[Novelization] Blade: Trinity (2004)

All’apice del successo, Wesley Snipes accettò di vestire per la terza volta i panni del Diurno Blade in un film che si rivelò fatale: Blade: Trinity (2004) scritto e diretto da David S. Goyer non solo è un film devastantemente brutto, ma è stato l’inizio della caduta di Wesley. Denunciare la New Line Cinema non è stata una buona idea, perché guarda caso Wesley dopo si è ritrovato a casa il temuto fisco americano: durante il lungo processo, finito con circa tre anni di galera, la carriera di Wesley ha avuto il tempo di finire nello sciacquone, interpretando filmacci bulgari uno peggio dell’altro, sigillando il proprio feretro artistico.
Ecco la sua “caduta di Wesley” come l’ha raccontata il Zinefilo:

  1. 7 Seconds (2005)
  2. Nuclear Target (2005)
  3. The Detonator (2006)
  4. The Contractor (2007)
  5. The Art of War II (2008)
  6. Game of Death (2010)
  7. Gallowwalkers (2012)

Intanto la novellizzatrice britannica Natasha Rhodes sfornava il romanzo del film, giunto in Italia nel 2005 da Hobby and Works Publishing, con la traduzione cumulativa di Claudio Colombo, Catia Lattanzi, Giampiero Roversi e Marco Samagostino.


