One Man Army (1994) Giustizia a mani nude

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

Il rapporto con un film può essere paragonato all’evolversi di una storia d’amore: c’è quella che cresce piano piano, tra titubanze, farfalle nello stomaco, preliminari, dubbi… E poi c’è il classico colpo di fulmine. Brutale, apodittico, dogmatico. Appunto. Quando leggo un titolo come Giustizia a mani nude, non c’è nulla di graduale, centellinato, nel mio sentimento. È tutto così chiaro, cristallino. Poi però c’è la visione del film. E non sempre ciò che si è creato regge all’urto della visione suddetta: è un po’ come se il colpo di fulmine fosse scaturito alle tipiche 3 di notte nel tipico stato avvinazzato e la mattina dopo, riacquistata la lucidità, ti accorgessi del tipico, enorme, errore di valutazione. Verifichiamo allora se questa pellicola action di metà anni ’90 si rivelerà amore vero o una cocente delusione. Già fremo. E tremo.

Una grafica eccezionale…

L’incipit è alquanto scioccante perché il protagonista ha il volto nazibrutto di Jerry Trimble. Lo so, lo so, capisco lo scoramento ma magari ci smentisce e recita bene. Magari. Magari col piffero. Infatti l’allenamento nella sua palestra di taekwondo è interrotto da una telefonata in cui gli annunciano la dipartita del nonno; dunque, sulla sua faccia insipida si legge la stessa costernazione di quando ti dicono che sono finite le tue patatine preferite. La medesima, ribadisco.

La faccia di uno a cui è appena morto il nonno…

A recitazioni surreali si sommano subito situazioni inverosimili come nel momento in cui, nel recarsi sul luogo del misfatto, questi è accostato da buzzurri che lo appellano così «Ti ammazziamo!», «Gringo! Stronzo!»: ma quanto sarà mitico quando i registi partoriscono quadretti assurdi, spacciandoli per quotidiani, solo per far esibire le doti marziali di un attore? Ah, il buon vecchio trash anni ’90.

Negli anni Novanta ci si picchiava per la strada

Intanto Trimble, alias Jerry Pelt, esegue il suo sporco lavoro mazzolandoli ben bene. Subito dopo assistiamo pure alla toccante scena del cane che, nonostante i quattro anni passati senza vedersi, gli porta le pantofole: accipicchia, non mi commuovevo così tanto dai tempi in cui leggevo l’episodio di Ulisse ed Argo. Giunge persino l’amico attira-guai che lo trascina in una locanda dove, col benestare dello sceriffo, si fanno combattimenti clandestini con abnorme presenza di orientali nell’arena (siamo negli USA o nel Sol Levante?).

Pit fight coi capelli al vento

Qui Jerry, dopo aver ripetuto miriadi di volte di essere ormai un bravo ragazzo anche per onorare la memoria del nonno, che fa? Gli chiedono di combattere e lui replica «Sì, però contro due contemporaneamente»: il fioretto si è evidentemente appassito con effetto subitaneo schiacciato dalla sua megalomania. Che volete farci?
Jerry vince, si scatena una rissa colossale, demoliscono mezzo bar, si becca dodici (!) denunce: bravo Jerry, ottimo ritorno a casa.

E il vincitore per maggior numero di denunce ricevute è…

Intanto il nostro scopre che nel suo paese è tutto in mano alla malavita e comincia a sospettare che il nonno sia stato ucciso per aver visto qualcosa di troppo, il tutto con formato, fotografia e sonoro da Renegade o da Walker Texas Ranger, non certo da film. L’eroe ficcanaso è arrestato e subito dopo la macchina da presa inquadra morbosamente la sua amica nuda sotto la doccia; la scena è palesemente immotivata e proprio per questo mi sento di tributare un lungo applauso al regista. Forse sarà l’unico ma è meritatissimo.

