Hologram Man (1995)

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

Regista… Richard Pepin, già autore di “capolavori” come Firepower (1993) e Cyber Tracker (1994). Attore protagonista… Joe Lara, esattamente… protagonista. Titolo… Hologram Man. [Il film è uscito in Italia in una VHS Fox Video ormai dimenticata: in pratica, al di là di Willy… nessun altro italiano ha possibilità di vederlo doppiato! Nota etrusca.]
Ora, dopo queste nozioni-base, non sentite spirare forte, dentro di voi, un amabile vento che sussurra dolci parole come «anni ’90…», «immondizia all’ennesima potenza…», «danni permanenti alla corteccia cerebrale…»? Ce l’avete ben presente, vero? Ma il sottoscritto non si scoraggia di certo, anzi. Mi carico a mille, assumo dosi invereconde di patatine e birra per ottenebrare la parte più lucida delle mie facoltà mentali e parto con la visione. Che Dio me la mandi buona.

John Amos e Joe Lara, la più improbabile coppia di sbirri…

Hologram Man inizia con la più classica delle sparatorie, con la più classica orgia di esplosioni e con la più classica coppia di sbirri composta da Decoda (Joe Lara) e Wes Strickland (John Amos). E qui… colpo di genio di Pepin: accortosi forse di un incipit poco appariscente, piazza subito dopo una lunga, bollente ed immotivata scena di sesso. I due ciulano in ogni posizione e solo più tardi veniamo a sapere che il “lui”, “l’uomo che monta”, è il terrorista Slash (Evan Lurie), antagonista del film. Credo, senza dubbio, che questa sequenza sia la vetta più alta della carriera registica del nostro, diamogliene atto.

Slash (Evan Lurie) che fa Splash…

Proprio Slash progetta un attentato contro il governatore e per questo sequestra un autobus i cui occupanti, in preda al terrore, esibiscono recitazioni modalità Maccio Capatonda; non solo, il cattivo, per avvalorare il suo status, mentre si reca sul luogo del misfatto si schianta contro una fermata del bus stesso per mietere vittime tra i passeggeri in attesa. Così, tanto per fare. Uscendo indenne dallo schianto. Chiara l’assurdità della scena?
E che dire del “geniale” piano di attacco al governatore? Mentre la parata di auto del celebre politico procede, un terrorista travestito da vecchina, si piazza in mezzo alla via bloccando il flusso del traffico: peccato che la strada abbia millemila corsie per cui sarebbe bastato girare qualche centimetro per evitare l’intoppo. E invece no: panico totale, tutti fermi, datemi un’anziana signora e vi solleverò il mondo. Boh.

Come si scende da ‘sto cazzo di autobus?

Comunque ogni sequenza che vede protagonista Slash è (involontariamente) spassosa: dopo un lungo inseguimento questi, ucciso il governatore, ha sotto tiro Joe e collega, tra l’altro disarmati. Ebbene, invece di farli fuori, decide di giocare alla roulette russa e quando gli viene fatto notare, prove alla mano, la sua strabordante pazzia, il nostro replica «Qualche volta posso essere stato frainteso ma non sono pazzo». Ah, allora.
In ogni caso viene catturato da Decoda (che poi… che nome sarebbe???), mentre Wes fa una brutta fine, e quando lo giudicano per i reati commessi ricordano, tra i suoi soprannomi, quello di… “Vlad la bestia”. Gente, quest’uomo è un mito. E nel momento in cui viene condannato a una detenzione di 5 anni in uno stato olografico, comprendiamo, in un sol colpo, il motivo del titolo e che la pellicola è ambientata nel futuro; ma il fatto che questo secondo particolare emerga a mezz’ora dall’inizio del film, non è un po’ anomalo?  Direi di sì.

Effettoni specialoni!

Intanto il nostro antagonistico idolo viene fatto evadere dalla sua banda…a proposito! Ne vogliamo parlare? La gang criminale è composta da Tommy Lister aka Zeus [quel Tom “Tiny” Lister jr. che si faceva chiamare Zeus nel film Senza esclusione di colpi (1989). Nota etrusca.], ovverosia l’uomo meno espressivo della storia, e da un lestofante che, nella traduzione italica, è stato reso “Occhio solo” (One-Eye): grazie, doppiatori nostrani, ci date sempre ENORMI soddisfazioni.
Nonostante i cattivi assomiglino a una combriccola di circensi, Joe Lara non ne azzecca una che sia una: con lui presente sono morti miriadi di poliziotti compreso il collega, è stato ucciso il politico di cui costituiva la scorta e il cattivone-principe è evaso dal carcere oltretutto sotto forma di ologramma quindi quasi invincibile e capace di “sparare” scosse elettriche. Tuttavia, il penoso stato di servizio del nostro è coerente col suo viso, nel senso che, anche in quella “sede”, non azzecca nemmeno una piega facciale che possa far pensare ad un attore quantomeno decente.
Chiuderei la questione tramite le parole con cui Slash (ribadisco: idolo) definisce i suoi avversari: “sfintere intellettuale”. Clap, clap, clap.

