The Mummy (2017) Tommasino il Missilino

È arrivato in Italia l’ennesima occasione Tommasino il Missilino di buttarsi da un’aereo, evidentemente una sua personale perversione: ecco un blogroll di recensioni.

Potremmo discutere a lungo se il concetto di “Cinematic Universe” sia un fenomeno nato con i film Marvel e seguito poi a ruota da DC e ora dal “Dark Universe” della Universal, o se semplicemente quest’ultima casa si è legittimamente ripresa ciò che le appartiene da quasi un secolo: quando la Marvel è nata (1939) la Universal già aveva creato un vasto universo di mostri destinati a scrivere la storia del cinema, e se il primo versus supereroistico è della DC (Atom Man versus Superman, 1950) la Universal aveva già presentato il primo dei suoi meets (Frankenstein Meets the Wolf Man, 1943).
Potremmo discutere a lungo se il già devastantemente imbarazzante “Dark Universe” della Universal sia brutto perché dal Duemila la qualità delle sceneggiature al cinema è crollata in picchiata o se semplicemente si rispecchia lo stile della casa: in questo blog ho presentato moltissimi film Universal di inizio Novecento, tutti accomunati da trame da mettersi le mani sugli occhi per frenare le lacrime.
Potremmo discutere a lungo su tante cose, ma su una siamo tutti perfettamente d’accordo: La Mummia è una cagata pazzesca! (92 minuti di applausi, prego.)

Tanta fatica per il nulla più totale…

Nel 2016 dunque la Universal Pictures fonda una sotto-casa e prende la decisione di cavalcare l’onda del successo del Marvel Cinematic Universe, probabilmente perché si sente più furba della DC, che da anni sta tentando la stessa strada senza moltissimo successo. La Universal ha dalla sua il fatto di avere i copyright dei più celebri mostri mai apparsi su schermo, personaggi che da quasi un secolo vengono regolarmente riproposti ovunque (film, libri, videogiochi, fumetti, cartelle e quaderni) in ogni angolo del mondo: perché non continuare a fare la stessa cosa ma aggiungere la scritta “universe”, che fa figo?
Nasce così il farlocco Dark Universe che fa finta di parlare di qualcosa di nuovo mentre è sempre la stessa roba che dagli anni Trenta la casa ripropone regolarmente: invece di farlo a casaccio, però, stavolta decide di spacciarlo per “universo condiviso”, con attori e personaggi ricorrenti. In fondo le grandi star sono tutte fallite e vengono via a due spicci, quindi siamo tornati negli anni Trenta, quando gli attori erano tutti alcolizzati persi e coi debiti di gioco che li mangiavano vivi, perciò facilmente malleabili.
Il risultato – uscito in anteprima a Sydney il 22 maggio 2017 e giunto in Italia e nel mondo l’8 giugno successivo – ha la stessa qualità media di un qualsiasi altro mummy B-movie: si ride forte per l’alto tasso di stupidità.

Gli egizi l’avevano immaginato ‘sto film, e già gridavano!

Mi immagino la riunione di redazione: la parola d’ordine è “sbagliare tutto così da fare il botto forte, perché solo così parleranno di noi”.
Prendiamo un regista esordiente come Alex Kurtzman, uno che per mestiere produce e scrive roba televisiva, ma anche quell’abominio abominevole che è stato The Amazing Spider-Man 2 (2014): con uno così sbagli ad occhi chiusi.
Prendiamo tre professionisti della sceneggiatura come David Koepp, Christopher McQuarrie e Dylan Kussman, ma il soggetto lo scrive Kurtzman stesso, l’attricetta Jenny Lumet (figlia del maestro Sidney Lumet, che fa sempre comodo) e Jon Spaihts, l’abominevole sceneggiatore de Prometheus (2012) e Passengers (2016): se non sbagliamo così, non so proprio come si possa sbagliare di più…

