La momia azteca (1957) Il risveglio della mummia

È arrivato in Italia il nuovo film di Tom Cruise, The Mummy, e quindi è il momento di un bel Ciclo Mummie a blog unificati (cliccate sull’immagine sotto per saperne di più).

Giaceva sepolto nel dimenticatoio della distribuzione italiana, dormendo il sonno che spetta a tutti i film stupidi e ridicoli: Cecchi Gori e Profondo Rosso hanno profanato il sonno di questo mostro messicano e hanno scatenato la maledizione azteca: una maledizione che si intitola La momia azteca di Rafael Portillo (spacciato in Italia all’epoca come King Miller).

Un titolo che poteva rimanere sepolto in una piramide azteca

Uscito in patria messicana il 13 novembre 1957, arriva nelle sale italiane il 18 giugno 1960 con il titolo Il risveglio della mummia, pronto a girare i cinema italiani per un paio d’anni. Il 16 luglio 1978 inizia la sua vita televisiva su piccoli canali locali.
Ignoto al mondo delle VHS, la Sinister Film (Cecchi Gori) e Profondo Rosso lo rispolverano dal 21 settembre 2010 in un DVD contenente l’intero ciclo de La momia azteca, ma esiste anche un DVD singolo del 2010 dal titolo La mummia azteca – Il risveglio della mummia.

Vi prego… non fatemi vedere questo film!

La polizia non riesce a mettere le mani sul pericoloso scienziato-bandito mascherato noto come Il Pipistrello (El Murciélago), e già questo dovrebbe mettere in guardia sul livello di cialtroneria del film.

Ma che c’entra ‘sto personaggio?

Il pipistrellone mascherato va in giro a fare esperimenti immorali – tipo innestare le mani di uno sceneggiatore sul corpo di un regista! – ma ora dimentichiamoci di lui perché l’attenzione è tutta per il dottor Eduardo Almada (Ramón Gay). Questi cerca disperatamente un soggetto talmente idiota e decerebrato da sottoporsi ad un pericoloso esperimento di psico-neurologia, così da convincere gli esimi colleghi psico-neurologi al convegno di psico-neurologia.
Pare infatti che gli psico-neurologi non si fidino del primo buffone che sale sul palco e dice che può far regredire chiunque alla sua vita precedente: vogliono prove, ‘sti antipatici…

Il dottor Eduardo Almada e la sua grande invenzione: il “cerchione”

Dopo lunghi secondi di ricerca, Almada trova finalmente il soggetto talmente idiota da prestarsi all’esperimento: sua moglie Flor (Rosita Arenas), che sapeva benissimo della ricerca del marito da anni eppure ha aspettato l’ultimo secondo per proporsi.

Continua… a fissare… il cerchione…

Sottoposta ad un pericolosissimo e complicatissimo esperimento in cui deve guardare un cerchio che gira – vi viene in mente qualcosa di più pauroso? – la povera donna torna indietro a quando era una vergine sacra azteca, Xochitl.

L’accurata e meticolosa ricostruzione di una città azteca

Si sa come va a finire con le vergini sacre: un mandrillone riescono sempre per trovarlo. E il mandrillone ha in testa le piume più alte della città, quindi era davvero impossibile resistergli.

A bella, hai visto quanto ce l’ho grosso… il cappello?

Un’eterna mezz’ora di film ci mostra riti e balli aztechi, con un’accuratezza storica che farebbe piangere Roberto Giacobbo, poi inizia un’altra eterna mezz’ora in cui i nostri eroi – un’accozzaglia di personaggi buffoneschi come non se ne vedevano da anni – vanno nelle piramidi azteche a cercare non si sa che.
Superate le fenomenali misure di sicurezza – un cancelletto di dieci centimetri – inizia infatti una lunghissima camminata sulla parete della piramide. Secondo voi degli attori quanto a lungo possono camminare su una stradina di due o tre metri? Qui camminano per mezz’ora, battendo ogni record di resistenza dello spettatore.

E sbrigatevi, che mi s’ammosciano le piume!

Dopo tutto questo, dopo aver esplorato la piramide di polistirolo, alla fine giungono a un saccottino di carta che non si capisce che cacchio sia, Flor dice «Ho paura» e d’un tratto si torna tutti indietro, anche piuttosto velocemente.
Ma perché passare la giornata ad entrare in una piramide egizia solo per poi tornare indietro del tutto a cacchio? Se lo chiede la mummia che fuoriesce dal saccottino di carta, e dopo millenni di sonno esclama: «Uè, ma siete pirla?»

