

Questa sceneggiatura è da tagliarsi la gola...

Questa sceneggiatura è da tagliarsi la gola…

«Il pericolo non è mai stato là fuori: è in questo bunker».
Malgrado il vecchio Mirus ci racconti che il bunker sorge sul luogo dove nell’antichità bruciavano le streghe che portavano la peste – in pratica la versione britannica del classico “cimitero indiano” all’americana – la totale nullità della sceneggiatura ammazza tutto. È ovvio che c’è una presenza maligna nel bunker, ma più che qualche gioco di telecamera non riesce a fare, così non si crea empatia mentre i soldati man mano perdono la testa.

Jason Flemyng sta bene dovunque lo metti

Jason Flemyng sta bene dovunque lo metti

Nel cast ci sono anche ottimi attori caratteristi, come l’onnipresente Jason Flemyng o il bravo e troppo poco famoso Jack Davenport, ma le loro parti sono così ridotte a zero che non si crea mai un attimo di emozione: e sì che “Nazisti vs Demone” è una storia che si vende da sola!

Jack Davenport non riesce mai ad avere l'occasione giusta

Jack Davenport non riesce mai ad avere l’occasione giusta

Ogni trovata di sceneggiatura è banale come la morte ma quel che è peggio appare ingiustificata. È ovvio che i soldati inizieranno a litigare e a sospettarsi l’un l’altro: siamo sicuri che ci siano davvero gli americani, là fuori? E se ci fosse un traditore qui dentro?
Sono passaggi obbligati che una storia d’assedio deve per forza mostrare… ma non così, buttando via tutto come se invece che posseduti i soldati fossero… matti già di loro!

Chi ha detto The Fog?

Chi ha detto The Fog?

Insomma, un film da dimenticare e una nuova perla nera nella collana “Collezione da Brivido” della MHE.

L.

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21 risposte a The Bunker (2001) Un buco con il film intorno

  1. benez256 ha detto:

    A questo punto mi viene da dire: fortuna che non mi è mai capitato tra le mani!

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  2. Denis ha detto:

    Mai visto ne sentito ma mi ricorda un pò La Fortezza di Mann :demone più nazi,senti che ghiottonerie?zintage che ho visto Rosso d’autunno thriller con bambino autistico con Richard Dreyfuss,Liv Tayler,J.T Walsh,FreeJack con Mick Jagger e Emilio Estevez un B movie fantascienzo e stanotte c’è l’ottimo La mano sulla culla^_^

    Piace a 2 people

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sono tanti i nazi-demons, e sebbene molto datato La Fortezza è uno dei più famosi.
      Dreyfuss con autistico mei ricorda qualcosa ma il titolo non mi dice niente.
      Freejack l’ho odiato a morte quando uscì e non ho alcuna intenzione di rivederlo 😀
      La mano sulla culla invece lo ricordo come un ottimo thriller con una splendida Rebecca DeMornay

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  3. Cassidy ha detto:

    «Venite… venite… qui nel bunker fluttuano tutti… » Con questa mi hai ucciso dal ridere 😀 La combinazione Nazisti e demoni chiusi nello stesso posto evidentemente è sfigata, persino Michael Mann ha toppato “La Fortezza” che avete già citato perché siete troppo avanti;-) Però ho capito perché la collana si chiama “Collezione da Brivido“, perché sono film che fanno accapponare la pelle per la loro infima qualità 😉 Cheers

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  4. Giuseppe ha detto:

    In poche parole: questo film è la versione sbagliata di Deathwatch – La trincea del male (altra guerra, altri soldati, altra minaccia. E senza quegli errori che pure The Bunker, in mani più accorte, avrebbe potuto evitare)…

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  5. Atroxsaurus ha detto:

    Jason Flemyng appare in Primeval.

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  6. Pingback: Shadow of Fear (2004) e le altre Porcate del Brivido | Il Zinefilo

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