Death Race 2000 (1975) Anno 2000 – La corsa della morte

deathrace2000_poster1Il futuro procede e cambia sempre, ma alla fin fine è sempre uguale. Così se negli anni Cinquanta un autore come Ib Melchior è fomentato dalle visioni fanta-sociali di romanzieri come George Orwell e Ray Bradbury e pubblica il racconto The Racer sulla rivista “Escapade” (ottobre 1956), arrivano i turbolenti anni Settanta e la fantascienza sociale torna di moda: è il momento di risalire in auto e rombare a piena potenza.
È il momento di partecipare ad un filone cinematografico molto ricco: quello dei “giochi di morte nel futuro“.

Ecco qualche altro consiglio di lettura inerente al film:

  • La Bara Volante” lo ricorda con il suo stile inimitabile
  • IPMP” con le locandine italiane dell’epoca
  • Fumetti Etruschi” presenta Carmageddon (2014), il fumetto che fonde film e videogioco
Quando tutto è iniziato...

Quando tutto è iniziato…

In questo blog abbiamo incontrato spesso la New World Pictures di Roger Corman, casa che ha dominato il cinema di serie B americano negli anni Settanta. Con Big Doll House (1971) ha riportato in auge il genere WIP (Women In Prison), con The Woman Hunt (1972) ha partecipato al filone “caccia all’uomo” (anche se in chiave femminile), e via dicendo: la casa sforna piccoli gioielli grezzi che da soli scrivono la storia del cinema di genere americano.

Un mito della mia infanzia

Un mito della mia infanzia

Dal settembre 1968 spopola in TV una serie animata per ragazzi che decenni dopo ancora si poteva incontrare facilmente anche nelle TV italiane: Wacky Races. Io – classe 1974 – sono cresciuto con Dick Dastardly e gli altri irresistibili personaggi, protagonisti di mille roboanti avventure. Immaginate cosa deve essere passato per la testa di Roger Corman quando ha visto in TV un mucchio di macchine strane e personaggi variopinti rincorrersi e darsele di santa ragione…
Preso qualche spunto dal racconto di Ib Melchior, preso un cartone per bambini, preso sicuramente Il dormiglione (Sleeper, 1973) di Woody Allen, mischiato tutto con una forte dose di critica politico-sociale – che non ho più ritrovato nei film della casa – il risultato è una bomba che non fa che esplodere da quarant’anni: Death Race 2000, del cui remake ho già parlato.

Che la sobrietà e il buon gusto siano con voi!

Che la sobrietà e il buon gusto siano con voi!

Il film esce in patria il 27 aprile 1975 e viene presentato al Festival del Cinema di Venezia il 2 settembre successivo: arriva però nelle sale del nostro Paese solo dal 23 settembre 1976, con il titolo Anno 2000. La corsa della morte.
Inedito in VHS, la CVD lo porta in DVD italiano dal 10 ottobre 2005, mentre la Pulp Video lo ristampa il 4 ottobre 2011 in una bella edizione 2 DVD piena di speciali.

Spettacolare fotobusta dell'epoca

Spettacolare fotobusta dell’epoca

Siamo nel solito futuro opprimenti ma attenzione, Blade Runner è di là da venire quindi ci si può permettere di mostrare il futuro… luminoso! Dopo il film di Scott ogni futuro al cinema sarà bbuio
Sotto il sole cocente inizia la ventesima edizione della Transcontinental Road Race, evento sanguinario in cui cinque piloti esagerati al volante di cinque macchine esagerate saranno protagonisti di esagerati atti di violenza nei confronti di passanti non sempre ignari. I piloti sono talmente venerati che molti loro fan considerano un onore essere investiti così da regalare punti ai propri beniamini.
Esattamente come il geniale videogioco che nascerà nel 1997 per omaggiare il film – il capolavoro di violenza motorizzata Carmageddon! – qui si fanno punti ammazzando i pedoni o ammazzando altri piloti. E se per caso si ammazza qualche gerarca pseudo-papa, simbolo del corrotto potere costituito, va bene uguale.

