Resident Evil: Extinction (2007) Milla Calzelunghe

extinction-posterIn attesa dell’uscita italiana dell’ultimo (sicuri?) capitolo, è il momento che il Zinefilo dica la sua sulla saga più morta vivente del cinema.
Vi rimando a “Gli Archivi di Uruk” per sapere tutto dei romanzi di Resident Evil usciti in Italia.

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La tedesca Constantin continua a cambiare nome e continua a mungere soldi al mondo dei videogiochi. Anche perché Milla ha trovato in un mercatino delle favolose calze nuove e non vede l’ora di mostrarle in un film.
Se Apocalypse era contraddistinto dal calzone “al polpaccio” – cioè coscia nuda e polpaccio coperto – qui si va sul burlesque molto prima che diventi di gran moda. E poi c’è quella sciarpetta carina, presa in saldo: che fai, non la porti al cinema?
Con queste premesse inizia Resident Evil: Extinction.

Che titolo "spaziale"...

Che titolo “spaziale”…

Presentato a Las Vegas il 20 settembre 2007, il film arriva in Italia il 12 ottobre successivo (fonte: ComingSoon.it). La consueta Universal lo porta in DVD dal 10 marzo 2008 e in Blu-ray dal 2 luglio 2010. Poi lo ristampa in pregiata Edizione Steelbook dal 25 gennaio 2017 insieme all’intera saga.

Che cagata spaziale...

Che cagata spaziale…

Tutti concordano che Paul W.S. Anderson sia un ottimo regista, e infatti… una volta ancora NON dirige lui! Ma stavolta è un assente giustificato, anzi giustificatissimo: è in Canada a girare Death Race (2008) – presto su questi blog – e quindi vai così, Paul, per una volta l’hai fatta giusta!
Paul si limita a fare ciò che non sa fare, cioè lo sceneggiatore. Sulla sedia del regista si siede l’australiano Russell Mulcahy, che voi potreste ricordare per la regia di un certo Highlander (1986) ma purtroppo ha fatto anche Highlander II: il ritorno (1991) e Scorpion King 2 (2008), che non vanno certo a suo merito.
Fra cinema e TV il regista si barcamena con onesto mestiere, e di sicuro in questo caso fa un lavoro migliore del precedente titolo, diretto da un tizio che passava di lì per caso.

Ma sono di nuovo sul set del primo film? Mi sa che ho sbagliato porta...

Ma sono di nuovo sul set del primo film? Mi sa che ho sbagliato porta…

Il virus zomberello zombetta di qua e di là e infetta tutto il mondo. Non solo, si beve pure tutta l’acqua così da rendere la Terra un enorme grande deserto. Insomma, il virus ha portato Mad Max nel mondo.
Ok, Paul, abbiamo capito che scalpitavi per fare una madmaxata gigante, che volevi la sabbia e i motori che fanno brum brum, ma c’era bisogno di sparare la cazzata del virus che secca la terra? A quanto pare sì.

Milla non guarda nemmeno le inutili comparse

Milla non guarda nemmeno le inutili comparse

Vi ricordate Jill Valentine, che ha fatto da inutile tappezzeria nel secondo film? Ecco, scordatevela che si è persa per strada.
Ricordate Carlos Olivera (Oded Fehr), il personaggio che più è inquadrato più è totalmente inutile? Ecco, lui c’è ma è come se non ci fosse: è in pratica il simbolo del Buco di Sceneggiatura, stile marziale in cui Paul Anderson è cintura nera.
Al loro posto entrano in scena diecimila personaggi nuovi talmente scritti male che è impossibile capire chi siano o anche solo dispiacersi per la loro morte.

Per favore, qualcuno mi dice cosa devo fare in questo film?

Per favore, qualcuno mi dice cosa devo fare in questo film?

Da che mondo è mondo appena crolla la civiltà la gente sale in macchina e comincia a macinare centinaia di chilometri. Così, senza meta, giusto per sprecare benzina perché è l’unica soddisfazione rimasta. Che stupidi sono stati gli uomini nei diecimila anni precedenti all’invenzione dell’automobile a spostarsi con la forza animale, che non ha bisogno di carburante: ci sono le macchine che fanno brum brum, perché non usarle? Soprattutto in un mondo dove non ci sono più pezzi di ricambio né meccanici né benzina.
Malgrado la bojata di base, trovo molto intrigante l’idea del convoglio di mezzi che i superstiti usano per spostarsi (non si sa dove), peccato che Paul riesca a rovinare tutto nel più cialtronesco dei modi: l’idea del convoglio dura i 30 secondi della ripresa aerea, poi tutto finisce.

Per andare là dove nessuno sceneggiatore ne azzecca una

Per andare là dove nessuno sceneggiatore ne azzecca una

Mulcahy ferma le riprese ed imbraccia il megafono: «Serve il solito stronzo nero che fa il coglione e muore come un coglione da film horror: ci sono volontari?» Essendo Mike Epps l’unico attore nero, è obbligato a ricoprire il ruolo.
Così nel mondo dove bisogna sempre stare uniti e in movimento per difendersi dai morti viventi, Mike Epps vede bene di entrare in una stanzetta buia per fare non si sa cosa. Non ci crederete ma ci trova uno zombie che lo morde.

