Shadowchaser (1992) Progettato per uccidere

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

Avrei voluto una love story con la più bella della classe… e invece, complici i miei tratti non proprio alla Brad Pitt, mi è toccata quella cozza con occhiali stile Filini e apparecchio per i denti rimembrante Hannibal Lecter.
Avrei voluto una carriera calcistica degna di Messi… e invece ho visto più panchine io che gli anziani alla ricerca di una comoda seduta quando inaugurano un nuovo cantiere da scrutare H24.
Avrei voluto un bel piatto di deliziosi tortelli… e invece mi devo sorbire le paste ormai rapprese da estrarre dalla pentola con un’unica forchettata a mo’ di immondo cupolone.
La vita è ricca di “avrei voluto” e quindi di rimpianti. Ma per uno Zinefilo incallito si aggiunge un ulteriore “avrei voluto” legato ai titoli farlocchi affibbiati a certe pellicole per farle confondere con i film quasi omonimi più famosi e, certo, dignitosi.

Un esempio? Avrei voluto vedere Programmato per uccidere con sua maestà Steven Seagal… e invece mi becco Progettato per uccidere (nell’originale Shadowchaser) con i giullari Martin Kove e Frank Zagarino. Così è la vita, la mia perlomeno; ergo, per solidarietà, non mi lasciate solo nel corso di questa recensione: necessito di qualcuno che mi tenga per mano.

Frank Zagarino in action

L’incipit si svolge in un laboratorio dove hanno appena creato un androide (Romulus) che ha le fattezze dell’attore che reca impressa la Z, come un marchio a fuoco, nel proprio cognome; qui a stupirci non è il fatto che l’automa fugga uccidendo tutti quanto piuttosto la seguente frase: «Funzioni cerebrali complete». Ma dai, stiamo o non stiamo parlando di Zagarino? Scommetto che un complimento così, attestante forme di vita nel suo cervello, non se l’era mai visto recapitare.
Ancora un po’ storditi ci spostiamo in un ospedale dove un infermiere di colore, tale Jackson [il mitico Ricco Ross di AliensN.d.R.], ci prova con tutte inanellando discorsi a dir poco sciupati e indossando occhiali da sole: esattamente, occhiali da sole al chiuso e in un ospedale. Se la “fauna” del film è di questo livello arrivo quasi a giustificare quella citazione di “funzioni cerebrali” attribuita a mastro Z. Così, quando l’androide cattivo penetra nel suddetto pronto soccorso con la sua nuova banda ammazzando chiunque e prendendo qualche ostaggio tra cui la figlia del Presidente (interpretata da Meg Foster), speri che faccia fuori il novello Valentino in men che non si dica: nisba, toccherà sopportarlo a lungo, mi sa.

Meg Foster e Martin Kove, un po’ confusi

Intanto interviene l’FBI nelle figure, tra gli altri, degli agenti, Whiteside (Raymond Evans), di carnagione nera, e Blackwood (Robert Freeman), di carnagione bianca: notato il gioco di parole? Simpatia alle stelle, vero? E non finisce qui: i nostri si recano in una crio-prigione (sì, siamo nel solito futuro non troppo lontano), scongelano un galeotto, nientemeno che Martin Kove, e questi, dopo mesi di ibernazione, formula d’acchito questa richiesta: «Me la offrite una birra?». Allora ditelo che siamo a “La sai l’ultima?”.
A onor del vero anche l’automa Zagarino strappa sorrisi di sconcerto: parla con voce deliziosamente robotica (e magari questo è un bene poiché abbassa il livello di recitazione richiesta al nostro), “libera” taluni ostaggi gettandoli, attraverso la finestra, da altezze atte allo sfracellamento subitaneo, spara sentenze indimenticabili come «La vita è semplice, o si vive o si muore». Eh, grazie al piffero, c’ero arrivato pure io.

Il Presidente Joss Ackland

Nel frattempo Martin Kove, liberato perché scambiato (per inverosimile errore) con l’architetto dell’ospedale, viene spedito nell’edificio, è l’unico a salvarsi dopo un agguato e rivela la sua vera identità: trattasi di Desilva, ex giocatore di football. Uau, androide vs giocatore di football: si profila uno scontro epico. Non a livello recitativo però perché Kove, pur non essendo Dustin Hoffman, rispetto a Zagarino è anni luce avanti… e non solo dal punto di vista alfabetico. Poi non è colpa sua se gli chiedono di interpretare personaggi con evoluzioni fantascientifiche, tipo da sportivo… a Rambo 2.0.

Martin Kove in tutto il suo splendore recitativo

Tuttavia si rivela un negoziatore indegno: quando l’antagonista minaccia di far fuori un altro ostaggio, il nostro, in collegamento radio, gli chiede di risparmiarlo infiorettando la sua richiesta con queste parole “stronzo”, “mi fai soltanto ridere”, “hai paura di me?”. Ovviamente l’ostaggio suddetto fa una brutta fine: complimenti al protagonista per il suo potere persuasivo!
Lo stesso protagonista, tra una sparatoria e una scazzottata, incappa nella figlia del Presidente la quale, prima di fuggire con lui, chiede di potersi cambiare e mettere i tacchi perché altrimenti sarebbe in condizioni orribili: ma per piacere, SPARATELA subito. L’errore grammaticale è chiaramente voluto perché il suo infimo livello fa rima con l’infimo sketch.

