Hoosiers (1986) Trent’anni di Colpo vincente

Continua l’omaggio a Cassidy, noto grande fan della pallacanestro a cui dedico questo ciclo di post su film che trattino l’argomento.

Molti lettori me l’hanno richiesto a gran voce, e all’inizio non capivo che film fosse mai questo Hoosiers: boh, chi l’ha mai sentito? Poi Cassidy mi ha detto il suo titolo italiano e la memoria mi è tornata in vita, ricordando benissimo di averlo amato già quand’ero ragazzo.
Ovviamente è impossibile parlare male di un film che dovrebbe essere studiato a scuola, quindi questa per forza sarà una recensione atipica: niente Z, solo tanto cuore!

Giuro che non l’avrei mai riconosciuto con questo titolo

Uscito in anteprima californiana l’11 dicembre 1986, Gene Hackman stesso sbarca in Italia per presentare il film in anteprima nostrana – il 16 marzo 1987 con il titolo Colpo vincente – alla 42ª edizione del Festival di Cinema Sportivo di Torino, tenuto all’epoca al Palazzo a Vela.
Probabilmente l’arrivo nel nostro Paese di Hackman sarà dovuto al fatto che sua moglie Fay Maltese (all’epoca appena separata dopo trent’anni di matrimonio) era italo-americana.

Con due attori così, che altro volete da un film?

«La sceneggiatura mi è subito piaciuta», racconta Hackman al quotidiano “La Stampa” (15 marzo 1987): sceneggiatura che, ricordo, è scritta da Angelo Pizzo, nome che denota una “leggera” discendenza italiana. «Sono stato attratto dalla possibilità di descrivere le due facce del carattere della gente di quei posti: da una parte le meschinità legate alla vita di provincia, dall’altra l’entusiasmo e la capacità di raggiungere i grandi obiettivi».

Diciamo che siamo leggermente lontani dall’NBA

Arriva nelle sale italiane dal 15 maggio successivo rimanendo sempre in sordina.
Raiuno lo fa esordire in TV con una scelta davvero oculata: alle 14 di domenica 31 agosto 1990. Così non si corre il rischio che qualcuno possa vederlo…
La RCA Columbia lo porta in VHS dal 1988, ristampandolo poi nella mitica collana economica “Winners”. La Cecchi Gori lo porta in una strana e spoglia edizione DVD dal 2004.

Sei pronto ad andare su Raiuno di domenica pomeriggio?

Nel 1988 la mia famiglia era avida frequentatrice di videoteche: durante la settimana a cena si vedevano i telefilm registrati durante la giornata (così da “andare avanti” la pubblicità), ma il weekend era dedicato al cinema. Non esisteva alcun mezzo per informarsi sulle uscite in VHS e si era in totale balìa dei testi scritti sul retro delle locandine, quindi vi lascio immaginare l’enorme quantità di bojate assurde in cui si incappava.
La trama perciò aveva ben poca importanza, molto spesso ci si basava sull’istinto o più razionalmente sugli attori coinvolti: poche certezze accomunavano me, mio padre e mia madre, e il fatto che Gene Hackman fosse indiscutibile era una di queste.
Se c’era quell’attore nel cast, il film si affittava ad occhi chiusi. E questa “regola” non ci ha mai tradito, anzi ci ha permesso di gustare tutti grandi cavalli di battaglia del buon vecchio Gene.

Gene Hackman, il marchio di qualità di ogni film

Norman Dale (Gene Hackman) dopo anni passati in Marina diventa allenatore di basket di una piccola scuola di un minuscolo paesino sperduto nella campagna dell’Indiana, Stato in cui tutti giocano o fanno il tifo, nessuno escluso.
La vita in provincia è tosta e subito Dale si attira l’antipatia di tutti perché vuole allenare la squadra secondo i propri princìpi, ma lui tira dritto e vuole dimostrare che non importa se i giocatori non sono campioni o non hanno il colpo vincente: se giocano in squadra già questa è una vittoria.

Non bisogna essere patiti per apprezzare queste scene di basket

Quando sulla mia vecchia TV Blaupunkt vidi la VHS affittata di questo film, di cui non sapevo la trama, fu subito amore. Perché i patiti dell’HD, del 3D e minchiate varie spesso dimenticano che ciò che conta sono le storie: si vedono film per lasciarsi affascinare, innamorare, esaltare o anche solo intrattenere dalle storie. E Colpo vincente è una buona storia, pulita e fatta bene.
Sembra un piccolo film, e lo è, ma la Orion Pictures all’epoca sapeva il fatto suo e sapeva fare quello che in realtà è il compito più difficile al cinema: creare un buon film, anche se sembra piccolo.

Il mitico logo della Orion Pictures, presenza fissa di un’intera generazione!

Un attore eccezionale, due comprimari da applauso – Barbara Hershey nel ruolo dell’acida maestrina che poi si scioglie, e un titanico Dennis Hopper nel ruolo dell’ubriacone in cerca di redenzione – e una storia pulita e onesta: non serve molto altro per tirar fuori un film che scalda il cuore.