Annabelle Wallis non ci crede che dovrà baciare un uomo che può esserle padre…

Le premesse per un tracollo ci sono, ma ora serve il colpo finale. Qual è la regola ferrea, comprovata e assoluta per toppare miseramente al botteghino? Lo sanno tutti: un budget alto. Dal Duemila nessuno va più al cinema, quindi l’unico modo per guadagnare è spendere poco: chiedetelo a Jason Blum, che fa film da quattro milioni ed è l’unico produttore che può dire di guadagnare almeno il triplo di quanto spende.
Ad esclusione di rarissimi casi – tipo la saga Fast & Furious – qualsiasi grande produzione va in perdita, perché il cinema è morto e si stanno solo spartendo gli ultimi pezzi di carcassa. Cosa fa la Unvirsal, che è furbissima? Cala sul panno verde ben 125 milioni di dollaroni fruscianti, perché chi più spende più guadagna.
Malgrado quanto affermi la saggezza popolare, il primo weekend – quello decisivo per gli americani – ne ha fruttati solo una trentina. Per carità, il film guadagnerà di sicuro in giro per il mondo, ma per gli standard americani è il tonfo che la casa produttrice ha disperatamente cercato e voluto.

Occhio, ragazzi, che per rientrare delle spese mi sa che qui dovremo vendere tutto su eBay!

Un budget così elevato è del tutto immotivato, visto che il film si svolge in un paio di location falsissime e visto che a parte tre o quattro attori non ha cast: essendo tutto fatto al computer, forse tutti quei milioni servivano a comprare RAM per i PC della Universal…
Sicuramente una bella fetta di milioni se la sarà presa Tommasino il Missilino, che per il terzo segreto di Fatima fa ancora film sebbene sia finito come attore da tempo immemore. Al contrario degli atleti capaci, che smettono subito di muoversi perché vogliono diventare “attori veri”, Tom ha smesso di fare l’attore vent’anni fa per diventare un action man.

Ciao, Tommasino: vola sempre alto il Missilino?

Dovete assolutamente gustarvi il momento in cui Graham Norton legge ad un imbarazzato Tom Cruise la presentazione di Mission Impossibile 6: le trame dei film di Cruise non hanno da tempo più alcuna importanza, si contano solo gli stunt mozzafiato e da quanto alto Tom si butterà questa volta.
The Mummy è solamente l’ennesimo Mission Impossible, anche se con un altro titolo, quindi non esiste trama e non esistono personaggi: c’è solo Tommasino il Missilino che fa i suoi ridicoli stunt inutili e gratuiti.

Una scena assolutamente inutile, quindi simbolo del film

Il film inizia a freddo: manco un invito a cena o dei fiori, arriva subito lo spiegone che ti prende alle spalle a tradimento.
Senza che nessuno l’abbia chiesto, senza che a nessuno importi, senza creare un attimo di base narrativa, senza alcun criterio logico o di climax, piomba in scena Rossello Crewspanzo e inizia il suo show.

Bòni, state bòni, che inizia lo sciò!

C’erano ‘na volta i Templari, che a citarli fa sempre figo, poi c’era Dan Brown e Roberto Giacobbo, c’erano i cerchi nel grano e il Santo Graal. Ecco, la qualità della sceneggiatura è un pochino al di sotto di questa sequela di ridicoli luoghi comuni.
Parlando alla parete, perché nel film non si capisce a chi cacchio si stia rivolgendo Crewspanzo, ci viene raccontata l’inutile storia di Amanetta, l’egiziana che spigne sempre. E spigni e spigni prima poi lo trovi qualcuno che te fa la festa, e la seppelliscono viva, anzi non morta, anzi non viva, anzi non s’è capito ma tanto non conta. A due minuti siamo già abbacinati dal sorriso smagliante di quel ragazzetto mascalzone di Tommasino il Missilino, che essendo un adorabile brighela seduce e abbandona le donnine di vent’anni più giovani ma poi le riconquista, perché è “pronto all’impegno” come Hudson in Aliens (1986).
Ma Hudson poi muore… e perché, secondo voi Tom Cruise è vivo?

Sono pronto all’impegno, lo sai! (cit.)

Sorpresone quando scopriamo che dentro la pancia di Crewspanzo c’è Mr. Hyde, in una reinterpretazione del mito di Stevenson secondo cui il dottor Jekyll a Mr. Hyde se l’è magnato!
Per fortuna dopo scene in cui si piange di cuore a vedere Crewspanzo umiliarsi a fare robaccia che farebbe schifo ad un cinepanettone, il personaggio è così appiccicato con lo sputo che si sfila via in un lampo: anche perché tutto il film è palesemente impostato su Tommasino il Missilino che zompetta di qua e di là con le sue gambotte e il suo sorriso malandrino, quindi non esistono altri personaggi.
Voi non ci crederete, ma Cruise è protagonista di una scena mai vista, roba nuova che vi sconvolgerà: è attaccato ad un aereo in volo! Oh, ma sul serio, eh? Una scena che a rifarla per finta non cambierebbe nulla lui l’ha rifatta davvero, eh? Se da una parte Cruise ormai ci vive, attaccato agli aerei in volo, dall’altra l’universale inutilità di queste scene è superata solo dalla celebre sequenza di Mission: Impossible 4 (2011) in cui fa una inutile passeggiata sul Burj Khalifa di Dubai, senza che questo abbia un qualche motivo o valore nella sceneggiatura, visto che torna subito indietro dimostrando la posticcità della scena.

