The Mummy’s Ghost (1944)

È arrivato in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di un bel Ciclo Mummie a blog unificati (cliccate sull’immagine sotto per saperne di più).

Sono gli anni Quaranta, c’è la guerra e il pubblico al cinema vuole essere intrattenuto. La Universal vede che più sono lerci e raffazzonato i suoi filmetti coi mostri più la gente paga il biglietto: perché cambiare o rischiare con qualche costoso filmone di qualità?
Allunga così qualche spicciolo all’esordiente regista austro-ungarico Reginald Le Borg – che abbiamo già incontrato per Jungle Woman (1944) – e il risultato è The Mummy’s Ghost.
Il film esce in patria il 7 luglio 1944 e stranamente è ancora inedito in Italia.

Le storie di mummie non finiscono mai…

La mania dello “spiegone” non è passata, così dopo The Mummy’s Tomb (1942) anche in questo film il vecchio Andoheb (sempre George Zucco, con ancora più capelli!) deve di nuovo raccontare la storia della mummia Kharis al giovane adepto di turno: dopo Ardath Bey nel 1932 e Mehemet Bey nel 1942, è la volta di Yousef Bey, interpretato dal “giovane” John Carradine. (Che in realtà è nato vecchio!)
Due domande nascono spontanee:

  1. Ma Andoheb non moriva all’inizio di The Mummy’s Tomb?
  2. Ma il culto non era dedicato a Karnack? Perché qui parlano tutti di Arkham?

Ovviamente sono domande senza risposta…

Pensavate che la mummia Kharis fosse bruciata nell’incendio che chiudeva il precedente film, eh? E invece no: è sopravvissuta ed è ancora interpretata dal sempre meno entusiasta Lon Chaney jr. Il caratterista non perdeva occasione per lamentarsi coi giornali della tortura che rappresentava indossare i panni della mummia: «Sudavo e non potevo detergermi. Mi prudeva e non potevo grattarmi».
Non stupisce l’indifferenza che suscitavano queste affermazioni: visto che nel 1944 ogni giorno c’erano notizie dal fronte di guerra, il prurito di Lon Chaney era davvero una semplice nota di cattivo gusto.

Incredibile: John Carradine riesce a sembrare vecchio pure da giovane!

Continua il McGuffin della tomba di Ananka, elemento scatenante della trama sin da La Mummia del 1932, e stavolta la donna che si trasmuta nella principessa egiziana è… be’, finalmente un gran bello spettacolo per gli occhi!
L’attrice scritturata per il ruolo di Amina, donna egizia moderna che pian piano si trasformerà in Ananka, entrò in scena il primo giorno di riprese e, seguendo il copione, dopo aver visto la mummia doveva svenire sbattendo la testa. L’attrice eseguì talmente bene il compito, svenne talmente bene… che svenne sul serio!

Ok, bella caduta… ma forse un po’ troppo realistica!

Portata in ospedale con una commozione cerebrale e una piccola frattura al gomito – Il “Los Angeles Examiner” parla di 16 minuti in cui è rimasta priva di conoscenza – la Universal non aspetta neanche che l’ambulanza abbia fatto scendere la povera donna per ingaggiare subito un’altra attrice.

Dal saggio “Women in Horror Films, 1940s” (1999) di Gregory William Mank

Chi era la sfortunata prima scelta per questo film? Una vecchia conoscenza dei lettori di questo blog: Acquanetta, la finta venezuelana “pompata” dalla Universal che prima di scappare a gambe levate dal cinema diventerà famosa per la sua trilogia della donna-scimmia. Ecco come anni dopo la donna ricorda l’accaduto.

«I tecnici erano in sciopero e lo studio usava dei sostituti. Non si resero conto che avrebbero dovuto usare rocce finte, di carta pressata: usarono vere pietre e le dipinsero di bianco. Be’, io fui molto realistica, dovevo svenire e sbattere la testa cadendo su una roccia. Quindi crollai… e la cosa successiva che ricordo è che mi svegliai al Cedars of Lebanon. Fu un vero shock: potevo rimanere uccisa!»
(Brano presentato in Women in Horror Films, 1940s)

Di più, oserei dire: poteva rimanere offesa!

Lo confesso, per Ramsay Ames lo farei anch’io un sortilegio egizio…

L’attrice che alla fine ha interpretato il ruolo di Amina è la newyorkese Ramsay Ames, che proprio in questo 1944 esordisce al cinema. Qui appare di una bellezza mozzafiato e seppellisce tutte le inutili donnine apparse finora nei film di mummie!
A causa dello spavento per aver visto la mummia, le viene una ciocca di capelli bianca in pieno stile Bride of Frankenstein, e questo la rende ancora più affascinante: per motivi del tutto inspiegabili le ciocche bianche aumentano, di spavento in spavento, finché a fine film ha una chioma interamente bianca. Forse una trovata un po’ rozza…

Quella ciocca bianca può far impazzire anche una mummia!

Malgrado gli inutili personaggi maschili, questo film racconta di Amina e Kharis la mummia che si inseguono, si incontrano, si scontrano e come regola fissa vuole lui porta in braccio lei.
Kharis è comandato dal pennellone Carradine che fa facce talmente stupide che sono sicuro sia fatto apposta: vista la totale sconclusionatezza del soggetto e la demenzialità della sceneggiatura perché non divertirsi a fare facce buffe? L’apice è quando in pratica Youssef Bey ha vinto e d’un tratto cambia piano, perché dice a se stesso che ora vuole vivere lui in eterno con Ananka, facendo fuori la mummia: il passaggio in cui Carradine parla con se stesso è degno della Pernacchia d’Oro alla carriera!

