[Soundtrack] Resident Evil Saga

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L’uscita dell’ultimo capitolo (forse) di Resident Evil è l’occasione per un giro di post sui vari aspetti di questa terrificante saga senza freni né senso. Sul mio blog-database “Gli Archivi di Uruk” ho schedato in modo completo i libri di Resident Evil usciti in Italia, mentre qui nel Zinefilo è in corso un ciclo sui film, con anche parentesi sui videogiochi curate da Denis.
A questo punto entra in ballo la rubrica “Soundtrack” per parlare delle inutili colonne sonore della saga, i cui particolari tecnici trovate nell’ottimo SoudtrackCollector.com.

Paul Anderson non voleva sbagliare con il primo film così affidò la colonna sonora ad un nome affermato come il newyorkese Marco Beltrami – che non amo particolarmente: ha fatto tutti i film giusti ma mai che per caso avesse tirato fuori un tema sonoro anche solo leggermente ricordabile – però per andare ancora sul sicuro tocca puntare sul controverso Marilyn Manson: basta mettere il suo nome in locandina per garantire attenzione mediatica a iosa.

re_ost1«Mi venne data una selezione di undici scene e mi fu chiesto di comporre delle canzoni», racconta Manson nel febbraio 2002 (citato in Marilyn Manson: Talking, 2004). «La musica fu scritta fotogramma per fotogramma: iniziai con il main title e tutto il resto fu creato intorno a questo. Uno potrebbe non credere che le canzoni con le chitarre elettriche siano l’unica roba che ho fatto, ma è così. L’ho fatto come progetto personale e non con la mia band, ed ho lavorato spalla a spalla con Tim Skold, che è il produttore del mio prossimo album.»
Il breve tema di Manson è l’unica parte dello score che si salva: il resto è solo musica di scena senza alcun carattere.

Per nascondere il fatto che non risulta un solo brano firmato Beltrami nel disco, e che la musica è davvero poca cosa, si è infarcito tutto di musica dura dura dura: non me ne intendo quindi non so giudicare la qualità dei gruppi chiamati.
Di sicuro i Rammstein si ascoltano sempre con piacere, così come ho apprezzato Invisible Wounds di Fear Factory e con Dirt dei Depeche Mode si vince facile. Del resto non mi è rimasto nulla.

re_ost2La situazione non cambia molto nel 2004 con Resident Evil: Apocalypse, colonna sonora curata da Jeff Danna – proveniente dal mondo televisivo o dei piccoli film – con additional music del ceco Elia Cmiral. Curiosità vuole che questo compositore migrò in Svezia dove musicò uno spettacolo teatrale dal titolo Nemesis… e le uniche musicalità buone di questa colonna sonora sono quelle dove c’è Nemesis nel titolo!
Non so quanto e quale sia stato il contributo del compositore ceco, ma Jeff Danna non sembra sforzarsi troppo. Di sicuro cancella il tema musicale di Manson – cioè l’unica nota buona della prima colonna sonora – e aggiunge mera musica di scena, totalmente priva di carattere e men che mai di uno stile riconoscibile.

Come dicevo, i brani che seguono gli scontri con il big boss Nemesis sono gradevoli, grazie all’inserimento di strani suoni molto d’effetto. Così consiglio Alice Battles the Nemesis (traccia 2), Nemesis vs S.T.A.R.S. (3) e The Nemesis is Awakened (8). Non è che sia buona musica – infatti dopo un primo ascolto non ho avuto alcuna voglia di risentirli – però sono i brani migliori dell’intero disco.

re_ost3Nel 2007 arriva il terzo film, Resident Evil: Extinction, e arriva anche il terzo compositore: Charlie Clouser, anche lui televisivo ma soprattutto poco prolifico.
Clouser è un furbacchione e non vuole commettere l’errore del suo predecessore: dal cassetto ritira subito fuori il tema di Manson e lo inserisce in parecchie tracce, così da mascherare un po’ il fatto che la sua musica sia in realtà il nulla più assoluto. (Come del resto l’intero film!)
Non un solo brano di questa inutile colonna sonora merita di essere ascoltato, si salvano solo le tracce che rielaborano il tema di Mason, in particolare: Alice Ride (3), l’ottima Convoy (3) e Telepathic Sense (11).

Qualcosa si comincia a muovere con il 2010, quando per Resident Evil: Afterlife ci si rivolge a tomadandy, gruppo formato dal canadese Tom Hajdu e dal texano Andy Milburn.

re_ost4Per la prima volta abbiamo solamente una colonna sonora: non la solita “doppietta” formata da disco “hard rock” e disco solo musica, ma un solo album strumentale. Mentirei però se dicessi che merita di essere ascoltato. Di sicuro consiglio Flying (8) e Los Angeles (10) ma in realtà il bello di questo album è solo per alcuni spunti… che verranno raccolti nella colonna sonora successiva!
Indicativa è la traccia Resident Evil Suite (20) dove si alternano tutti i principali (ottimi) spunti sonori lanciati dal gruppo, ma tutti “contratti”, accennati senza mai essere sviluppati a dovere: questo però lo saranno nell’album successivo. Quindi è un disco da sentire solo come “anticipazione”.

