Nemesis 2 (1995) Cyborg Terminator 2

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

I cyborg, Terminator, un futuro post apocalittico, un sequel non richiesto, Albert Pyun, una protagonista femminile culturista. Ok. Tenete a freno l’emozione, siate lucidi, prendete il tutto, mescolatelo ben bene… e avrete il film Zintage per antonomasia: Cyborg Terminator 2!
Toda joia toda beleza… sin da un titolo che è pacchiano, che se ne sbatte di quello originale (Nemesis) e che, per par condicio, se ne infischia abbastanza anche della già opinabile traduzione italica del primo capitolo (Cyborg – La vendetta): le premesse sono tali per cui è lecito attendersi un capolavoro del trash. Yes, we can.

Ed in effetti i primi minuti si innestano su una falsariga interessante alternando immagini insensate di automi ora scomposti, ora in fase di assemblaggio, nonché cartonesche (ad essere buoni) riproduzioni del DNA. Mentre ci sorbiamo questa carrellata di “prelibatezze” una voce fuori campo che non sembra manco convinta di ciò che dice ci rende partecipi della morte di Alex Rain (il protagonista del film precedente) e quindi della presa del potere da parte dei cyborg; ma gli umani non si danno per vinti e originano un essere dalle capacità sovrumane, una bambina chiamata Alex in onore del “fu” Alex sopra citato.

In questa poco coinvolgente tiritera gli unici sussulti li percepiamo quando udiamo la locuzione “or sono” che non sentivo dai tempi in cui mia nonna non era ancora nonna e quando viene sottolineato che la salvezza dell’umanità è di “razza bianca”. E che diamine. Mi pare giusto, disse quello del Ku Klux Klan. Poi subentra l’azione e lo sbigottimento inizia a tracimare: i cyborg individuano la base ribelle dove si trova la neonata ma quest’ultima sfugge alle loro grinfie perché sua madre ha rubato una macchina per viaggiare nel tempo e la spedisce in Africa nel 1980. Sei serio, Albert Pyun? Così, d’emblée, mi dici che hanno un mezzo talmente portentoso e non lo sfruttano per, che ne so, tornare nel passato e cambiare il destino del mondo oppure spostarsi in un’epoca più serena oppure… oppure perché mi faccio domande sensate recensendo film insensati? Ecco, appunto. Mi taccio e proseguo nella visione.

20 anni dopo, in un continente nero dilaniato dalla guerra civile, Alex ha ormai le fattezze di Sue Price, culturista ma non certo attrice come si intuisce con irrisoria facilità dopo i primi dialoghi e le prime espressioni facciali. Ce ne faremo una ragione. Comunque la nostra, a cui la tribù cattiva ha ucciso la madre, è stata adottata dalla tribù buona e ora vuole diventare una guerriera: la prova, che ovviamente supera in scioltezza, consiste nell’inseguire un cinghiale, ucciderlo ed estrargli il cuore. Uhm. Ma farla combattere con qualcuno, no? A me questa pare più una prova per diventare cacciatrice ma evidentemente continuo a pormi quesiti che non dovrei (fioretto: cerco di non farlo più). Parliamo pur sempre di un film di Pyun, perdindirindina. E poi alla fine un membro della tribù affetto da misoginia la sfida pure, quindi di che mi lamento? Forse del fatto che questi lotta (e perde) esibendo movenze marcatamente scimmiesche? Ma no, sarà un caso.

Sembra quasi un caso anche il fatto che i cyborg scoprano che fine ha fatto l’ex neonata prodigio ma così è e pertanto inviano per ucciderla un temutissimo cacciatore di taglie, Nebula; a tale proposito vanno dette un paio di cose e, tanto per cambiare, mica belle & buone: innanzitutto il suddetto cacciatore uccide riducendo le sue vittime in scheletri quindi se ne vedono più in questo film che in un ossario. Anche se credo che abbiano usato sempre la stessa carcassa. Vabbè, effettivamente la differenza si noterebbe comunque poco, questa, Albert, te la concedo.
In secondo luogo, Nebula, dopo aver raso al suolo il villaggio degli amici di Alex, la insegue in sequenze pedissequamente interminabili (noia… canaglia) dove Sue Price, oberata dalla sua sovrabbondante muscolatura, si dimostra incapace persino nella corsa. Manco sa correre, buon Dio.