John Carradine che parla con se stesso: da applauso!

Intervistata sul finire degli anni Novanta, l’attrice Ames racconta di avere tanti bei ricordi delle riprese di questo film, nell’estate del 1943. Ricorda il regista molto disponibile e Carradine come il simpaticone della compagnia, sempre pronto a fare scherzi e battute sul set, tanto da dover spesso interrompere le riprese perché tutti ridono. (Mi sa che i produttori però non erano contenti di questo!)
Quando gli viene chiesto di Lon Chaney, la risposta è gelida. «Ci sono stati alcuni incidenti con Lon Chaney di cui però non vorrei parlare. Nel complesso era un ragazzo simpatico con cui lavorare, ci siamo divertiti molto. […] Lon era simpatico, ma aveva i suoi problemi.»
Quali erano i problemi di Lon Chaney? E quali incidenti l’hanno coinvolto che a distanza di cinquant’anni non si possono rivelare? Visto che siamo nella “Hollywood da bere”, non mancano certo illazioni a cui pensare…

Ramsay Ames (in versione Bride of Frankenstein), Lon Chaney jr. e John Carradine

Curiosamente questo Ghost viene considerato migliore di Tomb, perché usa meno frammenti di film precedenti e la mummia si vede molto di più: mi permetto di dissentire. Questo film è il classico filmaccio fetente Universal col mostro che mostreggia fra le case senza una sceneggiatura minimamente coerente. Per carità, lo era anche il precedente, ma in modo molto meno marcato: qui siamo all’insegna del “spernacchia più forte, che sembra ancora un film normale”, quindi considerarlo “migliore” di qualsiasi altra cosa è davvero un termine di paragone improponibile.

Quando un uomo con la pistola incontra una mummia con una mano sola… è morto!

Il bianco e nero però fa sempre la sua porca figura e rivederlo oggi – dove la pernacchia al cinema è religione – fa comunque piacere.

Bibliografia

The Mummy in Fact, Fiction and Film (2001) di Susan D. Cowie e Tom Johnson
Screen, Sirens, Scream! Interviews with 20 Actresses from Science Fiction, Horror, Film Noir and Mystery Movies, 1930s to 1060s (2000) di Paul Parla e Charles P. Mitchell
The Mummy Unwrapped (2007) di Thomas M. Feramisco
Women in Horror Films, 1940s (2005) di Gregory William Mank

L.

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12 risposte a The Mummy’s Ghost (1944)

  1. Conte Gracula ha detto:

    Gli aneddoti son sempre gustosi – anche se poveretta la tizia svenuta!
    Mi immagino il regista:- Si è rotta un’altra principessa, scartane una nuova!
    E poi tutti a dire che Tom Cruise si fa gli stunt da solo 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      La cosa triste è che Acquanetta l’anno dopo è scappata dagli Universal e in breve ha abbandonato il cinema, mentre la “sostituta”, parimenti semi-esordiente, ha avuto una lunga e fortunata carriera. Chissà cosa sarebbe successo se quella pietra fosse stata finta…
      In realtà a parità di bellezza, la Ames almeno sa recitare: non me ne voglia la povera Acquanetta, ma se le facevano fare la donna-scimmia muta ci sarà stato un motivo…

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  2. Cassidy ha detto:

    Appena ho visto la ciocca ho pensato a “La moglie di Frankenstein” e confermo la tua tesi, Ramsay Ames fa davvero il vuoto, bellissima! Sul serio pernacchie su pernacchie, non riesco a pensare ad altro che a John Carradine che parla da solo, un po’ (poco) consola sapere che non sono solo i film moderni ad essere pieni di fesserie 😉 Cheers

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  3. Giuseppe ha detto:

    Sì, è certo migliore a livello di visibilità della mummia ma NON di comprensione o coerenza della storia, che del resto ad ogni capitolo diventava sempre meno importante… mettiamola così.
    Quanto alla scelta originale di cui la Ames è stata un’ottima sostituta, si può ben dire che sulla sua carriera questo film ci abbia messo una pietra. Quella su cui è caduta lei 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Povera Acquanetta, fermata da una pietra… che in pratica aveva la sua stessa espressività 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        😀 😀
        Probabile che nel realismo dello svenimento abbia avuto parte attiva lo stesso Chaney jr., e non tanto per il realismo del make-up quanto per il suo essere bello carico di whisky… dove fallì la paura riuscì l’alito, ecco:
        Chaney jr.: “An-Ananka, miia amata prrincipesscia, nemmmenoOH il mare di scecoli che cci ha sceparato poteva im-HIC- mpedirrsci di ritrovare la sschtrada del nossschtro amore”
        Acquanetta (cadendo): “OOOOHH!”
        Le Borg (capendo al volo la situazione): “E Levategli quella bottiglia, maledizione!” 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        è quasi sicuro che sia andata così 😛 I divi di Hollywood avevano donne che svenivano ai loro piedi appena aprivano la bocca 😀

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  4. Kukuviza ha detto:

    Certo che sti film di mummie sono un po’ pericolosi per le attrici: prima Pola Negri, poi Acquanetta..
    Ma la domanda è: non potevano usare il nome di Lon Chaney e mettere uno qualsiasi a fare la mummia, visto che lui si lamentava così tanto e comunque non lo si riconosceva per via delle bende?

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