Nabonga (1944) Il terrore della giungla

Negli anni Quaranta al cinema non si sbagliava mai con il terzetto di temi della jungle-sploitation: Tarzan, gorilla e ragazze nella giungla. Così la piccola ma attivissima casa Sigmund Neufeld Productions fa filotto con un film che abbraccia tutti e tre i filoni.
Malgrado sia registrato al 30 gennaio 1944 il copyright della P.R.C. Pictures per distribuirlo in sala, non sembrano esistere prove che davvero sia stato proiettato in questo periodo Nabonga, che rimane un piccolo film senza padroni: è di pubblico dominio su Archive.org.

In Italia la neonata T.W.F. (Trans World Film) nel luglio del 1946 annuncia di voler importare il film insieme ad un pacchetto di altri titoli, e mantiene la promessa: il film arriva nei cinema italiani il 29 dicembre 1946 con il titolo Nabonga. Il terrore della giungla.
Gira anni per le sale italiane finché domenica 9 giugno 1957 viene trasmesso nel pomeriggio della RAI… quando esisteva ancora un solo canale televisivo! Se già questa non fosse una curiosa particolarità del film, si aggiunga il fatto che dal 27 maggio 1959 la pellicola torna al cinema…

Fotobusta del film

La distribuzione insomma fa bene il suo mestiere e Nabonga gira l’Italia per i successivi venti anni: solamente il 26 maggio 1979 riappare su un piccolo canale televisivo (STP). Gira un po’ per canali locali ma dal 1982 questo film scompare dall’Italia.
Questa è la grande creatività italiana: proiettare centinaia e centinaia di volte un film per quarant’anni e poi farlo sparire completamente…

Splendido titolo d’annata

T.F. Stockwell (Herbert Rawlinson) non è proprio una personcina per bene. Dopo aver rubato alla propria società un mucchio di soldi – in forma di diamanti, tipo Diabolik! – fugge via a bordo di un aereo con la figlioletta. Dove stia andando non si sa ma guarda caso sorvola l’Africa: il maltempo costringe i due passeggeri e il pilota ad un atterraggio di fortuna.

Interno di un aereo a risparmio

Mentre si felicitano di essere ancora vivi, il pilota nota lo scrigno dei diamanti e così T.F. non ha altra scelta che sparargli a freddo nella schiena, perché come dicevo è una personcina proprio per bene.
Dove andare ora? Ma lo sai che c’è, figlia mia? Rimaniamo a vivere in Africa…

L’aitante avventuriero Buster Crabbe

Passano gli anni e in una cittadina locale arriva Ray Gorman, vigoroso avventuriero che ha i tratti del campione olimpico Buster Crabbe, che abbiamo già incontrato per Tarzan l’indomabile (1933).
Questi è il figlio del socio derubato da quella pasta d’uomo di Stockwell, ed è arrivato in Africa seguendo le tracce dell’infame ladro: visto che suo padre si è suicidato dalla vergogna, vuole riabilitare il suo nome dimostrando che il vero ladro era Stockwell.

Il losco figuro e la bieca cantante

Subito la cantante-spia Marie (Fifi D’Orsay, canadese all’epoca specializzata in femme fatale dall’atmosfera francofona) avverte il suo amante, il perfido Carl Hurst (Barton MacLane). Tutti alla fine si metteranno sulla pista di Stockwell per mettere le mani – chi per un motivo, chi per un altro – sul bottino che nasconde in Africa.

Anche nella giungla si gira tutti agghindati

Nel frattempo però quel sant’uomo di Stockwell è morto – sono sempre i migliori che se ne vanno! – ed è rimasta solo sua figlia Doreen, che è cresciuta e ha lo sguardo dolce dell’esordiente Julie London, che conoscerà maggior fama in futuro.
La ragazza ama indossare i gioielli del padre così da fare bella figura con le scimmie e le iene, e passa il tempo camminando col suo outfit da giungla primavera-estate andando a prendere l’acqua al fiume: l’unica attività nota della sua vita.

Lo riconoscete Ray “Crash” Corrigan?

