Celtic Pride (1996) Rapimento per sport

Continua l’omaggio a Cassidy, noto grande fan della pallacanestro a cui dedico questo ciclo di post su film che trattino l’argomento.

Devo ringraziare di cuore Cassidy per avermi fatto conoscere questo film, di cui ignoravo completamente l’esistenza: Celtic Pride, diretto da un tizio che passava di là dal nome Tom DeCerchio.
Uscito in patria il 19 aprile 1996, non ho trovato traccia di qualsiasi distribuzione italiana al di fuori di una VHS presentata dalla Buena Vista nel gennaio 1997, con l’aggiunta del sottotitolo Rapimento per sport: riappare in una rara edizione DVD dal 20 gennaio 2004.

Grafica deliziosamente sportiva!

Il 26 settembre 1995 si tiene l’ultimo evento del palazzetto dello sport Boston Garden: dopo quasi settant’anni di attività ne è stata decretata la demolizione, avvenuta però solamente nel 1998. Ora al suo posto c’è un parcheggio.
In quel 1995 Boston sta per perdere un pezzo del suo cuore tifoso, e questo è lo scenario perfetto per una storia di sport: dal giorno dopo quell’ultimo evento e fino al dicembre successivo viene girato questo film, una divertente commedia che non è altro che un omaggio ai tifosi della città. E rivolgersi ai tifosi paga sempre: con un budget esiguo di circa 200 mila dollari, nel primo weekend il film ne incassa 3 milioni. È la scoperta dell’acqua calda, ma… il tifo vende!

L’espressione rilassata di un tifoso…

Mike O’Hara (Daniel Stern) è un maestro di ginnastica in una scuola elementare, ma questa è solo la sua attività per pagare le bollette: Mike O’Hara in realtà è un tifoso a tempo pieno. Uno di quelli che vive per la sua squadra, tanto che la moglie non fa che chiedergli in continuazione di firmare le carte per il divorzio…

Che tifoso sei, se non hai un ditone?

Jimmy Flaherty (il mitico Dan Aykroyd) è un idraulico con un’attività ben avviata, ma anche qui la sua vera natura è ben altra: è un tifoso “succube”. Non è uno di quelli che strillano, bensì è uno di quelli che vanno allo stadio coi tifosi che strillano, così da fargli da spalla.

Due estremisti del tifo!

Mike e Jimmy assistono ad una partita decisiva in cui i loro amati Boston Celtics potrebbero già vincere il campionato contro gli odiati Utah Jazz. Anche perché il campione di quest’ultimi – Lewis Scott (un Damon Wayans in stato di grazia) – è noto per il suo egoismo per un gioco tutt’altro che di squadra. Lui prende la palla e va a canestro, fregandosene di tutto e tutti.

Non chiamatemi eroe… chiamatemi Damon!

Per un pelo i Jazz vincono e questo vorrà dire che i Celtics dovranno affrontarli di nuovo nell’ultima partita, che non è solo l’ultima di campionato: è l’ultima in assoluto, visto che dopo di questa il palazzetto dello sport verrà abbattuto.

Riprese dal basso per non lasciar capire la reale altezza di Damon…

Due tifosi come Mike e Jimmy sono disposti a tutto pur di aiutare la propria squadra, così quando trovano il campione avversario Lewis Scott a bere in un locale, la soluzione è quasi scontata: fare in modo che non giochi l’ultima partita.

Quale tifoso non lo farebbe?

Quello che ne segue è una divertente commedia leggera su due criminali improvvisati e pasticcioni, ma dietro questo c’è una forte critica contro i campioni che in fondo fanno tutto per soldi: della squadra, della maglia, se ne fregano, perché vincere significa solamente che gli sponsor ti pagano per fare stupide pubblicità.

Questo sì che è essere tifosi!

Il discorso è annoso e credo faccia parte integrante del tifo sin dalla notte dei tempi: i tifosi credono davvero che i campioni vincano perché amano la “maglia”, così ci rimangono male quando l’ovvia verità li colpisce in faccia. Che cioè si fa tutto per soldi. (Vivendo a Roma, dove l’unica religione è il Calcio, sento ogni giorno tifosi candidi parlare di “fede” in uno degli ambienti più corrotti della storia umana, secondo forse solo alla politica.)

Dài, che il basket è facile, vedete?

Celtic Pride è in fondo un film per famiglie così non esagera mai, limitandosi ad ottime gag leggere e a trovate deliziose, lasciando spazio per tanti buoni sentimenti. Non lo dico come critica, saper fare un ottimo piccolo film è impresa molto difficile e quindi va lodata la sceneggiatura di Judd Apatow, che in realtà fa il produttore ma ha un passato nella scrittura: ha co-creato il “The Ben Stiller Show” (1992) che aveva ottime sceneggiature, quindi tanto di cappello.
Damon Wayans rende alla perfezione il vanesio campione di basket, anche se è vistosamente il più basso in campo, e sa gestire molto bene il rapporto con i due comici protagonisti. Davvero un bel terzetto.

Non offenderti, Damon, ma sei il più basso in campo…

Insomma, ottimo piccolo film da riscoprire. Mi chiedo come mai non sia stato rifatto in Italia, in versione calcistica: sono sicuro che i fan avrebbero apprezzato!

L.

