Beretta’s Island (1993) Un poliziotto sull’isola

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

Questo è un giorno da ricordare. Segnatevelo sul calendario, tramandatelo ai nipotini, serbatene memoria imperitura: Arnold Schwarzenegger sbarca sulle pagine Zintage. Ebbene sì: qualora le vostre coronarie non siano state stroncate dall’emozione e se non vi siete precipitati a spulciarne la filmografia per trovare una spiegazione all’arcano annuncio… vi svelo l’italico barbatrucco.
Eh sì, in tutto ciò c’è lo zampino di un lungometraggio “tricolore” e di un compatriota, tale Franco Columbu, culturista amico di Arnold, che con la tipica, nostrana, arte di arrangiarsi fece la comparsa in alcuni celebri titoli di Arnold stesso [da Il gigante della strada (1976) a Conan il barbaro (1982), da Terminator (1984) a L’implacabile (1987)] per poi “coinvolgerlo” in un film da lui creato, prodotto, recitato e… visto. Dato che pochi altri intimi ne avranno sopportato la visione.

Franco e Arnold che “pompano”

Questo anomalo capolavoro del trash si intitola Un poliziotto sull’isola [Beretta’s Island, giunto in Italia esclusivamente in un’edizione VHS Sony Pictures l’8 novembre 2000] e l’inizio è un malaugurante/agghiacciante testo scritto inneggiante alla Sardegna, patria dell’attore col cognome “pregno di U”. Quindi l’isola del titolo è giustappunto la Sardegna? E in tutta la Sardegna c’è un unico, sfigatissimo, poliziotto? Cominciamo bene.
Si prosegue peggio: Columbu (che interpreta l’ex agente dell’Interpol Franco Armando) è felice perché, in seguito al pensionamento, potrà andare in moto e fare del buon vino; bella vita, Franco, bella vita. Subito dopo, scena clou: il protagonista è in palestra proprio con Schwarzenegger!

Arnold e Franco che “pompano”

I due danno vita ad una sessione di allenamento davvero patetica oltre che decisamente troppo lunga; per darvi contezza di ciò a cui ho assistito vi riporto alcuni incitamenti scambiati dalla coppia di boyfriend: «Pompa!», «Vai Franco, pensa a tutte le ragazze!»,  «È fantastico allenarsi con te!»,  «Odio il tuo vino perché lo spremi con i piedi e ogni volta che lo bevo sento la puzza!», «Così mi piaci!».
Mai avrei pensato di sorbirmi una combo talmente micidiale di minchiate: son soddisfazioni. E tu Arnold, come hai fatto ad accettare un così opinabile coinvolgimento? Parafrasando, diciamo che un pelo di “amicizia” tira più di un carro di buoi. Ecco.

Franco che fa cose inenarrabili…

Intanto convincono Columbu a tornare in servizio perché hanno scoperto un traffico di droga che parte dalla natia Sardegna. Prima che questi si rechi però sull’isola, dando così parzialissima giustificazione al titolo, assistiamo ad alcune scazzottate-sparatorie e notiamo che i pugni del protagonista sono lentissimi e non vanno mai a segno (in confronto il wrestling è drammatico quanto la Guerra del Vietnam), quando l’agente spara punta dove non c’è alcunché (forse gli hanno detto di mirare la camera sperando in un annullamento del film per autocombustione o simili), infine le membra del suo volto hanno la stessa mobilità recitativa del Gennargentu. Molto bene. Molto.

Arrivato ad Ollolai, suo paese d’origine, Columbu si trasforma in guida turistica e, tramite sequenze noiose “a manetta”, presenta all’avvenente collega al seguito tutte le bellezze del luogo: ahinoi, non è convincente neppure in questa veste e, se il lungometraggio avesse avuto più ampia diffusione, il crollo di turisti in loco sarebbe stato un’inevitabile conseguenza. In ogni caso spero che questa recensione non circoli troppo perché non vorrei avere ripercussioni con la Regione Sardegna per immagine lesa. Ci siamo intesi?

L’azione dovrebbe tornare protagonista quando i narcotrafficanti rapiscono un’amica dell’agente ma lo fa con tempi talmente lenti e sepolti da far rimpiangere la modalità Touring Club. Nel frattempo si susseguono barbose sessioni in palestra, consigli dietetici («Non mangiate la pizza perché fa ingrassare») e tentativi del nostro, infruttuosi, di far colpo sulla collega indossando costumi dai colori sgradevolissimi e pronunciando frasi tipo «Hai dei bei glutei» con tanto di mossa ad alzare il pantaloncino. Franco, ma c’è una cosa in cui sei capace? Comincio a dubitarne.

«Hai dei bei glutei» (cit.)

E mentre la droga fa vittime anche tra i giovani… il film fa vittime tra gli spettatori visto che assistiamo alla peggior sequenza di boxe della storia con nessun colpo portato a segno, lentezza da far invidia ad un gregge di pecore al pascolo, pugili che stramazzano come se li avesse malmenati un fantasma, Columbu che interviene per vendicare l’amico picchiato da un avversario dopato portando il livello del lottato rasoterra…o sotto.