Non un modo comodo di passare i millenni…

Il viaggio comunque non è stato infruttuoso: in nome della scienza il dottore s’è portato via un pettorale azteco tutto d’oro. Cosa non si fa per la ricerca psico-neurologica…
Mentre il Pipistrello mascherato ordisce piani per rubare l’oro (ma non pensava agli esperimenti immorali?) la mummia va a casa del dottor Almada e inesorabilmente riconosce nella mogliettina l’antica Xochitl, di cui era innamorato quando aveva le penne lunghe in testa.
La trama si fa talmente immorale che mi rifiuto di scrivere oltre…

Una foto dello sceneggiatore a fine lavoro

Il risveglio della mummia non è un film brutto (magari!) è semplicemente un film stupido che travalica la sopportazione che un Zinefilo ha di solito verso i film stupidi. Sembra una robbetta per ragazzini con il solito personaggio fifone alla Scooby-Doo, ma poi cerca di ricreare atmosfere da film Universal senza averne la minima facoltà.

Ma il crocifisso funziona pure con le mummie?

È un film che in Italia era giustamente dimenticato: perché andare a risvegliare il sonno delle mummie stupide?

L.

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19 risposte a La momia azteca (1957) Il risveglio della mummia

  1. Conte Gracula ha detto:

    Ora sono curioso sull’immoralità della trama: sappiamo che la mummia non può essere andata a Uomini e donne a sedurre la tronista Flor, perché quel programma era ancora solo un incubo nella mente della De Filippi, ma così non so più cosa immaginare…

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  2. Kukuviza ha detto:

    Oddio mi sono capottata al leggere della mummia che dice “uè, ma siete pirla?”
    Adesso sta scena la vorrei veramente vedere, per dire la battuta sarebbe stato perfetto Guido Nicheli.
    Ma alla fine ci sono quindi due mummie? Quella del saccottino del mulino bianco e poi quella del tizio piumato?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ la stessa! In pratica il film scopiazza il plot classico della Universa: il cappello pennuto si spupazza la vergine sacra e viene mummificato insieme a lei, risvegliandosi quando i protagonisti entrano nella piramide. Ma davvero ti sconsiglio la visione: è un film dalla stupidità altamente fastidiosa 😀

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  3. Cassidy ha detto:

    Ho inventato un grande cerchio, ho deciso di chiamarlo, il “cerchione”! 😉 Non so se mi fa più ridere il Dottor Male Almada oppure il Batman messicano, magari la mummia (o momia) si sarà pure risvegliata, ma con una storia così ad addormentarsi sarà il pubblico 😉 Cheers!

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Ma poi ti dedicherai a tutte le storie do Scooby-Doo con una mummia?

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  5. Giuseppe ha detto:

    Mah, più che terrificanti, io queste mummie azteche le ho sempre trovate incredibilmente e involontariamente comiche: forse mi farebbe bene una seduta dallo psico-neurologo (col cerchione certificato) 😛
    Flor: “Ho paura”
    Mummia: “Anch’io. Visti gli esperimenti che fate, ho paura che siate proprio tutti dei pirla. E adesso me ne torno nel polistirolo, che tanto nemmeno Giacobbo si interessa a me”
    El Murcielago: “Adesso, dovrei provare a innestare i soldi che questo film non riuscirebbe a incassare onestamente direttamente nelle mie tasche…” 😉

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  6. Denis ha detto:

    C’è più trama inquesto match di wrestling della WcW .The Giant(il futuro big Show) e Hulk Hogan senza i baffi e vestito di nero si affrontano sul tetto del palazetto alla guida di di due Monster Truck!Hogan butta giu the Giant dal tetto!.
    Hogan e sul ring ma vede tornare anche The Giant sopravvisuto al volo ! accompagnato da Kevin Sullivan ,comincia un match lento e stastico,Sullivan alla fine chiama i rinforzi arriva il wrestler preferito di Lucius The Yeti anche se in realtà e vestito da mummia assieme the Giant applicano la sleeper hold anche se per il povero Hogan sembra un threesome!
    Guardalo ti prego e il match di culto per lo Zinefilo

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  7. Pingback: The Mummy (1959) Il ritorno di Ananka | Il Zinefilo

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