Laser Mission (1989)

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

Brandon Lee, un nome un mito, suo malgrado. Eh già, perché l’essere icona dell’attore testé menzionato deriva in buona parte, oltre che dall’illustre parentado, dalla tragica morte sul set del film Il corvo. Lo Zintage, da sempre attento alle dinamiche dei truzzi anni ’80-’90, non può che omaggiare una figura così emblematica ma chiaramente… lo deve fare a modo suo. Pertanto, riponete nel dimenticatoio la pluri-citata pellicola di Proyas, addentratevi nel cinema più marcatamente marziale del figlio di Bruce, “aggirate” i decentemente riusciti Resa dei conti a Little Tokyo e Drago d’acciaio e fermatevi nei pressi di Laser Mission, dozzinale lungometraggio che funesta la scarna filmografia del nostro.

Oh: eccoci finalmente in zona Zintage. E il suddetto contesto si palesa da subito col furto del più grosso diamante del mondo, furto che avviene durante un’asta con tale irrisoria facilità da far comprendere la quantità di sforzi per imbastire una sceneggiatura decente: zero. Nel frattempo giunge il mercenario Michael Gold, ossia giustappunto Brandon Lee, ingaggiato dalla CIA per ottenere i servigi dello scienziato prof. Braun (Ernest Borgnine), esperto di armi laser: questi si trova in uno stato africano, tale Kabango (il più grande impegno di copione dev’essere stato inventarsi questo nome), palesemente sovietizzato e l’agente stelle & strisce se ne accorge ben presto visto che gli scagnozzi del KGB lo narcotizzano imprigionandolo e rapiscono al contempo l’ambito dottore.

Mi sento comunque di ringraziare i sodali della falce ed il martello: il caro Brandon e l’altrettanto caro Ernest stavano dando luogo a una discussione delirante in cui erano passati in un secondo a filosofeggiare sui massimi sistemi, avevano citato senza motivo Guerre stellari e il primo, in un immotivato eccesso di simpatia, aveva definito se stesso come «specializzato in ricreazione e ragazze». Mai freccetta addormentante fu più benedetta. Lo stesso Brandon viene condannato… all’impiccagione.
Certo, in tempi di Guerra fredda, ai rossi trogloditi vanno attribuite peculiarità nientemeno che medievali. E che diamine.

Comunque Lee fugge con la solita, irrisoria, scioltezza derivante dalla nomata sceneggiatura sciatta: la guardia entra nella cella non si sa per quale motivo e lui la mette KO, poi scappa uccidendo un numero imprecisato di carcerieri tramite arti marziali, coltelli, fucili, ghigliottina. Usa davvero tutti questi metodi e lo fa in pochi secondi; inoltre, in alcune sequenze, si ode un frastuono bestiale di armi e si vede un fuggi fuggi generale di militari: ebbene tutto ciò è frutto di Brandon contro TUTTI. Un uomo solo contro TUTTI. Un tantinello esagerato, no?

A proposito di esagerazioni, bastavano i sovietici per fare quelli sporchi, brutti e cattivi? Nada! Sulle tracce del nostro si mettono anche i cubani (a questo punto mancano solo i cinesi e i coreani per fare il pacchetto completo) ridotti talmente a macchietta che uno di loro è preso continuamente a schiaffi dai suoi superiori (dovrebbe essere una gag, brrr!) e che invece di “signorsì” dicono “carramba”. Buon Dio.
Il protagonista, non troppo intimorito da avversari così temibili (ahahaha), viene mandato dalla figlia del prof. per ricavare informazioni utili al ritrovamento del padre: lei è abbastanza bona e acidula ai limiti dell’antipatia («Quella pistola la usi per gli elefanti imbizzarriti?» «No, per gli uomini») quindi la sveltina tra i due è talmente ovvia da non essere nemmeno quotata.

Sempre in tema di fornicazioni tentate o desiderate, il cubano portatore sano di gag scopre che il suo capo è una donna e si arrapa osservandone i capezzoli emergenti dalla maglietta bagnata. Dovreste ridere. Dovreste. Sia lodato il vituperato condizionale. E il prof.? A quanto pare i russi l’hanno consegnato a un pazzoide con accento tedesco (Germania Est suppongo così l’orgia comunistoide è completa) che, tra l’altro, ha una stanza degli orrori con parti anatomiche umane mutilate. Peccato che siano talmente pupazzose da suscitare l’effetto contrario: l’avete capito, no? È un film così: dove si dovrebbe ridere si piange e dove si dovrebbe piangere si ride. Ecco.

Come se non bastasse, le doti marziali di Brandon restano in sordina dato che il nostro si spende in inseguimenti o in pistolettate a nemici sempre più bislacchi: si va da una specie di ninja con arco ad un uomo su cavallo bianco che avanza nel deserto. Mancano giusto Alì Babà e i quaranta ladroni. Seguono due delusioni (tra le innumerevoli già patite): il match sessuale tra i due protagonisti è totalmente privo di climax e di qualsivoglia materiale per lo Zinnefilo ed inoltre il rapitore non proviene dalla Germania Est bensì dall’Austria. Capite? Dall’Austria! Che ci sta a di’? Mah.