Blade: Trinity

Capitolo 1

Nel meatpacking district era stata una notte tranquilla: almeno fino a quando l’edificio non era esploso. In cielo, i gabbiani strillavano mentre la potente esplosione squarciava il fuligginoso edificio industriale e il fuoco usciva dalle finestre e si alzava verso il cielo. La terra stessa sembrò tremare mentre l’onda d’urto aumentava d’intensità e, come uno tsunami di fuoco, faceva scoppiare file intere di finestre di vetro temprato in una pioggia di luccicanti cristalli. Poi, i vecchi muri di mattoni dell’edificio cominciarono a spaccarsi e sgretolarsi a causa dell’intenso calore, facendo piovere le macerie sul marciapiede sottostante. Dalle rovine si sollevò un fumo nero e oleoso.
Alcuni istanti dopo una seconda esplosione fece tremare l’edificio. Urlando, un uomo avvolto dalle fiamme venne catapultato nel cielo della notte. Scaraventato fuori da una finestra dalla forza dell’esplosione, quasi fosse una cometa umana, si trascinava dietro una scia di fuoco. Sotto di lui, la porta scardinata della fabbrica, era spalancata sul caos infernale all’interno dell’edificio.
L’aria fredda della notte era carica delle grida e dei passi della gente in fuga. Sempre più persone, la maggior parte avvolta dalle fiamme, si precipitavano all’esterno.
Regnava il caos.
Le fiamme, per un istante, si aprirono e un uomo di colore dall’aspetto possente, apparentemente insensibile alla temperatura infernale che lo circondava, avanzò con calma tra le vampate. Era alto e muscoloso. La sua silhouette mostrava che portava armi decisamente hi-tech. Mentre si allontanava dall’esplosione le fiamme si riflettevano nei suoi avvolgenti occhiali da sole griffati. Il rumore dei suoi passi risuonava nel crepitio dell’incendio come il rullo dei tamburi dei dannati.
L’uomo si chiamava Blade e aveva appena cominciato a divertirsi.
Vedendolo, la maggior parte di coloro che erano fuggiti dalla fabbrica scapparono ancora più in fretta nella notte nera di fumo. Ma Blade non era interessato a loro. I suoi occhi erano concentrati su una preda molto più allettante: un gruppetto di figure che correvano in direzione opposta rispetto agli altri. Quelli… erano vampiri.
Blade sorrise perfidamente ed estrasse la pistola.
C’è sempre un certo numero di regole da rispettare durante la caccia. La regola numero uno è scontata: non farsi beccare.
La banda di vampiri che fuggiva attraverso il parcheggio davanti a lui non sembrava intenzionata a rispettare quella regola. I loro stivaletti scivolavano sull’asfalto bagnato mentre attraversavano in fretta il parcheggio, sgambettandosi e scontrandosi nel tentativo di sfuggire a Blade. Tre di loro, uno più brutto dell’altro, durante la corsa si colpivano e ringhiavano l’un l’altro nel disperato tentativo di non restare in coda al gruppo. Se si fossero fermati a pensare, invece, avrebbero potuto escogitare un piano migliore, o meglio, un piano qualsiasi.
Dopotutto, se fuggi, c’è sempre la possibilità che ti prendano.
Raggiunto il limite del parcheggio il terzetto superò una recinzione chiusa con una catena e si precipitò verso le auto parcheggiate in doppia fila: due auto da corsa truccate. Gedge, il più giovane dei tre, saltò a bordo della Eagle Talon che era partita senza di lui, già requisita da due vampiri più veloci. L’altra macchina, una Mustang vecchio stile fece inversione a tutta velocità e sfrecciò verso l’uscita del parcheggio. Superando la Eagle, fece salire i giri del motore a mo’ di saluto derisorio.
Era ora di andare.
Gedge sbatté la portiera e mise la sicura. Per la paura tirava indietro le labbra snudando i denti aguzzi. Lanciò uno sguardo nervoso attraverso il parabrezza crepato, mentre Storie e Campbell, i suoi due compagni, montavano sui loro chopper, dalla linea allungata e con la sella bassa. Diedero gas, preparandosi a partire.
Blade, dall’altra parte del parcheggio, fu richiamato da quel rumore. Cominciò ad avanzare a grandi passi verso di loro, prendendo velocità durante la corsa. La mano sparì per un istante e ricomparve impugnando una pistola Mach. Sulla canna era stato montato un silenziatore. Sparò senza fermarsi, sputando una raffica di proiettili d’argento sui vampiri in fuga. La strada echeggiò dei colpi degli spari: i singoli echi si mescolarono creando un’unica detonazione.
Il guidatore della Mustang schiacciò il freno mentre le pallottole attraversavano la carrozzeria dell’auto, tintinnando all’impatto con il baule. Imprecando, ingranò la retromarcia e pigiò a fondo l’acceleratore: era intenzionato a spiaccicare Blade sull’asfalto. Un conto era sparare ai suoi amici, un altro rovinare la sua amata auto.
Il Diurno avrebbe pagato per quell’affronto.
L’auto da corsa sgommò in retromarcia verso Biade, i pneumatici fumavano mentre l’auto sterzava verso di lui, bruciando la gomma.
Prima che la mente di Blade riuscisse a mettere a fuoco la situazione, il suo corpo era già in volo. Da fermo saltò in avanti, inarcò con agilità il corpo e, mentre l’auto sfrecciava sotto di lui, estrasse contemporaneamente la seconda pistola. In volo, a mezz’aria sopra l’auto, Blade sparò due raffiche di proiettili, una verso il tettuccio della Mustang, l’altra nel motore. All’interno dell’auto i due vampiri urlarono quando le pallottole di Blade crivellarono i loro corpi.
Delle comuni pallottole non li avrebbero uccisi, ma quelle erano speciali: bossoli d’argento fatti a mano e riempiti con un composto di olio di aglio. Per un vampiro, era una miscela mortale. Tutti i vampiri, infatti, erano particolarmente allergici all’allicina, la sostanza che conferiva all’aglio il suo tipico gusto e il suo odore pungente, e mortalmente allergici all’argento.
Una volta introdotta all’interno del corpo di un vampiro, questa particolare miscela scatenava una reazione a catena simile a quella che si avrebbe in un uomo che ingoia molti litri di benzina e un lanciafiamme.
