Blue Chips (1994) Basta vincere

Continua l’omaggio a Cassidy, noto grande fan della pallacanestro a cui dedico questo ciclo di post su film che trattino l’argomento.

Vi cito solo tre nomi: William Friedkin, Nick Nolte e Shaquille O’Neal… penso che non ci sia bisogno di aggiungere altro!
Dopo aver prodotto Chi non salta bianco è (1992), Michele Rappaport sente che ha ancora da dire sul mondo del basket, così prima di scomparire nel nulla fa in tempo a produrre un altro film sull’argomento: la Paramount Pictures lo aiuta a creare Blue Chips.

Ci sarà sicuramente una storia dietro questo nome, ma la ignoro….

Il film arriva in anteprima estiva italiana l’8 luglio 1994 e, dopo aver girato per arene estive, esce ufficialmente il 26 agosto successivo con il discutibile titolo Basta vincere.
Arriva in seconda serata su Italia1 venerdì 19 settembre 1997, ma già nel maggio del 1995 la CIC ha presentato la VHS: non esistono tracce di una qualsiasi edizione digitale italiana.

La tipica espressione di un coach felice

Il coach Pete Bell (un Nick Nolte più Nick Nolte che mai) è uno che ci mette anima e corpo nel suo lavoro, ma il basket universitario non è il mondo di fama e successo che i giovani sognano: i ragazzi bravi aspettano i ricchi ingaggi delle grandi squadre, quelle che poi li portano in TV, e di iscriversi ad un college per giocare nella sua piccola squadra non ne hanno proprio voglia.
Bell ce la mette tutta ma la squadra che allena – dell’università gestita da Vic (interpretato dall’ex campione Bob Cousy) – è piena di brocchi e deve inventarsi qualcosa per ottenere almeno un fuoriclasse.

Nel basket ci vuole cu…? Ci vuole cu…?

Trovato un ragazzo molto promettente – Butch McRae (Anfernee “Penny” Hardaway) – si presenta alla sua scuola insieme ai vari “avvoltoi del basket”, cioè tutti quei cacciatori (bianchi) di talenti (neri) che non vedono l’ora di portar via a poco giocatori promettenti.
Peccato che tutte le loro mire sul giovane Butch sono raffreddate dal preside scolastico, che sogna per i suoi studenti neri un futuro da uomini liberi, invece che scimmie ammaestrate al soldo della NBA. Un preside d’acciaio, dunque, che non poteva non essere interpretato da Louis Gossett jr., in un piccolo cameo.

Siete pronti ad affrontare il preside d’acciaio?

La chiacchierata con il rude preside è solo la premessa al viaggio di coach Bell, che passa in rassegna tutti i giovani promettenti di cui si ha segnalazione per chiedere loro se vogliano giocare per una squadra universitaria. Il problema però è convincere i genitori, che sognano le piogge di soldi degli sponsor e non ci stanno a vedere il talento dei loro figli “sprecato” in un college. Magari a fare roba inutile tipo studiare…
Insieme al bianchissimo Ricky Roe (Matt Nover), il coach porta tre ragazzi a fare una visita all’università: il terzo è un gigante che trova in Louisiana. Un certo Neon, interpretato dal titanico esordiente Shaquille O’Neal, pronto a conquistare il mondo dell’intrattenimento.

Mi ha seguito fino a casa: posso tenerlo?

Proprio quando tutti i personaggi sono presentati e la trama è “calda” per entrare nel vivo, il film si toglie la maschera e cambia direzione.
Scritto da quel Ron Shelton specializzato in film sportivi non sempre riusciti – da Tempi migliori (1986) sul football a Tin Cup (1996) sul golf – Blue Chips è un film che usa il basket solo come scusa, e Shaquille O’Neal come semplice “acchiappo” per spettatori che vorrebbero vedere del gioco sul grande schermo. Il gioco c’è, alla fine, ma è davvero secondario, e onestamente se parlassero di ping pong non cambierebbe nulla.

Riposatevi, ragazzi, che ora si fa della critica sociale

Il film parla del sistema, e quando si parla del sistema ovviamente questo risulta sempre corrotto. Senza regali e bustarelle non si trovano i giocatori buoni e senza giocatori buoni non si vince. Il coach Bell, come il tifoso medio, crede invece nel bel gioco, crede nello sport e nei suoi valori. E tutto questo non c’entra nulla con il business dello sport, fatto solo di corrotti e corruttori.
Magari serviva un regista come Friedkin per dirlo, ma a me tutto questo sembra roba talmente scontata che non capisco il motivo di farci un film: hanno scoperto che lo sport è corrotto? Uau, che shock!

Malgrado queste pose da “duro”, Shaq fa il puro dal cuore d’oro

Blue Chips scorre via bene e gli attori sono tutti bravi, ma rimane davvero poco dopo la visione, e non lo dico solo dopo averlo visto ora: già quando lo vidi all’epoca, in TV, mi lasciò totalmente indifferente. La faccia di Nick Nolte quando scopre che dove ci sono soldi c’è anche qualcuno che li fa muovere… boh, mi sembra ridicola. Per dire, è come quando scopri che un politico ha rubato: cosa ci sarebbe da stupirsi?