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22 risposte a Celtic Pride (1996) Rapimento per sport

  1. Denis ha detto:

    Se ti ricordi l’avevo citato in un commento questo film è passato anche tv dove l’ho visto,infatti i giocatori in America si fanno pure pagare l’autografo 100-150 dollari,in Italia ridono del wrestling perchè e predeterminato ma sono onesti perchè e scritto nella sigla WWE(World wresting entertaiment) , vero i tifosi di calcio non accettano la realtà neanche nell’evidenza.
    Comunque Dan Aykroid in pratica e sempre stata una spalla

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Onestamente non l’ho mai visto… Anche quando è uscito qua nei commenti ho fatto mente locale ma: zero assoluto. Vediamo se in qualche maniera riesco a recuperarlo perché mi pare il classico film da domenica pomeriggio senza pretese.

    Spunto interessante in chiusura del post. Prendere il soggetto di un film low-cost come questo, adattarlo/localizzarlo per l’Italia con due comici che rapiscono un calciatore famoso (interpretato da un attore! Non un calciatore che recita per carità!). E di contorno fanno camei VERI calciatori, VERI giornalisti sportivi o conduttori tv (che danno il ricavato in beneficenza). Ecco che uscirebbe un prodotto facile e pure “economico” che sarebbe decisamente più originale e divertente dei vari cinepanettoni.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Scusa, ma che differenza c’è fra un attore italiano e un calciatore che recita? 😀 😀
      Scherzi a parte, gli italiani “remakano” un sacco di film, questo sarebbe proprio perfetto…

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      • Zio Portillo ha detto:

        Bella risposta! 😃 Dai, qualcuno di bravo c’è. Magari non si abbasserebbe a fare un film così quindi i due rapitori sarebbero Boldi e De Sica al 99%. Un milanista e un laziale che per un motivo o l’altro rapiscono Totti prima della partita scudetto Roma-Milan, ultima di campionato. Se questo commento lo legge De Laurentis il prossimo anno abbiamo “Natale nel Pallone”. Incasso: 30 milioni di euro facili facili.

        Polemica da due soldi che apro e chiudo in poche righe. De Sica… De Sica mii fa inc@zzare che non hai idea! Ho capito che i filmacci natalizi ti pagano le bollette ma, Dio mio, alterna! Ha fatto “Il figlio più piccolo” di Avati ed è stato bravissimo in una parte drammatica, segno che sa recitare bene se vuole. E poi… Più nulla. Solo film da quattro soldi dove fa sempre le solite battute, i soliti siparietti, le solite gag da 30 anni. Ma perché? È messo così male a livello economico? Boh…

        Chiuso lo sfogo del lunedì mattina.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Se star interzionali si ritrovano ad essere piene di debiti e quindi costrette a fare tonnellate di film inutili in cui fanno di tutto tranne che recitare, figuriamoci De Sica!
        Appena si diventa famosi scatta il delirio di onnipotenza e si comincia a vivere al di là delle proprie possibilità: un tenore di vita che risulta ingestibile al primo flop al botteghino. Vizi privati, familiari da mantenere, e milel altre cose ti costringono a cercare il successo facile. Se questa condanna tocca a star di Hollywood, non stupisce certo che capiti ache da noi…

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Cerco di recuperarlo anche io! Grazie per lo spunto! 🙂

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  3. Vincenzo ha detto:

    cavoli che dritta questa, ovviamente non posso perderlo con l’avatar che mi ritrovo 😀 😀
    grazie per la segnalazione!!

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Lo spunto è carino. Rifatto in Italia, col calcio, mi farebbe paura… -_- ‘

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  5. Cassidy ha detto:

    Felicissimo di averti consigliato bene 😉 Non è un capolavoro, ma un film molto azzeccato che sfrutta bene la passione dei Bianco-Verdi. A Boston non ha portato fortuna demolire il leggendario Boston Garden, prima di tornare a vincere nel nuovo palazzetto sono passati 21 anni.

    Sono anche molto contento che il film di sia piaciuto, Damon qui si atteggia da Michael Jordan arrogante i ruoli “sportivi” gli portano bene, mentre Dan Aykroyd è il più grande talento del mondo, anche nel capire quando deve fare l’assist facendo segnare il suo compagno, per restare in tema cestistico 😉

    Non ho mai capito una cosa di questo film, perché scegliere come rivali gli Utah Jazz e non puntare al bersaglio grosso, ovvero fare di Damon la super star degli odiati (loro sul serio) LA Lakers, forse non volevano alimentare troppo i fan dei Celtics 😉

    Penso che farse una versione calcistica sarebbe l’unico modo per renderlo visibile questo film, complimenti per essere riuscito a scovarlo! Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Forse in quel caso la morale del rispetto per l’avversario non avrebbe funzionato: se il tifo è troppo forte, magari gli speettatori si aspettavano del sangue, non l’amicizia 😀
      Grazie per le info cestistiche, che ignoravo 😉

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      • Cassidy ha detto:

        In effetti questo è vero, con un giocatore dei Lakers il film sarebbe diventato subito splatter 😉 Per altro La mania tutta americana di buttare giù i palazzetti e ricostruirli di solito a poca distanza dall’originale non è mai passata, la stessa sorte è toccata allo “Spectrum” di Philadelphia, che per altro oltre aver visto i voli sul campo di Julius “Dr. J” Erving, era anche una storica arena per concerti dove hanno suonato davvero tutti i più grandi. Sono gli unici americani che abbiamo, tocca tenerceli così. Cheers!

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  6. Cumbrugliume ha detto:

    mai visto, ma sembra una di quelle commedie simpatiche che fa sempre piacere rivedere, quindi alla prima occasione… 🙂

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  7. Giuseppe ha detto:

    Temo proprio di non averlo mai visto… quindi sarà meglio che lo recuperi, prima che qualcuno voglia farne un remake nostrano con Boldi e De Sica al posto di Stern e Aykroyd 😀
    P.S. Magari il campione la “ama” anche, la maglia, basta solo che sia griffata 😉

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