Alien: Covenant (2017) Recensione nuclearizzata

Questa recensione esce in contemporanea anche sul mio blog 30 anni di Aliens.

«Io stabilisco la mia alleanza con voi», dice Dio nel Genesi (9,9) e la King James Version traduce in inglese «I establish my covenant with you»: qualcosa mi dice che la fase mistica del vecchio Ridley Scott è ancora in corso, anche se tenuta drasticamente sotto controllo grazie probabilmente a farmaci appositi. (Il crocifisso della protagonista di Prometheus qui viene sostituito direttamente da un chiodo della Croce, ma viene “mascherato” con una trovata di sceneggiatura da darsi schiaffi in faccia.)

«Dietro il secondo velo poi c’era una Tenda, detta Santo dei Santi, con l’altare d’oro per i profumi e l’arca dell’alleanza (ark of the covenant)» così leggiamo nella versione CEI di Ebrei (9,3-4), dove incontriamo la “custodia” delle Tavole della Legge, in pratica il simbolo dell’alleanza tra Dio e gli uomini, molto citata nella Bibbia (soprattutto nel Genesi).

E un giorno Ridley venne e mi diede le tavole delle 10 Parole che dovevo dire in questo film…

Con Prometheus (2012) il vecchio Ridley Scott ha dimostrato una fortissima fase religiosa (di grana grossa) che influisce pesantemente sulla sua opera, ma sembra che ora le premesse siano diverse: se nel 2012 la nave protagonista del film si chiamava come il dio greco che rubò la conoscenza agli dèi – a simbolo dei protagonisti che commettono l’atto sacrilego di disturbare la divinità stessa per averne conoscenza – nel 2017 la nave si chiama come il simbolo stesso dell’alleanza con Dio: basta sfide, basta dèi pagani, basta idoli glabri e bianchicci, basta alieni tentacolari che sembrano divinità di Cthulhu, basta mostri gigeriani nati dalla disturbante fusione di genitali umani con strutture meccaniche industriali – perfetto simbolo di un’epoca in cui il corpo umano si stava sempre più trasformando in tecnica. Basta con tutto questo, nel 2017 l’unica divinità è il cinema fan-service: solo che Scott odia i fan…

Allora, ragazzi, la parola d’ordine è: smerdiamo tutto lo smerdabile!

Appena uscito Aliens tutti andavano da Ridley a chiedergli: «Maestro: quando farai un nuovo Alien?» e lui sputava in faccia a tutti: si sarebbe fatto inseminare da un facehugger piuttosto che dirigere un nuovo Alien. Ricordo ancora quando iniziai a navigare in Internet – nel 1997, giusto in tempo per seguire l’uscita del quarto film alieno – e le rozze pagine web dell’epoca erano piene di fan alieni che invocavano il Maestro («Ridlè nun ce lascià») e lui che nelle interviste pisciava addosso a tutti.

Poi sono arrivati gli anni Duemila e il cinema è fallito di brutto, gli incassi miliardari di un tempo sono scomparsi e il “tocco dei Maestri” si è appannato: tutti i grandi hanno cominciato a vivere di rendita e da Ingegnere Ridley è diventato sintetico, costretto ad agitare bishoppamente il suo coltello registico nella speranza di azzeccare qualcosa. Ritrovatosi versione androide di se stesso, sentendosi fantasma dello Scott passato – in una recente intervista non ha saputo citare un proprio film se non I duellanti, a dimostrazione che i più di 20 titoli successivi non è che li porti proprio nel cuore – alla fine dunque la Regola aurea-capezzonica del Duemila («Tutto ciò che fino ai Novanta era no, ora è sì») ha spinto Ridley nel 2012 alla morte autoriale: quell’atto di sgradevole onanismo pubblico dal titolo Prometheus. (Che risponde alla annosa domanda: «Come sarebbe stato Alien nel 1979 se ci fossero stati i soldi a disposizione?» Un clamoroso flop, ci dicono i dati dei botteghini…)

Questa scena la voglio… Avete presente Prometheus? Be’, peggio!

Tutti venerano Ridley con la faccia sotto i suoi piedi, e può camminare quanto vuole, ma nel cinema contano solo gli incassi. E lì Ridley toppa di brutto. Il genio della truffa (2003), Le crociate (2005), Un’ottima annata (2006), American Gangster (2007), Nessuna verità (2008), Robin Hood (2010): tutti sonori flop al botteghino, segno che tutti quelli che a chiacchiere dicono di amare Scott poi non vanno a vedere i suoi film al cinema. Servono altri motivi per spiegare la scelta di Ridley di tornare ad uno dei suoi pochi successi storici?

