Resident Evil: The Final Chapter (2016) Tutto intorno a Milla

In differita con l’uscita italiana dell’ultimo (ma va’!) capitolo, è il momento che il Zinefilo dica la sua sulla saga più morta vivente del cinema.
Vi rimando a “Gli Archivi di Uruk” per sapere tutto dei romanzi di Resident Evil usciti in Italia.

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«Mi chiamo Alice e questa è la mia storia. La fine della mia storia.»
Tutte le cose belle prima o poi hanno una fine. Ma anche le stupidate come Resident Evil
Prima di tutto vi ricordo la recensione de “La Bara Volante” di Cassidy, da cui ho preso la frase di lancio del titolo.

Fosse stato per gli amanti terribili Paul W.S. Anderson e Milla Jovovich sarebbero andati avanti per cent’anni, tanto ormai dopo il secondo film le sceneggiature sono assenti ingiustificate e tutto ciò che serve per questi filmucoli è Milla magra vestita di lattice: finché ce la fa a rimanere alice, Alice può andare avanti.
Purtroppo la natura umana rema contro la povera Milla, e ora che è entrata nel Club dei Quaranta diventa sempre più difficile mostrarsi anoressica come vogliono i fan (fra cui io mi onoro di non essere), e Alice con una normalissima rotondità panciale – che anzi dona fascino all’attrice – non sembra poter esistere: si può sopravvivere alla morte… ma non alla vanità femminile.
Così il 17 dicembre 2016 Milla festeggia 41 anni con l’uscita al cinema dell’ultimo film della saga a cui deve l’intera fama cinematografica. (Ha fatto anche altri ottimi titoli, la reputo una brava attrice quando recita, ma di solito nessuno ricorda altri suoi ruoli dopo il Duemila.)

Prodotto come sempre dalla Constantin con il benestare di mamma Capcom, viene distribuito in Italia dalla Warner Bros il 16 febbraio 2017 (fonte: ComingSoon.it).
La Universal lo porta in DVD e Blu-ray dal 14 giugno 2017, compresa la pregiata edizione 4k UltraHD e l’edizione Steelbook (2 Blu-ray).

Il film è disponibile su Prime Video.

Paul, tesoro, comincio ad essere stanchina della fine del mondo

Non con un botto ma con un gemito. Così sarebbe avvenuta la fine del mondo secondo T.S. Eliot nel 1925: «Not with a bang», espressione entrata subito nel linguaggio comune anglofono, anche fantascientifico, che descrive alla perfezione questo film.
È l’ultimo titolo di una lunga serie e parla della fine del mondo. Proprio la fine fine. Credo sia plausibile aspettarsi un botto… invece è un gemito. Che fa il paio con il gemito dello spettatore costretto alla sesta visione indigesta…

Dopo sedici anni che combatte con il virus della Umbrella, dopo sedici anni che il mondo è devastato dalla piaga zombie e gli unici umani rimasti sono 4.472 (come ci viene specificato), sapete che c’è di nuovo? Che mo’ c’è una cura. Ma dài? Sì, la Regina Rossa l’ha sempre saputo ma è birbantella e scherzosa e lo dice solo ora che l’umanità è quasi sterminata.

La casata Jovovich

Però la Reginella decide di farsi perdonare dando ad Alice la missione delle missioni: tornare nel laboratorio sotterraneo protagonista del primo film e fare robe che non si capiscono e cose poco chiare. Che sia stata la Regina Rossa a spingere Della Valle a provare la carriera politica? («Immagino un’Italia divisa in quattro grandi robe»).
Perché dopo cinque film ora la Regina Rossa conta qualcosa? Lo scopro dal post di Cassidy: è il debutto cinematografico di Ever Anderson, che non è lo slogan di questo blog – “Mai (Paul) Anderson” – bensì il nome della figlia di Milla e Paul. Tanto perché Resident Evil non parlava già abbastanza della famiglia Jovanderson…

Mentre Milla milleggia in giro come fa sempre, stando stavolta però bene attenta a tenersi addosso larghe giacche nei campi lunghi e ad assicurarsi sempre primi piani in spazi stretti – come dicevo, Alice non è più un’alice! – si affacciano come sempre personaggi inutili che appaiono e scompaiono come una magia del Mago Oronzo.
Con la sola imposizione delle manine di Anderson nella sceneggiatura appare Ali Larter, bellissima attrice destinata al nulla più totale sin dal terzo episodio; la giapponese Rola appare e scompare così velocemente che non fa in tempo a venir messa a fuoco, ma le strafighe non finiscono qui: c’è pure Ruby “Never Trust a Bitch” Rose, dalla terza stagione della serie capolavoro Orange is the New Black.
Non vorrei però darvi false speranze: tutte queste splendide signorine stanno sì e no due minuti in scena e poi spariscono nel nulla. Un po’ ci speravo in un passaggio del testimone: non so voi, ma un nuovo Resident EVil con Ruby Rose io lo applaudirei alla cieca! Basta però non sia Anderson a scriverlo…

