Delta Force 2 (1990) Colombia Connection

La Cannon ormai ha i minuti contati, la mitica opera congiunta dei cugini Menahem Golan e Yoram Globus è giunta al capolinea: con la fine degli anni Ottanta non è più tempo di eroi, ora è solo tempo di raccogliere le ultime briciole.
Per questo la casa non ha problemi a dare il nulla osta al giovane Aaron Norris, fratellino di Chuck che dopo una lunga gavetta come stuntman ora vuole giocare a fare il regista.
Una regia acerba e una sceneggiatura scritta a caso da un passante di nome Lee Reynolds, tanto quello che importa è avere in video una secchiata di caratteristi e la barbona di Chuck Norris: ballando sulle ceneri della Cannon che fu, arriva il devastante Delta Force 2: The Colombian Connection.

Più colore, meno qualità

Presentato (con che coraggio?) al Festival di Cannes nel maggio del 1990, esce in patria americana il 24 agosto successivo. Non ho trovato tracce del suo arrivo in Italia prima del marzo 1992, quando appare in VHS Warner Home Video – con il chilometrico titolo Delta Force 2. Colombia Connection: Il massacro – insieme al suo gemello scemo Delta Force 3 (1991).
Appare su Rai1 la notte del 31 ottobre 2002 e in genere rimane drasticamente meno noto in Italia rispetto al primo episodio, sebbene la locandina con Chuck e il suo mitra sia riportata da chiunque e in ogni luogo.
La Fox Video lo ristampa in VHS e DVD dal 30 agosto 2000 e poi dal 18 febbraio 2002, mentre la Hobby & Works lo portano in edicola nel 2010 nel ciclo “Chuck Norris il Mito”.

Pensa che qua una volta era tutta cocaina!

Vi ricordate Delta Force (1986)? Be’, non c’entra una mazza. Sia come trama che come atmosfera che come personaggi che come tutto.
L’unico collegamento è il maggiore Scott McCoy, che è diventato colonnello e non sa che fare nella vita se non menare la gente.

Io meno perché ci tengo, e se prometto di menare poi mantengo

Quale sarà il pericolo internazionale stavolta? Quale sarà l’emergenza terroristica da affrontare? Nessuna, sono finiti quei tempi e a parlare troppo di terrorismo poi la gente si spaventa. Gli spettatori degli anni Novanta vogliono la droga, che è più rassicurante.
Così conosciamo il super-cattivissimo Ramon Cota, uno spietatisismo trafficante colombiano così colombiano, ma così colombiano… da essere interpretato dal mitico Billy Drago originario del Kansas.

Ciao, bella gioia: mi regali un po’ di barba?

Ramon Cota va in giro ad ammazzare tutti quelli che incontra, uccide chi lavora per lui e i suoi figli e i suoi parenti. Fa accurate ricerche genealogiche per andare a uccidere anche i bisnonni e i trisavoli di chi lavora per lui. Se gli fai uno sgarro, trova tuo zio in Australia e gli ammazza pure il gatto.
È un lavoro sfibrante essere Ramon Cota, e passare ogni istante della propria vita ad uccidere gente: ha reso desertiche vaste zone del Sud America tanto che finalmente diventa un problema internazionale, e partono famiglie da tutto il mondo per andare a ricolonizzare quel continente. L’equipaggio di Alien: Covenant (2017) stava viaggiando alla volta del Sud America per portare la razza umana lì dove Ramon Cota l’aveva estirpata.

Qui dovremmo credere che Chuck fa il paracadutista

McCoy e il suo fraterno amico Bobby (Paul Perri) partono ad acciuffare Ramon di nascosto e lo portano in tribunale, a rispondere dell’accusa di rumori molesti: le grida della gente che uccide tiene svegli i vicini. Ovviamente la giustizia americana è impotente e per vendetta Ramon uccide Bobby, sua moglie, suo figlio, il cane, il gatto, l’elefante e trova pure i due liocorni per ucciderli.
A McCoy non torce un capello, per motivi misteriosi.

Un addestramento dove Chuck mena e gli altri stanno fermi

Quindi ora parte la Delta Force per vendicare la morte di Bobby? Delta Force? E che roba è? Che c’entra con questo film? No, c’è solo il noto caratterista John P. Ryan che fa le boccacce del generale Taylor e va in giro con l’elicottero a sparare alle cose. Fine della Delta Force.
Intanto McCoy parte da solo per arrivare in Colombia a piedi contromano, perché se no che eroe è? In fondo il viaggio viene rappresentato abbastanza veloce: servono solo due giorni per scalare una collina di due metri, poi si fanno mille chilometri in due fotogrammi.

Ora vi mostro la tecnica del “Mira dove te lo pongo el dito”

Dopo un lungo viaggio McCoy arriva nella camera da letto di Ramon: oh, bella grande è bella grande, ma magari prima poteva passare da qualche altro ambiente della casa. No, a lui serviva proprio la camera da letto così può fare a botte male con Rick Prieto, maestro marziale amico di Chuck che cura anche le (pessime) coreografie del film.
I due danno vita ad un combattimento tristissimo e brutto in modo imbarazzante: come facevano i loro allievi a non scappare via dalle rispettive scuole marziali? Sembrano due vecchi che si menano col giornale…

E mo’ te lo faccio vede’ pure a te, dove te lo pongo el dito

Mentre personaggi fanno e dicono cose in libertà, mentre decine di comparse cadono per terra durante i lunghi e inutili spari mitraglianti di gente a caso, il film procede stancamente: sono poco più di 100 minuti che sembrano 100 ore. Anche perché il ritmo è totalmente sballato – essendo scritto male e diretto peggio – e non fa che iniziare finire in continuazione.
Intanto Chuck fa le facce con la barba e prova mille “frasi maschie” alla ricerca di qualcosa di buono: non lo trova. L’unico dialogo divertente è quando, la prima volta che è acciuffato, Ramon si ritrova davanti al portello aperto di un aereo e chiede a Chuck di lasciarlo andare… E lui risponde «Ok!» buttandolo fuori. Ecco, quei due o tre fotogrammi sono carini, il resto è da dimenticare.