Quanti neuroni avrà in testa Tom “Tiny” Lister jr.?

In un lungometraggio ove la bontà degli effetti speciali latita, ci sorbiamo pure una sequenza di sparatutto 3D quando il protagonista si addestra alla lotta “olografica”: a Doom non piace questo elemento. E c’è da capirlo. Nel frattempo l’antagonista, non si sa come, acquisisce anche la capacità di assumere forme diverse (e poi? Super Saiyan?) e, usando il fucile a mo’ di mazza da baseball, scaraventa le sonde della polizia contro i grattacieli facendoli esplodere. Esattamente. Siamo al delirio.

Che tocca fa’ pe’ magna’…

Evidentemente un sempre più fallimentare protagonista avrà un solo modo per contrastarlo: farsi quasi ammazzare e diventare un ologramma anch’esso. Scommettiamo che andrà proprio così? Joe Lara: l’eroe più efficace da morto deambulante che da vivo e vegeto. D’altronde, cosa aspettarsi da un film targato Richard Pepin: il regista più efficace nel girare immotivate scene di nudo che non nell’imbastire una qualsivoglia trama. Lunga vita, emulo di Riccardo Schicchi. Lunga vita.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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31 risposte a Hologram Man (1995)

  1. Zio Portillo ha detto:

    Un po’ “Sotto Shock”, un po’ “Arma Letale”, un po’ “Speed”, un po’ “Il Tagliaerbe” e un po’ “Minuti Contati”. Frullare tutto con aggiunta di qualche scena soft porn gratuita e uscirà questo capolavoro di serie Z. Non so se riuscirei a guardarlo però…
    Come sempre un applauso a Willy per il sacrificio!

    Piace a 1 persona

  2. Conte Gracula ha detto:

    Qualcuno chiami Jem e le Holograms per sconfiggere questo supercattivo!

    Piace a 1 persona

  3. Cassidy ha detto:

    Negli anni ’90 girava roba buona è l’unica spiegazione che riesco a darmi davanti a questo delirio 😉 Non so se sia più complicato per Willy scovare questi titoli, oppure guardarli, in ogni caso devo trovare il modo entro la fine della settimana di usare le parole “sfintere intellettuale” in una frase di senso compiuto durante la vita quotidiana 😉 Cheers

    Piace a 2 people

  4. Denis ha detto:

    Esiste il film di Jem e le Holograms,ma non è che Pepin voleva fare una copia di Virtuality quel film con Denzel Washington in cui il cattivo era un programma malvagio con le fattezze di Russel Crowe pre-fat e il regista e Brett Leonard quello de Il tagliaerbe ci ho preso Willy?

    Piace a 1 persona

  5. Denis ha detto:

    Insomma nelle misere produzioni c’erano spioni che passavano i soggetti ad altri per un crostino

    Piace a 1 persona

  6. Giuseppe ha detto:

    Pepin si dev’essere chiesto “meglio i protagonisti che sparano spesso o l’antagonista impegnato in scene di sesso?”: il resto, come si suol dire, è storia… che almeno fosse stata bella, la storia, ma questa fortuna non l’abbiamo avuta. Ecco, mi piacerebbe pensare all’intenzione consapevole dell’uso di una sottile metafora, tipo che essendo Slash un terrorista a tutto tondo allora sa far montare non solo la tensione, ma credo sia una cosa troppo intellettuale che mal si addice al livello strapiombante del film coraggiosamente affrontato (coraggio reale e non virtuale, sottolineo: non aveva nemmeno il vantaggio di essere un ologramma) da Willy. Un film in cui i neuroni non servono a granché, e del resto anche Tommy “Tiny” Lister/Zeus con quella dolorosa e intensa mancanza di espressione sembra interrogarsi sulla loro effettiva utilità (“Il nostro capo non ha mica usato i neuroni per ciulare…” No, in effetti quello che ha usato il tuo capo oltre ad essere qualcos’altro è anche perfettamente indicativo del livello generale di questo capolavoro: anzi, mi stupisce che quando -dopo la fase spara fulmini- è diventato mutaforma non abbia preso proprio quella forma lì. Sì, perché pure se forse l’abbiamo frainteso e lui non si crede pazzo, di certo rimane una gran testa di…), utilità che nemmeno il disgraziato “buono” Joe Lara sembra conoscere visto il suo complessivo miserevole stato di servizio: ecco, se uno come lui non fosse mai stato di servizio le cose magari sarebbe andate un po’ meglio, senza nemmeno la pirlata di farsi ologrammare a morte per battersi con un cattivo che, comunque, ha almeno l’onestà* di far capire al pubblico da dove se ne sia uscito l’intelletto necessario a scrivere una storia altrimenti decente. Dallo sfintere, appunto… 😀
    *Per via dello sfintere non potevo scrivere “onestà intellettuale”, a questo punto…

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  7. Pingback: Doomsdayer (2000) Il giorno del giudizio | Il Zinefilo

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