È inutile che citate Hitchcock, 'sto film rimane una cagata!

È inutile che citate Hitchcock, ‘sto film rimane una cagata!

Extinction ci mette davvero una manciata di secondi a scadere nella minchiata colossale: Paul non ci ha provato nemmeno a scrivere una trama, ha preso un foglio e ci ha scritto «Seguite con la cinepresa quello che fa mia moglie Milla, se no poi a casa chi la sente?».
Così arriva in scena Milla Jovovich, una brava attrice quando non si lancia in ‘sta roba con giusto uno zinzinino di voglia di tirarsela da morire.
Piomba in scena in mutande ed è un clone, ma forse è l’originale, ma forse è un clone, o forse chissenefrega, che tanto è tutto un delirio. C’ha le telecamere negli occhi così il cattivo dottor Isaacs (Iain Glen) può vedere quello che fa, tipo reality: strano che l’idea non sia stata presa da qualche rete italiana.

eh la Milla l'è bella, che c'ha nell'occhio l'Umbrella...

eh la Milla l’è bella, che c’ha nell’occhio l’Umbrella…

Milla ha trovato un quaderno per terra con su scritto “Scemo chi legge”, poi però girando pagina esce fuori che al Polo Nord non ci sono zombie: e tutti in coro gridano «E grazie al cazzo, è il Polo Nord!»
Visto che è una sconosciuta in mutande, tutti le credono a occhi chiusi e si parte. Però prima non la vuoi fare una tappa a Las Vegas? E dài, mica si vive di solo zombie. E dài, che poi sarà proprio a Las Vegas la prima del film e tocca sparare il marchettone.

Gente di Las Vegas, si vede il marchettone?

Gente di Las Vegas, si vede il marchettone?

Quando poi nel mezzo della strada trovi un container abbandonato, che fai, non lo apri? Andiamo, siamo in un mondo postapocalittico dominato dai morti viventi… che vuoi che ci sarà nel container? Oh, non ci crederete… c’erano i morti viventi!

Vola vola vola vola vola l'ape Milla!

Vola vola vola vola vola l’ape Milla!

L’intero film è diviso in due parti: i coglioni superstiti che fanno le stupidate più stupide che essere umano possa pensare – ma dubito che siano esseri umani – e poi tutta la seconda metà del film c’è la lotta contro il miliardo e mezzo di morti viventi che esce da quel container. Ma come ci sono entrati?
Ad inizio film ci vengono presentati – male, perché qui davvero Paul scrive con lo sfintere – sì e no quattro personaggi: nella seconda metà del film ne muoiono tipo mille e cinque: ma da dove arrivano? Non è che hanno chiamato anche il cast dei due precedenti film a morire qui nel terzo? Si può sapere da dove arrivano le decine di vittime della seconda metà del film, se erano tipo in sei nel convoglio?

Il ritorno di Jean-Milla Van Jovovich!

Il ritorno di Jean-Milla Van Jovovich!

Extinction è un enorme e vacuo Buco di Sceneggiatura come solo Paul sa creare, ed è inutile che strizzi l’occhio a Il giorno degli zombie (1985), coi dottori che sotto terra fanno esperimenti di condizionamento zombie: prima di citare Romero, Paul, sciacquati la bocca e caccia Milla di casa…

Fermi tutti: che qualcuno mi dia spunti per andare avanti a mostrarmi figa!

Fermi tutti: che qualcuno mi dia spunti per andare avanti a mostrarmi figa!

Nel secondo film hanno chiamato una bravissima coreografa dei combattimenti e il risultato è stato deludente. Decidono allora di non chiamare nessuno e far fare a Milla dei voletti stupidi, che stranamente fanno un effetto migliore!

Viuleeeeeeeeeenza!

Viuleeeeeeeeeenza!

Il resto del lavoro lo fanno i suoi due khukuri, celebri coltelli nepalesi molto amati da Hollywood: Van Damme se ne infilava uno in bocca in Cyborg (1989), dimostrando totale inettitudine anche in quel semplice gesto.
Dove ha trovato Alice due coltelli nepalesi, visto che siamo nel deserto messicano? Questo è uno dei grandi misteri di questo inutile filmaccio puzzolente che non scopriremo mai… perché davvero chissenefrega!

Purtroppo non è la fine, ma un nuovo pessimo inizio

Purtroppo non è la fine, ma un nuovo pessimo inizio

Rivisto dopo dieci anni – ammazza, già so’ passati dieci anni? – Extinction risulta esattamente stupido come lo ricordavo dalla prima visione, con qualche bella scena d’azione persa nella cloaca massima di una sceneggiatura ridicola infarcita di personaggi stupidi che passano come dei dementi inutili nella storia di questa saga pessima.
E siamo solo a metà del ciclo…!

L.

