The Next Karate Kid (1994) Karate Kid 4

Lascio la parola ad un mio lettore – che ha scelto di firmarsi Willy l’Orbo – che ci parlerà di un film vintage… anzi, Zintage!
L.

«Dài la cera, togli la cera»: amen. Temo di apparire blasfemo ma la citazione non evoca forse una forma di preghiera pagana per qualsivoglia amante dell’action marziale? Certo che la evoca. Benedetto sia The Karate Kid e tutti i suoi “discepoli”. Ehm, un momento, mi sa che ho esagerato, magari trascinato dal comprensibile entusiasmo. Non c’è forse, anche in questa storia di redenzione distribuita a piene mani (nel senso letterale per cui si fa proprio uso delle mani… e non solo), un traditore che per qualche denaro ha rinnegato lo spirito della serie? Ahinoi, un vero e proprio emulo di Giuda si staglia sullo sfondo e reca impresso il nome di Karate Kid 4.
È il 1994 quando il regista Christopher Cain pensa bene di vendere l’anima al diavolo: stolto. Tuttavia, poiché il male ha un suo fascino perverso, eccomi qua, pronto alla visione: stolto pure io.

La prima immagine del film fa già patire perché compare Pat Morita nelle vesti del mitico maestro Miyagi: speravo, speravo ardentemente, che si rifiutasse di farsi coinvolgere. Speranze infrante. Secondo shock: si materializza la protagonista, Julie Pierce, interpretata da… Hilary Swank. Cosa c’entra un’attrice pluripremiata con questa roba? Nulla. Errori, gravissimi, di gioventù. Già che uno deve abituarsi al cambio di sesso “al timone”… qui proprio non ci si raccapezza. Comunque la nostra è, ovviamente, orfana di entrambi i genitori, è, ovviamente, una ragazza problematica, ha, ovviamente, un cuore d’oro per cui accudisce un’aquila ferita, si affida, ovviamente, alle cure del maestro Miyagi, amico di famiglia. La fiera dell’ovvio!
Ma, per non farsi mancare nulla, anche del ripetitivo dato che il copia & incolla dei film precedenti è davvero patetico nonché fiacco; non ci viene risparmiata neppure la gang di bulli (guidata perlomeno da un cattivo DOC come Michael Ironside) che angustia la protagonista e che vuole dar vita ad un mondo migliore con i seguenti dettami «Se uno butta una cartaccia in terra fategliela raccogliere ed ingoiare»: aggiungerei un pizzico di olio di ricino. Ecco.

La novità del film sta però nell’insopportabile antipatia della ragazzina futura karateka la quale così si rivolge ad un compagno di scuola gentilissimo e buono come il pane: «Chi va con gli imbecilli si nutre di imbecillità», «Racconterò a tutti che hai preso l’AIDS». Capisco che la vita con lei è stata dura, però… insomma. Ah: e vorrebbero essere battute simpatiche.
Il compagno suddetto, tra l’altro, è stato abbandonato dal padre, che storia strappalacrime; aggiungo che, dopo ben mezz’ora, è altresì una storia completamente estranea a qualsiasi contesto marziale: considerato che di lì a poco il tema centrale del lungometraggio diventano i battibecchi tra Miyagi e Julie, alla stregua di una scadentissima soap opera, rinominerei il tutto Sentieri Kid. Purtroppo, alla luce di quanto si vede, suona decisamente meglio.

D’altronde gli sketch che vorrebbero suscitare un sorriso, e che invece spesso evocano il più nero disappunto, si susseguono copiosi: come quando Morita la vede mezza nuda (in realtà vestita più di un eschimese) e si imbarazza tremendamente o come quando lei, costernata, scopre che i denti non si intonano con il naso (eh, grandi tragedie) o ancora come quando la stessa viene mandata a fare la baby-sitter con bambini pestiferi prezzolati dal maestro o, infine, come quando il medesimo maestro ammette di aver molto da imparare sulle donne; la chiosa di Pat («Con ragazzi più facile») è l’unico elemento decente in questa sventurata serie di “come quando”.

In ogni caso, tutto questo lezzume impallidisce di fronte al momento in cui, per esercitarsi, i due si recano da monaci amici ed esperti di karate: prima scoppia uno psicodramma, con tanto di musica listata a lutto, perché la Swank tenta di uccidere uno scarafaggio, poi la protagonista, per farsi perdonare, prende una cavalletta da un prato e la porta senza alcun motivo nei giardini del monastero (in cosa consisterebbe la sua buona azione? Nell’averla tolta dal suo habitat naturale? Sono esterrefatto), successivamente… la disgrazia. La nostra ascolta Dreams dei Cranberries e l’allegra combriccola di monaci, Miyagi compreso, che fa? Si mettono tutti a ballare. A ballare. A ballare! Mai avrei pensato di covare sentimenti ostili per il beneamato gruppo irlandese. Mai avrei pensato di vedere Morita ridotto in questi cenci. Mai avrei pensato che qualcuno sarebbe stato in grado di infognare così pesantemente il mantra «Dài la cera, togli la cera», mantra che, per rendere ancor più palese il ludibrio, compare subito dopo. Sigh.

