Anatomie (2000) Potente’s Anatomy

anatomyDopo aver letto la recensione della Bara Volante di The Autopsy of Jane Doe (2016), sto viaggiando nel cinema cadaverico ed autoptico: quello in cui i cadaveri sul tavolo operatorio sono più vivi che mai.

«Scusi, lei è un chirurgo?» «No, sono un Zinefilo curioso...»

«Scusi, lei è un chirurgo?» «No, sono un Zinefilo curioso…»

Dopo il grande successo internazionale del capolavoro Lola corre (1998), l’attrice tedesca Franka Potente ha avuto la possibilità di brillare anche al di fuori della natia Westfalia, arrivando a dividere la scena con Matt Damon in The Bourne Identity (2002).
Il suo astro purtroppo si è subito appannato, ma in quel 2000 l’Italia comprava a scatola chiusa qualsiasi prodotto avesse la Franka nel cast: dal devastantemente fallimentare La principessa + il guerriero (un giorno vi racconterò una storia incredibile legata a questo film!) all’autoptico Anatomie dell’austriaco Stefan Ruzowitzky.
Uscito in patria tedesca il 3 febbraio 2000, arriva il 4 agosto successivo sugli schermi italiani con il titolo anglofono Anatomy.
La Sony Pictures e Columbia Tristar portano il film in VHS e DVD italiani dal 30 marzo 2001.

anatomy_a

Paula Henning (Franka Potente) è la nipote di un luminare della prestigiosa Università di Heidelberg ed ha tutte le intenzioni di seguirne le orme. Non vuole certo diventare una dottorina di provincia o peggio ancora una inutile massaia: così Paula con un colpo solo offende la madre, massaia, e il padre dottorino di provincia (interpretato dal mitico Rüdiger Vogler, l’attore feticcio di Wim Wenders).

È così che si studia anatomia ad Heidelberg!

È così che si studia anatomia ad Heidelberg!

Partita per la rutilante città universitaria e stretto amicizia con la bionda e disinibita Gretchen (Anna Loos), Paula è pronta a studiare sodo per conquistare un posto d’onore nella medicina “alta”.

Che divertente studiare anatomia!

Invece di un ristorante, le ragazze di Heidelberg si portano all’obitorio!

Strani avvenimenti, morti misteriose e cadaveri “manomessi” portano però la donna ad ossessionarsi all’idea che ci sia una società segreta attiva nel campus: gli Anti-Ippocratici, una loggia massonica che da secoli porta avanti esperimenti sugli esseri umani davvero poco etici.

Ma ad Heidelberg... ci sono solo cadaveri?

Ma ad Heidelberg… ci sono solo cadaveri?

Una delle attività del gruppetto di amiconi è quella di anestetizzare le vittime prescelte – di solito malati terminali o persone con malformazioni che comunque le avrebbero portate alla morte – e dissezionare i loro corpi… con il paziente ancora sveglio, sebbene immobilizzato!
Le macabre statue umane che adornano l’atrio universitario rendono l’idea di quanto sia terribile tutta l’operazione.

Magari una pianta sarebbe stata più d'arredamento...

Magari una pianta sarebbe stata più d’arredamento…

Inizia così il thriller con Paula che indaga e il cattivo Hein (Benno Fürmann) che cerca di metterla a tacere, in nome degli alti valori che la “nuova loggia” guidata di lui raggiungerà in campo medico.
Non sfugga che l’aitante e statuario Hein ha tratti parecchio “ariani”, e infatti Paula scopre che gli Anti-Ippocratici furono molto attivi ad Heidelberg durante il nazismo. Basta dire questa parola in Germania perché il film acquisti maggiori brividi.

Cosa non si fa per la medicina...

