[Il Zinnefilo] Milano odia (1974)

Nuova puntata del “Zinnefilo”, la rubrica con una N in più che presenta i momenti migliori del “cinema di petto”: quello in cui attrici o comparse mostrano il meglio di sé. E non si tratta della bravura recitativa…

Il film di questa settimana è Milano odia: la polizia non può sparare (1974).

Siamo agli albori del poliziottesco all’italiana, quando Ferruccio Amendola ha appena iniziato a doppiare Tomas Milian, che sbuca in ogni ruolo possibile in un numero impressionante di film girati in un numero molto esiguo di anni: dal ’74 al ’78 il suo volto affilato sbucherà in circa venti film, non sempre in ruoli da commissario.
Qui per esempio è spietato oltre ogni limite e ammazza in pratica ogni personaggio della storia: presa in ostaggio una famiglia di borghesi, ne approfitta per mettere in piedi una “ruota della fortuna” umana… prima di uccidere tutti!

Attenzione! Cliccando qui appariranno foto di seni nudi: siete avvisati!
milanoodia

Malgrado la scena sia violentissima – e probabilmente impossibile oggi da riproporre in TV – lo stesso non si può rimanere indifferenti davanti alla procace comparsa e alle sue innegabili doti espressive…


L.

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9 risposte a [Il Zinnefilo] Milano odia (1974)

  1. Cassidy ha detto:

    Come smettere immediatamente di percepire il dramma e il pericolo, concentrandosi su un punto, anzi due 😉 Cheers!

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  2. Giuseppe ha detto:

    Ecco, Milano non odia quelle innegabili doti espressive 😛
    P.S. Qui il commissario è Henry Silva, purtroppo per Milian 😉

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  3. cumbrugliume ha detto:

    Quando l’odio si trasforma in amore!

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  4. Pietro ha detto:

    Sinceramente mai visto mai sentito, però mi hai incuriosito, non solo per questo graditissimo fotogramma 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Io sto riscoprendo in questi giorni il poliziottesco italiano degli anni Settanta, quando Tomas Milian faceva film a raffica cambiando ogni volta ruolo, da criminale a commissario. Sono bei modi di riscoprire un’Italia dimenticata 😉

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  5. johntrent70 ha detto:

    La donna appesa al lampadario con le poppe al vento è Rosita Torosh 😉

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