Robocop (1987) Un intervento di Denis

Il 17 luglio 1987 usciva nei cinema statunitensi Robocop. Il Zinefilo, spero insieme ad altri blog, festeggerà i trent’anni di vita italiana del film a fine ottobre prossimo, ma intanto un mio lettore – Denis, che nel blog cura la rubrica dei videogiochi – ha voluto dire la sua sulla pellicola di Paul Verhoeven.

Trenta anni fa usciva nei cinema un film rimasto nel cuore dei più.

Robocop in sostanza narra la storia di un semplice poliziotto di Detroit di nome Alex Murphy appena trasferitosi in un nuovo distretto (non l’avesse mai fatto) viene affiancato dalla collega Lewis, in un inseguimento alla banda di Boddicker che finisce in una vecchia acciaieria abbandonata. Murphy finisce in trappola perché la collega si distrae guardando la cippa del negro che fa pipì (e proprio così) lasciandolo solo (termine indigesto a Willy l’orbo), massacrato a colpi di fucile a canne mozze….

La vita del buon Alex Murphy finisce e dai suoi pochi resti nasce il cyborg poliziotto Robocop.

Il film è immerso in una fotografia grigia, senza speranza con pochi sprazzi di bianco (i flashback di Robocop). Ho determinato che Murphy viene ucciso nel mese di dicembre, perché quando viene “montato” (come l’Ikea), la dottoressa in soggettiva gli dice felice anno nuovo, quindi nuova vita: da lì prende servizio a gennaio.

Sono presenti pochissime donne, mi sembra: Lewis, una poliziotta intravista negli spogliatoi, la segretaria dell’OCP, una quasi vittima di stupro, la vecchia del negozio di liquori (la rapina notturna era presente in tutti film polizieschi anni ’80, come la morte del collega a tre giorni della pensione), la dottoressa patonza, la moglie di Murphy che compare solo nei flashback e due troione cocainomani, più due bionde ricorrenti in un programma in TV che guardano i criminali! Non ci avevo mai fatto caso, ma nel negozio di liquori viene inquadrato per pochissimi secondi una bottiglia di Jack Daniels.

Il film è girato in realtà a Pittsburgh, dove era ambientato anche Flashdance: casualmente Jennifer Beals faceva la saldatrice in una acciaieria!

Ci viene mostrata una America lontana dagli stereotipi di ricchezza, Detroit è un posto operaio governato di fatto da una corporazione di nome OCP, che offre servizi: la polizia ad esempio. La tua vita non conta, quando firmi il contratto possono disporre del tuo corpo come vogliono. Finanziano di fatto i criminali come Boddicker per abbassare il costo delle case da comprare nella vecchia Detroit per farci una complesso residenziale e vendere protezione. Fanno come i politici: prima creano il problema, poi offrono la soluzione.

Il film è inframmezzato da spot pubblicitari satirici, il cuore artificiale della Yamaha con il dottore doppiato da Pino Locchi che vi dice che potete pagare a rate, e ci state a cuore! Il telegiornale che dà notizie come Boddicker che ha ucciso trentuno poliziotti (in realtà trentadue con Murphy), e che Santa Barbara ha 139 vittime di un errore di calcolo del cannone satellitare!

Nel distretto di polizia si muore spesso infatti, cambiano spesso le targhette degli armadietti, infilano le vostre cose in un scatolone di cartone e fanno raccolte di soldi per il vostro funerale.

Ai dirigenti OCP dei colleghi frega niente, quando viene presentato il robottone ED 209 (non può scendere le scale, perché non usa l’ascensore?) il povero dirigente Kinney (non ho mai capito se era lo stesso attore che usava Arnold Schwarzenegger come scudo nelle scale mobili in Atto di Forza) viene maciullato durante la prova perché non sente, ma nel mentre i colleghi la lanciano da una parte all’altra! ED 209 in pratica è una ciofeca: oltre a un problema di deambulazione è pure sordo!