Cosa non si fa per la medicina…

Onestamente Ruzowitzky ci prova, sia come regista che come sceneggiatore, ma Anatomie ha più l’aspetto di un film televisivo da prima serata che di un thriller mozzafiato. La totale scontatezza della vicenda, i “colpi di scena” telefonati mezz’ora prima e una generale qualità del thriller un po’ bassina non permettono al film di alzarsi da terra.
Invece sono davvero da brivido e raccapriccio le scene delle “dissezioni da sveglio”, brevi ma assolutamente raccapriccianti: è l’unico elemento che ricordavo del film dalla mia prima visione, circa un decennio fa.
Al di là di quelle brevi sequenze di forte impatto, il resto del film è davvero leggerino per essere il medical thriller che vorrebbe apparire.

L.

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26 risposte a Anatomie (2000) Potente’s Anatomy

  1. Cassidy ha detto:

    Tra Vogler e la Potente, sembra il meglio del cinema da esportazione Tedesco dei primi anni ’00, non ho mai visto questo film, però ricordo di aver visto il dvd in videoteca, è possibile che esista anche un seguito? Magari ricordo male.

    Adesso sono curioso riguardo a “La principessa + il guerriero” le storie sui film mi inchiodano sempre 😉 Grazie ancora per la citazione! Cheers

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  2. babol81 ha detto:

    Stranamente l’ho rivisto proprio qualche giorno fa. Non sarebbe nemmeno un brutto film se i personaggi non fossero così imbecilli e la messa in scena non fosse così sciatta. Insomma, le idee ci sarebbero anche state ma MEH.

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  3. Evit ha detto:

    Lo ricordo su tutti gli scaffali DVD dei negozi e nessuno che se lo comprava, ve li ricordate i negozi???
    Un thriller europeo mediocre di cui conservo inutilmente la memoria, non pessimo ma neanche buono… sta lì nel mezzo. Non sapevo esistesse un seguito, attenderò la recensione!

    Hai detto bene, quella ragazza tedesca con cognome italiano era come il prezzemolo negli anni di Bourne.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Paradossalmente è stato proprio Bourne a “bruciarla”, perché erano tutti talmente innamorati di Matt Damon che ben pochi l’hanno notata. Peccato, perché “Lola corre” è stato un piccolo capolavoro tedesco che ha conquistato il mondo, meritandosi addirittura una citazione dai Simpson!
      Da frequentatore seriale di videoteche, sia in affitto che in vendita, ricordo benissimo quel periodo, in cui mi aggiravo per quei negozi con gli occhi lucidi e il portafogli vuoto: costava tutto sempre troppo ma già solo sfogliare e toccare le cassette (e poi i DVD) era già una soddisfazione ^_^

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      • Evit ha detto:

        Quando un DVD a 15 euro era “un buon prezzo”

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Io sono più vecchio: ricordo il DVD di “Double Team” con Van Damme a 29 mila lire! In effetti sarebbero proprio 15 euro, ma nel 1999 erano un mucchio di soldi… visto che neanche avevo il lettore DVD! 😀
        Quasi dieci anni prima, nel ’92 circa, gli Scudi Warner costavano 20 mila lire e lo ricordo un prezzo non basso ma comunque accettabile. Peccato che i prezzi non fossero stampigliati sulla locandina, se no si potrebbe cercare di ricostruire la loro “storia” 😉

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      • Evit ha detto:

        Nel brevissimo lasso di tempo dei DVD prezzati in lire (un anno, massimo due!) il nuovo formato era così lontano dalla mia realtà che non mi ero mai neanche soffermato ad osservarne i prezzi. Comprai il lettore DVD penso nel 2000 e corsi a comprare la prima stronzata che trovai dal giornalaio… Dune. E non soffrii più di insonnia. Mi pare costò per l’appunto 14,99 euro.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Anch’io il mio primo lettore l’ho preso nel 2000, ma non era da TV: era un lettore per PC che leggeva anche i DVD, e lo guardavo con venerazione!
        Anche il mio primo film in DVD l’ho comprato in edicola, ma ovviamente il genere era un po’ diverso… era una pessima edizione Legocart di “Dalla Cina con furore”! 😀
        All’epoca riversarono su disco i famosi quattro titoli di Bruce Lee e qualche titolo sparso di Jackie Chan, edizioni pessime ma che ai miei occhi sembravano divine!
        Per il prezzo ricordo un 5: 5 euro forse era troppo poco, mi sa che erano 15 euro…

