Double Team (1997) Gioco di squadra

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!

Prima però vorrei ricordare con tenerezza il fatto che nell’estate del 1999 l’Etrusco ammirava la prima edizione DVD di questo film, esposta in vetrina ad un prezzo improponibile: la mia memoria mi dice 29 mila lire, ma non fateci troppo affidamento.
Non avevo un lettore DVD né possibilità di spendere quei soldi, passando da un lavoro all’altro senza molte speranze per il futuro. Quindi mi limitavo a passare davanti a quella vetrina e fissare Van Damme digitale che mi guardava dalla pregiata edizione DVD Columbia-Tristar…
Oggi nella mia collezione c’è solamente la recente ristampa Sony…

L.

Ognuno ha la sua Bibbia, il suo Corano o il suo Talmud, ognuno si affida ad un oggetto sacro per cercare il proprio Dio. Perdonate la blasfemia ma anche l’amante del cinema d’azione esageratamente trash ha tutto il diritto (e il dovere) di procacciarsi un legame col divino. Dopo innumerevoli tentativi forse ho visto la luce, una luce tamarra, sudicia ed ignorantissima. Insomma, ho visto Double Team – Gioco di squadra.
La pellicola, datata 1997 e firmata Tsui Hark, vede come protagonisti Jean-Claude Van Damme (!), Mickey Rourke (!!), Dennis Rodman (!!!) e… Paolo Calissano (vendemmia di punti esclamativi). Già il cast vi sta indirizzando verso una conversione all’action balordo? Immaginatevi allora gli effetti catartici della visione del film in oggetto: dunque, procediamo.

Si inizia con l’agente Jack Quinn (interpretato da “è lui o non è lui?” Van Damme) che deve intercettare un contrabbando di plutonio promosso dal criminale Stavros (un Rourke gonfieggiante ma ancora non del tutto gonfio) e per fare ciò prende un abnorme camion-lombrico col quale, in rigoroso ordine temporale: esce da un edificio sfondandone il muro, provoca esplosioni in serie, schiaccia miriadi di auto, sfugge ad uno schieramento di carri armati, salta oltre un treno trapanandolo leggermente. My God. Ho gli ormoni a mille e ancora deve fare la sua comparsa Rodman.

Dennis Rodman (da MovieStillsDB)

A proposito di Rodman, lo troviamo poco dopo perché il cattivone scampa alle grinfie del belga “volante”, lo ritrovano qualche anno dopo ad Anversa e qui il buon Quinn si fa aiutare dal trafficante d’armi Yaz incarnato dal folle Dennis. Quest’ultimo è vestito, pettinato, lisciato ed attillato in modo disumano ma, cribbio, cosa vi aspettavate? Parliamo di Rodman, mica di Pitti Uomo. Il dialogo tra i due protagonisti è un ammirevole nonché gaudioso manifesto della tamarraggine applicata al cinema: si va da accuse di omosessualità che oggi varrebbero l’incriminazione per omofobia al sospetto che i capelli di Yaz siano opera della fata turchina per concludere con la menzione di teste infilate tra le chiappe.

Van Damme e Dennis Rodman: due stili a confronto (da MovieStillsDB)

Comunque la missione non va per il verso giusto visto che Stavros assiste impotente all’accidentale morte del figlio e fugge dopo un primo scontro-aperitivo con Van Damme mentre quest’ultimo esibisce le sue doti marziali addirittura scivolando sulle lattine di Coca-Cola (mmmh… sì) per poi essere “imprigionato” in un luogo detto Colonia dove sono inviati agenti reduci da gravi fallimenti, dichiarati morti e utilizzati per intelligence. Qui l’amato Jean-Claude palesa doti fisiche e per giunta intellettuali che lo configurano come un incrocio tra MacGyver, il superuomo dannunziano e… Van Damme. E ovviamente evade dalla prigione da cui mai nessuna persona era riuscita ad evadere. D’altronde uno che si allena sollevando vasche da bagno di marmo colme d’acqua si può assimilare al concetto di persona o appartiene ad una sfera posta più in alto? Più in alto, più in alto.