Facciamo finta di credere ai buoni sentimenti

Un film ben fatto e ben interpretato ma dalla sceneggiatura troppo “leggera” e con un messaggio ben poco incisivo. L’ho visto con piacere ma onestamente mi aspettavo molto di più dai nomi coinvolti.

L.

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38 risposte a Blue Chips (1994) Basta vincere

  1. Zio Portillo ha detto:

    Visto al cinema e credo mai più. Mi ricordo Nolte che faceva una sorta di Bobby Knight (allenatore/guru del basket liceale con atteggiamenti molto sopra le righe) e Shaq che era un genio ma voleva dimostrare che i college sono razzisti (o qualcosa di simile).
    Poco basket giocato, molte chiacchiere e un po’ di denuncia contro il malcostume dilagante in USA che ha un sottobosco di pagamenti o agevolazioni (tutta roba illegale) per accaparrarsi i migliori giocatori. Ma THE PROGRAM, che trattava lo stesso argomento ma è uscito prima, fu molto più incisivo e diretto.

    Vado a memoria ma mi pare di ricordare che le BLUE CHIPS sono le azioni delle aziende sicure al 100% nella borsa di Wall Street. Quelle cioè che daranno un rendimento sicuro senza alcun rischio. Credo che il titolo volesse intendere che Shaq è, nel film, una Blue Chips.

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    • Vincenzo ha detto:

      anch’io ricordavo le Blue Chips come segmento di borsa…
      comunque bella questa serie di film sul basket, ho una serie di titoli che mi aspetto di trovare, vedremo 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il film l’hai riassunto alla perfezione: complimenti per la memoria ^_^ Io ero convinto di non averlo mai visto invece, mentre la storia procedeva, mi si è rinfrescata la memoria e ho ricordato che non mi era piaciuto neanche all’epoca.
      “The Program”, che sei andato a ricordarmi! Ti ricordi che mare di polemiche che si tirò dietro? Per una scena di 20 secondi lo accusarono di istigare i giovani ad azioni pericolose e suicide, e questo portò un mare di pubblicità al film: quando l’ho visto mi aspettavo un titolo grondante violenza invece era un normalissimo film di denuncia.
      Comunque sì, diciamo che “Blue Chips” è la versione per basket ma soprattutto per famiglie di “The Program”…

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Non sarebbe male un remake, con la storia rivista alla luce delle didascalie: “mi ha seguito, posso tenerlo?” è meravigliosa!
    E anche le altre… XD

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  3. Cassidy ha detto:

    Il film di William Friedkin che persino i fanatici di William Friedkin etichettano come: «…Ah sì e poi ha fatto un film sul basket» 😉 Il film ha avuto di far giocare insieme Penny Hardaway e Shaq prima che diventassero davvero compagni di squadra agli Orlando Magic (la vita che imita l’arte).

    La tua analisi è corretta, a Friedkin il basket interessa sì ma il giusto, in “Cruising” ci portava nella scena gay di New York, qui ci porta negli spogliatoi puntando il dito contro il marcio del gioco. Il suo è il punto di vista “Bianco” (attraverso gli occhi del coach) sulla questione, mentre il punto di vista “Nero” sullo stesso argomento ci è stato fornito da Spike Lee in “He got game” che per altro ho lì da commentare da diverse settimane 😉

    Come diceva Zio Portillo, Nick Nolte enorme, qui fa la sua versione del grande (e incazzatissimo!) Bobby Knight anche se fisicamente è uguale a George Karl che da giovane poteva essere il fratello di Nick Nolte.

    La “Blue Chips” si riferisce alle azioni sicure della borsa, viene applicata a quei giocatori promettenti pronti a fare il salto di qualità magari andando proprio nell’NBA, potremmo tradurlo “Bella promessa” oppure “Futuro All-Star”. Gran pezzo anche questo, sarò ripetitivo ma mi fai cominciare alla grande il lunedì mattina, muchas gracias! 😀 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Sicuramente è una blande denuncia sociale ma se avessero cambiato il basket con qualsiasi altra cosa sarebbe stato lo stesso: non si sente alcuna “passione per il gioco”.
      Aspetto con ansia la tua rece su “He Got Game”, perché è un filmone che merita di essere trattato da un appassionato informato dei fatti ^_^

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      • Cassidy ha detto:

        Dici bene ed è forse la sua grande colpa, stranissimo perché Friedkin è un gran appassionato di pallacanestro, pensa che negli anni ’70 (traduzione: quando i suoi film facevano i soldoni) era arrivato a tanto così da diventare il proprietario dei Boston Celtics (storia vera). Qui secondo me si è concentrato molto sugli attori, problema è che ne ha davvero solo uno, Nick Nolte, bravissimo ma solo.