«Io una volta ho scalato un grattacielo» «Io ho fatto di peggio: ho recitato con te!»

The Mummy è un film senza trama, senza attori, senza senso, senza logica, senza sceneggiatura, senza dialoghi, senza idee, senza sostanza, con effetti speciali inutili e banali da sbadiglio lussa-mascella. Però… c’è un bel però.

Sofia Boutella e Madonna nel videoclip Hung Up (2005)

Sono molto sensibile al fascino dell’algerina Sofia Boutella sin da quando la scoprii “senza piedi” in Kingsman: Secret Service (2014): l’essere una ballerina di professione le permette movimenti marziali di una spettacolarità unica. Anche truccata da aliena Jaylah in Star Trek: Beyond (2016) si lascia ammirare, visto che è un buon personaggio, e non vedo l’ora di gustarla in Atomica bionda (2017).

Il vero motivo per vedere questo film

Cosa salvare dunque di questo film? Ma siete matti? Che volete salvare? Seppellite tutto il cast (tranne Sofia!) in un mausoleo egizio e aspettiamo tremila anni: magari per allora Tommasino avrà smesso di fare il Missilino…

L.

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28 risposte a The Mummy (2017) Tommasino il Missilino

  1. Conte Gracula ha detto:

    Posso fare lo hipster?
    Reggevo poco Tom Cruise sin da prima che fosse cool farlo 😛
    Scherzi a parte, quando dico che la sua recitazione non mi piace, ottengo due risultati: chi mi dice che ho ragione (negli anni ’90 non accadeva mai) e chi mi dice che Vanilla Sky è trpp bllxmo!!1!1!
    E boh, Vanilla Sky non l’ho ancora visto, magari è la cosa più bella dopo l’invenzione del replicante a uso sessuale per adolescenti frustrati e persone sole, ma la gente che non capisce che un film può essere bello nonostante ci sia Tom Cruise col suo sorriso sghembo… la spedirei a fare gli stunt attaccata a uno shuttle in rientro dallo spazio.

    Comunque, la Boutella è carina in un modo per niente banale!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      A me Tom piace quando fa i film “normali”, cioè dove non fa stunt: lì posso apprezzarlo. Quando comincia a fare il gggiovane mi infastidisce e raramente lo tollero. Siamo cresciuti insieme, lo vedo dai tempi di “Taps” e “Risky Business”, mi piace nel Socio e in Codice d’onore, ma in realtà sono più i film in cui non lo sopporto che quelli in cui mi piace 😛
      “Vanilla Sky” americano è un filmetto che puoi benissimo ignorare: è la asettica fotocopia dello spagnolo “Apri gli occhi”, QUELLO devi vedertelo perché è un capolavoro!

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      • Cassidy ha detto:

        A “Vanilla Sky” voglio bene solo perché, voglio bene al suo regista Cameron Crowe, che quando parla di musica mi incanta, e poi basta un minuto di Kurt Russell che fa il suo monologo (bellissimo) sui Beatles, a cancellare quasi due ore di Tommaso. Anche se lo ammetto, la frase “Supporto tecnologicoooooooo!” è diventato uno mio (S)cult personale, “Apri gli occhi” era molto meglio, meno barattolo di miele e più cattiveria 😉 Cheers

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  2. Cassidy ha detto:

    Su “Rossello Crewspanzo” sono scoppiato a ridere 😀
    Quanto gli diamo a questo film per cadere completamente nel dimenticatoio? Tre mesi? Due? Siamo allineati nel giudizio anche questa volta, perfino su Sofia Boutella, che zitta zitta ha fatto tre prove ottime e sta mettendo su una carriera da specialista di personaggi strani, che spero per lei (e per noi) sia molto lunga.