Quanto posso stimare un regista che è sceso così in basso da mangiare con gusto nel piatto in cui ha sputato per vent’anni? Come faccio a vedere i suoi film alieni ignorando che sono diretti dallo stesso che per anni ha pisciato addosso ai fan come me che gli chiedevano un nuovo film alieno? Gli stessi fan che ora gli stanno pagando la pensione grazie al suo delirante piano di fare non si sa più quanti film alieni in rapida sequenza… lui che si sarebbe ucciso piuttosto che farne anche solo uno?
Serve stringere una nuova alleanza con Dio Scott: serve una nuova Covenant per accettare le sue nuove leggi capezzoniche…

Ora eseguirò un requiem per regista fallito.

«Àmbula!» Ecco, l’alleanza è già a rischio: dopo esattamente due minuti voglio abbandonare la sala.

Alle ore 13.35 di una torrida domenica romana sono da solo in un grande cinema del centro della Capitale: tutti vanno a vedere quel drammone pesantissimo e strappa-lacrime di Famiglia all’improvviso: credono sia una commedia, poveracci… L’enorme sala è tutta per me, arriveranno due o forse tre persone, in pratica è una visione privata.

Nel buio della sala nessuno può vederti arrossire per il cumulo di cazzate che vengono sparate fra Weyland (di nuovo il totalmente inutile Guy Pearce) e Daniel (Michael Fassbender). La solita roba dozzinale del riccone che considera tutto inutile se non trova la risposta alla domanda più banale e inflazionata del mondo: chi ci ha creati? Al che risponde l’arguto androide: «Se tu hai creato me, chi ha creato te? E se la mucca fa mu, perché il merlo non fa me?» E questo è il miglior dialogo del film!

Poi d’un tratto Weyland vuole testare le capacità motorie di David, e gli dice «Cammina!» No, troppo semplicistico. «Alzati e cammina!» No, troppo biblico. Ah, aspetta, ci sono: «Àmbula!» E lì la mascella mi casca per terra: a due minuti di film voglio già scappare via urlando nella notte…

David ambulà, Weyland ambulì

Una bieca e discutibile operazione di marketing selvaggio ha fatto sì che tutte le clip viste su YouTube… non sono presenti nel film!

Giustamente in questi tempi social tutti sono più che informati, quindi diamo loro in pasto alcune clip girate apposta così che non si rovinino dei brani di film. Ma metti che qualcuno non le ha viste? Non saprebbe che la missione è costituita da sole coppie per ripopolare un nuovo pianeta, visto che non viene mai detto (anche se è intuibile). E magari si chiederebbe perché hanno chiamato James Franco a fare lo stesso ruolo che fu di Kevin Costner ne Il grande freddo (1983)… cioè a fare il morto!

Il film è iniziato da cinque minuti e già voglio picchiare Scott con un giornale arrotolato…

In verità vi dico: nessuno vedrà questa scena nel film!

La trama è inutile: avete presente il primo Alien? Ecco, questa è la parodia!

Qual è uno degli elementi più presi in giro dei film horror? Che quando c’è un mostro in giro… la ragazza va a fare la doccia: ce l’ha ricordato anche Allen (2012) di Leo Ortolani! Be’, Scott vuole fare le cose in grande, quindi… manda ben due sue donne a farsi la doccia! Aspetta che lo ripeto: con un mostro che sta massacrando tutti… due personaggi femminili in due momenti topici vanno a farsi la doccia! Secondo voi… che fine fanno questi personaggi?

Quanto sono stato ottimista a giudicare stupide molte trovate di Prometheus: non sapevo ancora quanto potesse cadere in basso Scott…

Ma se non faccio la doccia mentre c’è un mostro in giro, quando mai la devo fare?

Nel cinema horror c’è sempre un Momento Idiota, una trovata non propriamente intelligente che però mette in moto la trama. Potremmo stare a parlare a lungo su quanto sia stato furbo Kane a mettere la faccia sopra un uovo alieno, nel film del 1979, comunque ha messo in moto la trama, che è una logica e strutturata conseguenza di quel Momento.