Nel frattempo proprio la protagonista libera due americane ostaggio della fazione cattiva e assalta una base in cui compaiono un sacco di personaggi dalle fattezze occidentali: in questa parte d’Africa ci sono più bianchi che nel mio ameno paesino. E mi verrebbe da chiedermi il perché, da formulare ipotesi strampalate ma ho fatto un fioretto a metà recensione e non ho intenzione di infrangerlo così presto. Oh, tuttavia, ci sarebbero due aspetti che potrebbero ancora salvare capra e cavoli di questa pellicola: uno scontro finale epico e, soprattutto, un make up spettacolare del cacciatore di taglie. Anche perché, essendo cresciuto a pane & Boba Fett e notando che Nebula è spesso inquadrato di spalle o in modo distorto (come a dire “quando lo vedrai… farà il panico”), insomma, qualche speranziella me la sono creata. Vanamente: per lo scontro epico si prega di ripassare. E per il make up, ridotto a una grossolana armatura gommosa, pure. Anche se le certo mostruose peculiarità estetiche del nostro paiono comunque meno anomale del fisico bislacco della miserrima Sue Price. Il che ci riporta a una fondamentale questione da porre al mitico Pyun: perché??? Fioretto infranto. Ma avevo resistito anche troppo.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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Informazioni su Lucius Etruscus

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21 risposte a Nemesis 2 (1995) Cyborg Terminator 2

  1. Cassidy ha detto:

    Sono abbastanza sicuro di averlo anche visto questo film, leggendo il pezzo di Willy avevo dei flash, mi sono convinto sul look del cattivo, anche io lo ricordavo sul pezzente andante 😉 Cheers

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  2. Denis ha detto:

    Me lo ricordo di aver visto i 3 film della saga su Tmc,il terzo aveva flashback ogni 5 minuti inguardabile beato Willy l’orbo che non avendo bulbi oculari non possono più sanguinarli i poveri occhi per queste perle di un passato trash

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Sembra davvero una porcheria di altissimo… bassissimo… fate voi il livello, sembra tremendo sotto diversi punti di vista. E il fatto che non sia politicamente corretto non è un bonus, in questo caso 😕

    Ma c’erano meno neri qui, nell’Africa what if come presumo sarebbe piaciuta a Himmler, o in Hazzard?

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Ahaha…sulla questione dei neri…direi che è un bel dilemma!
    Sul film, se togli quei “sembra”, hai il quadro perfetto! 🙂

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  6. Giuseppe ha detto:

    Saggiamente, come suggerisce Willy, non facciamoci troppe domande perché tanto non troveremmo quelle risposte che nemmeno il regista aveva… anzi, risparmiamocele proprio, così saremo coerenti con la filosofia che evidentemente ha guidato il mitico Albert nella realizzazione di questo film: quella del risparmio, appunto. Così la macchina del tempo ti porta esattamente là dove stanno facendo le riprese, in quella finta Africa che poi sarebbe la “bianca” Arizona, mica in un altro posto e in un’altra epoca che sarebbero stati troppo costosi da ricostruire… eppure, in tutta la sua splendente NON bellezza, io ne conservo lo stesso un mio personale rip da blu-ray perché tutto sommato il Pyun d’annata -prima di svaccare totalmente, intendo- mi stava simpatico e addirittura riusciva qua e là perfino ad abborracciare delle idee, idee che a metà degli anni ’90 sono già al lumicino come Nemesis 2 sta chiaramente a dimostrare (e infatti questa saga poteva tranquillamente finire qui: il cofanetto DVD UK invece, avendo il fegato di riproporre anche gli altri due seguiti, rischia di essere troppo pure per me). Ecco, qui se non altro era ancora a un passo dal baratro… il problema è che poi ha continuato a camminare 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Pyun era un onesto artigiano con una visione tutta sua del cinema, spesso ottima ma tendente al delirio.Se siamo ancora qui a parlare dei suoi film, a più di vent’anni di distanza, è perché Pyun ci ha messo quel qualcosa in più che ce li fa ricordare: se l’Italia non avesse deciso di chiudergli le porte in faccia, con la morte della TV in chiaro, sono convinto che anche i suoi filmetti più recenti avrebbero comunque attirato spettatori. L’impero delle TV satellitari ha distrutto la “visione comune” e il pubblico italiano si è frammentato, mentre fino a metà anni Novanta tutti abbiamo ricordi comuni, perché vedevamo tutti gli stessi canali: quello era il mondo di Pyun. Magari postapocalittico, ma era il suo mondo. Se si doveva “scegliere” di vederlo, non aveva la minima possibilità…

