Fallout (1999) Missione mortale

Ci sono serate in cui la TV ti regala oro scritto con la Z maiuscola. Come per esempio sabato 29 luglio 2017, quando la sempre generosa Italia 7 Gold ha trasmesso un film distribuito in Italia dal simbolo stesso della bojata: One Movie.

One Movie e 7 Gold: accoppiata letale!

Con il grande onore di avere fra i produttori Ashok Amritraj – che ha iniziato la sua carriera con Il colpo segreto del ninja (1985) – ecco dunque Fallout, trasmesso in Italia anche con il titolo Missione mortale.
Uscito in patria in un vago 1999, il DVD One Movie e 01 Distribution arriva in Italia dal 19 luglio 2006.

Con così tanta Z, è naturale una fuoriuscita radioattiva!

Siamo nel futuro, e precisamente il 20 marzo 2015 (!), quando in Tagikistan esplode una rivolta che spinge la Russia ad intervenire con duecento carri armati. (Temo che la superficie totale del Tagikistan possa essere interamente ricoperta da così tanti carri armati, non lasciando spazio per i cittadini!)
I profughi fuggono nell’Uzbekistan, che uno dice “ah, quanto mi sento adesso sicuro nell’Uzbekistan”. Durante tutto questo, il mondo si chiede allibito: che cacchio c’entra ‘sta premessa con un film di fantascienza?
L’unico “aggancio” sembra essere il fatto che il Tagikistan è la patria di nascita del capitano Federov, astronauta interpretato da… è lui o non è lui? Cerrrrto che è lui: il nostro mitico Frank Zagarino!

ahahahahah ma non può essere una cosa seria!

Federov è a capo di una missione per raggiungere la stazione orbitante Gateway e procedere a delle riparazioni, ecco perché si aggrega all’ultimo momento la scienziata Amanda (Teri Ann Linn), che cerca di dire cose da scienziata senza alcun criterio.
Peccato che gli scopi scientifici dovranno rimanere del tutto secondari: appena giunti a bordo, Federov prende in ostaggio la nave insieme ad altri tagiki infiltrati.

Come vede, in questa stazione orbitante è pieno di tagiki

I rivoltosi vogliono che gli Stati Uniti convincano la Russia a ritirare i carri armati dal Tagikistan… e allora perché non andare a ricattare la Russia direttamente? Diciamo che neanche a metà film già la sceneggiatura è bella che svaccata.

Tagiki nello spazio!

Ma tranquilli, che ci si riprende subito. Servirebbe infatti qualcuno che raggiungesse velocemente la stazione orbitante, usando una nuova tecnologia ancora sperimentale; qualcuno disposto a rischiare la vita per una missione assurda; qualcuno che abbia vero grasso americano ad ostruirgli le arterie. Insomma, servirebbe qualche vero Baldwin a risolvere la situazione. No, non “quel” Baldwin: stavolta c’è Daniel Baldwin.

Ah biondo, la mia famiglia fa molti più filmacci di te!

Sentendosi d’un tratto Roger Moore nel capolavoro Piattaforma Jennifer (1980), Baldwin parte insieme a pochi uomini d’azione per avvicinarsi di nascosto a Gateway.
Intanto lo sceneggiatore Chris Bremble – che in realtà di mestiere fa il tecnico degli effetti speciali – dimostra tutta la sua vecchiezza mettendo in bocca ad Amanda una battuta ridicola. La donna infatti dice sarcastica che non potrà “telefonare” alla Nasa perché di certo Federov non le darà un gettone: un gettone? Nel 1999? Mi sa che lo sceneggiatore è un falso giovane…

Baldwin che cerca di capire la sceneggiatura del film

Gli addestratissimi uomini d’azione, come capita sempre in questi casi, muoiono come babbei nel giro di tre secondi: le speranze del mondo sono tutte nelle mani del solo Daniel Baldwin!

Fidatevi di me: ho sangue Baldwin nelle vene!

Immaginate quest’omone che si infila in una piccola stazione orbitante: come fa a passare inosservato? Comincia così un ridicolo rincorrersi nei cunicoli fra Baldwin e Zagarino che dura mezzo film. Ragazzi, sarà grande dieci metri quella stazione, ma come fate a non incontrarvi mai?

Fermo, o ti sparo col pistolino!

Girato tutto in penombra per non rivelare gli sghignazzi degli attori, Fallout è esattamente il filmaccio che sembra, tipico prodotto televisivo anni Novanta impreziosito della vacua espressione assente dei due titanici protagonisti: solo i primi piani di Baldwin e Zagarino valgono la visione!

Chiudo con un omaggio a “Doppiaggi italioti“.

Lo spazio non è abbastanza grande per Daniel Baldwin!

L.

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17 risposte a Fallout (1999) Missione mortale

  1. Willy l'Orbo ha detto:

    Ma come? Recensisci un film del ’99 con Zagarino? Mi stai rubando il lavoro???
    Sono indignato :.-) 🙂 🙂

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Daniel Baldwin, Zagarino, USA, Russia, Tagikistan e pure “Piattaforma Jennifer” tutto condensato in un’unica recensione?!?! Fortuna che questo post l’ho letto da seduto altrimenti…

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Che storiona! Adesso faccio il pieno di gettoni e telefono a tutti quelli che conosco per pubblicizzarlo!

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  4. Cassidy ha detto:

    Solo con le manovre alla Risiko iniziali sono morto dal ridere, mi immagino il cartello “Benvenuti in Uzbekistan capitale mondiale del sentirsi sicuri” 😀

    Daniel Baldwin è titolare di un record, quello di riuscire ogni volta che compare a farmi pronunciare la stessa identica frase: “Minchia com’è ingrassato Alec Baldw… Ah no è Daniel” 😉 Se il risultato sono tuoi post così, spero che la collaborazione One Movie/7 Gold sia lunghissima! Cheers

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  5. Denis ha detto:

    Mamma mia il faccione di Baldwin lo vedono anche dalla Luna,piuttosto mi riguardo Moonraker,sembra dai nomi del doppiaggio che Daniel ha lo voce di Arnie e Robocop

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  6. benez256 ha detto:

    Beh qui si raggiunge il top del top. Se già i film con Stephen Baldwin erano spazzatura, quelli con Daniel Baldwin non possono che essere discariche a cielo aperto! Ma cavolo Baldwin invece di fare 400 figli tutti schiappe non ne poteva fare solo uno impegnandosi un po’ di più??? P.S. devo ricominciare a guardate 7Gold…

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  7. Giuseppe ha detto:

    Con “qualcuno che abbia vero grasso americano ad ostruirgli le arterie” mi sono letteralmente ribaltato 😀 E, vista la stazza di Baldwin, ho l’impressione che a Zagarino sarebbe rimasto ben poco spazio per muoversi su quella stazioncina (all’incirca lo stesso spazio rimasto ai Tagiki con duecento carri armati sul terreno)… riguardo ad Amanda, la sua presenza era fondamentale per effettuare le riparazioni con un minimo di criterio scientifico: avrà individuato subito il problema nell’oscillatore basculante biometrico ad alternanza metafasica, il cui modulo secondario ad alimentazione ibrida subnucleonica causava disfasie gravitazionali capaci di piegare lo spaziotempo e alterare e ricombinare i legami intermolecolari a interazione dipolare anodizzata sulla superficie dei metalli, applicando un coefficiente di curvatura eccessivo e deformando così i gettoni rendendoli di fatto inservibili per telefonare alla NASA dalle cabine telefoniche della stazione orbitante 😛

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