Underworld: Blood Wars (2016) Pària dei vampiri

Riuscirà questa inutile saga ad essere fermata, magari con un paletto nel cuore? Purtroppo no, ma prima di affrontare questa quinta inutile vampi-lycata vi consiglio la recensione di Cassidy sul suo “La Bara Volante“.

I matrimoni delle stelle del cinema non durano, si sa, anche quelli che si basano sulle perversioni latticinose. Kate Backinsale e Len Wiseman sono come Paul Anderson e Milla Jovovich: hanno amato condividere con gli spettatori le proprie perversioni, con i maschietti dietro la cinepresa mentre le mogliettine facevano le boccucce e ancheggiavano a favor di camera, tutte vestite di lattice a nascondere le smagliature.
Ogni idillio finisce, dicevo, così Kate e Len si sono lasciati nel 2015 e hanno divorziato nel 2016. (Pare che lui si fosse stufato delle vampire ed è stato visto con una giovane lycana!)
Gli anni passati a girare pessimi film – in particolare la delirante e assurda saga di Underworld – non sono serviti a salvare la coppia, ma come regalo d’addio Len ha voluto mettere dei soldi in un film girato da Kate in pieno squilibrio ormonale da rottura amorosa: l’imbarazzante Underworld: Blood Wars.

Il sangue ovviamente si riferisce a quello che esce dagli occhi degli spettatori

Me la immagino Kate a casa sua, mentre uno stuolo di professionisti cerca di tenere giovane il suo corpo: il suo pensiero è che ci vuole un filmone per far vedere quant’è ancora figa, o almeno quanto lo sembri all’apparenza. E che, solo Milla può ancora umiliarsi a fare la stessa robaccia da vent’anni?
La Lakeshore Entertainment ovviamente ci sta, che tanto con questi chiari di luna ogni filmaccio è buono, ma mette subito le cose in chiaro con Kate: se li può scordare i 70 milioni di budget dell’ultimo Underworld, stavolta grasso che cola se gliene dà la metà. E giusto perché la Beckinsale è riuscita a salvare mezza faccia che sembri giovane: per tutto il film infatti di lei non viene mai mostrato altro che mezzo volto…

Ecco l’apice della bravura attoriale di Kate

La vecchia squadra è ormai andata: si sa che quando finisce un matrimonio poi amici e conoscenti li perdi di vista.
Bisogna cercare uno sceneggiatore e stavolta ne serve uno bravo, ma bravo sul serio. Poi Kate ci ripensa e sceglie Cory Goodman, che ha esordito scrivendo l’inguardabile Priest (2011) e ha peggiorato la sua carriera con The Last Witch Hunter (2015).
Almeno alla regia serve un nome di quelli che spaccano, di quelli che non puoi sbagliare: tipo Anna Foerster, che si è occupata degli aspetti tecnici di molte produzioni e ha diretto degli episodi in TV. Questo è il suo esordio al cinema: il nome giusto al posto giusto.
Con nomi come questi, la vampi-lyca-minchiata è assicurata!

Si vede che sono bello bello in modo assurdo?

Questo disastro nessuno ha il coraggio di presentarlo in patria, così prima esce nei paesi slavi il 24 novembre 2016, che tanto sono di bocca buona, poi si gira per piccoli paesi europei ed asiatici. Solamente quando ogni angolo del mondo è stato sporcato con ‘sta roba, allora sì che il 6 gennaio 2017 si può presentare il prodotto negli Stati Uniti. Che stanno ancora a spernacchiare lo schermo…
La Warner Bros porta il film in Italia il 6 aprile successivo (fonte: ComingSoon.it), mentre la solita Universal ha fissato l’uscita del DVD, del Blu-ray e 4K Ultra HD per il 26 luglio 2017.

Per puro errore viene inquadrata Kate a viso intero…

Selene (sempre Kate Beckinsale) se ne va triste per il mondo perché si sente sola… benché pària!
Ebbene sì, in lingua originale il confusionario spiegone che apre il film si chiude con Selene che dice «Now I am an outcast, a pariah», e i bravi pirati nostrani non hanno problemi a tirare fuori dei sottotitoli con la traduzione «Ora sono un’emarginata, una reietta».
Ma la pirateria non è figlia di Maria, è una cosa brutta e non si fa. Così affidiamoci ai grandi professionisti del doppiaggio italiano, famosi e stimati in tutto il mondo. «Ora sono una reietta, una pària». Forse sono più professionali i pirati…
Agli inglesi pariah è una parola che piace e la usano ogni volta che possono, ma la sua versione italiana fa schifo sin dai disgraziati tempi in cui la Mondadori intitolava Paria dei cieli un libro di Isaac Asimov: non è una scelta di doppiaggio sbagliata, ma iniziare il film con Selene che si sente pària, pur essendo dispària, fa già crollare le speranze in un buon prodotto.