Tuttavia, in questa opera, nessuno sa recitare quindi il protagonista è in ottima compagnia; o, perlomeno, l’unico che aveva la parvenza dell’attore, si è saggiamente dileguato dopo il cameo iniziale, vero Schwarzy? Una svolta, in questo porcaio, potrebbe esserci quando rapiscono (e due!) la collega di Franco, episodio che quest’ultimo commenta così: «E poi vogliono la parità! Lascino fare a noi!». Wow, lunga vita al maschilismo, amico mio, lunga vita. E lunga vita alla Sardegna: tale assunto assurge a livelli incommensurabili quando, durante la festa di San Bartolomeo, Columbu, agghindato con i tipici costumi locali, balla, sfila, partecipa alla Messa, addirittura sale sul palco per cantare, sudando, tra l’altro, come le cascate del Niagara forse perché unica parte del film in cui il nostro si è sentito coinvolto emotivamente. E ciò la dice lunga sul senso dell’operazione.

Che poi, al di là del trascurabilissimo finale, il vero senso della pellicola sta piuttosto in quella straordinaria partecipazione dei primi minuti (e in un ingiustificato topless sui titoli di coda), partecipazione che ci permette di fare la conseguente, roboante, dichiarazione: Schwarzenegger è uno dei nostri, è nato sotto il segno della Z. Tu chiamale, se vuoi, emoZioni.

Arnold e Franco nel 2016

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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22 risposte a Beretta’s Island (1993) Un poliziotto sull’isola

  1. Conte Gracula ha detto:

    Ogni tanto, mi parlano degli svarioni nei film di Columbu: questo è quello in cui la droga viene nascosta nei blocchi di granito?

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  2. Cassidy ha detto:

    Credo che la lunga sessione in palestra sia frutto di una telecamera nascosta (da Columbu). Conclusione impeccabile, alla fine Arnoldone deve il suo successo (anche) alla storia di un silente assassino impossibile da uccidere che insegue una ragazza, materiale da film di serie Z, ma girato come il meglio della serie A. Però mettiamola così, i film in cui Schwarzenegger coinvolge l’amico Columbu sono di qualità un pochino più alta di questo, appena appena 😉 Cheers!

    P.S. grazie per le citazioni, e un applauso alla doppia didascalia a specchio, trovata brillante! 😉

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Questo me lo sono proprio perso e manco sapevo della sua esistenza. Però ho continuato a vivere benissimo senza e presumo che continuerò ad ignorarlo.

    Grazie Willy che ti sorbisce sti filmacci e li recensisci pure per noi tutti!

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  4. Denis ha detto:

    Arnold si dimostra un’amico alla fine dello Zinefilo era gia apparso nell’orrendo Una promessa e una promessa(titolo brutto forte) adesso sbarca nelle braccia del monocolo Willy,gia la copertina del film e una truffa per infinocchiare ignari spettatori di cotanta bruttezza,ma il titolo si riferisce a una ditta di salumi?
    La regione Saedegna dovrebbe denunziare i produttori del film.
    Anche Arnie ha scheletri metallici nell’armadio

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  5. Kukuviza ha detto:

    IL titolo richiama Beretta, ma anche il nome di Columbu non scherza: il tenente Colombo (Columbo), in base all’unica volta che di sfuggita gli si vede un documento, si chiama Frank…

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  6. Giuseppe ha detto:

    Arnold in un cameo trappola (“tanto va lo Schwarzy al Franco che ci lascia il contentino”, dove il contentino è per Columbu ovviamente, non per lo spettatore), Columbu nella parte di poliziotto regionale (nel senso di unico in tutta la regione Sardegna) con notevoli capacità di affossamento del turismo, agghiaccianti tentativi di incitamento in palestra (mancavano giusto “Franco, dammi i soldi che mi avevi promesso così me ne vado”, “Arnie, prima bevi un sorso di questo vino: l’ho fatto con le polverine”, “Franco, ma tu spremi pure quelle coi piedi”), pugni lentissimi per dare il tempo all’interessato di crollare al tappeto dalla noia, proiettili d’anticipazione nel senso che vanno a colpire adesso il punto in cui un giorno -forse- ci sarà anche il bersaglio, boicottaggio di piatto nazionale (la pizza), colleghe tanto avvenenti quanto giustamente indifferenti ad approcci rovinati da maschilisti impenitenti nonché possessori di pantaloncini dai colori dementi… ecco, vedere il tutto con delle fette di salame sugli occhi potrebbe forse lenire il dolore, oltre a venire incontro agli interessi di quello che mi sembra essere lo sponsor più in tono con tutta l’operazione (il salumificio Fratelli Beretta, appunto, non la fabbrica d’armi omonima). Peccato che, non sapendo dell’esistenza di questo “film”, non ho nemmeno potuto consigliare Willy per tempo… che, senza queste pur minime protezioni, avrà dovuto Zudare come e più di Franco Columbu in costume tipico per arrivare ai titoli di coda 😀

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