The Woman Hunt (1972) A caccia di donne

womanhunt_posterI film del ciclo “Hounds of Zaroff“, tutti riguardanti la caccia all’uomo, sono interpretati principalmente da uomini, appunto, con fortissime carenze dal punto di vista femminile. Ma gli anni Settanta sono un momento di forte rivoluzione sessuale…
Abbiamo già incontrato lo sceneggiatore Jack Hill per le donne in carcere di The Big Bird Cage (1972) e la più letale (e nera) delle donne di Foxy Brown (1974), ma prima di tutto questo per la New World Pictures di Roger Corman ha scritto un film molto meno noto e molto meno citato: The Woman Hunt. Come si vede è periodo di donne prede e donne cacciatrici, quindi ecco la versione femminile del The Most Dangerous Game (1932)!

Sono gli anni Settanta: poca grafica per i titoli...

Sono gli anni Settanta: poca grafica per i titoli…

Uscito in patria in un non meglio specificato 1972 ed approdato in VHS americana in un ugualmente vago “Anni Ottanta”, di questo film si sa poco ma è abbastanza sicuro che rimanga inedito in Italia.
Anche il regista Eddie Romero è una nostra conoscenza, visto che per Corman ha diretto Black Mama, White Mama (1973): nel ristrettissimo numero di anni, a cavallo tra Settanta e Ottanta, in cui il nostro Paese si è interessato alla sua opera, non si è fatto in tempo a tradurre questo come pure molti altri film del regista.

Un cast assolutamente dimenticabile

Un cast assolutamente dimenticabile

La bieca e morona Magda (Lisa Todd) sceglie le donne migliori che loschi marinai come Silas (l’immancabile Sid Haig) rapiscono in giro per avviarle ad un bordello di lusso. Visto che siamo agli albori del WIP, un terzo del film se ne passa mostrando donne in gabbia in varie situazioni e varie angolature, poi le vediamo mostrare il petto nudo per una vasta gamma di motivazioni non sempre logiche.
Diciamo che fino a metà film la trama è assente: è solo un’occasione di mostrare donne di varie etnie a poppe all’aria: non sia letta come una critica, ma come semplice constatazione.

Sid Haig non può mancare in un filmaccio di Corman

Sid Haig non può mancare in un filmaccio di Corman

Il capo di tutto è il perfido Spyros (Eddie Garcia), versione filippina dell’originale Zaroff, che offre a selezionati clienti ricchi un’attrazione in più nel proprio bordello: dare cioè la caccia alle donne.

Zaroff in salsa filippina

Zaroff in salsa filippina

Quando le prigioniere riescono a sfuggire, con l’aiuto di qualche marinaio redento, è l’occasione giusta per iniziare la caccia e usare tutti quei trucchi che quindici anni dopo ritroveremo in Predator (1987).

A caccia di donne col mitra: alla faccia del fair play...

A caccia di donne col mitra: alla faccia del fair play

La caccia in sé prende al massimo gli ultimi venti minuti di un film davvero pencolante, dove l’ossessiva ricerca di situazioni pruriginose – che ovviamente si risolvono tutte in un nulla di fatto – va a scapito di una trama che sia anche solo lineare. Di sicuro i lavori successivi della New World Pictures sono nettamente superiori.
Ogni personaggio è una macchietta nella sana tradizione dei film di cassetta (che fa pure rima) e le donne qui sono solo portatrici sane di tette e nulla più. Sarebbe stata bella una versione al femminile del Most Dangerous Game, ma questa è solo una bojata alla Corman e nient’altro.

L.

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11 risposte a The Woman Hunt (1972) A caccia di donne

  1. Denis ha detto:

    Anche in film di Lupin c’era una scena di caccia all’uomo e un tipo di trama utilizzabile in tutto fumetti,film,videogiochi,tg…

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  2. Cassidy ha detto:

    Un film che sta perfettamente a metà tra il tuo ciclo su “Hounds of Zaroff” e quello sul genere WIP.
    ma quanti cacchio di film ha fatto Sid Haig? Ok che Corman era capace di produrre due o tre film in contemporanea, bastava stargli accanto per ritrovarsi una filmografia lunga un chilometro 😉 Cheers

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  3. Denis ha detto:

    mi sembra nome in codice tarantola il titolo,ma ti consiglio la bellisssima miniserie Una donna chiamata Fujiko parla espressamente di mk ultra,per i videogiochi Manhunt della Rockstar una dei viudeogiochi più violenti mai fatti uscito anche per Pc c’e di mezzo anche lo snuff,tanto che il seguito fu pesantemente censurato

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Per me già l’uso del termine pencolante vale il prezzo del biglietto…e sicuramente vale più del film in sè!

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  5. Giuseppe ha detto:

    Eddie Romero: la sua sola presenza è garanzia di una costante ricerca di qualità. Nel senso che se c’è di mezzo lui la qualità va costantemente ricercata da tutt’altra parte 😀

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  6. Pingback: Death Race 2000 (1975) Anno 2000 – La corsa della morte | Il Zinefilo

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