Purtroppo però ci sono anche i Momentini, trovate ridicole e stupide che servono a guidare la trama quando sceneggiatori incapaci – guidati da registi pigri o folli – non sanno come farla andare avanti. Prendere un fucilone, sparare diecimila proiettili a casaccio e quando poi finalmente hai il mostro nel mirino… click… finite le munizioni…. Ecco, questo è un ridicolo Momentino che serve agli autori che non sanno come andare avanti.

Alien: Covenant è un unico, lungo, imbarazzante Momento Idiota inframmezzato da Momentini idioti a pioggia. Non esiste un solo passaggio causale nella storia: come se Scott avesse rubato il Motore ad Improbabilità Infinita di Douglas Adams, nella trama avviene solo ed esclusivamente tutto ciò che è altamente improbabile che avvenga. E quando succede, come conseguenza accade solo ciò che è più improbabile.
È come se lanciassi una monetina per decidere ma quella si incastrasse sul soffitto, e come conseguenza crolla tutto il soffitto perché mancava un’ultima bottarella per cedere: questo è lo stile di questo film.

Il più brutto alieno della storia del cinema…

La resa visiva è perfetta, indiscutibile. Nei titoli di coda – che ho visto dal primo all’ultimo – ci sono eserciti di centinaia di nomi di tecnici bravissimi che hanno creato un prodotto stupendo: è stato un piacere vedere l’esteriorità del film su grande schermo, ma la storia è così scritta male e i personaggi cosi ridicoli e superficiali che è stato un piacere amaro.

Perché introdurre quello stupido robottino per poi dimenticarlo per strada?

Una preghiera colma di tristezza va al personaggio dell’Ingegnere, che con crudele determinazione – come solo un padre malvagio può avere – Scott ha spazzato via dall’universo, così: per pura cattiveria cieca.

Nel 2012 Ridley aveva spazzato via trent’anni di universo espanso alieno inventandosi un personaggio stupido, che non parlava perché non si sapeva che cacchio fargli dire. Resosi conto di aver commesso un errore madornale – e accortosi che la Dark Horse aveva sviluppato un’ottima lunga saga a fumetti con quel personaggio – visto che Ridley odia i fan ha deciso di spazzare via l’Ingegnere nel momento in cui i fan cominciavano ad abituarsi a quel delirio. (Beffa delle beffe, all’entrata in sala il cinema ti regala un fumetto in italiano che ora è bellamente contraddetto dal film stesso!)
Scott ha trascinato suo figlio Ingegnere sulla montagna e l’ha sgozzato senza battere ciglio. Ancora mi chiedete di stringere un’Alleanza con un Dio così crudele e inutilmente malvagio?

Ridley Scott dà, Ridley Scott toglie…

Un picchio sul tavolo, un monitor con quadrati mobili: marchette sparse per far contenti i fan del primo film. (Non è chiaro perché  una nave super-mega-tecnologica, mille volte più sofisticata della Nostromo che la seguirà, debba avere dei quadrati che si muovono su uno schermo: sarà uno screensaver?)

Sto ancora girando Assassin’s Creed o sono già sul set di Alien: Covenant?

Inutile infine girarci attorno: Michael Fassbender è l’attore strappamutande del momento: gli articoli delle riviste – curiosamente a scrivere della saga aliena chiamano sempre donne! – testimoniano la voglia di vedere l’attore innegabilmente bello, e Scott lo sa. Ritaglia per lui il 70% della trama, fatta di inutili pipponi sbadigliosi e di scene in cui Michael si suona il piffero. (Sarà una sottile metafora?) La grande perizia tecnica si raggiunge quando Fassbender combatte contro se stesso: uau, che trovata geniale e innovativa! Peccato che già lo facesse Jet Li in The One (2001) e prima ancora Van Damme in Double Impact (1992).
La tecnica di Scott è eccellente, ma sono le idee ad essere drammaticamente vecchie, quando non stupide.

Come? Devo recitare? Ma non sono solo una comparsa?

Katherine Waterston è in primo piano nelle foto di scena ed è stata l’unica intervistata dai giornalisti: in realtà il suo ruolo è drammaticamente secondario. Come dicevo, il film si regge sui Momenti Idioti, non sui personaggi: questa inutile Ripley dei poveri non fa una mazza e mai, in alcun punto, crea un legame con lo spettatore: se il suo personaggio venisse cancellato da un montaggio alternativo – tipo la povera Shaw di Noomi Rapace, distrutta e umiliata da Scott – nessuno se ne accorgerebbe. Perché la scena è tutta per il doppio Fassbender e il suo piffero…

Dai titoli di testa sembra di capire ci siano altri attori: io però non li ho visti…

A Scotte, e facce recita’ pure a noi!