Improvvisamente fiamme incandescenti uscirono dalle ferite che i proiettili avevano aperto nei corpi dei vampiri e si espansero sul torace, incendiando i loro vestiti in una sola, rumorosa, vampata. Le loro urla furono assorbite da una impressionante palla di fuoco quando la Mustang esplose, cappottandosi nel momento in cui il serbatoio prese fuoco e saltò in aria.
Grossi pezzi di lamiera si sparsero per tutto il parcheggio riempiendo l’asfalto di rottami in fiamme. Blade atterrò elegantemente a qualche passo di distanza dalla carcassa in fiamme.
Regola numero due della caccia? Prenderli prima che loro prendano te.
Fino a che le regole funzionano, va bene.
Blade si girò immediatamente, mirando e sparando in un unico movimento verso la Eagle Talon e le due moto che uscivano sgommando dal parcheggio dietro di lui. I pneumatici lasciarono dei segni fumanti mentre i motori rombavano sulla strada allontanandosi.
Se ne erano andati, inghiottiti dalla notte.
Blade continuò a sparare fino a quando non fini le pallottole. L’adrenalina che scorreva nel suo corpo lo costringeva a tenere il dito saldo sul grilletto. Un uomo sarebbe già morto molte volte, ma Blade non era umano.
Almeno, non completamente.
Quando l’ultimo bossolo toccò l’asfalto, Blade avverti una presenza dietro di lui. Rimase immobile. Nelle sue orecchie echeggiava il frastuono della sparatoria.
— Finite le pallottole, Blade?
Si voltò lentamente e vide quattro sagome avanzare per formare un semicerchio intorno a lui. Erano vampiri ed erano chiaramente arrabbiati.
— Penso sia ora che tu la faccia finita. Devi crepare.
Il vampiro che aveva parlato si chiamava Ellingson. Era il capo del gruppo e sapeva molte cose su Blade. Certamente abbastanza da volerlo uccidere. Specialmente adesso che quel figlio di puttana aveva mandato in fumo i suoi affari e massacrato, da solo, due terzi del suo gruppo.
Gli occhi di Ellingson scintillarono come argento vivo e una mano tremò di dolore mentre la sua pelle bruciata si crepava per il freddo della notte. Lanciò un’occhiata ai suoi tirapiedi che circondavano Blade e sorrise torvo.
Quel tizio aveva le ore contate.
Blade studiò con attenzione i vestiti bruciacchiati e l’aria inesperta del suo avversario e si rilassò. Ripose la pistola nella fondina, girò oziosamente la testa da una parte all’altra, fece schioccare i muscoli tesi del collo. Poi sfiorò con la mano il pericoloso coltello a catena legato alla coscia rivestita di pelle e si permise un accenno di sorriso.
Prendendolo per un insulto, Ellingson ringhiò e si lanciò su Blade, mostrando i denti.
Blade tirò fuori il coltello e premette uno dei bottoni sulla base.
Zzz-zing!
La lama uscì dall’elsa e volò verso il vampiro che caricava, trascinandosi dietro quasi due metri di catena affilata. La massiccia lama d’argento affondò nel petto di Ellingson producendo un suono simile a quello prodotto da un martello che si abbatte sul burro fresco. Il vampiro rantolò mentre un mini-geyser di fuoco eruttava dalla ferita. Un’ondata di fiamme si diffuse velocemente verso l’esterno, lacerando il suo corpo in un lampo e divorandolo in pochi secondi.
Con un urlo, Ellingson esplose. La carne si staccò dalle ossa in una macabra pioggia di materia carbonizzata, lasciando solo uno scheletro in fiamme che si agitò rabbiosamente per qualche secondo prima di smembrarsi e di cadere al suolo.
Prima che i resti carbonizzati fossero completamente disintegrati, Biade premette il secondo bottone nell’impugnatura del coltello. L’arma rapidamente si ritrasse e la catena si riavvolse, ronzando, nell’elsa. Quindi Blade piroettò e premette di nuovo il primo bottone.
Uno dei tirapiedi di Ellingson alle sue spalle provò a schivare il coltello che si dirigeva verso di lui, ma non fu abbastanza veloce. L’affilata catena si avvolse intorno alla gola come una frusta e, stringendosi, la tranciò di netto. Blade diede uno strattone distratto alla catena e la testa del vampiro si staccò con precisione chirurgica. Il corpo decapitato diventò incandescente e venne percorso da lingue di fuoco. Il petto del vampiro prese fuoco.
Senza rallentare, Blade rovesciò con un calcio il corpo tremante, spargendo luminosi lapilli arancioni per tutto il parcheggio. Il vampiro si disintegrò in una nube di fine cenere bianca e fu immediatamente spazzato via dal vento. Poi Biade azionò ancora il coltello mentre i due vampiri rimasti avanzavano verso di lui. Uno era davanti a lui, uno alla sue spalle. Il coltello tese la catena e Blade lo lanciò verso l’alto facendolo roteare sopra la testa con un suono simile al muggito di un toro. Blade, senza perdere di vista i due vampiri, fece girare la catena sempre più velocemente. Poi, improvvisamente, si abbassò sulle anche, facendo roteare la catena verso il basso. Quel movimento produsse una sibilante chiazza d’argento.
La catena mozzò le gambe del primo vampiro, facendo a pezzi tendini e ossa in un lampo. La sventurata creatura urlò cadendo sull’asfalto mentre le gambe amputate implosero alle sue spalle in uno scoppio di cenere bollente. Per chiedere aiuto il vampiro protese il braccio verso il suo compare e in questo modo indicò a Blade la sua posizione. Prima che il secondo assalitore riuscisse a muoversi, Blade fece roteare all’indietro il coltello d’argento che penetrò nell’addome del vampiro, con un movimento fluido. La creatura non ebbe nemmeno il tempo di aprire la bocca per urlare: il mortale fuoco bianco attraversò il suo corpo, carbonizzandolo dall’interno.
Blade ritirò il coltello con evidente destrezza e si allacciò lo spolverino scrollandosi dalla manica residui di cenere di vampiro.
Regola numero tre della caccia? Non illudersi che qualcuno venga a salvarti. Di solito non arriva nessuno e finisci col fare la figura dello stupido. O del morto.
Fermandosi solo per decapitare il vampiro amputato con una disinteressata coltellata, Blade si allontanò per scovare quelli che erano scappati.