    Davvero il “Dark Universe” aveva bisogno di divi sfatti quando hai una così? Anche ad Hollywood i vecchi non mollano e non lasciano spazio ai giovani nemmeno quando sarebbe ora di farlo. Cheers!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Due mesi??? Ma scherziamo? I canonici venti giorni sono più che sufficienti 😀
      Scherzi a parte, c’erano tanti modi in cui fare male questo film, eppure sono riusciti ad inventarsene altri, tipo la scena in cui dovremmo credere che Tommasino tiene fermo Crewspanzo, che è il triplo di lui, e per di più furente perché sta diventando Hyde… Ma neanche dieci mummie ci sarebbero riuscite 😀

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  3. Zio Portillo ha detto:

    A me la Boutella non fa impazzira (esteticamente).
    Fatta l’importante premessa, vado al film. Come scritto nel blog di Cassidy, l’ho trovato senza infamia e senza lode. Me lo sono risparmiato al cinema (meno male!) e continuo a rimpiangere il sottovalutato “La Mummia” con Fraser che nel confronto con questo di Cruise esce vincitore a testa altissima.
    Cruise fa il Cruise qualsiasi ruolo interpreti: avvocato, militare, spia o archeologo. E’ sempre Tom Cruise lindo e pinto con suo sorriso bianchissimo a 32 denti. Lo pagano fior di milioni per essere se stesso, buttarsi da un palazzo e cacciare la lingua in bocca a donne bellissime.
    Chiedevo (di là) a Cassidy: Tom ha sprecato un talento clamoroso (Codice d’onore, Nato il 4 Luglio, Magnolia), oppure questi sono stati dei casi e la sua dimensione è quella di essere stesso e fare qualche stunt assurdo fregandosene?

    P.S.: attendo anche qua l’omaggio a Paolo Villaggio…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non so su quali fattori abbia fatto le sue scelte, ma è innegabile che Tom sia un bravo attore, quando ci si mette. Il suo “duello” con Meryl Streep in “Leoni per agnelli” (2007) è davvero da applauso, ma certo che se fa film solo per l’Oscar campa poco. Forse lo pagano di più per fare assurdi e inutili stunt, forse il suo ego ne gioisce a fare il ragazzetto a 55 anni, forse s’è detto che avrà tempo da vecchio per fare l’attorone impegnato, non saprei. E’ anche vero che dopo 36 anni di cinema i valori di una persona sono parecchio sballati: non possiamo capire il suo ragionamento paragonandolo ai nostri valori…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      P.S.
      Questo è davvero inquietante: ho appena finito di inserire un pezzo per domani su un film con Villaggio!!!

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    • Conte Gracula ha detto:

      Secondo me è scarso: due espressioni, con sorriso sghembo mascalzone e senza.
      Fa sempre lo stesso personaggio: mascalzoncello cazzone con talento in ogni cosa tranne che nel controllo delle proprie emozioni e gran sciupafemmine.
      Praticamente la media matematica tra Pieraccioni e l’ultimo Johnny Depp (posseduto da Jack Sparrow).

      Se ha mai recitato bene, probabilmente ha usato dei superpoteri dianetici, và!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Probabilmente dove mi è piaciuto è perché aveva un personaggio scritto bene all’interno di una storia tratta da romanzo e quindi robusta: tutte cose su cui Tom non ha potere, limitandosi a fare quello che deve, cioè sorridere. Diciamo che nei film normali non lo disprezzo come quelli in cui zombetta di qua e di là 😛

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      • Zio Portillo ha detto:

        Per me non è un cane. Ce ne sono molto di peggio e quando ha avuto la possibilità ha fatto il suo. Temo che sotto sotto a Tom non frega nulla di recitare bene. Sa che può farlo, lo ha fatto e non deve dimostrare più niente a nessuno. Prende in mano solo gli script che gli permettono di fare cose divertenti come stare attaccato fuori da un aereo (ancora…), buttarsi al volo dentro ad un bus a Londra o fare il pagliaccio sboccato che balla e bestemmia (alla Tropic Thunder).
        Se poi tra tutti sti blockbuster mediocri viene il Tarantino o il Malick di turno e gli fa fare la parte della vita vedrai che un Oscar se lo porta a casa.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Per quanto vale un Oscar, non si nega a nessuno 😛 Tanto gli interessi dietro non hanno nulla a che vedere con la qualità dei ruoli…
        È strano che i giovani smettano subito di fare gli atleti mentre gli ultracinquantenni (tipo Tom e Van Damme) siano tornati a zompettare!

