Armstrong (1998) Mosca: dossier paura

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

Se ci fosse un concorso per il titolo di film action più tamarro, trash e ridicolo… Mosca: dossier paura avrebbe pochi rivali. Ma visto che un così lungimirante concorso non esiste o perlomeno non ne sono a conoscenza (nel qual caso siete pregati di comunicarmi la gaudiosa novella), allora, per concedere il giusto trionfo alla pellicola firmata Menahem Golan, la menziono qui e la recensisco pure. E poco importa se “l’etichetta” originale suona Armstrong e se traduzioni nostrane più dignitose recitano Armstrong: dossier paura. Per me, spero anche per voi, quella citazione della capitale russa non si tocca: insomma, o Mosca o morte, parafrasando.

[Interviene l’Etrusco giusto per sottolineare che il film è un “fantasma”. Sebbene non esista nei cataloghi di VHS italiane, questo sito ne attesta una copia targata CVC nel nostro Paese, mentre FilmTV.it testimonia un passaggio televisivo col secondo titolo, un puro frutto di fantasia dell’emittente dell’epoca.]

Si comincia con un tale Bob (Charles Napier) che si reca con la moglie Susan (Kimberley Kates) nell’ex Unione Sovietica: all’aeroporto suda come un cavallo alato che ha fatto il giro del mondo. All’inizio pensavo che la sovrabbondanza di liquidi corporali fosse dovuta ad esigenze di trama ma poi mi sono convinto che fosse frutto della scocciatura di partecipare ad una pellicola dove il protagonista è Frank Zagarino: non posso far altro che esprimere la mia incondizionata solidarietà al buon Charles.
L’infausto Zagarino compare subito dopo nei panni di Rod Armstrong, un ex Navy Seal che, avendo questionato con i suoi superiori, ha pensato di fuggirsene nella Russia post comunista addestrando elementi del KGB nell’ambito degli accordi di disarmo nucleare. Coerenza mia fatti capanna.

Frank Zagarino (da MovieStillsDB.com)

Comunque, durante un’esercitazione per palesare alle autorità locali la sua abilità, colpisce con un calcio debolissimo un uomo che stramazza al suolo privo di qualsivoglia vita, scivola mitragliando su un tavolo per diverse decine di metri (manco ci fosse la sciolina) e sboroneggia come pochi uomini mai. Quindi: coreografie ottime e simpatia a palla. No, vero? Con Bob-Napier non va poi così meglio: nel pieno della notte esce dalla stanza dicendo alla moglie di tornare negli USA se non di ritorno entro mezzanotte. Giusto per tranquillizzarla. Poi si reca da Armstrong, scopriamo che i due si conoscono e gli rivela che la Russia sta vendendo sottobanco le armi nucleari ai terroristi: fa tutto ciò continuando a sudare con modalità invereconde. Che poi siamo in Russia mica nella savana.

Joe Lara e Frank Zagarino (da MovieStillsDB.com)

Mentre il mio disagio per le sue condizioni si amplifica, dei malintenzionati fanno irruzione per uccidere i due: fossi stato in Napier avrei usato il sudore come arma contundente ma lui non ci pensa e gli sparano mortalmente. Tra l’altro, nella medesima circostanza, basta un colpo d’arma da fuoco per trasformare lui e l’assassino in due laghetti di sangue tanto che quest’ultimo esclama «Che schifo, guarda come mi hai ridotto». A vederlo così conciato non posso dargli torto: sembra quasi che l’onnipresente sudore si sia mutato in emoglobina. Ok, la faccio finita con questa storia, anche perché l’uomo dalle ghiandole impazzite è defunto.

Joe Lara in una posizione “bollente”

Invece non “defunge” Zagarino che sfugge all’agguato gettandosi da una finestra altissima, cadendo su un camion e non facendosi un graffio: potenza dell’essere il protagonista che non deve morire giammai. Quando pensi di aver visto quasi tutto ecco un nudo in-te-gra-le ed ovviamente immotivato della vedova di Napier: bene, bene, ci rifacciamo gli occhi.
I cattivi, sopraggiungenti, hanno una triplice colpa: quella di essere cattivi, quella di avere come capo quel bellimbusto di Joe Lara e soprattutto quella di indurre la sgallettata signorina a rivestirsi. Sono proprio cattivi cattivi. Comunque la nostra fugge prima gettandosi dalla solita altissima finestra (ma allora è un vizio) e poi correndo sui tettucci di miriadi di auto parcheggiate: roba da entrare nel Guinness dei funamboli.