Nei flashback scopriamo che Alex Murphy abitava nel sobborgo di Primrose Lane 548. Oltre la moglie, aveva un figlio che andava matto per il serial T.J. Lazer, un tizio che catturava criminali prima roteando la pistola, come faceva Murphy e Robocop, particolare che permette a Lewis di riconoscerlo e a lui di mettere insieme puzzle di chi l’ha ucciso e ricordarsi di chi era.

Infine mi sembra che una scena del telegiornale nella parte del disoccupato c’era il chitarrista dei Van Halen: chiedo lumi.

Il regista Paul Verhoeven lavora assieme a un ottimo cast tecnico.

Rob Bottin è il creatore di Robocop, cui l’armatura è ispirata al robot femminile del film Metropolis di Fritz Lang, fatta in fibra di vetro. Phil Tibbet anima a passo uno ED 2009; Basil Poledouris crea una colonna sonora indimenticabile; Edward Neumeier, Michael Miner che scrivono un’ottima sceneggiatura e un cast di attori senza stelle ma azzeccato nelle facce. Peter Weller che fa Alex Murphy, Nancy Allen con taglio di capelli maschile di Lewis, Kurtwood Smith di Boddicker, Ronny Cox il secondo della OCP Dick Jones, il vero cattivo del film, Miguel Ferrer (R.I.P.) nel giovane dirigente rampante Bob Morton che crea Robocop. Compare anche Ray Wise uno sgherro di Boddycker e futuro padre di Laura Palmer in Twin Peaks: con un papà così è logico che finivi male.

La Director’s Cut del film aggiunge solo un minuto in più con qualche particolare più efferato nelle scene splatter.

Purtroppo il sequel nel ’90 non è riuscito perché la sceneggiatura del noto Frank Miller era infilmabile e fu riscritta, e perse pure il cast tecnico del primo film: il regista Paul Verhoeven, l’effettista Rob Bottin e il compositore Basil Poledouris girarono Atto di Forza. Il terzo era un filmetto senza pretese. Nacquero fumetti, videogiochi e serie televisive, e pure una serie animata, ma dell’atmosfera del primo film non rimase nulla e Alex Murphy come poliziotto compare mi sembra all’obitorio anche nell’ottimo videogioco Deux Ex Human Revolution (2012) che è ambientato a Detroit e parla di transumanesimo.

Dopo questo papiro abbiamo imparato che a Detroit si vive per direttive, i cyborg mangiano omogeneizzati e ti comprano per un dollaro!

Denis

P.S.
Ringrazio Denis per l’intervento e ricordo, qui sotto, i fumetti di Robocop:

  • Robocop (1987)  Prima apparizione a fumetti di un mito cinematografico.
  • Robocop 2 (1990)  Novelization del secondo film, con lo zampone indigesto di Frank Miller.
  • Robocop 2 (2014)  Continua l’avventura del nuovo Robocop a fumetti, in realtà ambientato ai tempi del primo film. #Rocobop
  • Robocop 3 (1993)  Terza novelization per Robocop, seconda fallimentare prova di Frank Miller, giustamente dimenticata. #DarkHorseComics #Robocop #StevenGrant
  • Robocop ricomincia da 1  Luglio 2014. Torniamo agli anni ’80, alla fine del primo film, ritroviamo la Detroit criminale e la OCP in perenne difficoltà, ma soprattutto l’agente Lewis e il suo partner… Alex J. Murphy, in arte #Rocobop
  • Robocop vs Terminator (1992)  Botte meccaniche e sganassoni robotici: sarete pronti per l’epico scontro di due robottoni del futuro? #Terminator #Robocop #DarkHorseComics #FrankMiller #WalterSimonson
  • RoboCop: Beta (2014)  Primo esperimento del nuovo Robocop: avrà più fortuna del vecchio? #Robocop #BoomStudios
  • Robocop: Dead or Alive (2014)  Dimenticate il nuovo film, e i precedenti due: si torna al Robocop originale degli anni Ottanta! #Robocop
  • RoboCop: Hominem ex machina (2014)  Il nuovo RoboCop deve ora affrontare i suoi demoni “umani”. #BoomStudios #Robocop
  • Robocop: Killing Machine (2004)  Dopo Marvel e Dark Horse, la Avatar prova a rinverdire il poliziotto robotico con questo one-shot. #Robocop
  • Robocop: Last Stand (2013)  Il pessimo Frank Miller continua a gettare letame sul povero Robocop, insistendo cocciutamente a scrivere storie che non vanno da nessuna parte. #BoomStudios #Robocop #FrankMiller
  • RoboCop: Memento mori (2014)  Murphy è sotto i ferri e, mentre i medici lo trasformano in Robocop, vive allucinato brani della sua vita passata. #BoomStudios #Robocop
  • Robocop: Mortal Coils (1993)  Primo grande passo falso della carriera fumettistica di Robocop: non si può vincere contro gli anni Novanta! #DarkHorseComics #Robocop
  • Robocop: Prime Suspect (1992)  Mollato dalla Marvel, Robocop si ritrova alla Dark Horse Comics: inizia una nuova odissea! #DarkHorseComics #Robocop #JohnArcudi
  • Robocop: Revolution (2010)  Finalmente una casa sembra avere i numeri giusti per dare risalto al nostro robottone preferito. #Robocop #DynamiteComics
  • Robocop: Road Trip (2012)  Robocop comincia a vedere la gente morta, e questo comprende anche la propria testata… #DynamiteComics #Robocop
  • Robocop: Roulette (1993)  La Dark Horse Comics dà l’addio a Robocop con quest’ultima storia. #DarkHorseComics #Robocop #JohnArcudi
  • Robocop: The Future of Law Enforcement (1990)  #Robocop #Marvel
  • RoboCop: To Live and Die in Detroit (2014)  È il momento di vedere Murphy-Robocop in azione per le strade di Detroit! #BoomStudios #Robocop
  • Robocop: Wild Child (2005)  Storia che segna l’addio di Robocop dalla terza casa fumettistica: povero robottone senza pace… #Avatar #Robocop #CarlosFerreira
  • Terminator vs Robocop: Kill Human (2011)  #Terminator #Robocop #DynamiteComics
  • Frank Miller’s Robocop (2004)  Devastante guazzabuglio che lascio con piacere agli amanti di Miller, che io non ci capisco niente. #MagicPress #Robocop #FrankMiller

L

Annunci

Informazioni su Lucius Etruscus

Saggista, blogger, scrittore e lettore: cos'altro volete sapere di più? Mi trovate nei principali social forum (tranne facebook) e, se non vi basta, scrivetemi a lucius.etruscus@gmail.com
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

24 risposte a Robocop (1987) Un intervento di Denis

  1. Denis ha detto:

    Guarda che mancano due righe al post

    Liked by 1 persona

  2. Conte Gracula ha detto:

    Ho visto solo il primo film, la scena “sei licenziato” per levare il blocco di Robocop contro i dirigenti mi ha sempre divertito: un filo di cervello non guasta mai.
    Ricordo poi qualcosa della serie TV: gli spot! Erano folli…

    Liked by 1 persona

    • Lucius Etruscus ha detto:

      Bene o male ho visto ogni prodotto di Robocop, in ogni medium, ma ovviamente il primo film rimane unico.

      Liked by 1 persona

    • Denis ha detto:

      Sei licenziato è una frase che piace molto agli americani peccato che il vecchio dell’ultima scena diventi uno strozone del secondo Robocop e gli spot se guardi il regista
      Paul Verhoeven.usa la stessa struttura nel film Atto di Forza e Starship Troopers

      Liked by 1 persona

      • Conte Gracula ha detto:

        Tanto buono non era nemmeno nel primo: alla fine della fiera, è una distopia 😛

        Liked by 1 persona

      • Conte Gracula ha detto:

        Ah, e Starshit Troopers Fanteria dell’ospizio non l’ho mai sopportato: sono antimilitarista e quei personaggi erano stupidi e sgradevoli, oltre che militari. Non ci potevo empatizzare, ho sempre tifato per gli insetti che cacavano plasma da altri pianeti!
        L’unica cosa buona che ne è venuta fuori, è stata la parodia di Futurama.

