Steel (1997) L’uomo d’acciaio

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

A nome dei film d’azione luridi e putridi… grazie basket anni ’90. Perché non solo ci hai regalato quell’anfitrione inarrivabile di Dennis Rodman (sempre sia lodato) ma anche quell’ammasso di “ma che ci faccio qui?” che risponde al nome di Shaquille O’Neal. Uno Shaq versione attore, beninteso, quindi un’ignominia, quindi, per i miei morbosi parametri, una cuccagna.
Pertanto, goloso come non mai, mi cimento con Steel film targato 1997 dove il nostro bestione interpreta (interpreta?) il supereroe omonimo [creato da Louise Simonson e Jon Bogdanove per l’universo DC Comics].

La pellicola inizia con un test sull’artiglieria che ben presto, per lo spettatore, diventa un test sul progettista militare John Henry Irons, ossia la celeberrima star sportiva prestata al palcoscenico. Gli esiti del test suddetto sono ovviamente avvilenti: Shaq recita da cani (con tutto il rispetto per animaletti certo più dotati dal punto di vista attoriale), ha una voce tenue e roca frutto di un doppiaggio talmente folle che sembra scaturire da un dopo-sbronza, fa il piacione come il più infimo degli sfigati, dice tante parole complicate senza avere la minima idea del loro vero significato, è un genio in ogni aspetto del reale suscitando così pure antipatia da onnipotenza. Ergo: bocciato su tutta la linea.

Shaquille O’Neal alias John Henry Irons alias Steel

Comunque, sperimentando le sue armi, qualcosa va storto: un collega invidioso, tale Burke [Judd Nelson], aumenta la potenza di fuoco delle stesse armi provocando morte e distruzione; il protagonista dà le dimissioni perché scopre che le sue creazioni uccidono mentre lui voleva solo che stordissero: cooome? Dico io: progetti fucili, mitragliatrici, bombe, cannoni mica lavatrici o Barbie. Sarebbe come se inventassi nuove tipologie di dieta e mi indignassi se la gente dimagrisse: non c’è logica. Non c’è logica!
In ogni caso il nostro torna nel paese natio dove sbaglia un canestro (almeno c’è un pizzico di ironia), dà il cinque a tutti i bambini del luogo con uno che lo accoglie così «Ci sono un sacco di sbarbine che mi corrono dietro» (sigh), infine giunge in casa della nonna.

Qui, dialoghi, fotografia, arredamento o anche solo il fatto che per 5 minuti buoni parlano di soufflé, insomma, tutto mi ha fatto pensare a una sit-com: pensavo che da un momento all’altro spuntassero fuori i Robinson. Ciò non avviene ma in compenso lui dice «Ho chiuso con le armi, questo gioverà alla mia anima». Amen. Poi capita ben di peggio: il nostro si trova nel bel mezzo di una rapina eseguita con le “sue” armi messe in commercio da Burke, il traditore; in tale circostanza salva circa un migliaio di vite, divelle qualsiasi cosa, effettua un inseguimento al rallenty per venire incontro alla sua velocità modello bradipo zoppo e quando un vagone gli sta per cadere addosso, invece di rotolare verticale e salvarsi in un battibaleno, lui, cervello fino, rotola orizzontale. Non so se ho reso l’idea dell’assurdità della scena. E si salva. Purtroppo.
Tra l’altro il leader della banda di cattivi ha delle bretelle a X, una benda nera sull’occhio e arriva all’altezza-pube del protagonista: dunque, credibile come, che so, O’Neal che fa l’attore. Ops.

Scene che nessuno dovrebbe mai vedere…

Sempre O’Neal va a trovare un’amica depressa, su una sedia a rotelle, in un ospizio per veterani e qui accade l’inenarrabile (ancora): Shaq, per tirarla su, spacca una finestra del ricovero (sul serio) e se la porta via in collo, carrozzina compresa; se era una citazione di Qualcuno volò sul nido del cuculo… inorridisco. Inorridisco.
Poco dopo l’ex paziente e un altro svitato, non saprei come definirlo diversamente, gli creano un’armatura ad hoc con tanto di martellone dotato di poteri ultrasonici (…) per debellare i criminali; nasce così Steel, l’uomo di acciaio. Che ha una maschera uguale al volto di una tartaruga ninja. Giuro e spergiuro. Roba da chiodi.