Martin Kove, pronto a prendere sberle

Martin Kove, pronto a prendere sberle

Tra i piloti abbiamo la maschiaccia Calamity Jane (Mary Woronov), il rude Nero (un giovane Martin Kove che però dura pochissimo nella trama) ma sono tutte poco più che comparse. Il vero duello è fra l’esagerato italo-americano “Machine Gun” Joe Viterbo (Sylvester Stallone che sta appena adesso iniziando a fare qualcosa di più che semplici comparsate nei film) e il divo assoluto degli anni Settanta: David Carradine che ha appena concluso tre stagioni della serie Kung Fu.

Stai parlando con me? (tanto il doppiatore è uguale!)

«Stai parlando con me?» (tanto il doppiatore è uguale!)

Non è ancora il Carradine venerato in seguito, nel ’75 deve il suo successo esclusivamente alla serie TV scritta da Bruce Lee, ma è già un nome che sta bene in locandina. Perché il suo personaggio è destinato a sfondare di brutto: Carradine è niente meno che Frankenstein, il più spietato pilota del futuro.

L'espressione migliore di David Carradine

L’espressione migliore di David Carradine

Frankenstein ci appare all’inizio come il mastino del potere, il braccio violento del Presidente – personaggio quest’ultimo che sembra troppo ritagliato da Il dormiglione (1973) di Woody Allen perché sia un caso! – e invece durante il film capiamo che è più ribelle dei ribelli.
Non esiste un film sul futuro oppressivo senza una resistenza, ovviamente inetta perché se invece sapesse fare qualcosa non ci sarebbe bisogno dell’eroe di turno, e qui sembrano dirci che la lotta armata, cioè la violenza che ancora negli anni Settanta si poteva vedere nelle città, non serve a niente: il potere lo si combatte dall’interno, in silenzio e quindi in modo letale.
Quando pensiamo che Frankenstein uccida la povera gente per conto del potere, sbagliamo: Frankenstein uccide chi lo merita…

«Feed my Frankenstein...»

«Feed my Frankenstein…»

Inutile far finta che Death Race 2000 sia un capolavoro: è un classico filmaccio della New World Pictures, di grana grossa, con attori o monoespressivi (tipo Carradine) o macchiettistici (tipo Stallone), con qualche tettina al vento senza motivo (marchio di fabbrica della casa) e violenza castigata: bisognerà aspettare il 1997 di Carmageddon per poter versare litri di sangue sui cofani, e infatti il videogioco fu censurato e aspramente criticato.

«Sono il re del mondo!» (cit.)

«Sono il re del mondo!» (cit.)

Malgrado i suoi evidenti difetti, però, è ancora un film una spanna superiore alla produzione della casa di Corman, assolutamente godibile ancora oggi ed anzi recentemente riproposto ed aggiornato. La New Horizons Picture della famiglia Corman insieme alla Universal 1440 (specializzata in sequel spernacchianti) hanno tirato fuori Death Race 2050 che non è né un remake né una parodia: è, secondo me, la perfetta reinterpretazione della storia. A quasi quarant’anni di distanza il mondo è cambiato mille volte ma poi non così tanto, quindi il film moderno adatta al gusto del 2017 il corrispettivo delle trovate del 1975.

A belle chiappette, io fra un anno faccio Rocky e ve supero a tutti!

A belle chiappette, io fra un anno faccio Rocky e ve supero a tutti!

Anche perché ogni orripilante bruttura profetizzata negli anni Settanta… si è avverata! Quindi è sempre necessario ricordare che i reality sono la finzione per eccellenza e che il potere televisivo è la dominazione del potere sulle menti malleabili. Ma tanto non lo capisce nessuno, così avremo sempre il pieno di film sui “giochi di morte nel futuro”…

Una scena epica, a dir poco

Una scena epica, a dir poco

Per finire, una curiosità dedicata al blog “Doppiaggi Italioti“.
Quando Frankenstein investe lo pseudo-papa – che in originale viene chiamato «Deacon of the Bipartisan Party» – questi in italiano si limita a gridare di dolore. Molto più divertente l’originale, dove il religioso più attento al potere che alla fede grida: «Jesus Chrysler!» Applausi a scena aperta!

L.

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28 risposte a Death Race 2000 (1975) Anno 2000 – La corsa della morte

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Il filone “giochi di morte nel futuro” è fantastico…magari più dei film che ne fanno parte 🙂 o almeno della maggior parte di essi!