        La sceneggiatura è convenzionale in “Chi non salta bianco è” si sente molta più passione per il gioco. Però ti assicuro che questo è un cult tra gli appassionati di basket, anche solo per la presenza di Shaq, le facce da duro non le ha mai sapute fare, lui è un comico nato, poi grosso così non ha mai avuto bisogno di fare le pose da duro 😉 Devo solo trovare il tempo di mettermi a scriverla, è già pronta nella mia testa. Cheers!

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      • Zio Portillo ha detto:

        Comunque bello BLUE CHIPS, fenomenale HE GOT GAME, capolavoro assoluto HOOSIER,… Si, si,… Ma “O COME OTELLO” lo volete recensire o sono l’unico str*nzo trascinato al cinema dalla morosa?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ahahha che sei andato a ricordare! 😀 Credo che nessuno degli attori ricordi quel film, è stato volutamente rimosso da chiunque: questo lo rende perfetto per il Zinefilo ^_^

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      • Cassidy ha detto:

        “Hoosier” me lo pappo io, quello è un capolavoro assoluto 😀 “O come Otello” penso che qui oggi siano radunate tutte e tre le persone che lo hanno visto! 😉 Cheers

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Hoosier sicuramente me lo devo vedere perché non lo conosco, ma di sicuro ora il blog aspetta con ansia O come Otello! 😀

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      • Zio Portillo ha detto:

        HOOSIER, mio umilissimo parere, è IL FILM sul basket. Belli anche altri da COACH CARTER a GLORY ROAD, SAPCE JAM e tutto quello che volete, ma HOOSIER ce l’ho nel cuore. Guai a voi se ne parlate male!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahahah tranquillo, io non lo conoscevo nemmeno 😛 Se però poi lo vedo e lo trovo Z, che si fa? 😀

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      • Zio Portillo ha detto:

        Se lo trovi di serie Z hai il cuore di pietra! Mi vengono i lucciconi ogni volta…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahhah ora muoio dalla curiosità di vederlo 😀

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      • Cassidy ha detto:

        Hoosier, dovresti trovarlo come “Colpo vincente”. Gene Hackman che fa Gene Hackman al suo meglio. Dennis Hopper rovinatissimo e uno dei più bei discorsi motivazioni fatti bene (non quella roba smielata Hollywoodiana) del cinema. Se non ci trovi la Z è da vedere perché è un gran bel film 😉 Cheers

        P.S. Scusa per il post doppio!

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Visto…ne ricordo il giusto ma, ti prego, dimmi che qui Shaq recita meglio che in Steel!!! 🙂

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  5. Denis ha detto:

    C’è un cameo di Larry Bird nel film.
    He Got Game non mi ha preso più di tanto eppure cìè Denzel Washington,Ray Allen a cui daranno in soppranome proprio il titolo del film e come mignottone russo Milla Yovovic,quella denuncia dei college mi sembra una presa in giro tutti ci “mangiano” anche le presunte vittime del sistema insomma ti fanno trombare biondone,soldi a palate se non vuoi più studiare e colpa tua o no?l’unica sfiga vista molte volte nei film ,serial e se ti rompi il ginocchio e non studi hai chiuso.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Infatti fanno vedere che uno dei ragazzi talentuosi comprati a suon di bustarelle poi si fa male al ginocchio e, senza alcuna istruzione, torna a fare il contadino come il padre. Che non è una cosa brutta in sé, ma penso il messaggio volesse intendere che ti riempiono di soldi ma ti mollano appena hai dei problemi.

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      • Zio Portillo ha detto:

        Sai che sta scena non me la ricordavo proprio? Però adesso che l’hai citata mi è venuto un flash. Eppure c’era la stessa scena in THE PROGRAM. Vuoi vedere che veramente BLUE CHIPS è il remake di THE PROGRAM, annacquato, per famiglie, ma che a conti fatti è la stessa storia?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Niente di più facile, e mi sa che a questo punto – visto che ho la visione fresca del film di Friedkin – mi rivedo The Program così da fare un confronto 😉

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  6. Denis ha detto:

    In America e cosi tutto enfatizzato mi ricordo un documentario di Pif in America in una High school c’era pure li la hall of fame degli studenti migliori !

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  7. Mahatma K. B. ha detto:

    Sono quasi siacuro che sia uscito in dvd taaanti anni fa per la Universal, uno di quei dischi senza uno straccio di extra che buttavano nei cassoni del supermercato a prezzo contenuto e che uscivano di catalogo due giorni dopo.
    Sul basket ti consiglio un capolavoro assoluto, “Hoop Dreams”. E’ un documentario ma e’ uno dei film piu’ belli degli anni ’90. Imperdibile.

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  8. Giuseppe ha detto:

    Per averlo visto l’ho visto anche, ai tempi, e male in effetti non era. Ma, nonostante alcuni suoi pregi non si possano certo negare, non mi ha mai spinto più di tanto a rivederlo…

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