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Lieto di questa discussione “saggierrima” ( 🙂 ) sul cinema di Pyun, cinema che io offendo abbondantemente ma si tratta di quelle offese (e magari traspare, magari no) dietro le quali si cela anche la stima per chi ha portato avanti la propria visione con povertà di mezzi e “di riuscita” ma in taluni casi non di idee

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Tutti quelli che amano Pyun lo offendono, è una manifestazione d’affetto 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Ma infatti Pyun sapeva cogliere le tendenze di quegli anni e le rielaborava nella sua personale visione, appunto: il decennio ’90 si era aperto all’insegna dei seguiti di Robocop e Terminator, con le loro per nulla augurabili rispettive visioni del futuro, si trattasse dell’involuzione di una società sempre meno umana e sempre più preda di multinazionali e criminali o di una post-apocalisse vera e propria? Benissimo, lui si inseriva coerentemente in tutto questo con la saga di Nemesis (senza dimenticare Knights, ovvio, né pause più “leggere” come il divertente Dollman) che, perlomeno nei primi due capitoli, pur non essendo composta esattamente di film “belli” nel senso comune del termine mostrava più di uno spunto interessante e un certo gusto nel gestire il connubio action/sci-fi ovviando quanto possibile ai limiti di budget… purtroppo la totale demolizione (perché questo è stata, col finalone del colpo di grazia assestato dal -tranne troppo poche eccezioni- ridicolo digitale terrestre) della TV in chiaro ha reso impossibile qualsiasi degno amarcord nei suoi confronti, compresa la riproposizione del buon “La Spada a tre lame” con cui esordì nell’81 che sarebbe stato interessante da abbinare al suo travagliato sequel del 2010. E che certo, sono d’accordo, avrebbe attirato più di uno spettatore ancora oggi…
        P.S. Ecco, possiamo dire che i suoi film avevano proprio quel qualcosa in… Pyun 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah chiusa perfetta! 😀
        Mmmmm che pensiero stupendo recuperare la Spada a tre lame e il sequel del 2010, che ignoravo: hai sempre queste idee pericolose che mi infiammano la mente 😛
        Ricordo quando circa alla metà degli anni Novanta esplose la guerra fra chi aveva Tele+ e chi Stream, due servizi satellitari che ormai campavano solo di calcio ma che offrivano anche film. (Quando la mia famiglia si iscrisse a Tele+, nel ’91 o giù di lì, era SOLO cinema, ma credo che gli spettatori fossero meno dei film trasmessi…)
        Mentre prima le TV in chiaro facevano concorrenza a Tele+ sfornando film a iosa – e inventando il più falso slogan mai apparso in Italia: “Prima TV”, esposto in sovrimpressione ad ogni passaggio televisivo! – quando uscì Stream la concorrenza passò in digitale ma tagliò fuori gli spettatori, che in titanica parte seguiva le TV in chiaro, ritrovatesi d’un tratto spogliate dei film. Tutto il palinsesto di Italia1, cioè il background culturale di film d’azione in toto, si spostò su Stream scomparendo nel nulla per sempre: è stato davvero un brutto momento per l’immaginario collettivo…
        Con il Duemila la satanica nascita di SKY, che vuole bene al cinema come Charlie Manson voleva bene ai suoi adepti, il cinema in Italia ha conosciuto la definitiva tumulazione. Solo il super-filmone per famiglie e censurato del momento esiste, qualsiasi altra cosa la devi cercare. E gli italiani non cercano: se non gli premi tu il telecomando loro non lo fanno di certo…
        Temo che Pyun avesse bene in mente il futuro, perché quando è arrivato… assomiglia dannatamente ad uno dei suoi film 😛

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