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  2. benez256 ha detto:

    Ah, tanta roba questo film! Mi ricordo di averlo visto dopo aver iniziato a giocare a Carmageddon. Vedere Sly giovinotto e sbarbatello è stato parecchio strano…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non solo ancora non ha fatto Rocky, ma fino all’anno prima faceva ancora solo la comparsa!

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      • Giuseppe ha detto:

        Già, e pure con Woody Allen, tra l’altro 😛
        Death Race non ha i crismi del capolavoro e del resto non lo doveva nemmeno essere, pena il rischio di prendersi troppo sul serio per funzionare a dovere (tanto all’epoca quanto oggi)… certo, a pensare che oggi possano essere considerati di successo “programmi” dove la gente canta in macchina viene da rimpiangere la Transcontinental Road Race, eccome! 😉
        P.S. Wacky Races, che ricordi… e poi, quando sento nominare Ib Melchior, non posso non pensare immediatamente al sodale Sydney Pink (con i loro Reptilicus e Viaggio al Settimo Pianeta, programmati in quelle stesse fanta-rassegne dove furoreggiava anche Death Race) 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Dovrò organizzare una rassegna della produzione filmica di Ib, che mi sa che ne vale la pena 😉

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  3. Cassidy ha detto:

    Presentato al Festival del Cinema di Venezia??? Me li vedo i cinefili bene tutti in fila per vedere il nuovo lavoro di Corman 😀 “Jesus Chrysler!” è oggettivamente una genialata, che mi sono perso perché ho sempre visto il film in versione doppiata.

    Il film è di grana grossissima, ma resta una fucina di idee ancora attuali, e poi è una beffarda risata in faccia al potere televisivo, risata ancora ignorata visto che tanti talent e reality show sono ben peggio della Transcontinental Road Race. Cheers!

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  4. Evit ha detto:

    Gesù alla berlina! 😛
    Sai che non ho mai visto questo film? Ma neanche i sequel, i remake e i reboot. È proprio il genere “corsa automobilistica” che in generale non mi ha mai interessato e mi ha tenuto lontano da questi titoli, però ti ho visto molto entusiasmato sul più recente film di Corman… può un “filmbrutto” recente essere migliore di un “filmbrutto” d’epoca?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Prima di tutto, se un giorno ti andrà, è assolutamente consigliata la visione almeno del capostipite perché è denso di quella “fantascienza sociale” che un tempo era graffiante. Dietro il film cazzone di macchine strane c’è un sottotesto molto tagliente, e non sono molti i film americani che si permettono si gridare che il re è nudo…
      Quello del 2017 è sì un remake cialtrone, volutamente cazzone e con attori che fanno di tutto per non essere presi sul serio, ma girare una storia del ’75 nel 2017 è un atto di coraggio che nessuna major si sognerebbe di fare. La lotta al potere a quanto pare è prerogativa della serie Z.
      Migliore dell’originale non direi, ma è un’ottima operazione di “rivisitazione” nel vero senso della parola: il concetto base è lo stesso ma aggiornato ai tempi nostri, dove la cultura popolare è devastantemente più mostruosa di quello che Corman avesse mai potuto immaginare.
      Ah, e “Gesù alla berlina” dimostra la tua genialità alla traduzione ^_^

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  5. loscalzo1979 ha detto:

    Era solo questione di tempo, sapevo che ne avresti parlato 🙂

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  6. Denis ha detto:

    Giochi di morte era anche un film con Rutger Hauer e Joan Chen diretto dallo sceneggiatore proprio di Blade Runner David Webb Peoples,purtroppo ho visto solo i Death Race recenti
    Di Wacky Racers esiste anche il videogioco ma non ricordo su che console

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  7. canenero ha detto:

    Super culto! E non vedo l’ora di leggere i prossimi appuntamenti 😉

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  8. Pingback: Death Race (2008) Curre curre Jaso’ | Il Zinefilo

  9. Vincenzo ha detto:

    L’ho visto finalmente…
    che dire…
    un perfetto b-movie alla Corman.
    Alcune scenografie sono davvero commoventi: sicuramente avrete fatto caso alla città futuristica dietro il luogo di partenza della corsa, che sembra dipinta su un lenzuolo.
    I temi del rapporto tra media e violenza saranno ripresi nel soggetto di Natural Born Killers, ideato da Quentin Tarantino, uno che di b-movies se ne intendeva.

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  10. Pingback: Cannonball (1976) La corsa più pazza di Carradine | Il Zinefilo

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