L.

– Ultimi post simili:

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Novelization e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

5 risposte a [Novelization] Blade: Trinity (2004)

  1. Cassidy ha detto:

    Il film è di una bruttezza rara, bellissima è invece la tua capacità di scovare novelization in ogni luogo 😉 Io ancora un po’ ci spero di rivedere Wesley tornare nei panni di Blade, però con trame migliori di quella di “Trinity” eh! 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Da anni si parla di un suo Blade 4 che pare essere sempre nell’aria, però finora a parte una comparsata in “Mercenari 3” Snipes non ha fatto molto al cinema, uscito di prigione. La serie TV in cui ha lavorato ancora la devo vedere…

      "Mi piace"

      • Giuseppe ha detto:

        Diciamo che è rimasto “imprigionato” in ruoli e filmetti di scarso rilievo (da far quasi sembrare Trinity un bel film, a confronto) 😉

        Piace a 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Piccole produzioni bulgare di qualità decrescente che hanno cercato disperatamente di tenere alto il suo nome, mentre crollava. Alcuni di questi titoli girano ancora, in TV, quindi forse sono riusciti nell’intento.

        "Mi piace"

      • Giuseppe ha detto:

        Probabilmente ci sono riusciti anche nella misura in cui i fan continuano a considerarli degli antipasti (non freschissimi, ma comunque antipasti) in attesa del piatto principale… un ruolo degno in un degno film capace di farlo risalire dallo strapiombo, magari. Se così fosse, però, credo ci sarà ancora da aspettare parecchio…

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.