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  4. Denis ha detto:

    Non mi sembra di averlo visto ma Frnaka Potente è recidiva con l’anatomia l’ho vista bionda nell’horror Creep

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  5. Giuseppe ha detto:

    Diciamo che come thriller, rispetto alle potenzialità che aveva, non è poi riuscito a cogliere in pieno l’occasione di essere più simile all’attrice protagonista e cioè più… Potente 😉
    P.S. Il mio primo DVD in assoluto fu il secondo capitolo della trilogia prequel di Star Wars (L’attacco dei cloni), preso in un ben fornito -già all’epoca- negozio dell’usato: provenendo dal VHS, di fronte davvero per la prima volta -tranne qualche “visione” fugace nei centri commerciali- a quella nuova definizione digitale mi ero sentito quasi come un cieco che aveva appena riacquistato la vista 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Anche a me le pessime edizioni Legocart mi sembrarono un paradiso in confronto alle VHS sfocate o alle registrazioni nebbiose dalla TV. Riguardando oggi quei video, che all’epoca erano considerati di alta fedeltà, c’è da strapparsi i capelli: ma come abbiamo fatto anche solo a capire che faccia avessero i protagonisti? 😀
      Oggi tutti se la tirano con il Blu-ray, ed ora che finalmente ce l’ho anch’io posso giudicare di persona: ma stiamo scherzando? Rispetto al DVD guadagna di sicuro, ma è niente rispetto alla differenza che passa tra VHS e DVD: quello sì che è stato un passaggio epocale!

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      • Giuseppe ha detto:

        Esatto! Siamo NOI quelli che avrebbero ragione di tirarsela davvero, perché a differenza di un sacco di bluraysti -forse, tra le altre cose, pure già dimentichi dell’immeritatissima breve vita di quel cugino sfortunato che fu l’HD DVD- non rinneghiamo/minimizziamo l’epocalità di quel passaggio (da analogico a digitale, volete mettere?) 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Infatti i maniaci dell’alta fedeltà ad ogni costo, proprio perché rinnegano l’epoca della bassa fedeltà, sono focalizzati sul contenitore e non sul contenuto. Noi che abbiamo “intuito” film, coperti dalla nebbia di vhs copiate più volte o registrazioni da Rete4 che ti andava bene se vedevi almeno il logo, siamo abituati a superare la patina della fedeltà per apprezzare un film per com’è, non per la qualità con cui è trasmesso.

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      • Giuseppe ha detto:

        Parole sante! A maggior ragione, sapendo come a volte la “qualità” possa venire taroccata con vari filtri. In questo, perlomeno, mi risulta che l’HD DVD fosse assai più onesto del Blu-ray… ma non gli è stato concesso abbastanza tempo per continuare a mostrarla, la sua onestà. Esempio illustre: La Cosa del buon vecchio zio John fu considerata per anni nettamente superiore nell’ormai scomparsa edizione in HD DVD -della quale sono almeno riuscito a recuperare un rip della bellezza di più di 12 GB- rispetto a quella in Blu-Ray, NON essendo stata impestata da filtri DNR et similia solo per la sterile “gioia” dell’esteta a cui non interessa altro che vedere OGNI film come fosse stato girato l’anno scorso (focalizzato sul contenitore e non sul contenuto, non avresti potuto dirlo meglio)…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        La prima volta che ho visto La Cosa era su una fetente VHS copiata, tutta scura e con un terrificante 4:3 che rendeva ogni inquadratura un primo piano… e m’ha messo una paura assurda! Qualsiasi edizione migliorata non potrà migliorare quel ricordo 😉
        P.S. Di quel film ho “solo” un DVD special edition dei primi del Duemila, strapieno di speciali. Però è tanto che non lo rivedo…

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      • Giuseppe ha detto:

        Quel DVD special edition l’ho anch’io, ovvio 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Quello con la custodia di plastica dura, una confezione deliziosa ^_^

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  6. Pingback: Anatomie 2 (2003) Super gambe da goal | Il Zinefilo

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