Immortal Combat (1994) Nati per uccidere

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

Due poliziotti verso l’inferno, Immortal Combat, Nati per uccidere, Vacanza per uccidere… chissà quanto ci metterò a gustarmi queste perle dell’action trash targato anni ’90! Un momento… giubilo massimo e gaudioso! Ci metterò un’ora e mezzo perché… si tratta dello stesso film!
Già già già, nella decade più squinternata della storia del cinema, era diventato sport nazionale cambiare titolo alla stessa pellicola per ragioni risibili e con risultati spesso vomitevoli. Figuriamoci se un lungometraggio con protagonista il nostro adorato Roddy Piper poteva astenersi da tale indegna corrida. E l’opera di Dan Neira lo fa con bel quattro titoli. Quattro! Che sia un segno premonitore del voto da affibbiare a ‘sto film? Scopriamolo. A nostro rischio e pericolo.

Roddy Piper e Sonny Chiba

Dopo un preambolo davvero trascurabile entriamo nel vivo quando l’agente John Keller (interpretato dal wrestler scozzese) si prende una ramanzina dal suo capo a causa di un’irruzione fallimentare effettuata in una festa dove si pippa cocaina come se non ci fosse un domani e garrule donne nude ballano qua e là: Hot Rod e il suo collega J.J. interpretato dal mitico Sonny Chiba (che, per inciso, come si sia fatto coinvolgere in questo film è un mistero che al confronto il segreto di Fatima rabbrividisce) dovrebbero arrestare tutti, sic et simpliciter.
E invece no. Perché questa è una pellicola dove nulla procede come ci si aspetterebbe in un mondo normale. Per cui i due sono inspiegabilmente coinvolti in un kumite privato ribattezzato dall’esterrefatto capo (che incarna al meglio il punto di vista dello spettatore) “kumicosa???”.

Insomma, Sonny resta ferito mentre Piper, dopo qualche pretestuosa scazzottata, vuole vendicarsi dell’onta subita avendo individuato il luogo in cui si trovano i cattivi: di fronte al superiore che lo ammonisce di non fare sciocchezze si dà per malato e parte in missione privata. No, non è una cosa logica, lo so. E lo fa senza la compagnia dell’artista marziale giapponese. Che nel frattempo apre un frigo. Direte voi, e allora? Beh, la figlia gli fa una piazzata adducendo il suo bisogno di riposo e menandogliela fino ad arrivare a discorsi del tipo “io sono quello che sono”. Ma, dio mio, ha solo aperto un frigo. Un frigo! Non ha mica spalancato la credenza con un colpo di katana. Ok, nel magico mondo di questo film funzica così.

Tommy “Tiny” Lister jr.

L’atmosfera paradossale tocca vette sempre più alte quando vediamo Piper che, in barca, si reca dai suoi nemici giurati: qui, in un’ambientazione e con musichette rimembranti Io sto con gli ippopotami, Bud Spenc… ehm, volevo dire Roddy dà una testata a un tizio spaccandogli il naso solo perché ci stava provando con una sconosciuta (con la quale poi ovviamente il nostro convolerà a letto): la pena può parere eccessiva ma contando che lo sciagurato aveva tecniche di abbordaggio stile «Vuoi della cioccolata?», «Vuoi assaggiare il mio pungiglione?» divento quasi solidale col protagonista. Protagonista che stringe amicizia con sua maestà Tommy “io non so recitare” Lister (l’ex wrestler Zeus [di Senza esclusione di colpi]) il quale si sta recando nel medesimo luogo perché la società malavitosa guidata dalla perfida Quinn (Meg Foster) organizza tornei di arti marziali.

L’intesa tra i due è talmente immediata che li vediamo farsi foto da bimbiminchia e selfie antesignani in un paio di scene davvero agghiaccianti. Dopo che ho recuperato le braccia, cadute nel frammentre al suolo, provo a proseguire la visione. Fatemi un monumento, please. In questo clima da commedia dei miei stivali si insiste con teatrini, ahinoi, stucchevoli: dal concierge dell’albergo che, da buon bicurioso, sbircia ingrifato sotto la camicetta di Roddy, allo sketch in cui lo stesso Roddy e la donna salvata dal provolone, sorpresi dai cattivi, fingono di essere un’amabile coppia appellandosi “orsacchiotti” (argh), da  Zeus che, mentre lotta, dice al protagonista «lo dedico a te» (che amicizia! Che amicizia!) a Zeus medesimo che quando capisce che la Quinn lo vuole trasformare in un killer si mette a frignare dichiarando di non voler uccidere nessuno. Esattamente, frigna. Frigna talmente tanto che quando il più temibile dei criminali (interpretato da Deron McBee) lo elimina non si può che sentirsi sollevati.

Roddy Piper e Sonny Chiba

Ma a far tornare su noi il peso di un incubo immenso ci pensa la prosecuzione della trama: i suddetti criminali, studiando i Maya, hanno trovato il modo per creare guerrieri invincibili ma affinché il tutto abbia effetto li devono braccare come bestie e poi uccidere. Pensateci, scavate nel vostro subconscio: avete mai sentito una cosa così idiota? Per resuscitarli a miglior vita li devono “braccare” sennò… nulla. Visto che non mi capaciterò mai di cosa ho udito… meglio soprassedere.

