Fireball (2009) Muay Thai Dunk

Continua l’omaggio a Cassidy, noto grande fan della pallacanestro a cui dedico questo ciclo di post su film che trattino l’argomento.

Erano anni che volevo vedermi questo film, ma non si trovavano sottotitoli buoni e il thailandese proprio non lo mastico. Me lo sono dimenticato presto, sono onesto, ma dopo il basket cinese a questo punto ero davvero obbligato a gustarmi quello thailandese con Fireball.
Il film è ovviamente uscito in Francia e Germania – paesi storicamente appassionati di cinema marziale – e altrettanto ovviamente è inedito in Italia.

Titolo figo, film un po’ meno

Scritto e diretto da Thanakorn Pongsuwan, che a quanto pare “bazzica” il mondo dell’action, parla del losco mondo del basket marziale illegale… che detta così in effetti sembra un po’ strano, ma è davvero la trama del film!
Il giovane Tai (Preeti Barameeanat) scopre che Tan – che non ho capito se è il fratello, l’amico o che so io – è in fin di vita perché bazzicava i bassifondi della pallacanestro (!) e ora, per vendicarsi e punire i colpevoli, vuole seguire lo stesso percorso per capire cos’è successo all’amico/fratello/conoscente.

La faccia di un giocatore di basket in cerca di vendetta

Tai – dando il falso nome di Tan – viaggia sempre più in giù nei bassifondi fino a fare un “provino” di basket con il capitano Zing (9 Million Sam: immagino sia uno pseudonimo!), reclutatore di un boss locale.

Il capitano della squadra lo riconosci dal sangue…

Passato il provino, Tan può entrare nella squadra del torneo di basket marziale che sta per iniziare. Le regole del gioco sono le stesse, con una piccola differenza: per vincere basta segnare un canestro. Perché le botte sono così tante e così dure, che non sarà facile arrivare a quell’unico canestro…

Qualcosa mi dice che questo basket è un po’ diverso dal solito

Quello che inizia è un film assolutamente caotico e confusionario. Gli ingredienti sono giusti: ottimi atleti, location da bassifondi molto convincenti, un’ottima fotografia – che rende alla perfezione il torrido calore da paese tropicale – e un montaggio serratissimo. Eppure c’è qualcosa che non va, qualcosa che rende molto faticosa la visione.
Il difetto più evidente è una pessima costruzione delle scene d’azione, che in pratica ricoprono il 90% del film: sono adrenaliniche ma con un montaggio talmente forzato che alla fine… non si capisce una mazza!

Non conosco bene le regole, ma questo mi sembra fallo!

Il basket marziale è una bella idea, la squadra che per allenarsi gioca a ruba-palla per un intero quartiere di case popolari è una scena divertente, gli scontri sui campi di basket più terrificanti di sempre ci sta e sono fatti bene. E allora dov’è il problema? È che è tutto adrenalinico, è tutto pompato a tale velocità che non c’è mai un secondo per capire chi siano i personaggi: è solo un rutilante tornado di calci e pugni che non si capisce più chi li dia e chi li riceva.

Questo sui campi dell’NBA non lo vedrete mai…

Sono un fan delle lunghe scene di combattimento, ma a forza di cavi volanti e multi-tecniche da diecimila pugni l’una… è solo da mal di testa!

Ecco perché i canestri si fanno di corda…

Diciamo che in questi anni che mi sono fatto sfuggire Fireball non mi sono perso niente, il grande cinema thailandese d’azione è davvero ben altro, ma mettiamola così: è un filmetto molto utile per capire quanto siano grandi personaggi come Prachya Pinkaew o il compianto Panna Rittikrai. Geni visivi che hanno saputo fare molto di più con molto meno.

L.

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9 risposte a Fireball (2009) Muay Thai Dunk

  1. Conte Gracula ha detto:

    Ae non altro, pare che abbiano usato uno spunto usurato in modo un po’ originale…

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Film mai sentito e che non é proprio in cima alla lista dei “recuperare”, ma almeno é uno spunto originale per mostrare qualche bel calcio volante ben fatto.
    Però non mi sorprenderebbe che da qualche parte nel sud-est asiatico ci sia uno sport simile… magari le scritte in thailandese ad inizio film dicono “basato su fatti realmente accaduti”.

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  3. Denis ha detto:

    Peccato un’occasione sprecata come dice Hulk Hogan”meno e di più”

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  4. Cassidy ha detto:

    Può sembrare strano, visto che ufficialmente non si utilizzano in maniera attiva nel gioco, ma a basket i piedi sono fondamentali. Ecco, i ragazzi di questo film hanno trovato un uso alternativo dei piedi, tipo “parcheggiarli” in faccia ai loro avversari! la didascalia “Non conosco bene le regole, ma questo mi sembra fallo!” mi ha piegano in due dal ridere 😀 L’idea di un torneo illegale di basket marziale è anche figo, peccato poteva diventare il mio nuovo film preferito, grazie per la chicca questa rubrica continua a regalarmi gioie 😉 Cheers

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  5. cumbrugliume ha detto:

    Peccato, sembrava una meraviglia 😀

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  6. Giuseppe ha detto:

    A volte sfugge il fatto che troppa azione e buona/ottima azione non sono assolutamente dei sinonimi, e allora si finisce per non andare mai davvero a canestro (giusto per rimanere in tema)…

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