Gazzetta Marziale 19. Chocolate

Per tutto il 2010 ho presentato su ThrillerMagazine i 40 titoli della collana “Bruce Lee e il grande cinema delle arti marziali” (targata Gazzetta dello Sport), ogni settimana corrispondente alla loro uscita in edicola: mi piace recuperare quei pezzi per ampliare la sezione “marziale” del blog.

19. Chocolate

(sabato 24 luglio 2010)

La collana “Bruce Lee e il grande cinema delle arti marziali”, prodotta dalla Gazzetta dello Sport e curata da Stefano Di Marino, continua a presentare grandi titoli della migliore produzione del cinema marziale: dopo aver presentato il dittico di film Ong-bak, questa settimana è la volta di Chocolate (ช็อคโกแลต, 2008), fra i più grandi successi della new wave marziale thailandese. Diretto dall’ottimo Prachya Pinkaew, che ha firmato grandi titoli interpretati da Tony Jaa, il film vede l’esordio esplosivo e incontenibile di una nuova star marziale: la giovane e talentuosa Yanin Vismitananda (จีจ้า ณิชชารีย์ วิสมิตะนันทน์), meglio nota come JeeJa Yanin.

Zen è una bambina scomoda, in quanto figlia dell’amore impossibile fra un gangster giapponese e una donna thailandese. Nata autistica, la piccola Zen crescerà a forza di M&M’s al cioccolato e film di arti marziali (principalmente Bruce Lee e Tony Jaa, con una deliziosa autocitazione che il regista mette in scena, mostrando in TV scene del proprio film The Protector).

Quando la mamma, malata di cancro, non sarà più in grado di mantenere la famiglia, Zen comincerà a chiedere l’elemosina sfruttando alcune sue potenzialità fisiche. Proprio la sua inaspettata bravura nel combattimento farà venire in mente all’amico un’attività molto più redditizia: andare dai debitori della madre e far sì che paghino quanto le devono così che lei possa comprare le medicine di cui ha bisogno. Lo scontro finale del film avverrà con tutta la famiglia riunita contro il boss locale.

Un film d’esordio sorprendente, Chocolate. La ventiquattrenne JeeJa (che comunque già da bambina aveva partecipato come comparsa in alcuni film) rinuncia ad ogni abbellimento e simbolo di femminilità che di solito il cinema offre: per tutta la pellicola si mostra sporca, arruffata e vestita di stracci sudati. Perché non deve interpretare la classica “principessa guerriero” di molte pellicole asiatiche, bensì un’autistica che ha una sola capacità: combattere in modo incredibile.

La sua preparazione atletica deriva dalla scuola di stuntman di Panna Rittikrai che, lo ricordiamo, è un fenomenale scopritore e allenatore di talenti (come Tony Jaa e Dan Chupong) oltre che regista ed attore (uno dei suoi ultimi ruoli arrivati anche in Italia è quello di cattivo in Dynamite Warrior, 2006).

Con già delle basi di taekwondo, JeeJa impara da Rittikrai ad interpretare scene marziali di gruppo mantenendo stile e precisione nelle mosse, equilibrio e pulizia nell’esecuzione. C’è un uso di cavi e computer grafica (come la scena del colpo volante di ginocchio inferto mentre passa il treno metropolitano), ma rimane molto limitato e per dare prova di essere in grado di eseguire senza alcun aiuto le mosse del film, JeeJa ha partecipato a molti speciali televisivi e dimostrazioni dal vivo in cui con un gruppo di stuntman ha dato viva alle più spettacolari sequenze di Chocolate.

La consacrazione di JeeJa a nuova star marziale arriva l’anno successivo con l’uscita di Raging Phoenix, anche se lo stile personale stavolta è nettamente diverso. Dalla bambina autistica dai capelli arruffati a coprire il viso, la giovane thailandese passa ad un look molto più ricercato, con trucco e acconciature molto decisi: ma il carisma marziale mostrato in video rimane immutato, anche se stavolta è affiancata da valenti partner.

Sia vestita sommessamente che alla moda, JeeJa rimane una fenomenale interprete di spettacolari scene marziali: non possiamo che augurarci che la sua carriera sia lunga e prolifica.
[P.S. del 2017: Purtroppo così non è stato…]

L.

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3 risposte a Gazzetta Marziale 19. Chocolate

  1. Cassidy ha detto:

    Quando ho vista JeeJa Yanin la prima volta, ho pensato che la Thailandia aveva colpito ancora, peccato la sua carriera non sia andata proprio in tutte le direzioni giuste, un gran peccato. Cheers!

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  2. Giuseppe ha detto:

    Un’ottima perla marziale che si rivede sempre con piacere (anche perché da qui in poi la protagonista non ha più avuto moltissime occasioni per brillare come poteva)…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Già è inspiegabile che sia arrivato da noi questo film, figuriamoci se poi ne arrivavano altri! Purtroppo dopo “Raging Phoenix” JeeJa ha fatto solo comparsate qua e là, forse non le va di fare un intero film. Però ha fatto quello delle biciclette dove è protagonista ma è imbarazzante. Boh, ormai sono abituato alle star marziali che durano quanto il tempo di un calcio 😛

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