Alien: Covenant è la Fiera dei Tocconi: quando scendi su un pianeta alieno, a miliardi di anni luce da tutto, cos’è che fai? Tocchi tutto, annusi i fiori alieni e ti vai a fumare una bella sigaretta seduto sul letame alieno: vuoi mettere come si sente una Marlboro a miliardi di anni luce dalla Terra?

Come faccio a immedesimarmi con ridicoli personaggi buttati sullo schermo a cacchio? Come faccio a cadere in tranelli di sceneggiatura che possono convincere solo un bambino che non ha mai visto un film horror? Quello finale sarebbe un colpo di scena? Una poveracciata ovvia, palese da mezz’ora, sarebbe il grande finale? E questo sarebbe il grande Ridley Scott? Che cerca di comprarsi i fan con una tamarrata che dovrebbe richiamare il mitico Powerloader del secondo film?

Camerooooon! Scendi giù, pure in vestaglia: ‘sto regista perde colpi!

Va be’, in questo pianeta deserto e morto che è il cinema, con in giro un essere alieno che ha le sembianze di Ridley Scott, io faccio quello che fa qualsiasi personaggio di un film horror: voi rimanete uniti, che io vado un attimo in quella grotta buia… che come Rat-Man mi scappa la caccona!

L.

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28 risposte a Alien: Covenant (2017) Recensione nuclearizzata

  1. Conte Gracula ha detto:

    Vabbè, ma tu vuoi che io muoro!
    La ragione sufficiente dell’esistenza di questo film è la tua recensione 😄
    Da come la metti, sembra uno Scary Movie con un sacco di soldi e senza alcun Wayans…

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  2. Willy l'Orbo ha detto:

    …gran rece! “Storica” e attuale al contempo! Sul film…se le mani e le idee che l’hanno partorito sono le stesse di Prometheus…passo!

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  3. Cassidy ha detto:

    Mi mordo le mani perché non ho ancora avuto il tempo di vedere il film, ma non è tanto per quello, è che non posso ancora leggerti! Ti condivido sulla fiducia perché dopo questo: «Nell’ospizio nessuno può sentirti girare pessimi film alieni.», non mi serve sapere altro, potrò vedermi il film con tutta calma a cuore leggero 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Tranquillo, ti aspetto perché sono curiosissimo di sapere che ne pensi. E poi c’è roba incredibile di cui non ho parlato proprio per non svelare nulla della “vera” trama: mi sono limitato allo stile del film, perché se dovessi parlare della trama… dovrei usare troppe parolacce! 😀

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  4. Massimo ha detto:

    La storia della doccia non la capirò mai..
    Non intendo la scena in se, ma mi riferisco a tutta la gente che la trova inopportuna..
    I due che fanno la doccia non sono MAI andati sul pianeta, e nemmeno il capitano della nave ( il tizio con il cappello ) , quindi sanno poco di quello che è successo.
    David ( dato che l’ androide che alla fine si salva è lui ) sicuramente ha tenuto all’ oscuro tutti quello che un loro membro della squadra porta dentro al corpo . .
    Quindi mi chiedo, perchè quei due non potevano fare la doccia ?
    Non capisco . .
    Sono una coppia ( magari anche sposati ).
    Capirei se fossero due che alla fine iniziano ad inciuciare allegramente senza motivo.
    Ma no, sono una normale coppia.
    La nave è in orbita e sta finalmente abbandonando quel pianeta.
    Si sentono più al sicuro e cercano in qualche modo di avere, finalmente, un pò di intimità per stare soli e stemperare la tensione.
    Questo non vuol dire far baldoria..
    Infatti non mi sembrano allegri dalle facce che hanno sotto la doccia.
    E’ solo un momento intimo di una normale coppia che cerca di togliersi ( anche metaforicamente ) lo sporco di dosso, rilassandosi..
    Ritrovandosi . . . .
    Sembra che vedere due nudi che si fanno la doccia assieme deve necessariamente richiamare le tettone di tanti film alla VENERDì 13 . . .
    Non è che una doccia, fatta tra due fidanzati, deve necessariamente essere un party allegro.
    A me non è sembrato in quel contesto..