Una curiosità. Nella versione Deluxe dell’album il brano AxeMan è presentato nell’Hani Remix che in pratica, lo fonde con la versione strumentale di Can’t Stop (2002) dei Red Hot Chili Peppers!

re_ost5Finalmente arriviamo al 2012 con Resident Evil: Retribution, e qui sì che il discorso cambia del tutto. I tomandandy ci danno sotto e tirano fuori la migliore colonna sonora dell’intero ciclo, ma in fondo ci vuole poco: diciamo una delle migliori colonne sonore degli ultimi anni!
Gli spunti sonori sono gli stessi anticipati in versione “contratta” nell’album precedente, ma qui finalmente c’è il respiro giusto, c’è l’ampiezza in grado di valorizzare l’ottima musica del gruppo. E ogni singolo brano è delizioso, a partire dall’epica Flying Through the Air (2), che è la musica che accompagna i titoli di testa.

Se avete presente la scena – è quella dove Alice combatte “al contrario”, un’azione rallentata che va dalla conclusione all’inizio – è facile capire quanto sia geniale Paul Anderson nella sua resa visiva, che comprende anche la musica. Con un’altra musica, non spettacolare come quella dei tomandandy, la scena avrebbe perso tantissimo: per questo mi stupisco come il regista non abbia voluto buona musica anche per gli altri film.

Si ritorna allo stile solito con l’ultimo Resident Evil: The Final Chapter (2016), dove arriva Paul Haslinger, compositore di vari media (anche videogiochi) che non lascia il segno. Soprattutto nella sua saga Underworld che brilla per totale inutilità di ogni nota emessa.

re_ost6«My name is Alice. This is my story. The end of my story»: così si apre l’album e ti aspetteresti un po’ di vigore, un po’ di emozione, magari qualche bella melodia strappalacrime… invece è il vuoto più vuoto.
Qualcosa si muove con Return to the Hive (traccia 3), e si ha una parvenza di musica carina con The Turbine Sequence (4) ed Entering Racoon City (6). Sono tracce belline, che uno si fa piacere perché il resto è il nulla assoluto. Anche l’ultima, The Run Towards the Crater (19) è simpatica, ma siamo proprio raschiando il barile. L’ultimo capitolo di una saga così famosa avrebbe meritato un “qualcosa”: non importa cosa, ma qualcosa. Invece è suono d’accompagnamento delle scene, che vale meno del silenzio…

Così si chiude una saga che ha puntato zero sulla musica, ad eccezione del quinto album che invece ascolto ancora oggi e in cui ogni brano è entrato nel mio essere, a forza di risentirlo. Evidentemente Anderson in quel caso dev’essersi distratto…

L.

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7 risposte a [Soundtrack] Resident Evil Saga

  1. Cassidy ha detto:

    Quando la scorsa settimana hai anticipato un altro pezzo dedicato a “Residenza Malvagia” speravo fosse la parantesi musicale del Zinefilo… Boom! 😉 Dovrò sentirmi il pezzo ispirato a “Can’t Stop” per curiosità, ma sembra che anche le colonne sonore siano andate di pari passo con i film, la rima bene ma non benissimo, e poi giù a scendere 😉 Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Hanno riempito gli album di canzoni “dure”, che non so giudicare, ma per lo score non si sono minimamente impegnati. Ad eccezione del quinto film, la cui intera colonna sonora risento sempre con gran piacere 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Dici della carriera di Beltrami? Sicuramente è un compositore che ha brani da poter inserire in compilation di colonne sonore, ma basta paragonarlo con i grandi nomi – dalla A di Alan Silvestri alla Z di Hans Zimmer – per veder scomparire tutto ciò che ha scritto. Non gli mancano i bei film, quindi onestamente le occasioni buone le ha avute, ma personalmente non lo considero un compositore “riuscito”.

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      • Vincenzo ha detto:

        Beh quello sì, è sicuramente un nome di secondo piano. Mi riferivo più che altro alla tua affermazione sul fatto che nessun suo motivo ti fosse rimasto in testa. A me questo era piaciuto molto, ma hai ragione, rimane un caso isolato…😁

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Anche un suo pezzo di “Scream” (mi pare “Leaving Wallbro” o qualcosa del genere, cito a memoria) mi ha affascinato ed è nella mia collezione, ma in generale non credo che Beltrami sia un compositore di temi che si ricordano: è come se lavorasse più sulle atmosfere, quindi… niente che si possa fischiettare 😛

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  2. Pietro ha detto:

    Tutte molto belle, come la saga stessa e le sue avvincenti pellicole 😉

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