Un Dennis Hopper sempre intenso

Colpo vincente non farà fuochi d’artificio ma è un film onesto che non pretende d’essere il blockbuster dell’anno. Racconta la sua storia piena d’umanità ed emoziona fino alla fine.
Ah, e non serve essere appassionati di basket per rimanere inchiodati davanti allo schermo durante le belle scene di gioco…

L.

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29 risposte a Hoosiers (1986) Trent’anni di Colpo vincente

  1. Zio Portillo ha detto:

    Recensione che non fa una grinza e quindi solo applausi per Lucius che mette da parte, per una volta sola, la Z.
    Alla fin fine ci esaltiamo per un calcio volante di Adkins, ci gasiamo per una smitragliata di Schwarzy ma sotto tutta la scorza abbiamo un cuore di panna e al termine di HOOSIER abbiamo gli occhi che sudano forte.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ti ringrazio, ma ci sarebbe da parlare proprio del finale, che temo di non aver capito bene. Perché non si fa quello che il coach aveva previsto, che era più in linea con il concetto di squadra? Non ho capito la scelta finale…

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      • Zio Portillo ha detto:

        Scusami Lucius ma non ho capito la domanda. Mi chiedi l’ultima azione di Jimmy?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Mi spiace svelare il finale, quindi scrivo ALLARME SPOILER!
        Il coach dice ai ragazzi che l’ultima azione dovrà essere fatta in un modo, invece il campione dice “no, faccio tutto io”. Il coach fa ok e così succede. Perché ha accettato? Il coach parla di squadra e l’azione che aveva proposto era per dare occasione anche ad un altro, non campione, di lasciare il segno, invece è il “colpo vincente” che vuole ricoprirsi di gloria. Forse ho capito male, ma non mi so spiegare perché il coach, sempre risoluto, alla fine molli.

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      • Zio Portillo ha detto:

        Ora mi prendi alla sprovvista perché questo passaggio dell'”ammutinamento” non me lo ricordo proprio.
        Vedo se in giornata ho una mezz’ora per recuperare il finale. Altrimenti attendo Cassidy e vediamo che dice lui.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Di sicuro Cassidy saprà spiegare l’azione finale, anche dal punto di vista della strategia. Io ero più che convinto che alla fine sarebbe stato il nanerottolo a riscattarsi, invece si è preferito andare sul sicuro. Più di tutto, però, mi ha stupito il fatto che il coach non ha mai dato ascolto a nessuno per tutto il film, ha sempre voluto che fosse eseguito ogni suo ordine, così ordina di fare A… e invece uno dei giocatori dice “No, facciamo B”. E il coach dice “Ok, va bene”… Questa reazioen mi ha molto stupito…

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      • Cassidy ha detto:

        In effetti il Coach vorrebbe fare una giocata anche furba, tutti si aspettano il tiro della star della squadra, quindi disegna uno schema per un altro. Però alla fine il campione si “sente” il colpo vincente in canna e la squadra accetta la soluzione più canonica (che poi si rivela essere pure quella giusta) dal punto di vista cestistico ci sta far prendere il tiro più importante al tuo uomo migliore, ma più che altro secondo me il Coach accetta perché i suoi ragazzi sono una squadra vera, visto anche tutti i trascorsi da buon “papà” dà fiducia ai suoi nel momento più importante. Forse più poetica che pallacanestro alla fine 😉 Cheers

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Possiamo dire allora che accettare subito la proposta di un suo giocatore testimoni il livello di maturità del loro rapporto: mentre prima era il coach che guidava con pugno di ferro dei “figli” ancora inesperti, ora dà loro fiducia perché li vede più cresciuti (maturati).
        Però certo sarebbe stato più figo se a segnare il punto finale fosse stato il nanetto 😛

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      • Cassidy ha detto:

        Ho sempre interrpetato la scelta così, anche secondo me sarebbe stato figo e giusto far tirare il nanetto, ma poi si sarebbe perso il parallelismo con il personaggio di Dennis Hopper l’ex promessa sportiva che ai tempi sbaglio il tiro prima e il resto della sua vita poi. Il gran canestro di uno, diventa la vittoria corale di tutti ottenuta come squadra 😉 Cheers

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ah è vero, l’avevo dimenticato: giustissimo! 😉

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      • Zio Portillo ha detto:

        Sono riuscito a guardarmi al super-volo gli ultimi minuti. Non avevo tempo di buttare su il film e cercare il punto esatto così mi sono affidato a YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=Y7YeUUoY90M).

        Concordo con quanto scritto da Cassidy. Hickory recupera il pallone (si vede bene il raddoppio chiamato con la mano tra compagni di squadra) e poi chiamano immediatamente il time-out per giocarsi la vittoria sul 40 pari e palla in mano. Coach Hackman chiama uno schema ma la squadra non è convinta (tranne Jimmy che infatti è l’unico pronto a lanciare l’urlo-carica con il coach). E’ la squadra stessa che decide di affidare il “Colpo Vincente” al suo uomo più forte. Simbolo, per me, che il collettivo esalta il singolo. E Coach Dale li asseconda poiché ha raggiunto il suo scopo come allenatore. Hickory è finalmente una squadra.

