[Videogiochi] Metal Gear Solid 3: Snake Eater (2004)

Uno dei visitatori più assidui dei miei blog, Denis, è un grande “videogiocatore” e vuole condividere con i lettori del Zinefilo alcuni titoli: gli cedo subito la parola, ringraziandolo per la disponibilità.

Titolo: Metal Gear Solid 3: Snake Eater.

Genere: Stealth

Anno: 2004

Piattaforma: Playstation 2, Xbox 360

Trama: 1964, in piena Guerra Fredda l’unità Fox in volo con l’aereo AC-130 Combat Talon sopra la regione russa nella foresta (taiga) di Tselinoyarsk viene paracadutato una giovane recluta con nome in codice Naked Snake per salvare lo scienziato russo dissidente Sokolov creatore del carro armato Shogohod capace di lanciare testate nucleari , ma le cose non vanno come dovrebbero…

La grande fuga

Il gioco si presenta simile ai precedenti della serie, quindi si parte sempre con una misera pistola e non bisogna farsi beccare, ma ci sono varie aggiunte. L’inventario è diviso in due zaini, uno per gli oggetti e armi e l’altro per il cibo che vi procurate uccidendo animali sul posto: serpenti, capre, rane, pesci, uccelli.

Si possono cambiare le mimetiche cercando quella con il colore più adatto nel luogo dove vi trovate, se venite feriti c’è una schermata dove potete curarvi, bendarvi, usare unguenti per le ustioni e steccare le fratture.

L’armamentario riflette quello del periodo, quindi il radar Soliton segnala i nemici solo come puntini e dovrete usare spesso il microfono direzionale per capire dove sono, tornano le scatole di cartone, le trasmissioni via Codec con i vari personaggi dell’unità Fox: Sigint specialità armi, Major Zero, Paramedic per salvare il gioco.

C’è la prima persona per sparare toccando il grilletto sinistro, la barra della stamina per aggrapparvi ai bordi e ringhiere, come aggiunta alle armi c’è un fucile a canne mozze e usando troppo i silenziatori per le pistole si consumano fino ha rompersi.

Ah, dimenticavo aggiunte le prese corpo a corpo close quarter combat.

Ci sono sempre i tre gradi di allerta.

Dalla Russia con amore

Kojiima in questo seguito si è ripreso rispetto al controverso Sons of Liberty, il cambio di epoca e personaggio, sempre doppiato da David Hayter. Si parte con un film di 007 con missione prologo con canzone in stile Bond e dopo inizia con la missione principale, in cui il futuro Big Boss proverà sulla sua pelle il doppiogioco e ambiguità morale del lavoro di spia , gli viene ordinato in pratica di uccidere il suo capo/a e amante The Boss il suo mentore passato al nemico (sarà vero?) colei che con l’unità Cobra a posto fine alla Seconda guerra mondiale!

L’unità Cobra sono i boss del gioco The Pain che usa calabroni per attaccarvi, The Fear che spara dardi avvelenati e si muove come un ragno sugli alberi, The End un cecchino centenario (c’è un trucco in cui si può far morire di vecchiaia), The Fury con tuta spaziale, jet pack e lanciafiamme, Volgin generale russo ricchione che tira scosse e poi dovrete affrontarlo nello Shogohod e infine The Boss con suit spaziale e pistola mitragliatrice di nome Patriot.

Nel gioco vi aiuterà Eva spia patonza bionda del KGB, come in tutti titoli della serie verrete catturati e torturati perdendo pure un occhio, compare pure Raiden come generale russo amante di Volgin, nello scontro con lo Shogohod, Eva guida una moto (mi sembra quella di Steve Mcqueen della Grande Fuga) e voi dal sidecar sparate a più non posso.

In pratica qui si narra la storia dei perché Big Boss diventa un cattivo e incontrate pure un giovane Ocelot deus ex machina della serie.

La grafica migliora e l’ambientazione all’aperto e più ispirata al titolo precedente, la musica rievoca quella degli anni ’60 infine presenta un finale amaro.

Ian Fleming Approved

Denis

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