    E comunque , in tutta questa situazione, vedere poi uno xenomorfo che appare sotto l’ acqua durante una scena intima , mi è piaciuto molto.
    Fa molto GIGER, visti anche i riferimenti sessuali della figura dell’ alieno . .
    GIGER ne sarebbe stato contento.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ vero, i due non erano al corrente proprio di ogni cosa, ma è innegabile che hanno vissuto una situazione terribile in cui hanno rischiato la vita. Si sa che è successo qualcosa che ha decimato l’equipaggio, i loro compagni di viaggio sono quasi tutti morti ma loro due, invece di essere ansioni di spiegazioni, mentre i loro compagni tornano sanguinanti se ne vanno a copulare sotto la doccia… Come minimo è una decisione discutibile, ma siccome è un classico stereotipo da filmetto horror, la cosa dà ancora più fastidio.
      Se le donne negli horror fossero ignare del pericolo, ci potrebbe anche stare la doccia – in fondo è un’idea che risale ad Hitchcock – ma quando in una situazione non sicura, in mezzo ai mostri, con la morte alle calcagna, invece di stare uniti si separano per andarsi a lavare… ecco, questo smonta tutto. Lo posso accettare dal filmetto horror del momento, la solita roba che vedi e poi dimentichi, ma da un prodotto di Ridley Scott mi fa davvero rabbia.
      Per finire, la sessualità di Giger è tutt’altro mondo da una semplice scenetta sotto la doccia. Ripley non ci pensa minimamente a lavarsi, sta solo in biancheria eppure il finale di Alien ti dà la sensazione di sporco come se fosse uno stupro. Quella è la sensazione di sesso malato che mi aspetto da un regista di alto livello come Ridley, non la solita scena della doccia come in mille altri horrorucoli da due soldi…
      Comunque, a parte il mio gusto, sono contento che ti sia piaciuto il film – da fan alieno sono sempre felice quando un titolo della saga viene visto con passione ^_^ – e che ne sei venuto a discutere qui 😉

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      • Massimo ha detto:

        a volte , quando passa del tempo, il montaggio in un film non fa capire esattamente i minuti trascorsi..
        In quella scena poteva anche essere passata una mezz’ ora dalla loro partenza..
        Un momento di tranquillità , e ci scappa una doccia, per riprendersi . .
        Ripeto, non ci vedo nulla di assurdo . . . . .

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Gli eventi sono così rutilanti che dubito fortemente possiamo trovare l’appiglio del tempo passato. E comunque è un arrampicarsi sugli specchi che non credevo un film di Scott mettesse in atto. Anche perché non è solo quella scena ad essere dicutibile, quindi non è un caso isolato: è un film fatto di scelte che considero sbagliate, quindi non ci vedo niente di strano in un’ulteriore scena sbagliata finale.
        Ripeto, la doccia col mostro in giro è uno stereotipo talmente inflazionato e pessimo che Ridley poteva benissimo evitarlo e inventarsi qualsiasi altra scena per far morire i due: magari poteva inventarsi qualcosa degno della sua fama…

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  5. Denis ha detto:

    E dire che bastava fare la trama dell’ottimo Alien Isolation e farlo seguire da Alien 5 al regista di District 9 che riportava Newt,Hicks e Ripley.poi non capisco perchè Scott sconfessi Aliens di Cameron,insomma l’uovo invece di far nascere una Regina e uscito solo un facehugger^_^

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  6. Cumbrugliume ha detto:

    Uh, mamma. Lo guarderò lo stesso, tremando. Ma come faccio a non guardarlo?

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  7. Pingback: “Alien: Covenant” e gli idiotismi della traduzione italiana moderna | Doppiaggi italioti

  8. Giuseppe ha detto:

    Per citare un personaggio famoso (già parzialmente richiamato nel titolo della rece 😉 ), davvero con Covenant sei decollato e lo hai nuclearizzato! E su ben tre blog contemporaneamente! Quindi sono ancora più determinato a vederlo COMUNQUE e ad arrovellarmi nella sofferenza dell’attesa, visto che non so ancora di preciso quando ci riuscirò…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      DEVI vederlo, su questo non transigo, e poi venire qui a dirmi che ne pensi 😉 E se invece a te è piaciuto hai l’obbligo morale di scrivere un guest post in cui spieghi tutto ^_^
      Scoprirai comunque che io sono stato delicatissimo, in confronto a quanto ha nuclearizzato Scot…