Mickey Rourke (da MovieStillsDB)

A proposito di eminenze sono orfano da troppi minuti di Rodman: per fortuna, prima che la lontananza del pittoresco Chicago Bulls mi distrugga, il protagonista si reca proprio da lui per reperire armi; le linee di dialogo tra i due sono sempre degne di Commenti Memorabili: si va da un «Sei più matto del mio parrucchiere» pronunciato da un autocritico Dennis alla sottolineatura «Meglio del kamasutra» riguardante un volo avvinghiati in paracadute senza dimenticare il seguente, altissimo, scambio di battute «Fidati!» «Leccami!». Troppo bello per essere vero.

Dennis Rodman e Van Damme a piazza Navona (Roma):
alle loro spalle la celebre fontana del 1651 realizzata dal Bernini (da MovieStillsDB)

E ancora non è nulla: il “double team”, ormai affiatato, si reca a Roma perché la moglie di Van Damme si trova lì (dove l’ha attirata con l’inganno Stavros-Rourke per sequestrare il figlio dello stesso Van Damme) e nella patria capitale Rodman si mette a guidare la mitica vecchia 500 con la testa fuori dal tettuccio mentre il compare, vedendolo di arancione vestito, lo paragona ad una carota con gli orecchini. Poi… poi al minuto 56 compare, per pochi secondi e nelle vesti di un agente CIA, Paolo Calissano: se sono nel paese dei balocchi… lasciatemi qui. Per sempre. Ah! Nella stessa scena, di lì a poco sfociata in sparatoria e rissa diffusa con tanto di uomo lanciato dentro un finestrino da Dennis e susseguente esclamazione «Canestro!», be’… nella stessa scena Van Damme è travestito da hippy. Quante cose belle, quante cose belle! Talmente tante che questa volta mi dovete consentire di spoilerare fino alla fine: chiedo perdono in anticipo ma non riesco proprio a trattenermi.

Jean-Claude Van Damme (da MovieStillsDB)

Dopo altre assurdità assortite (un tizio che maneggia il coltello usando le dita dei piedi -quindi “piedeggia” – e dei cyber-frati così chiamati da Rodman e che aiutano i nostri nel corso della missione) lo scontro finale avviene al Colosseo con la gentile partecipazione di un Rourke a petto nudo, mine a forma di croce, un bebè figlio di Van Damme, Van Damme stesso, Rodman alla guida di una moto e una tigre. Per quale congiunzione astrale tutto questo popò di roba si sia trovato nello stesso momento nello stesso luogo nello stesso film… non è dato sapere. O forse sì: per la congiunzione dei “due neuroni due” del regista. Che nel corso della pellicola devono aver fatto contatto più volte. Come quando l’attore belga prende a calci marziali il felino o ancora come quando il Colosseo esplode nella conclusione più grezza che la storia del cinema ricordi.
E nel momento in cui Rodman osserva l’anfiteatro romano in fiamme esclamando «Chissà quanto dovrò pagare di multa» tu, fortunato spettatore, hai la prova definitiva: Dio c’è e ora c’hai anche le prove.

Van Damme, il regista Tsui Hark e Dennis Rodman

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film, e ricordo che sebbene parte della pellicola sia ambientata all’Ospedale Fatebenefratelli (dove nasce il bebè) e al Colosseo (nello scontro finale), nessuno dei due luoghi romani è stato realmente interessato dalle riprese: nella sana tradizione americana, la Roma che si vede su schermo è solo una barzelletta di stereotipi e luoghi comuni.
L.

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19 risposte a Double Team (1997) Gioco di squadra

  1. Cassidy ha detto:

    Occhi a forma di cuore! 😀 Uno dei film con più alto tasso di “Z” di sempre, mi piacevano già i film di Van Damme, e quando uscì, era nel pieno della mia passione per i Chicago Bulls di Michael Jordan, puoi immaginare iche gioia vedere quel grande mito di Rodman sul grande schermo, Il film è pochissima cosa, una specie di plagio alla mitica serie tv “Il Prigioniero”, ma è talmente pieno di trovate assurde che non possono non volergli bene 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Allora non sono solo io a pensare che è stata una grande scopiazzata da quella mitica serie! 😛
      Io poi sono di Roma e quando vedo falsi Colossei la prendo malino. L’Ospedale gestito da frati, palesemente il Fatebenefratelli dell’Isola Tiberina dove tutta la mia famiglia è “cliente”, mi ha mandato proprio sotto…

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      • Cassidy ha detto:

        Ti capisco, quando ho visto la strana geografia della Torino di “Giallo” di Dario Argento, volevo mettermi le mani nei capelli, luoghi distantissimi che nel film sembrano adiacenti, quindi capisco bene il senso di caduta… Delle balle 😉 Il Prigioniero è stato saccheggiato a piene mani, è sicuramente un omaggio, ma esageratamente sfacciato! Cheers