        Liked by 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        Starship è talmente esagerato che credo sia una parodia del militarismo integralista che animava Heinlein, o almeno lo spero. Per fortuna il mascellone di Master Casper distrae da tutto 😀

        Liked by 1 persona

      • Conte Gracula ha detto:

        Però, vedi, di Heinlein ho letto qualche libro e li ho trovati quasi tutti ben scritti. Il film di ST, invece… vabbè che c’era Casper il fantasmino bamboccio belloccio, ma non gli si può dare la colpa di tutto 😛
        Comunque, mio gusto: potrebbe anche essere un bel film, ma l’ho visto solo una volta e non mi è piaciuto, perciò non l’ho mai rivisto per analizzarlo.
        Non ne ho voglia 😛

        Liked by 1 persona

      • Lucius Etruscus ha detto:

        So.che invece è molto apprezzato, non solo dai fan della fantascienza militare. È sicuramente fra gli “antenati” di Aliens – Caneron riutilizza molte idee, non ultimo l’esoscheletro, e poi le stesse idee le ricicla ampliandole in “Avatar” – ma al di là di questo non posso dirmi un fan del film. Tranne per il tema di Basil Poledouris, che è un capolavoro 😛

        Liked by 1 persona

  3. Cassidy ha detto:

    Grazie a Denis per il post, perché ero convinto che “Robocop” fosse uscito anche nel mondo (e non solo da noi) ad Ottobre, per allora lo festeggeremo come merita, per ora mi sono goduto questo post, e comunque si, era Eddie Van Halen in un piccolo cameo nel film 😉 Cheers

    Liked by 1 persona

  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Ottimo intervento di Denis, articolo lungo, interessante e con riflessioni socio-politiche mica male! 🙂

    Liked by 1 persona

  5. Pietro Sabatelli ha detto:

    Uno dei caposaldi della fantascienza, bellissimo, avvincente e nostalgico 😉

    Liked by 1 persona

  6. Denis ha detto:

    Conte Gracula Starship Troopers prende in giro i serial scolastici anni’90 tipo Dawson Creek e altri usando attoti giovani e belli con le le loro menate d’amore e dopo li fa maciullare dalle blatte giganti immerso in un’estetica nazista,e un film satirico poi c’è anche Micheal Ironside che viene tagliato in due ,e anche una presa in giro del patriottismo americano la sono veramente convinti di essere i salvatori del mondo.

    Liked by 2 people

    • Conte Gracula ha detto:

      È un mischione che mi risulta indigesto, troppa roba che non reggo. Non riesco a essere obiettivo, non mi piace 😛
      Come ho detto, non do un parere “oggettivo”, non l’ho mai visto per analizzarlo… il problema è che non lo farò nemmeno in futuro, perché non mi è piaciuto e non voglio dedicargli due orette per vederlo 😉

      Liked by 1 persona

    • Giuseppe ha detto:

      Concordo con la tua analisi di Starship Troopers, Denis (ottimo post su Robocop 😉 ): ricordo anche, a proposito, come il ragionevole dubbio posto dal reporter di guerra circa il fatto che siano stati gli umani ad invadere per primi Klendathu, costringendo così gli aracnoidi a difendersi, non venga nemmeno per un attimo preso in considerazione… Ottimo film, detto da me che tutto sono fuorché un militarista (nemmanco nell’anticamera del cervello) 😉
      P.S. Se ne sono andati George Romero e Martin Landau… 😦

      Liked by 1 persona

  7. Mahatma K. B. ha detto:

    Solo due cose:
    1- Il cameo di Van Halen e’ solo una leggenda metropolitana, il tizio in questione e’ l’attore James Staszkiel.
    2- un cameo vero e’ quello (fulmineo) di Verhoeven nella sequenza della discoteca.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...