Insomma, arriva a dar man forte al nostro eroe anche un redivivo Sonny e i due fanno cose meravigliose: il giapponese emerge dall’acqua con salto volante incorporato e potenza stile razzo Katiuscia, il wrestler invece ha un pessimo rapporto proprio con l’acqua non sapendo nuotare e si becca del rammollito. Ah ah ah. Basta così grazie. E considerato il profluvio di denominazioni che questo film si è meritato ne aggiungo una pure io: Sotto i titoli… niente. E se non vi piace… braccatemi pure.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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12 risposte a Immortal Combat (1994) Nati per uccidere

  1. Cassidy ha detto:

    La coppia Roddy Piper e Sonny Chiba raggiunge vette di mito difficili da raggiungere, ma forse questo non è il film giusto per celebrarli, ecco, direi proprio di no 😉 Però vale come piccola “Reunion” tra Hot Rod e Meg Foster, direttamente da “Essi vivono” 😉 Cheers!

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  2. loscalzo1979 ha detto:

    Io dopo aver visto il film: “Dove sono stato?”

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    🙂 …e la musichina di sottofondo è pari pari a quella di quando sono sul battello…sarà un caso???

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  4. canenero ha detto:

    mi sembra meraviglioso fin dal titolo! Eppoi Roddy… ❤

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  5. Giuseppe ha detto:

    Non “Mortal” ma “Immortal” combat, nientemeno: ecco, la scelta di un tale titolo non è molto incoraggiante in quanto potrebbe far pensare che nessuno ci lasci la pelle -con l’immortalità, si sa, si tende a tirarla MOLTO per le lunghe- e in codesti action non è mai un bene che rimangano tutti quanti tra le palle (dei poveri spettatori) a tempo indefinito… ma, per fortuna, abbiamo anche un bel “nati per uccidere” così si ristabilisce quel giusto equilibrio che consente ai personaggi di schiattare liberamente (liberando gli spettatori già abbastanza provati dalla loro presenza). Non per questo noi si può tranquillamente dormire sugli allori, dato che -come Willy ci fa notare- la tendenza al nonsense è perennemente in agguato e quindi bisogna tentare di arginarla in qualche maniera. Certo non è impresa facile…
    Capo dipartimento: “Pippavano cocaina come non ci fosse un domani con tanto di garrule donne nude danzanti qua e là: sapevate quello che dovevate fare, sic et simpliciter! Voi rappresentate la giustizia, cazzo!”
    John Keller/Roddy: “Con il dovuto rispetto ma 1) io non conosco il latino e 2) se qui la giustizia fosse rappresentata anche solo in minima parte Sonny Chiba non avrebbe mai partecipato a questo film!”
    Capo dipartimento: “Beh… non hai torto! Fosse una roba seria non l’avrebbero nemmeno scalfito in quel… quel… Kumicosa o come diavolo si chiama! Adesso io ti dovrei ammonire di non fare sciocchezze come darti per malato e partire in missione privata, ma sarebbe una cosa logica e sensata e noi siamo completamente a secco di logica e buonsenso, quindi vai pure”
    John Keller/Roddy: “Grazie, farò del mio meglio per mettermi di nuovo nei casini!”
    J.J./ Sonny (apre il frigo)
    Figlia: “Ma… hai aperto il frigo! Com’è possibile? HAI APERTO IL FRIGO! Il riposo, la meditazione… cosa ne è stato, papà? Cosa? Lo capisci che Io non posso accettare tutto questo, perché sono ancora quello che sono mentre tu non sembri più essere quello che sei? Il frigo… aperto così come… come (non riesce a finire la frase, singhiozzando)
    J.J./ Sonny (riflette un attimo, poi estrae velocissimo una katana spaccando prima la credenza e staccando poi lo sportello del frigo con una tecnica perfetta. Poi guarda la figlia con un leggero sorriso)
    Figlia (raggiante): “Oh, papà… adesso ti riconosco! A vederti aprire il frigo come una persona normale, credevo di averti perso per sempre!”
    John Keller/Roddy (Oliver Onions in sottofondo): “Questa barca mi preoccupa, spero di non imbarcare la sceneggiatura (che fa acqua da tutte le parti) prima di arrivare”
    Tommy “Tiny” Lister: “Quando arrivi a terra avvisami, che vengo lì e facciamo amicizia nel modo più stucchevole possibile, immortalandoci con patetici autoscatti prima che il mio personaggio buono a tutto tondo venga eliminato dai cattivi che vogliono trasformarlo nel killer che lui mai e poi mai riuscirebbe ad essere”
    THUD!
    Tommy “Tiny” Lister: “Quel rumore… Cos’è stato? Hai tirato un’altra craniata delle tue, per caso?”
    Meg Foster (passava di lì, con sguardo d’acciaio): “No, sono le braccia di Willy che sono cadute. Assieme a qualcos’altro, mi sa.”
    John Keller/Roddy (in kilt): “Adesso è troppo anche per me: questi vogliono creare guerrieri invincibili Maya-style resuscitati dopo averli resi vittime di bracconaggio”
    J.J.Sonny: “Sono dalla tua parte, John: io comincio con un salto volante fuori dall’acqua e poi il colpo finale lo dai tu, OK?”
    John Keller/Roddy: “Certo! Alzandomi il kilt mostrerò a tutti l’essenza vera e ultima di questo film… scritto da dei coglioni capaci di un cazzo!” 😀

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Ahahah! Che dire? Non so se complimentarmi di più per il nonsense trovato nei titoli o per la citazione degli Oliver Onions! Diciamo che mi limito a sganasciarmi dalle risate soprattutto per un finale su sui si potrebbe apporre l’etichetta “true story”!!!

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