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Double Team l’ho rivisto secoli fa, ma se non ricordo male in pratica viene inserito il tema dell’isola a cacchio e diventa metà film senza motivo. Ricordo che la trama scorre come se avessero fuso insieme due film per errore… Ecco perché non lo rivedo piuttosto da tempo immemore 😛

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      • Cassidy ha detto:

        Si Van Damme è un super agente, la sua morte viene finta e finisce isolato sull’isola, da cui cerca di fuggire per tornare dalla moglie e beccare Mickey Rourke, poi spuntano monaci a caso, insomma un bel delirio 😉 Cheers

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Confermo, un deliro assoluto, un delirio il Colosseo che non è Colosseo, un delirio l’inserimento della parte sull’isola davvero fuori luogo (in tutti i sensi), un delirio le trovate…ma, come diceva Cassidy, è un delirio al quale io non posso che volere bene!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      In tutto questo Van Damme passa mezzo film vestito da straccione: quello che gli rimproveravo all’epoca era una totale mancanza di vergogna…
      Comunque vorrei almeno qui ricordare il mitico Bruno Bilotta, caratterista del cinema di genere italiano – apparso spesso nei primi film di Verdone – che qui fa il killer con la cicatrice sul volto! Mitico ^_^
      Ah, e il lottatore con le unghie dei piedi che uccidono è Xin Xin Xiong, solamente il pù grande coreografo dell’epoca, collaboratore fisso di Tsui Hark…

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    • Giuseppe ha detto:

      E qui, Willy, devo confermare ogni parola… del resto non potrei fare diversamente, essendo questo un film che mi rivedo praticamente ogni volta che lo ridanno (magari, anche nella speranza di capire qualcosa di più della trama? Può essere, può essere) 😉
      Tra i personaggi, poi, vogliamo ricordare Alex Goldsmythe? Non foss’altro perché è interpretato nientemeno che da Paul Freeman, il René Belloq collega/avversario di Indiana Jones ne I predatori dell’arca perduta: ecco, fosse stato archeologo pure qui forse avrebbe preteso di vederlo davvero il Colosseo, senza dover ricorrere al “cuggino” francese di Arles. Altra menzione di nota (nel senso che bisogna essere davvero bravi per riuscire a notarlo) per il nostro Orso Maria Guerrini nella praticamente invisibile parte di anonimo agente sull’isola: fosse già stato testimonial della Birra Moretti all’epoca, almeno, sarebbero stati costretti a inquadrarlo di più per ragioni pubblicitarie ed è pure probabile che allora ci sarebbero state casse di birra per tutti in quella Colonia… così avremmo avuto un sacco di lattine in giro. E, di sicuro, Jean-Claude avrebbe potuto continuare a far numeri marziali scivolando pure su quelle… a proposito di lui e Dennis Rodman, mi trovo costretto ad ammettere che i loro “fulminanti” dialoghi questa volta mi renderebbero un tantino arduo il compito di ricrearne all’altezza: li trovo talmente “perfetti” che si omaggiano praticamente da soli. E comunque per Double Team provo quella simpatia particolare di vecchia data che, ahimé, mi impedisce di sfotterlo a dovere come mio solito 😉

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Hai proprio ragione Giuseppe, vogliamo così bene a questo film che abbiamo nei suoi confronti quasi un atteggiamento protettivo. Come siamo romantici. 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        All’epoca ero troppo deluso da Van Damme per farmelo andare bene. Faceva il buffone con la giacca da zingaro e nel 90% dei combattimenti ha uno stunt double (anche perché le coreografie di Xin Xin Xiong sono impossibili per lui). Ricordo una profonda delusione la prima volta che l’ho visto, all’epoca.

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Se lo vedessi ora, smaltita la sbornia della delusione, apprezzeresti di più il tutto…oppure bruceresti il cd comunque 🙂

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Quella sbornia non l’ho mai smaltita. Certo, viste le porcate che fa dal Duemila sicuramente Double Team almeno è tecnicamente un film eccellente, ma proprio non mi prende. I virtuosismi di Tsui Hark sono eccezionali come sempre e il combattimento finale – tra lo stunt double di Rourke e lo stunt double di J.C. – è memorabile, ma rimane un film che mi sta altamente antipatico 😛

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