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      • Giuseppe ha detto:

        Beh, tutto sommato un’ancora di salvezza me l’hai già lanciata dicendo che trovi Prometheus migliore di Covenant 😉 visto che -come dissi ormai un bel po’ di tempo fa- io non ero un detrattore di Prometheus (semmai potevo esserlo di quel Lindelof che vedevo come principale responsabile dei suoi difetti, vedi ad esempio l’insopportabile caratterizzazione del geologo Fifield il Fumato capace di far sballare pure il biologo con le conseguenze che ben sappiamo) il che almeno mi fa partire con una marcia in più: certo il sapere trattati così gli Ingegneri, specie antichissima in grado di condurre da eoni esperimenti sulla vita -fosse tanto la creazione quanto la modifica della stessa- in giro per la galassia in un modo che per me sostanzialmente non andava a intaccare il nucleo del “mito” alieno originario e poteva anzi farne parte, contribuendo ad arricchirlo ulteriormente (se solo avessero avuto un buon sequel incentrato su di loro) non è proprio cosa da farmi fare salti di gioia…
        P.S. Vedo però che da Doppiaggi Italioti già state pensando come correre ai ripari con Alien vs Predator vs Kramer, Alien: The Egg and the Queen e Don Matteo: Covenant 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah il blog di Evit l’ho usato come “think tank” per ideare nuove future fan fiction aliene 😀
        Il modo in cui Ridley ha trattato gli Ingegneri è da denuncia penale: qualsiasi altro autore sarebbe stato cricifisso e sarebbe stato insultato da chiunque, ma siccome Ridley Scott si ama di fede cieca ed incondizionata ecco che una scelta criminale (vedrai, vedrai…) viene taciuta: curiosamente le recensioni entusiastiche non hanno speso mezza parola a discutere della questione…
        A me non è mai piaciuta la figura dell’Ingegnere, la trovavo troppo poco ispirata, troppo fittizia – per non dire di peggio, visto che serviva a creare una mitologia che Ridley stesso poi ha sentito come un grosso errore narrativo – ma ammettere così apertamente di aver sbagliato sarebbe poco dignitoso per qualsiasi regista… tranne per Scott, che tanto lui ha i seguaci disposti a farsi infettare dagli alieni per lui… (Tipo i seguaci di “Aliens: Book I”, tanto per ricordare che la narrativa a fumetti ha una qualità inarrivabile rispetto a ‘sti filmetti da due soldi).
        Paragonando “Prometheus” (privo d’azione) a “Covenant” (molta azione, anche se TUTTA sbagliata se non addirittura stupida), la mia impressione è che Ridley si sia reso conto che la Via del Pippone Mistico non funziona, bisogna tornare allo stile alieno classico – esplorazione, infestazione, azione – ma essendo incapace di farlo si è limitato a un… Pippone d’Azione! Così per metà film gente core di qua e di là in modo sconclusionato, e per l’altra metà David sproloquia di filosofia for dummies (perché si vuole volare alto ma il film lo deve capire pure il contadino del Kentucky!).
        E’ imbarazzante che un grande nome sia invischiato in questa robetta: lo capirei per qualche regista di serie Z… ma la serie Z è roba seria, una trama così non la sceglierebbe mai 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Il mio grande rammarico riguardo agli Ingegneri è che grazie alla non necessaria deriva misticheggiante -o, altresì, Via del Pippone Mistico 😀 – di matrice lindelofiana (che io riuscivo a tenere al livello di moderatamente accettabile “rumore di fondo”, pur comprendendo che per altri poteva non essere altrettanto facile) non c’è stata una reale possibilità di farli DAVVERO conoscere al grande pubblico: fermi restando interrogativi e misteri sull’origine della vita che in quel contesto avrei -appunto- trovato un po’ più funzionali senza forzature religiose di qualsivoglia tipo, ricordo che Jon Spaihts aveva idee diverse, con molta probabilità capaci di inserire i Mala’Kak (sarebbe rimasto come loro nome definitivo, credo) a pieno diritto come potente e temuta specie aliena all’interno dello xeno-universo. Invece mi sa tanto che Spaiths abbia “eroicamente” dovuto in primis limitarsi ad ammortizzare e limare le confuse ambizioni di Mr. Lost (e andrebbe comunque ringraziato per questo), quando invece poteva davvero mettere -almeno in un sequel- la “materia dei suoi incubi” al servizio dell’enorme talento visivo di Ridley…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il fatto che Spaihts, scrittore già di Passengers, abbia scritto anche l’imminente Mummia mi riempie di gioia, perché allora il film con Cruise farà molto più ridere di quanto pensassi 😀
        Scherzi a parte, si potevano fare tante cose, ma sembra che non ci sia stata alcuna volontà: temo che Ridley non ammetta l’esistenza di uno xeno-verse che non passi per le sue mani, e questo è un grandissimo difetto per chi sta lavorando ad un brand così ampio.