Il nuovo mantra: «Dài la dignità, prendi la vergogna»

In tutto ciò che fine fa la marzialità? Una finuccia, dato che la Swank non è proprio una karateka di grido mentre Pat ha quella freschezza atletica tipica dell’ospizio. Tuttavia, almeno sotto questo aspetto, il regista è stato lungimirante: sequenze di lotta brevissime e a grandi intervalli e, chiaramente, niente torneo. D’altra parte vi ricordo che state guardando Sentieri Kid dove Miyagi, oltretutto, fa shopping, insegna a ballare il valzer e pratica lo “zen bowling”. E dove lo scontro finale tra buoni e cattivi si verifica… al termine di un anonimo ballo scolastico. Sono rospi duri da ingoiare, ne sono consapevole.
Malauguratamente, dobbiamo pagare gli scempi peccaminosi commessi in questo film: come premesso, Giuda ha venduto l’anima al diavolo per pochi denari. E noi, tramite una tormentata visione, ne abbiamo pagato il fio.

P.S.
Ringrazio Willy l’Orbo per aver recensito il film.
L.

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48 risposte a The Next Karate Kid (1994) Karate Kid 4

  1. Zio Portillo ha detto:

    Questo, fortunatamente, l’ho sempre sentito nominare ma non mi sono mai manco sognato di recuperare. Anzi, spero di dimenticarmene preso l’esistenza. Ahimè, però mi ricordo benissimo che quando uscì “Million Dollar Baby” qualcuno disse che la Swank era esperta di film di menare in quanto da giovane (22 anni?) fece “Karate Kid 4”. Lacrime…

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  2. Zio Portillo ha detto:

    Si vede che quando uscì il bellissimo (e molto sottovalutato perché pochi lo citano) “Boys don’t Cry” la Hilary fu una sorpresa e fu trattata come una vera esordiente magari perché venne spacciata così dall’ufficio stampa e nessuno si sognò di controllare. Poi con “Million Dollar Baby” non era più “la rookie” e le hanno fatto le pulci scovando questo scempio che il buon Willy ha recensito. E ricordo benissimo che la spacciarono pure per esperta e navigata di film dove si usano le mani citando il film col maestro Miyagi. Forse lo hanno fatto per provare a giustificare “Karate Kid 4” sperando che fosse irrecuperabile, boh! Della serie “Vuoi che un’attrice bravissima e pluripremiata come la Swank abbia fatto film schifosi? Ma và! Pure Karate Kid 4 è una bomba come tutti i suoi film! E lei picchiava come un fabbro!”

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    • Willy l'Orbo ha detto:

      Effettivamente la sua presenza in questo film è un mistero gaudioso attribuibile solo all’inesperienza. Va altresì detto che il naufragio dell’opera in oggetto è evidente sotto un milione di aspetti e in questa ottica la nostra è decisamente la meno colpevole!!!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Curioso come un film che NON parla di menare venga pubblicizzato ricordando che l’attrice ha fatto un altro film NON di menare 😀
      Come prova recitativa la Swanson è milioni di volte più brava in “Boys don’t Cry”: in “Million Dollar Baby”, film che parla di problemi familiari e di malattia, si limita a fare la spalla muta di Eastwood. Sicuramente le avrà fruttato di più, ma davvero non ha molto da fare nel film…

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  3. Willy l'Orbo ha detto:

    Una sola didascalia ma che riassume ottimamente il tutto! 😀

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Fiacchino, ma personalmente è già dal terzo che questa serie si è fatta noiosa – il secondo ha l’elemento esotico di Okinawa che scuote le acque, mentre il terzo è il primo rifatto coi bonsai

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  5. Cassidy ha detto:

    Per assurdo la filmografia di Hilary Swank potrebbe essere riassunta in tre film, in una è bravissima (Boys don’t cry) negli altri fa finta di menare, solo che uno è anche un bel film, l’altro è questo 😛
    Concordo con tutti i commenti, quando la Swank è esplosa tutti a dire “Ha fatto anche Karate Kid!” ma nessuno l’aveva visto, altrimenti avrebbero rivalutato (forse) “Il ragazzo dal Kimono d’oro” 😛 Cheers

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  6. Denis ha detto:

    Myagi fa togliere la cera perchè per anni nel locale di Arnold’s in Happy Days faceva quello,non sapendo niente di karate di fa pulire i pavimenti..
    Hilary Swank ha brillato in 2 film e basta e in tutti e due moriva..

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  7. Giuseppe ha detto:

    Una volta c’era “Dai la cera, togli la cera”… dai, là c’era, la saga di Karate Kid, almeno fino al pur poco entusiasmante terzo capitolo. Se poi togli tutto quello che là c’era, ecco qui il quarto che, dai, ha proprio una pessima cera pure se c’era il cast: Morita, la Swank e Ironside, tutti attori bravissimi… in altri film. Mai avrei pensato di arrivare a dirlo, Willy, ma questo incongruente campionario di soap-operistica inutilità su pellicola (sprecata) alla fine me l’ha fatto rivalutare sì, “Il ragazzo dal Kimono d’oro”, quasi un “Enter the Dragon” a confronto. Anche se forse sarebbe meglio dire, visto l’allenamento in economia bovina di Kim Rossi Stuart, “Enter the Cow” … 😉

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