        Non so con che azione si è conclusa la finale del torno liceale del 1954 dove la Milan High School vinse. Magari con un “ammutinamento” di squadra e lo sceneggiatore si è ispirato, oltre che per la storia, anche per l’azione decisiva. Però… Cassidy sicuramente lo saprà ma la finale del torneo NCAA del 1982 vide North Carolina contro Georgetown. Vinse North Carolina con il canestro del sorpasso decisivo firmato da un giovanissimo Michael Jordan che però, strano a dirsi, non era la stella della squadra. Il numero uno era James Worthy (poi pluricampione NBA con Magic e Jabbar ai Lakers). L’allenatore, Dean Smith, raccontò in seguito di aver disegnato lo schema vincente proprio per liberare Jordan al tiro ma tutti i movimenti precedenti erano una finta. Lo schema infatti sembrava disegnato per lasciare il “Colpo Vincente” alla stella (Worthy) e solo all’ultimo un cambio lato (un passaggio veloce da un lato all’altro del campo) lasciò ad uno smarcato Jordan la possibilità di vincere la partita. Ecco, e se gli sceneggiatori di HOOSIERS (che è dell 1986) si fossero ispirati proprio alla finale NCAA del ’82? Solo che al posto del “gregario” che si prende il tiro decisivo, è proprio la stella a vincere la partita come la tradizione hollywoodyana prevede.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ammazza che ricerca sopraffina: ti nomino Zinefilo ad honorem! ^_^

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      • Zio Portillo ha detto:

        Visto che roba, eh?

        Però non voglio fare lo sborone ma la finale NCAA 1982 è l’a-b-c per chi gioca (ha giocato) a basket. Nulla di che… Cassidy è l’esperto vero. Lui saprà anche la marca del pennarello con cui coach Smith disegnò lo schema decisivo!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahaha per quanto ne so io di basket sei già un super-esperto 😛

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Concordo: talvolta la Z si può mettere da parte. E lo dice “mastro” zintage 😂😂😂

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  2. Cassidy ha detto:

    Ti dovrei scrivere ma mi è entrata una palla da basket in un occhio, appena mi scende l’emozione ti commento in maniera seria, questa rubrica è una gioia continua grazie! 😀 Cheers

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Niente, non l’ho visto, ma non sono mai stato carne da film sportivi. 😛

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  4. Cassidy ha detto:

    Avevamo un festival del cinema sportivo a Torino? Perché non lo fanno più!?

    Gene Hackman per me è il grande sottovalutato, non si parla mai abbastanza del suo talento nell’illuminare ogni film in cui ha preso parte, ha fatto tante grandi prove ma questa è quella che preferisco per motivi puramente cestistici e affettivi 😉 Ho apprezzato moltissimo questo tuo pezzo per una volta senza la “Z”

    In Indiana le settimane ruotano attorno alla pallacanestro, nel film si vede benissimo e per altro è resa molto bene la vita di squadra, con l’allenatore paterno ma capace di incazzarsi tantissimo, specialmente per i fischi arbitrali 😉

    Il formato e la mania per HD e 3D è roba secondaria, ci sono cose più importanti, come Coach Hackman che fa misurare ai suoi altezza del canestro e dimensioni del campo, quello serve per giocare a basket, mentre per un film serve una buona storia che faccia il suo, tutto qui. Grazie ancora per aver recensito questo gran titolo cestistico! 😀 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Quelli che cercano luci e immagini stroboscopiche dovrebbero prima guardarsi questo film, per capire cosa sia principalmente il cinema 😉

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      • Giuseppe ha detto:

        Quelli che cercano luci e immagini stroboscopiche sono molto più appassionati della forma che non del contenuto: capirebbero davvero qualcosa guardando Colpo vincente? Alla fine, scommetto che li vedremmo continuare a discettare solo di bassa definizione, granulosità dell’immagine o audio multicanale sbilanciato… 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Temo anch’io, sono irrecuperabili… Il bello è che più sono maniaci dell’alta definizione a parole, più si guardano filmacci pirata con la nebbia 😀

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  5. cumbrugliume ha detto:

    Meraviglioso leggere anche “in collaborazione con la Lega Italiana Pallacanestro Serie A”!

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  6. Cristian Maritano ha detto:

    Cinema onesto..spesso dimenticato odiernamente…Hackman e Hopper giganti che ancora rimpiango…la Hershey è sempre stata una molto spinta…te la ricordi in The Last Temptation of Christ nei panni della Maddalena?..;)

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Grandissimo film, grandissima storia e grandissimi attori. Per me però la Hershey sarà sempre la protagonista di “Hannah e le sue sorelle” di Woody Allen 😉
      Spesso sono molto critico con il cinema perché sono cresciuto con questi film piccoli ma onesti, senza effetti speciali ma ricchi di cuore. Vedere asettiche grandi produzioni che vendono aria fritta mi fa troppo male…

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  7. Pingback: Coach Carter (2005) | Il Zinefilo

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