Frank Zagarino (da MovieStillsDB.com)

In ogni caso Zagarino interviene, la salva e subentra nell’indagine che stava conducendo il di lei, sempre sia sudato, marito. Al nostro non ci vuole molto a capire che c’è del marcio ma quando va a comunicarlo alle autorità nella persona di un colonnello lo trova ubriaco fradicio mentre balla e mordicchia le zinne di nugoli di meretrici. Devo dire che il regista ci dà una bella immagine dei russi: poveracci che fanno ballare gli orsi per strada, esteticamente sgradevolissimi, traditori dei patti, amici dei terroristi, mai sobri, ferventi sostenitori della prostituzione. Ah, la cara vecchia Guerra Fredda.

Richard Lynch nel ruolo del generale Zukov

Comunque, no problema: per fortuna ci sono gli americani, anzi, per fortuna c’è Frank Zagarino, il quale, capito che anche il colonnello colleziona-mignotte è coinvolto in questioni illecite, dice che si sbarazzerà di lui, che poi penserà alla mafia e che quindi risolverà il caso. Dice davvero tutto ciò e chi gli sta intorno gli dà pure spago. Porannoi. Però tiene fede alla parola data dandosi da fare, sventando un attentato presidenziale e… sudando come una fontanella. Benvenuto nel club!

Gli rapiscono pure l’amica Susan ma tanto, tra le miriadi di cose che è in grado di fare contemporaneamente, può occuparsi anche di lei. Lei che, nelle grinfie dei terroristi, partorisce dialoghi come il seguente: «Che cosa hanno questi uomini?» «Eh, sono morti» «Mortiii?» «Decisamente» «Ma erano persone, esseri umani!». Eh va be’. Tuttavia è inutile farsi tanti problemi, porsi troppe questioni morali, tanto… Frank Zagarino salverà il mondo. Ecco. Forse ho trovato un titolo che avrebbe surclassato Mosca: dossier paura nell’ambito concorso paventato a inizio recensione: Frank Zagarino salverà il mondo. Brrrr.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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12 risposte a Armstrong (1998) Mosca: dossier paura

  1. Cassidy ha detto:

    Un film bollente, non tanto per il nudo della vedova di Napier, quando per il sudore gettato sul campo, e non si dica che non si sono impegnati, hanno sudato sette camice 😉 Cheers!

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  2. Denis ha detto:

    Poveri russi denigrati da un paese dove l’anno prima il Presidente si fa fare un servizietto da una stagista e la figlia per bruttezza si chiama Chelsea trad ita :Cessi!

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Dalla foto del tizio che esce da sotto il tavolo tra le cosce della donna, direi che stava sudando tanto pure lei!

    Comunque, bella poverinata! Non può essere uscito al cinema, questo film: sembra più una roba “direct to cestone delle offerte dell’ipermercato” XD

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  4. Giuseppe ha detto:

    Il coraggio di Willy
    con quest’altro film “silly”
    so già che apprezzerò
    Niente qui l’ha fermato
    manco Napier sudato
    quanto si inzuppò
    Non è stato il calore
    giusto forse il dolore
    che lui sì, provò
    nel trovarsi vicino
    a quel tal Zagarino
    che lo tormentò
    “vederlo recitare
    senza mandarlo a cagare
    io non ce la fò!”
    perché aveva indagato
    venne poi liquidato
    e più non sudò
    Frank è senza paura
    c’ha la controfigura
    se la tira mo’
    Solo con una mossa
    lui ti rompe le ossa
    (ci crediamo? NO!)
    Come sa scivolare
    e nel mentre sparare
    nessun altro può
    cade da un davanzale
    senza farsi alcun male
    va che culo, oh
    L’azione lo impegna
    il sudore lo impregna
    ah, come se lo so
    fortunato mortale
    pure il nudo integrale
    io lo invidio un po’
    Poi la vedova salta
    dalla finestra alta
    che coraggio, ohibò
    questo chiedeva il suo ruolo?
    prender le macchine al volo?
    me ne ricorderò
    ‘Sta storia può esser più amara?
    Certo, ecco Joe Lara!
    Pure lui arrivò
    il suo posto conosce
    proprio in mezzo alle cosce
    non ce lo smuoverò
    Se parliamo dei russi
    qui dipinti da fessi
    non ne usciamo, no
    grandi filibustieri
    sbronzi e assai puttanieri
    io più non ci sto!
    E quei dialoghi, poi
    ma li ha scritti un cretino?
    davvero, non lo so
    Non si merita tanto
    neanche Frank Zagarino!
    Saluto Willy e via men vò 😀

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