Vi prego… finiamo ‘sto film, che non ce la faccio più!

Sembra impossibile che siano passati solamente quattro anni dal film precedente: sembrano universi lontani e incompatibili. Chuck sembra già a fine a carriera che recupera un brand di successo per alzare due soldi, ma di sicuro il nostro Norris ha capito da quale parte soffia il vento.
Per tutto il film infatti Chuck combatte non solo in modo brutto e raffazzonato – come farà per tutta la sua carriera – ma ricalcando perfettamente lo stile di Steven Seagal, che aveva già esordito con Nico (1988). Avete presente lo stile di Seagal di buttare per terra tizi la metà di lui in lunghe scene che ammazzano il ritmo del combattimento? Ecco, qui Chuck fa lo stesso. Piuttosto che tirare una tecnica buona e pulita – cosa che gli è sempre stata impossibile – preferisce fare leve fighette totalmente ingiustificate.
Ha capito che il futuro è di chi chiacchiera e non combatte… ma il problema è che Chuck non chiacchiera mai!

Giusto per dimostrare la grande scioltezza di Chucko de Legno

Un film brutto e noioso da morire, che dimostra la fine totale e assoluta della Cannon, ma purtroppo è solo uno dei tanti falsi lanci di Chuck: c’è davvero gente che dopo filmucoli come questo si è fomentata con il mito di Norris…

L.

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27 risposte a Delta Force 2 (1990) Colombia Connection

  1. Zio Portillo ha detto:

    Partenza col botto: Chuck che con una mitraglietta in mano esce da una bandiera americana nella locandina, Cannon e Cannes nella stessa frase e “film devastante”. Posso fermarmi dopo due paragrafi. Meglio di così non si può fare.
    Lucius, post definitivo. Puoi chiudere il blog e girare il mondo come fa Carradine in “Kung-Fu”. Tu e Jules Winnfield a braccetto.
    Sul film sorvolo che è meglio…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahah ti ringrazio e in effetti quella locandina è molto più famosa del film stesso, che è una minchiata assurda. 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        A Cannes ben gli è stato, razza di snobboni che non sono altro! Però a noi che -privi di qualsivoglia pretesa da festival- abbiamo avuto la sfortuna di vederlo lo stesso non ci è stato bene. Ma proprio per niente. E lasciando stare Chuck Norris secondo cui, tra le altre pessime e non marziali cose, quell’espressione lassù da “mi sto cagando addosso, facile che a quest’altezza abbia preso freddo ” dovrebbe renderlo credibile come paracadutista, nemmeno Billy qui riesce ad essere il Drago che ben conosciamo 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Sono tutti davvero al di sotto dei propri standard 😛

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  2. Evit ha detto:

    Cosa posso dire oltre al fatto che sono morto dalle risate con questa recensione? Ah, ecco… non ho MAI visto Delta Force 2. Il primo mi è bastato, ora che so cos’è il secondo ne starò sicuramente alla larga!
    Volevo citare qualche battuta ma ne hai fatte troppe riuscitissime. Vado a rileggermelo e basta! Ahah

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Ma almeno sono creativi, i genocidi del cattivo? XD
    Battute e didascalie grandiose, complimenti! 😉

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  4. Cassidy ha detto:

    Un abuso di Chuck Norris e uno spreco del mitico Billy Drago che qui vorrebbe essere ucciso, e non nella finzione, piuttosto che recitare un altro minuto di questa roba. Non ho mai amato questo film, non ha nulla del primo “Delta force” se non il titolo, ma per lo meno ha prodotto a distanza di anni questo post che mi ha fatto morire dal ridere 😀 I due Liocorni uccisi e il cameo dell’equipaggio di Alien Covenant mi hanno ucciso 😉 Cheers!

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  5. Denis ha detto:

    Scene orrende l’interminabile allenamento dove le reclute le prendono e basta,la morte dell’amico con il gas che sembra invece di soffocare avere un raschio in gola,fanno morire civili inultilmente e alla fine prima lega Ramon una corda attacata all’elicottero e poi in volo gliela taglia ma ucciderlo prima no?Ah Ah la scena della montagna una vera cazzata^_^

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  6. Willy l'Orbo ha detto:

    Dai, un merito indubbio questo film ce l’ha: averti fatto partorire questa incredibile recensione! Non so se mi ha più steso l’episodio di Cannes, il riferimento ad Alien o la citazione, se non erro, di Ambra Angiolini! 🙂

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  7. Pingback: Delta Force 3 (1991) Missione nel deserto | Il Zinefilo

  8. loscalzo1979 ha detto:

    Comunque in un film dove c’è Billy Drago hai sempre una certezza: Billy sarà sempre all’altezza…
    .. Giusta per farsi lanciare di sotto!!

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