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Informazioni su Lucius Etruscus

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26 risposte a Resident Evil: Extinction (2007) Milla Calzelunghe

  1. Cassidy ha detto:

    I difetti ci sono tutti e li hai elencati con precisione, il grosso problema di tutti i film che vogliono rifare Mad Max senza essere diretti (e scritti) da George Miller, sono delle semi parodie. Qui poi si mescola Massimino Pazzarello ai film di Hitchcock, in un grosso frullatore. Malgrado tutto resta uno dei miei capitoli preferiti, forse perché è il più strambo di tutti, o per la scena dei cloni, l’unica davvero riuscita del film, che ha qualcosina di Alien3 in piccolo. Certo che Milla qui è più bella che mai, sarà pure che il film è tutto incentrato su di lei (va a letto con il produttore del resto!), ma riesce ad eclissare anche Ali Larter, una che tutto sommato non è proprio l’ultima della pista 😉 Cheers

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    • Cassidy ha detto:

      Come il Tenente Colombo, torno indietro perché mi dimentico di dire qualcosa, grazie per le molteplici citazioni! Ok ora vado davvero 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Finora mi sembrano TUTTI film incentrati su Milla, e forse anche per questo le sceneggiature sono terribili: devono giustificare la sua costante presenza in video senza lasciare alcuno spazio ad altri personaggi.
      Di sicuro è l’episodio pù “concreto” rispetto ai deliratti mucchi di fango che devono arrivare, ma ogni spunto intrigante finisce in un primo piano di Milla…

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      • Cassidy ha detto:

        Quello sicuramente, Milla non è una gran attrice ma riempie lo schermo, questa saga sembra basata su questo principio, ma ogni volta che vedo la sua Alice, ripenso alla sua LeeLoo de “Il Quinto elemento” e penso che lei si era un personaggio tostissimo, per altro, per altro, più sento parlare di RE, e più ho voglia di rivedermi il film di Besson 😉 Cheers

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Io invece ho detestato di cuore quel film ma non per colpa di Milla, che quando ho visto in film normali – da “Giovanna D’Arco” a “No Good Deed” – mi è piaciuta come attrice, ed ovviamente è bellissima. Però è un personaggio totalizzante che annulla la sceneggiatura: sembra anzi che non esista storia, c’è solo lei che fa cose e faccette, e questo crea film davvero nulli…

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      • Cassidy ha detto:

        In effetti è vero, il finale era fatto proprio a tirar via, ed ora che ci penso, anche lì era sposata con il regista 😉 Cheers

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  2. Denis ha detto:

    Purtroppo questo e il migliore dopo il primo ,il resto bleah,molto meglio La terra dei morti viventi di Romero che non capisco perchè almeno un sequel poteva dirigerlo,di base nemmeno i videogiochi hanno trame troppo elaborate ma Anderson è riuscito a fare peggio,per ostinarsi a mettere la moglie al centro di tutto.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sarebbe bastato davvero poco, morti viventi e fine del mondo sono due argomenti di grande impatto, ma passare metà film a mostrare Milla che vola a mutande all’aria non è secondo me una scelta nella giusta direzione…

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  3. Atroxsaurus ha detto:

    Guarda il lato positivo, non sono film di Uwe Boll.

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  4. Giuseppe ha detto:

    Romero, O’Bannon, Anderson: ogni zombie è bello a mamma sua ;)… sono tre alternative differenti/parallele e non poi così automaticamente paragonabili fra loro, anche se la cosa può essere -come è stata, in effetti- comprensiva di reciproci omaggi: Anderson -qui passante la mano a un ottimo Mulcahy- li fa con il suo stile e con quello poi (al di là dell’omaggio) procede, ovvio, come mi piace che faccia, all’interno del/dei film. Ed Extinction (con il valore aggiunto delle sue reminiscenze Hitchcockiane, MadMaxiane e clonAliene), in particolare, per me se la gioca quasi alla pari col primo RE…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sicuramente dal punto di vista della dabbenaggine della sceneggiatura, delle mille occasioni mancate, dei mille spunti sputtanati e della stupidità dei personaggi è davvero paragonabile al primo… perché gli altri sono pure peggio! 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Chissà perché, ma ho come l’impressione che la saga continui a non convincerti 😀
        E pensare che stavi quasi per rivalutare il Paul sceneggiatore… ma quello era per Alien vs Predator, in effetti 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non ce l’ho fatta neanche lì, malgrado Paul sia l’unico cineasta al mondo ad aver letto anche i fumetti di Aliens. Anche lì tanta buona roba tecnica ma una trametta asfittica del tutto inutile…

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      • Giuseppe ha detto:

        … e, del resto, più passa il tempo e meno si intravvede anche solo la più remota possibilità di vedere trasposta da chicchessia su grande schermo la versione originale di quel fumetto (ma, con i tempi che corrono, poi finisci per convincerti che forse è molto meglio così) 😦

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Decisamente! Le delusioni sono così tante e forti che da anni spero che lascino in pace i miei miti e non li portino al cinema! Libri e fumetti a profusioni, ma il cinema regala solo rimpianti e dispiacere 😉

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