E che dire del suo primo intervento? Combatte contro un ladruncolo sfigato e miope che sviene appena lo vede: lo avrei sopraffatto pure io millantando abilità marziali che non ho. Eppure gli amici celebrano “l’impresa” con queste parole «Che mi prenda un colpo mentre mi sto mangiando un panino al granchio e tacchino». Vi assicuro che qui il colpo lo rischio io vedendo sta roba.
Inoltre, le azioni della moscia tartaruga nin…ehm, volevo dire del supereroe, si risolvono quasi sempre in lunghe fughe e diatribe con la polizia. Con la polizia, capite? Tutto ciò mi pare controproducente. Anche perché la medesima polizia poi lo cattura rovinando tra l’altro il solito tentativo di soufflé della costernata nonna.

E dopo un’evasione modalità fantasy la resa dei conti finale è sulla falsariga del resto della pellicola: scontata, fiacca, smidollata, noiosa. Ma c’è un barlume, una gioia che vi spoilero volentieri: alla fine arriva… il soufflé. Tuttavia al di là di questo momento catartico… che paccottiglia.
E quindi, ancora grazie basket anni ’90. Grazie… ma senza esagerare.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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26 risposte a Steel (1997) L’uomo d’acciaio

  1. Denis ha detto:

    Shaquille O’Neal.e recidivo aveva anche fatto da protagonista in un’orrendo videogioco di nome Shaq Fu, poi mi sembra che ha fatto un’altra stronzata di nome Kazaam diretta da Starsky,preferisco ricordarlo come il pivot degli Orlando Magic assieme a Penny Hardaway quando negli anni ’90 trasmettevano la NBA su Telemontecarlo

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Quindi, un cinecomic d’annata!
    Mi chiedo se abbia letto il copione prima di accettare il ruolo…

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    “Scene che nessuno dovrebbe mai vedere…”…caro Lucius, mi sono fischiate le orecchie!!! 🙂

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  4. Zio Portillo ha detto:

    Come attore é sempre stato da sotto zero (pure nel baskettaro e decisamente più interessante “Blue Chips – Basta Vincere” é da mani nei capelli). Espressivo e legnoso come un comodino. Forse era troppo giovane quando provó col cinema. Ma da intrattenitore é il numero uno! A parte l’esilarante “Shaqtin’ a Fool”, ha provato il wrestling, é andato tra i monti con Bear Grylls e ha pure sfidato atleti diversi in prove completamente distanti dal basket per dimostrarsi il numero uno.

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Il suo tentativo di cimentarsi in ogni cosa (che mi ricorda vagamente le multiple carriere di Hulk Hogan) può anche essere ammirevole come “sfida con sè stesso” ma possiamo dire, con assoluta certezza, come da te peraltro testimoniato, che nel cinema ha fatto un fisco di proporzioni bibliche. E a noi ciò piace. Assai. 🙂

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  5. Cassidy ha detto:

    Il film è davvero osceno, così come il disco omonimo di Rap, partorito da Shaq sull’onda del “successo” di questo film, ricordo che un mio compagno di scuola ai tempi, impallinato di Rap, sapendo della mia passione cestistica, mi costrinse ad ascoltarlo, un esperienza che non consiglio a nessuno 😉

    Steel è uno dei personaggi (molto) minori, nati dopo la vendutissima saga “La morte di Superman”, Shaq è sempre stato un esagerato fan di Superman, ha un tatuaggio con il famoso logo (sull’avambraccio, che è grosso almeno come quello che sfoggiava Reeves sul petto nel film di Donner) e pare si sia rotto il polso da bambino, proprio giocando a fare Superman.