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  4. Vincenzo ha detto:

    io che sono di Torino magari me lo troverò al museo egizio… :D…
    auguri a Tom Cruise (a.k.a. Tommasino il Missilino) che oggi fa 55 anni, ma che lo si massacra lo stesso senza pietà 😀 😀 …
    parlerò di lui domani… indovina per cosa… facile dai…

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  5. Cumbrugliume ha detto:

    Povera mummia! Un po’ speravo in un film stupidone ma divertente, che sapesse dare il via a un universo quantomeno tamarro. La tua recensione mi smonta un po’, ora vado a leggere quelle degli altri colleghi 🙂

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  6. gioacchino di maio ha detto:

    Concordo che l’unica cosa da salvare sia la Boutella, l’errore secondo me è stato iniziare sia con una figura troppo sfruttata, sia con una star non adatta per un film che dovrebbe essere horror, ma che appunto pare di vedere Missione Impossibile 10, vedremo quando ( e se) uscirà La moglie di Frankenstein cosa ne verrà fuori.

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  7. Giuseppe ha detto:

    Ecco, Kurtzman rimanga a sceneggiare il nuovo Star Trek, magari, che la cosa non gli riesce male. Spaihts, invece, rischia di portarsi dietro l’ombra -e le colpe- di Lindelof per tutta la vita 😦 … quanto al resto, il vero problema non è Tom Cruise e nemmeno Rossello Crewspanzo ( 😀 ), in fondo: semplicemente, procedendo in questa maniera non esisterà MAI quel Dark Universe condiviso (al quale sarebbe semmai più adatto il pur non impeccabile -ma almeno più autenticamente horror- The Wolfman di Johnston… se ne sono già dimenticati, per caso?) che io sto ancora aspettando, ovviamente. O c’è davvero qualcuno capace di credere seriamente che questa roba qui possa rappresentarne anche solo lontanamente l’inizio? Semmai ci troveremmo ad assistere alla malaugurata di un “Silly” Universe, senza la minima possibilità di vederci dell’horror e un sacco di altre cose (tipo una storia decente, per dire)…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ormai temo non ci sia neppure un piano, dietro: sembra più uno sparare a caso in tutte le direzioni sperando di prendere qualcosa. O di NON prendere qualcosa, che se no poi tocca lavorarci su. Ribadisco poi che nel Duemila gli unici protagonisti della scena sono opere nate un secolo fa: dai supereroi al Signore degli anelli a King Kong e Godzilla ai mostri Universal. Se agli inizi del Novecento non ci fosse stato un esercito di grandi e ispirati professionisti, noi oggi non avremmo altro che Don Matteo! 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Eccolo, il primo personaggio ufficiale del Dark Universe! Dark Matteo: Trinity… Terence Hill con le sue colt a proiettili d’argento per licantropi e una mitragliatrice a canna rotante con mini paletti di frassino per vampiri, il tutto accompagnato da proiettore olografico di crocifisso (per anticipare i succhia-sangue sulla distanza) e granate di acqua santa ad alta pressione 😀

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah lo sai che questa è un’idea perfetta per una fan fiction”christian action”? 😛

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  8. Austin Dove ha detto:

    come al solito non posso commentare perke non ho visto il film…
    tuttavia, dal trailer mi sembra che quello di fraiser fosse più pieno: una storia d’amore, mistero, basi egizie per una storia egizia e un’avventura con tinte gotiche… questa mummy del 2017 cosa ha invece? Che poi la mummia va bene avere poteri ma non essere l’incarnazione delle dee antiche…

    dopo questo commento confuso ti saluto!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ricambio il saluto e concordo: la trama qui è ridotta all’osso e alla fin fine la protagonista è una Regina Zombie, più che una mummia…

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      • Austin Dove ha detto:

        mi spiace… coi mezzi attuali poteva uscire una buona cosa se mettevano almeno il genere avventura qualcosa di gotico si poteva trovare^^

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Il mio sospetto è che niente di tutto questo fosse nelle intenzioni, sin da subito: è un film studiato su misura per mostrare Tom Cruise che zompa di qua e di là, non ha alcun altro obiettivo! La mummia è una comparsa senza la minima importanza, ai fini della trama non ha alcun peso: è solo ed unicamente Tom che corre e si butta dalle cose in volo!

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