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  9. Atroxsaurus ha detto:

    Me l’aspettavo questa recensione.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Speravo di cuore di poter chiedere scusa a Ridley per aver pensato male di lui, speravo di poter stringere un’alleanza (Covenant) con lui, invece è riuscito a fare peggio del peggio, quindi non si merita altro…

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  10. Rickey Bre ha detto:

    a me paiono solo sentenze atte a crocifiggere ad ogni costo un film lungi dall’essere un capolavoro, ma lontano da quanto descritto nelle righe qui sopra.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ una critica appassionata di un fan di lunga data, deluso dall’essere stato trattato male da Ridley per la seconda volta, dopo Prometheus, con un prodotto finale che è ben lungi dall’eguagliare la qualità degli Alien a cui ci hanno abituato.
      Per il resto è chiaro che è questione di gusti, ci sono anche recensioni entusiastiche, perché è normale che un film che si pone come di alto livello scateni le emozioni più disparate: questo è il Zinefilo, però, e se tratto male i filmacci di serie Z… ancor di più tratto male un film di serie A che aveva i mezzi per essere molto meglio di come è.
      Da come scrivi immagino che a te sia piaciuto, o magari “non dispiaciuto”: ti va di dirmi la tua versione? 😉

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  11. metatextredazione ha detto:

    Non ho ancora visto il film ma capisco benissimo cosa intendi. DI Ridley Scott ho sempre pensato che fosse un regista molto sopravvalutato anche se tecnicamente molto bravo. Le scene di battaglia ne “Le crociate” non sono male (io ero lì quando lo hanno girato e ho visto i set…) e American Gangster è un gran bel film. Mi era piaciuto Prometheus perché le sparate contro gli umani mi danno sempre una piccola speranza che l’umanità possa migliorare (wishful thinking…)
    DI cinema ne ho guardato tantissimo nella vita, soprattutto fantascienza, dalla serie A alla serie Z e sono una cacciatrice di novità. SI dice che un libro non si giudica dalla copertina (anche se, da avida lettrice, posso dire che non è nemmeno tanto vero, perché certe cagate sono già annunciate dalle copertine scelte dai mercanti editoriali) e un film non si può giudicare dal solo trailer. Però guardando già il trailer di questo mi sono detta: mi sa che ‘sto film è da inserire nella categoria “Ca…ta”. (Ok, non mi piace dire le parolacce sui blog degli altri), per cui ti saluto e ti faccio i complimenti perché la recensione è molto molto divertente e rende assai bene l’idea. Hai ragione, oggi il cinema è un grande deserto con qualche piccola e sparuta oasi molto difficile da trovare.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Grazie di essere passata a scrivere e in questo caso sei autorizzata a dire tutte le parolacce che vuoi: mentre vedevo il film, in sala, ne ho dette tante anch’io 😀
      Convidido il discorso delle copertine – anche quello che capita, invece, di azzeccare il giudizio già solo da quella – e infatti più volte espresso i miei dubbi nati dai trailer specificando che sarei stato felicissimo di cambiare idea e affermare d’aver sbagliato a giudicare. Quando il buio è calato in sala ero disposistissimo a rimangiarmi tutto per poter poi scrivere “Alien è tornato!”. Purtroppo non è andata così, ed è un gran peccato.
      Sin da bambino seguo la fantascienza, sia scritta che filmica, quindi non mi dispiace affatto un prodotto magari non perfetto ma divertente, magari pencolante ma fatto con il cuore: questo Alien è fatto con un organo purtroppo diverso…
      Quando lo vedrai mi farebbe piacere che tornassi a dirmi che ne pensi: magari invece scoprirai che sono stato esagerato e ingiusto (non saresti la prima ^_^) e che invece a te è piaciuto. Ti aspetto, allora 😉

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  12. Pingback: [Novelization] Alien: Covenant (2017) | Il Zinefilo

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