La leva vampirica del ’68

Per fortuna siamo subito distratti dai dialoghi buttati in aria a casaccio: lo sceneggiatore sarà nuovo ma si è subito abituato alla totale confusione delle storie di Underworld.
Arriva in scena Semira (Lara Pulver), che se mira ma non se tòca, che dice cose a caso, per esempio che vuole ingaggiare Selene per addestrare i nuovi vampiri. Selene dice no no, ma va be’ e accetta, fornendo essenziali insegnamenti limitandosi a dire ai ragazzi di sparare. Perché se non lo diceva lei loro non ci pensavano.
Mentre addestra la leva vampirica del ’68, Selene cade vittima di un tradimento e tutta la trama cambia complemtante… a tre minuti dall’inizio del film!

Dopo un corso di recitazione, Kate ora sa mostrare l’espressione “con pelliccia bianca”

È umanamente impossibile seguire le deliranti e sconclusionate trame di Underworld, una serie di film cuciti addosso alla boccuccia imbronciata di Kate “Ce l’ho solo io” Beckinsale, che continua a sparare senza motivo all’aria, visto che non una sola sua pallottola ha mai avuto il minimo effetto in tredici anni di saga!
Personaggi stupidi entrano in scena dicendo cose stupide ma soprattutto dando vita a pessimi effetti speciali, roba dozzinale che manco la Asylum avrebbe il coraggio di presentare.
Teoricamente, ma moooolto teoricamente, questo Underworld 5 ha le stesse identiche ambizioni del coetaneo Resident Evil 6: fingere di essere l’ultimo capitolo per attirare spettatori per poi a sorpresa presentarsi come ipotetico nuovo inizio. Spero che entrambe le saghe siano fermate a suon di paletti nel cuore prima di sfornare altri deliranti episodi, perché ragazzi… siamo pieni così!

Tredici inutili anni di saga riassunti in una sola immagine

Spero che questo sia un addio, Selene, perché a forza di guardare i tuoi filmacci… mi sento un po’ pària anch’io!

L.

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15 risposte a Underworld: Blood Wars (2016) Pària dei vampiri

  1. Cassidy ha detto:

    Sulla leva vampirica del ’68 sono morto dal ridere 😀 In realtà l’altra metà di faccia di Kate è stata fatta al computer per risparmiare sul trucco 😉 Davvero un film inutile, non sapevo che i due avessero divorziato, meglio, si spera sia la fine di questa atrocità che prosegue da 13 anni. Grazie per la citazione! 😉 Cheers

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Ho visto solo il primo e un pezzo del secondo, e solo perché la White Wolf, editore del gioco di ruolo Vampiri La Masquerade, ha frignato dicendo che loro l’avevano fatta prima, la storia di lovvo tra un vampiro e un licantropo.
    Forse si sono dimenticati che Ransie la strega era figlia di un vampiro e un lupo mannaro…

    Comunque, il primo era un filmetto che poteva starci ai suoi tempi, quando le vampire un po’ fetish tenevano banco. Ma era sciocchino, và.
    Io non credo che avrei il coraggio di ruminare un’ambientazione invecchiata così male e nata già storta a tanti anni di distanza…
    Voglio roba di genere fantastico, ma sempre la stessa minestra no, eh!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Due esponenti di famiglie (e razze) differenti che si amano: esiste una storia più vecchia? Come si fa a rivendicarla? .-D
      Comunque i feticisti sono tanti e comprano i biglietti, quindi è diventata una regola: appena una attrice compie trent’anni si infila in un vestito attillato di pelle/lattice e fa le boccucce imbronciate, al di là della trama 😛

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      • Conte Gracula ha detto:

        Strano mondo, quello in cui una trentenne diventerebbe vecchia e racchia… io vivo in un mondo diverso!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non ho detto vecchia e racchia, ma è curioso che diventino tutte desiderose di mostrarsi fighe senza bisogno – visto che lo sono anche vestite “normali”. Questa ossessione per mostrarsi fighe rovina sensibilmente la recitazione anche delle attrici più brave, che infatti poi in ruoli “normali” sono decisamente più affascinanti. 😉

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      • Conte Gracula ha detto:

        Non volevo dire che le trovi racchie 😛 ma conosco persone che lo pensano e lo dicono davvero. Che non sarebbe un problema, se poi queste tontolone si facessero il favore di non crederci!

        La sopraggiunta incapacità recitativa di certe potrebbe dipendere anche dal recitare sempre lo stesso ruolo: non fai altro, non impari nulla di nuovo, in più pensi che quel ruolo lo potresti interpretare anche dormendo, così non ci metti impegno e fai porcate…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Appunto, invece di solito sono attrici che potrebbero dare molto di più, per questo fa rabbia vederle fare per decenni lo stesso ruolo insulso…

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  3. benez256 ha detto:

    Sarà anche un filmaccio, ma Kate Beckinsale è da sposare…

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  4. Giuseppe ha detto:

    Underworld: una saga che doveva correggere il tiro fin dal primo capitolo -che forse, e dico solo forse, almeno ai tempi era ancora passibile (in qualità di capitolo introduttivo) di giudizi non troppo severi- e invece ha continuato a tirarsela e a tirarcela a noi, ecco il mio riassunto… e quei pochi sprazzi di memoria che ogni tanto mi sopraggiungono riguardo al secondo capitolo mi fanno sempre tenere prudentemente lontano dai titoli successivi .

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