Ah, gli anni ’90 e il nudismo gratuito…

La sequenza in cui protagonista e sparring partner fanno l’ammmore, pur lunga e torrida, non è degna di cotanto onore appunto perché sensata. Il colpo di genio si vede nel primo caso, non c’è dubbio. Ah, nel giro di poco lei si denuda nuovamente per fare un bagno nel fiume gelato: ormai non sono più abituato a vederla coi vestiti addosso.
Nel frattempo accade l’irreparabile: Jerry si candida per il ruolo di sceriffo. Dico irreparabile perché… beh, andate a rileggervi quanto fatto dal nostro appena giunto in città (rissa, denunce, distruzione totale di locande). Uno sceriffo affidabile, no? Tra l’altro la campagna elettorale è davvero esilarante, col protagonista a vociare nell’altoparlante, musichette da parata rionale e persino cane agghindato, col famigerato faccione nazibrutto, che urina sul manifesto del rivale. Che scena, che palpiti al cuore.

Più botte per tutti!

Comunque Jerry viene eletto, divenendo così un novello Buford Pusser (a cui chiedo venia per l’indegna citazione) e, come prime due iniziative, nomina vice il suo amico combina-guai e alcolista palese e poi chiude il locale clandestino in cui si era tanto divertito a combattere. Quindi, un atto sciagurato ed un atto ipocrita. Complimenti. Come se non bastasse l’amico si rivela anche drogato, violento e doppiogiochista.

Combattere vestiti di nero di notte… gran bella idea!

Comunque si tratta del paese più disgraziato del mondo: per ora abbiamo incontrato solo malviventi, uomini di dubbia moralità, uno sceriffo più simile ad un rozzo picchiatore di periferia ed una donna sempre desnuda. L’unico rifinito è il cane, senza dubbio. E a proposito di disgrazie… anche vedere questo film, un pochino, lo è. Quindi, tirando le somme, il colpo di fulmine era effetto di una gigantesca sbronza notturna e, una volta passati i postumi, è emersa la, cruda, verità. Maledetto alcol. Ho il cuore in frantumi.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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19 risposte a One Man Army (1994) Giustizia a mani nude

  1. Conte Gracula ha detto:

    Bella porcata: un’accozzaglia di scene prese a caso da un tot di film, così appare ai miei occhi, dopo la recensione.
    Un brutto western coi calci circolari.

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  2. Denis ha detto:

    La faccia ridicola di Jerry Trimble in copertina diceva gia tutto per consolarti Willy fa come i russi “non esistono donne brutte ,hai bevuto poca vodka”^_^

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  3. Zio Portillo ha detto:

    Ma solo a me nella foto quando riceve la telefonata sembra Enzo “Er Cipolla” Salvi?

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  4. Cassidy ha detto:

    Delusioni cinematografiche, peggio di quelle amorose un film che potremmo riassumere come nazibrutto vs canebello, per fortuna ci ha già pensato Willy a descriverlo alla perfezione 😉 Cheers

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    …e grazie a lucius per le splendide didascalie 😁

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  6. Giuseppe ha detto:

    “Jerry, non abbiamo più quella marca di patatine con cui ti ingozzavi di solito”
    “Ah, però”
    “E, fatti forza… purtroppo ti dobbiamo dare una brutta notizia: tuo nonno è morto”
    “Ah, però”
    “Ma scusa, non cambi nemmeno espressione, tono di voce…”
    “Perché dovrei? Ma lo sapete quante patatine si è sempre fottuto il vecchio a mia insaputa? Per forza che dovevo continuare a ordinarle! MI stava mandando in rovina, cazzo! Dovevo portare le confezioni pure qui in palestra, col risultato di farmi chiedere ogni santo giorno come facevo a mantenere la linea!”
    “Jerry, noi non…”
    “Vi dispiace aspettare un attimo in linea? Stanno arrivando dei buzzurri”
    “Gringo! Stronzo! Ti ammazziamo! La tua vita vale meno di un sacco di patate senza selenio!”
    “Vi ci mettete anche voi, rifiuti umani? L’avete voluto: vi stenderò con la mia Potato fight!”
    THUD! THUMP! CRAC! SBUCCH! NOOO! AAAARGH!
    “Jerry, stiamo sentendo… Tutto bene là?!?”
    “Sì, sì, tutto a posto, adesso li sto usando come sottopiedi… adesso però scusate, ma vi devo proprio lasciare. E’ appena arrivato Il mio cagnone che non vedevo da una vita, e sta facendo il citazionista classico per dimostrarmi tutto il suo affetto! Vedo anche il mio amico problematico che mi vuol senz’altro coinvolgere in uno dei suoi casini. Va bene , dai, ci sentiamo!”
    “Jerry, vecchio mio, che ne diresti di partecipare a dei combattimenti clandestini in una locanda ad alto tasso di orientalità? Non avremo noie dallo sceriffo, c’è dentro fino al buco del c..”
    “Va bene, va bene, andiamo! In fin dei conti cosa c’è di meglio per passare il tempo?”
    “Beh, per quello ci sarebbe la tua amica che…”
    “Amico, tempo al tempo, dobbiamo rispettare la trama! O almeno dare l’illusione che ce ne sia una”
    “Eh, quando hai ragione hai ragione! Guarda, siamo arrivati”
    “Un momento: devo onorare la memoria di mio nonno. Io sono una persona con la testa a posto, un’etica di ferro, portatore di sani principi morali e ancor più di prima non intendo agire d’impulso, ponderando attentamente ogni conseguenza…”
    “Ehi, tu, coso, te la senti di combattere?”
    “Sì, però contro due contemporaneamente. Pensate di farcela o avete bisogno di chiamare anche i parenti, pezzi di merda?”
    AAAHH! TUMP! CRASH! TRAANK! STUD! SBONK! VINT IL COMBATTIMENT! SFASC TUTT IL LOCAL! DE-NUN-CIA DE-NUN-CIA DE-NUN-CIA (e qui vada avanti il lettore fino al dodicesimo DE-NUN-CIA)
    “Nonno, forse tu avevi visto cosa mettevano in quelle patatine e per questo ci hai rimesso la buccia…”
    “Scusa, tesoro, intanto che tu sei al gabbio io mi farei una doccia come pretesto per mostrare al pubblico un nudo assolutamente gratuito”
    “Fai fai, tanto in questa storia alla fine è tutta questione di patata…”
    “Scusa, ma adesso che abbiamo fatto a lungo l’ammmore, perché sei così pensieroso? Non ti è piaciuto?”
    “E’ che pensavo… è stata una cosa bellissima, e che ha perfettamente senso. Vedi, mi sembra troppo sensata per stare in questo film. E’… è… sprecata qui dentro, ecco!”
    “Hai ragione! Correrò ai ripari con un’altra bella scena immotivata di nudo giù al fiume!”
    “O.K.!! Intanto io mi candiderò per il ruolo di sceriffo: Jerry, che rilegge la legge e poi la corregge!
    Amico, te la senti di farmi da vice? Possibilmente non portandoti dietro la bottiglia…”
    “Ci sto. Però d’ora in avanti in questa contea multe e gattabuia se le beccano solo quelli NEGATIVI al test del palloncino”
    “Su questo ci torniamo, eh? Intanto faccio chiudere il locale clandestino, perché se mi venisse il ghiribizzo di sfasciarlo di nuovo, adesso come sceriffo quasi integerrimo non lo potrei più fare”
    “Bella pensata, vecchio mio! A proposito, ti ho mai detto quanto sono drogato, violento e doppiogiochista?”
    “Beh, hai accettato di partecipare a questo “capolavoro” quindi mi sembra perfettamente normale”
    “Non mi piacete, nessuno dei due: io, faccione nazibrutto da operetta, piscio su di voi!”
    “Fai pure, ma vedi di scrollartelo in fretta: mi chiamo Buford Pusser, ed io e il mio bastone siamo venuti a fare quattro chiacchiere chiarificatrici con il tale Jerry e il suo vice” 😉

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