Meg Foster in action

Quindi: lei è antipaticissima, il personaggio di Kove non sprizza simpatia da tutti pori… stai a vedere che, sotto il profilo umano, il vituperato Zagarino è il meno peggio? Ed in effetti… innanzitutto si lancia in un monologo davvero convincente sulle motivazioni del suo agire (essere libero invece di un «soldato di latta sempre ubbidiente») concluso con questo avvertimento a quello sbruffone che gli ha dato la vita: «E se fosse la creatura a distruggere il creatore?». E poi ferisce gravemente quella zecca fastidiosa dell’infermiere di colore; non lo uccide, ma mi accontento.

Pertanto, mentre ci avviamo verso un finale invero con qualche chicca (anche trash, ma che ve lo dico a fare), vi svelo che avrei voluto, almeno una volta nella vita, apprezzare Frank Zagarino. Incredibile a dirsi… l’ho fatto! E voi ne siete i privilegiati testimoni. Evviva.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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– Altri post di Willy l’Orbo:

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37 risposte a Shadowchaser (1992) Progettato per uccidere

  1. Zio Portillo ha detto:

    Si, vabbè… Già Zagarino non è una cima come attore, facciamogli anche fare i robot e allora stiamo proprio freschi!

    Chiedo però a Willy e a Lucius: ma dove cavolo li pescate certi film? A Roma esistono bancarelle che vendono queste chicche di serie Z a giro continuo? Giusto per capire perché neanche Kove sa di averlo fatto sto film mi sa…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Magari ci fossero quelle bancarelle! Purtroppo questi film sono pura archeologia e quei rari collezionisti che li posseggono se li tengono stretti o li vendono a prezzi esorbitanti.
      Onestamente ignoro come faccia Willy ad avere in italiano questo film, che nel nostro Paese è rarissimo: a meno di non aver trovato una videoteca segreta, rimasta sepolta dagli anni Novanta, non mi so dare spiegazioni 😀

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Ahahaha, guarda ho dei fornitori di roba buonissima! (come si vede 🙂 )
      Così pare parli di spaccio di droga ma, in tema di prodotti che ti fanno sballare…siamo su quei livelli 🙂
      Comunque…pesco qua e là, bancarelle, ebay, film su youtube, altre aste “telematiche”…se uno cerca con pazienza su internet l’occasione arriva spesso…anche se non sempre a prezzi di favore!

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  2. Denis ha detto:

    Cattivo platinato e buono scongelato,Stallone ha preso spunto da Kove per Demolition Man non è bastato stenderlo sul tavolo in Rambo 2

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  3. Cassidy ha detto:

    Se ci fosse uno strumento per misurare il livello di facce da stronzi, Martin Kove e Meg Foster, insieme nello stesso film lo farebbero esplodere, sono due campioni del mondo in questa specialità 😉 Mettere la gente nel freezer è una delle specialità classiche dei film futuristici, ne abbiamo visti circa un milione così, da “Demolition Man” a “Jason X”. Grande Willy sempre un piacere tenerti la manina mentre rischi la vita con questi titoli 😉 Cheers

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Spero che ne facciano un remake con Super Vicky!

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  5. Evit ha detto:

    Come scambiare Terminators 2 per Terminator 2… no, aspetta, entrambi sono sequel apocrifi terrificanti! Ahah

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  6. Giuseppe ha detto:

    Ma come posso non tenerti per mano, Willy, visto che affronti la recensione di uno dei miei “miti” personali e cioè nientemeno che “Shadowchaser – Progettato per uccidere”? Uno dei rarissimi film in cui sono riuscito a non prendere sottogamba Frank Zagarino? E ti dirò di più: il suo Zagardroide Romulus dai modi spiccioli quanto la sua filosofia, qui, l’ho apprezzato anch’io! 😉 Tra l’altro, nel proseguimento di questa non granché seria serie più o meno cibernetica (a seconda del budget a disposizione di volta in volta, comunque sempre risicato. Come in questo primo capitolo, del resto, dove di Ricco c’è soltanto Ross) un cast del genere -Kove/Foster/Ackland/Ross- ce lo potremo scordare: già dal secondo sostituiscono Martin Kove con Bryan Genesse, a riprova di quanto dovessero essere complete le funzioni cerebrali di chi si occupava del casting…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E se fosse stato un Zagardroide ad occuparsi del cast? 😀 Comunque è vero, questo film vanta un cast di caratteristi da applauso!

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        …che poi forse è grazie a questo cast di caratteristi se il film in questione, pur se di serie Z e ovviamente trash, si segue (lo dico a bassa voce) abbastanza volentieri! Più di moltissimi altri perlomeno!

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Già quando ho letto Genesse m’è preso male…! Comunque non sai quanto mi faccia piacere trovare un uomo sulla Terra che ha visto il film e che, come me, vi ha apprezzato Zagarino con relativa filosofia di vita!!! 🙂

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  7. Pingback: Shadowchaser 1 (1992) Progettato per uccidere | Il Zinefilo

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