Proprio il rapitore citato cattura pure Brandon e signora rivelando che la combinazione arma laser/diamante (quello rubato a inizio film) può dare vita a un micidiale ordigno nucleare. Dopo la consueta fuga non sceneggiata (e tre) assistiamo al telefonato passaggio di casacca del cubano macchietta e della sua capa donna che decidono di unirsi agli americani e scorgiamo pure qualche uomo di colore. Oh, io, che eravamo in Africa, me l’ero addirittura scordato.
Ok, direi che a questo punto la pellicola e lo spettatore possono tranquillamente precipitare verso un finale che, pur tentando un flebile colpo di scena, considerato il sudato copione imbastito, non riserva alcuna emozione. Che filmaccio, caro Brandon. Ma ricordati: in questa sede, solo in questa, il termine filmaccio è un complimento. E che complimento.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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19 risposte a Laser Mission (1989)

  1. Conte Gracula ha detto:

    Adesso cerco un anello col brillocco e un lettore cd portatile, così creo un’arma nucleare!!1!1!!

    Se avesse saputo di vivere così poco, questo film lo avrebbe fatto?
    Ah, che famiglia sfortunata, i Lee 😦

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  2. Cassidy ha detto:

    Se non fosse per la presenza del grande Ernest Borgnine, leggendo ho avuto continui flash di “Un agente segreto al liceo” 😉 non so bene il perché, eppure mi sembra proprio di averlo visto questo film. Cheers!

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  3. Denis ha detto:

    A grazie Willy per la citazione,l’arma laser mi ha fatto venire in mente Congo,Un’agente segreto al liceo la passono spesso e quello con Richard Grieco (me l’ho ricordo nello spin off di 21 Jump Street,Booker) e Gabrielle Anwar pensa che in un cestone ho visto Future Cop con Carradine e Lone Hero con Lou Diamond Philips me li (s)consigliate?

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  4. loscalzo1979 ha detto:

    E no, niente, che avesse fatto Brandon un simile abominio m’era sfuggito

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  5. Giuseppe ha detto:

    L’inventor di ‘sto Kabango
    ha pensato: “mo’ la sfango”
    Bello, eh? NO!
    E’ un po’ più dura
    senza una sceneggiatura
    La trovata del diamante?
    Bah, l’hanno presa fra le tante
    Cosa c’è di originale
    pur col laser che fa male?
    Ci vorrebbe lo scienziato
    ed infatti è già arrivato
    sta aspettando per lavoro
    il tizio dal cognome d’oro
    I due insieme, com’è giusto
    niente sanno del buon gusto
    fra cazzate e citazioni
    ci sfrantumano i maroni
    Brandon qua fa l’espertone
    di ragazze e ricreazione
    Viene fuori anche Star Wars!
    No, non scherzo! E’ cosa vera!
    Possa chi ebbe ‘sta pensata
    incontrar la Morte Nera…
    Sia quel russo ringraziato
    che ce l’ha narcotizzato
    metto in conto poi il favore
    di rapire il professore
    Ma con Brandon/Gold non puoi
    far quel cazzo che tu vuoi
    Alla forca deve andare?
    Riuscirà certo a scappare
    Vi credete così in tanti?
    Lui v’ammazza tutti quanti
    Mani, armi: è un rissaiolo
    contro i molti va da solo
    Dei cubani da macchietta
    saprà liberarsi in fretta
    Mica s’è dimenticato
    che ha una figlia lo scienziato
    quindi a lei vuol domandare
    dove il babbo può trovare
    Lei lo tratta da pistola
    però Brandon si consola
    “Bona pure se acidina…
    beh, val bene una sveltina!”
    Ma il cubano sciamannato?
    Guarda un po’ com’è arrapato!
    Ha scoperto solo ora
    che il suo capo è una signora
    E mo’ come me ne esco?
    Ma sì, il pazzo un po’ tedesco
    ha in consegna il professore
    tien la stanza dell’orrore
    che fa ridere i bambini
    con quei pezzi ‘e manichini!
    Ci son poi nemici a pacchi
    minchia quanto son bislacchi
    Brandon, sempre, non è male
    fosse solo più marziale!
    Però sai, la delusione
    nel trombar senza passione
    e il cattivo berlinese…
    ma va là, ch’era un viennese!
    porta via lui e la compagna
    tanto il film non ci guadagna
    Peggioriamola sta comica,
    lui conosce l’arma atomica!
    Non lo si può sopportare
    Brandon e Alissa han da scappare
    che la capa col cubano
    troveran poco lontano
    sono lor nuovi alleati
    all’America passati
    Ah, c’è anche gente locale
    siam in Africa, è normale!
    Tralasciando il finalone
    così privo di emozione
    io con Willy mi compiaccio:
    sopportò cotal filmaccio…
    con coraggio da leone,
    per stilar la recensione! 😀

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