    Incredibile che uno con il carisma e l’umorismo di Shaq, autore delle più esilaranti conferenze stampa post partita di sempre (oggi fa il commentatore, e fa ancora morire dal ridere), sia stato un attore così scarso, lui che nella vita ha fatto di tutto, anche il poliziotto sotto copertura (visto che passa così inosservato!), ma se questo film è osceno, “Kazaam” lo supera a destra in quanto a bruttezza! 😉 Cheers

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  6. Giuseppe ha detto:

    Shaquille O’Neal è sicuramente tipo da riempire lo scherMo sì, ma non abbastanza da riuscire a dargli anche un senso ed evitare di essere riempito di scherNo 😉
    Qui, poi, è tutto dire: un “Zupereroe” con una tuta che è davvero roba da chiodi, viti e bulloni assolutamente necessari per tenerla insieme alla bell’e meglio (espressione paradossale, lo ammetto, da usare nei confronti di un film dove sia il bello che il meglio sono vietati per legge) con tanto di martello che fa molto Dio dell’Ultrasuono (eh, il Tuono è copyright della concorrenza) ma, alla fine, i suoi veri superpoteri in cosa consistono? Forse nello scambio di vocali, visto che il suo maldestro impegno nel fare pUlizia lo porta sempre ad avere a che fare con la pOlizia? O, almeno, lui riesce a pararlo quel colpo che invece prenderebbe l’amico -ma anche chiunque altro, visto l’accostamento culinario di merda- mangiando il panino-mix granchio/tacchino?
    Non che le premesse fossero incoraggianti: ad esempio, l’amica doveva essere depressa più che altro perché, conoscendolo bene, già sapeva il casino e i danni al patrimonio che avrebbe causato cercando di liberarla (per non parlare della figuraccia agli occhi del pubblico che, come suggerisce Willy, si sente altamente preso per il Cuculo)… poi c’è anche il ridicolo cattivo bendato e bretellato, la cui altezza è indicativa del fatto che una pubalgia sarebbe senz’altro stata una minaccia più grande di lui per Shaq. Già, Shaquille e l’arsenale che non vuole faccia faville visto che dovrebbe limitarsi a stordire e basta: l’arma mai violenta che solo ti addormenta, idea brillante e coerente che può venire giusto a un soggettista sotto anestesia (appunto). Per fortuna, però, arriva Judd Nelson a ristabilire un certo equilibrio aumentando la potenza di fuoco… tra l’altro, non credo che Nelson originariamente dovesse interpretare un personaggio negativo. Il fatto è che la nonna di Shaq l’ha fatto riflettere, cambiandolo nel profondo. Nel suo soufflé Judd deve averci visto una chiara metafora della propria carriera che, al pari della ciofeca di pellicola in cui stava recitando, andava ormai sgonfiandosi senza speranza e, di conseguenza, non l’avrà presa benissimo 😀

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  7. Andrea87 ha detto:

    conosco l’originale Acciaio perchè leggevo il fumetto omonimo del vice-Superman durante la sua “morte”.
    diciamo che nei fumetti funzionava meglio (il suo nome è un richiamo al John Henry Irons mito della frontiera che si dice abbia battuto con il suo martello addirittura una macchina rivettatrice… la Disney ci ha anche fatto un cortometraggio! http://www.ilsollazzo.com/c/disney/scheda/JohnHenry ), dove a fargli venire le “crisi” sono i tostapane che lui ha progettato che finiscono non a combattere i cattivoni, ma tra le strade della sua Washington.
    Anche la cattiva era molto fumettistica, il Coniglio Bianco, una vaccona di colore ( http://vignette4.wikia.nocookie.net/marvel_dc/images/3/3c/White_Rabbit_01.jpg/revision/latest?cb=20080309131243 ).

    Nel film a quanto pare hanno sbagliato tutto invece (doveva essere uno spinoff del mai realizzato “The Death of Superman” con Nicolas Cage come Superman…) e bobbè…

    PS: Kazaam è solamente una versione intamarrata di Superfantagenio con Bud Spencer! 😛

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  8. The Butcher ha detto:

    Lo vidi da piccolo e mi lasciò con uno strano senso di confusione. Riguardandolo adesso l’unica domanda che mi viene in mente è “Perché?”

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