Ali Larter, Milla Jovovich e Ruby Rose

Abbiamo appurato che Paul adora Romeo deve morire (2000) con Jet Li, e infatti in Retribution ne ha ricopiato la scena delle ossa rotte viste ai raggi X, e qui ripete la scena della prigione: Milla appesa con una gamba al soffitto rifà quello che faceva Jet Li appeso sedici anni prima, dimostrando che Paul si sta tarantinando, sta cioè iniziando a citare furbamente film che nessuno ricorda. Che non è proprio il concetto di “omaggio”…
Però la sua evidente passione per il cinema marziale gli fa inserire l’inutile personaggio del comandante Chu, interpretato dal sud-coreano Lee Joon-gi, divo televisivo in patria che però sembra estraneo al cinema marziale: è protagonista di un combattimento con Milla che non è malvagio, considerato che entrambi gli attori hanno imparato le mosse sul set e non provengono da un passato atletico.
Il tutto ammantato dalla grande domanda: perché cacchio ‘sti due si stanno menando sulle rovine della civiltà? Ma che c’entra ‘sta scena?

È inutile che fate le facce da duri, nel film non contate una mazza!

Alternanza maniacale di personaggi che vanno e vengono mentre gli insopportabili dottor Isaacs (Iain Glen) e l’inspiegabile Wesker (Shawn Roberts) sono sempre lì ad ammazzare qualsiasi tentativo di trama. Ormai Paul deve avere un software che scrive in automatico ‘sta roba, perché trovare una senso a questa storia è impresa ardua anche per Vasco Rossi.
Intanto Milla supera con facilità quelle trappole che nel primo film avevano ammazzato tutti, e lo fa con l’eleganza e la dignità della donna quarantenne che vuole dimostrare alle sue amiche che è ancora figa. Si tranquillizzasse, non ce n’è bisogno, è universalmente riconosciuto che è la donna più bella del mondo e questa saga è il prodotto migliore in circolazione: ora per favore archiviamo la pratica?
No, perché come dicevo la saga non finirà con un botto… ma con il gemito dello spettaore.

Di’ che sono ancora figa, se no ti mollo!

Non rivelo nulla perché non c’è nulla da rivelare, visto che è un inutile filmucolo esattamente come quelli che l’hanno preceduto, ma si vede chiaramente la stanchezza creativo-artistica. Milla non gira più in mutande (o senza) e quindi non si possono più fare le lunghe scene d’azione sontuosa: Paul è costretto a frammentare ogni scena perché non si veda mai Milla per intero, che la forma non è più quella d’un tempo, e così abbiamo intere parti del film totalmente incomprensibili: solo giri di cinepresa come neanche Tsui Hark ha mai pensato di fare.

Resident Evil: Legacy
ve piaceresse, eh?

Lo so che non si usa, ma magari passare le consegne a un protagonista più giovane sarebbe stato un buon modo di continuare la saga – perché nulla fa pensare che sia finita! – e i precedenti negativi non fanno testo. È facile sparare su Bourne Legacy (2012) ma la colpa non è dell’attore “nuovo” bensì di una sceneggiatura demente; Transporter: Legacy (2015) forse non vantava nemmeno un protagonista sbagliatissimo, ma fargli ricopiare Jason forse non è stata una buona idea. Dubito che qualcuno si vedrà 24 Legacy in TV con Corey “Star Wars VII” Hawkins, visto che l’ultima stagione interpretata dal titolare ha ricevuto così tanti ortaggi sullo schermo che Kiefer Sutherland ha aperto una frutteria!
Magari invece un Resident Evil: Legacy con una tipa tosta – “vera” tosta, non come Milla che fa le faccette e non sa respirare senza dei cavi dal soffitto – potrebbe funzionare. Mettiamola così: peggio di ‘ste porcate di film non può venire…

Quindi finisce qui questo ciclo? Neanche per idea: esattamente come il sesto film… non è affatto finita!
Mentre Alice guarda i morti e i morti guardano Alice, il Zinefilo continua il Ciclo Resident Evil: tra una settimana saprete come!

L.

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Informazioni su Lucius Etruscus

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11 risposte a Resident Evil: The Final Chapter (2016) Tutto intorno a Milla

  1. Cassidy ha detto:

    Sul Mago Oronzo sono caduto dalla sedia dal ridere 😀 Ti ringrazio per le citazioni, e a questo proposito mai T.S. Eliot fu citato in maniera più azzeccata, era lecito aspettarsi i botti, e invece niente, si spegna in un montaggio confuso del tutto inatteso da Anderson una saga che ha tenuto banco per anni, e poi concordo sarebbe ora di lasciare lo scettro ad altri, per provare a portare questa saga in altri lidi. Cheers!

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  2. Denis ha detto:

    Per caso il personaggio di Ruby Rose si chiama Moira Burton? perchè sia lei che Ali Larter hanno lo stesso vestito del videogioco Resident Evil Revelations 2

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  3. Giuseppe ha detto:

    Sul “come” continuerà il ciclo non è che per caso ti avrò un pochetto ispirato io nel post su “Retribution”, vero? 😉

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  4. Atroxsaurus ha detto:

    Ho solo una cosa da dire, speriamo che non facciano la stessa cosa con Dino Crisis.

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  5. Pingback: [Soundtrack] Resident Evil Saga | Il Zinefilo

  6. Pingback: Underworld: Blood Wars (2016) Pària dei vampiri | Il Zinefilo

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