Per fortuna in questo piattume le fa compagnia Samson, il gorillone che la protegge da quando era piccola e che è interpretato da Ray “Crash” Corrigan, stuntman di lunga data nonché esperto di scimmioni: l’abbiamo già incontrato in panni pelosi per The Ape (1940) ma tornerà più volte nella sua carriera ad interpretare scimmioni.

Non sembra esserci molto da fare nella giungla…

Rimane alquanto fumoso perché Doreen, nata e cresciuta per almeno sei anni della sua vita in una grande metropoli, d’un tratto si comporti come se fosse una “buona selvaggia”, parlando “selvaggese” quando da bambina parlava un perfetto inglese. Perché ora si comporta come se fosse stata allevata dalle scimmie quando è una ragazzina di buona famiglia?
Nessuno se lo chiede perché tutti i personaggi sono lì per i diamanti, e si menano e si sparano per quelli. Finita la menata diamantifera, il fustacchione Ray vuole portarsi via la bella selvaggia: è ovvio che la giungla è brutta e la città è bella, a dimostrazione che Tarzan non ha proprio insegnato nulla…

Forza, baby, ti porto nella giungla d’asfalto

Inutile negare che Nabonga sia un film quasi bambinesco, molto ingenuo e a tratti ridicolo, ma non è da sottovalutare la qualità dell’esecuzione: sono coinvolti tutti grandi professionisti e sebbene di qualità inferiore rimane un prodotto al bacio. Ad avercene di più!

Una jungle girl acerba ma divertente

Tutta la scena è ovviamente per Samson, il gorillone interpretato da Corrigan che gorilleggia di qua e di là, che minaccia sempre tutti ma che non può neanche sfiorare i personaggi umani: la censura è pienamente in attività e ogni scena leggermente violenta si svolge fuori dall’inquadratura, coperta dalle liane. Rimane però uno spettacolo divertente.

L.

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18 risposte a Nabonga (1944) Il terrore della giungla

  1. Cassidy ha detto:

    Sei andato a ripescare un titolo che proprio non conoscevo, tra lo scimmione sulla locandina, jungle girl e atmosfere alla Tarzan, ci sta alla perfezione su questa pagine! 😉 Cheers

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    Rispolverare un film d’annata, di tale annata, il giorno dopo il 25 aprile…è quasi commovente 🙂

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Gli attori saranno stati bravi e importanti… ma lo sceneggiatore deve essere stato un po’ acerbo 😛

    La buona selvaggia in abito da sera e brillocchi, figlia di un santuomo che sembra Gandhi (se paragonato a Himmler) è quasi roba da parodia in stile Scary Movie, quando faceva ridere ^ ^

    Sul versante avventuroso gira bene?

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  4. marco1946 ha detto:

    Osservate la locandina (versione italiana). La Fig(li)a della Jungla è disegnata come una vamp (anticipa Jessica Rabbit?): vestito scollato e stracciato il giusto per far vedere un po’ di coscia, per non parlare delle zinne protese verso l’infinito (push-up?)
    Io ero molto piccolo in quegli anni, ma mi informano che i maschi italieschi andavano al cinema soprattutto per l’attrazione di cortelloni come quello…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sicuramente il marketing da sempre punta su certi elementi di sicuro appeal, e una protagonista con le curve al posto giusto fa sempre la sua figura in locandina. Ovviamente nel film poi non c’è nulla di tutto questo, ma sappiamo che basta una buona copertina a vendere il prodotto 😉

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  5. Denis ha detto:

    Insomma e aumentata la quota di film brutti ma non ho capito se per lo zinefilo e una buona o cattiva notizia ?
    Indovino che gioco sono riuscito ha trovare su due tuoi “amici”?

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  6. Denis ha detto:

    Ok,pensa che il prima AvP nacque su Atari Jaguar una console che aveva forse il joystick con più bottoni della storia fu un fallimento ma AvP era il miglior titolo presente poi la serie andò su Pc

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  7. Giuseppe ha detto:

    Inglese e Selvaggese? Si vede che Doreen aveva preso la doppia cittadinanza (giungla cittadina con asfalto e giungla classica, senza asfalto e con gorilla) 😛
    P.S. Ray “Crash” Corrigan, tra le altre cose, terminò la sua carriera in un certo film del ’58 annoverato fra i principali ispiratori dell’amico xenomorfo 😉

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