Terminator 2019: anticipazione

“The Hollywood Reporter”, 27 settembre 2017

Riuscirà mai il nostro amato robot dal futuro a trovare finalmente il terzo film che aspetta da decenni? Più Terminator esce al cinema, più il suo mito crolla davanti alla disarmante inconsistenza delle sceneggiature utilizzate: possibile che solo il ritorno di James Cameron possa… ricostruire un robot a pezzi?
A quanto pare sì, ed ecco le anticipazioni che Cameron stesso ha rilasciato recentemente ad una rivista di settore: ho tradotto solo le parti relative a Terminator, che delle infinite chiacchiere sulle decine di seguiti di Avatar non ne voglio proprio sapere niente.


Come ricostruire un robot a pezzi

di Matthew Belloni e Borys Kit

da “The Hollywood Reporter”,
27 settembre 2017

James Cameron e il regista Tim Miller svelano un piano
per reinventare il franchise di Terminator:
una nuova èra di timore per l’intelligenza artificiale.
«Le macchine vinceranno l’umanità? Io dico: Guardate la gente e i loro telefoni:
le macchine hanno già vinto».

Oggettivamente quella di Terminator è la favola più temuta della Hollywood moderna: un franchise a pezzi. Trentatré anni dopo che Arnold Schwarzenegger diventasse una star internazionale interpretando un robot assassino inviato dal futuro ad uccidere il capo dei ribelli postapocalittici, ci sono stati quattro sequel (ed una serie TV), e i tre film senza il coinvolgimento del creatore James Cameron hanno deluso i fan costringendo il marchio a saltare di studio in studio, di reboot in reboot.

Terminator: Genisys, il prodotto del 2015 finanziato dalla Skydance Media di David Ellison (che ha comprato i diritti da sua sorella Megan, la quale li ha acquisiti nel 2011 per venti milioni di dollari), ha apparentemente… be’, “terminato” la prospettiva di film futuri. Ma questa è la Hollywood del 2017, e in realtà nessun franchise è realmente morto.
Ellison, con il distributore Paramout (la Fox ha solo i diritti internazionali), ha persuaso Cameron, che il 25 settembre ha iniziato a girare quattro sequel di Avatar, a traghettare Terminator nell’èra dei droni di Amazon, dei bots di Facebook e del timore per l’intelligenza artificiale.

Definendo il tutto «un ritorno alla forma che i fan stavano aspettando sin dai tempi di Terminator 2», Ellison (34 anni) negli ultimi quattro anni ha lavorato segretamente con Cameron e con Tim Miller, che girerà il sequel in previsione dell’uscita del 26 luglio 2019. Hanno creato una “stanza degli scrittori” con David Goyer, Charles Eglee, Josh Friedman e Justin Rhodes, insieme ad Ellison stesso, da sempre fan di Terminator. (Cameron fa capolino nella stanza almeno una volta a settimana.) Il risultato è l’abbozzo di una trilogia con Schwarzenegger, e con la Linda Hamilton dell’originale che passa il testimone ad una donna protagonista più giovane.

Il team spera di lanciare l’equivalente della nuova trilogia di Star Wars, ma con in più la guida del più acclamato filmmaker di tutti i tempi. Per svelare i loro piani e spiegare perché il marchio Terminator sia ancora importante all’interno delle paure del 21° secolo, Cameron e Miller hanno accettato di chiacchierare con “The Hollywood Reporter” il 19 settembre scorso, negli studi della Paramount.

James Cameron e Tim Miller

THR: Allora, come appare un film di Terminator prodotto da James Cameron nel 2017?

CAMERON: È una continuazione della storia partendo da dove eravamo rimasti con Terminator 2, facendo finta che gli altri film siano solo un brutto sogno. O un futuro alternativo, in un multi-verso. Tim ha insistito più di tutti su questo aspetto. L’unica cosa su cui io ho insistito è invece sul fatto che dobbiamo rinnovare e reinventare tutto per il 21° secolo.

MILLER: I primi film sono più attuali oggi di quanto sono stati fatti: sembrano anticipare il mondo in cui oggi viviamo.

THR: Arnold e Linda Hamilton stanno per tornare. Come hai dato loro questa notizia?

CAMERON: Be’, Arnold si aspettava di tornare, perciò è stato facile. Mi sono avvicinato poi a Linda per capire se potesse essere interessata, e…

MILLER: Jim era fottutamente terrorizzato.

CAMERON: Confermo. Mi ci è voluta una settimana solo per trovare il coraggio. No, non è vero. Linda ed io abbiamo uno splendido rapporto, siamo rimasti amici e lei è la madre della mia figlia maggiore. [I due sono stati sposati dal 1997 al 1999. Nota della rivista.] Perciò l’ho chiamata e le ho detto: «Senti, che resti fra di noi. Abbiamo creato questa cosa, diversi decenni fa, e qui arriva il bello: puoi tornare e mostrare a tutti come si fa». Questo perché credo che non si sia fatto gran che [per Sarah Connor] dopo il 1991.

MILLER: Con un personaggio forte com’era lei, pur con tutta la sua femminilità, sono convinto che sarà spettacolare averla: avere una guerriera stagionata com’è diventata lei.

CAMERON: Ci sono attori di 50, 60 e addirittura 70 anni che ancora fanno film d’azione e ammazzano i cattivi da soli, ma non ci sono esempi al femminile, e io penso che dovrebbero esserci.

MILLER: Ecco perché chiameremo Liam Neeson a fare il cattivo, così che lei possa prenderlo a calci nel sedere. (ride)

CAMERON: Lo farà nero.

THR: Liam si è ritirato, dice che ha chiuso con i film d’azione.

MILLER: Davvero? Questo solo perché ha paura che Sarah Connor gli spacchi il culo.

THR: Pensate di introdurre nuove star in questi film futuri, sul modello di Star Wars?

CAMERON: Certamente. L’operazione consiste proprio nel passare il testimone ad una nuova generazione di personaggi. Abbiamo iniziato a cercare una ragazz di 18 anni, o giù di lì, perché sia in pratica il centro focale id queste storie. E poi ci saranno un sacco di altri personaggi dal futuro. Piegheremo il tempo in vari modi complicati. Ma abbiamo il personaggio di Arnold e quello di Linda a fondere tutto. In qualche modo, là – e non saprei ancora dire dove – il testimone verrà passato.

Possibile che gli orripilanti sequel abbiano comunque guadagnato tanto?

L.

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18 risposte a Terminator 2019: anticipazione

  1. Denis ha detto:

    Ti rinvio il pezzo corretto di B.R,ma se Cameron stesso aveva sconsigliato di fare Terminator 3 a Arnold perchè ostinarsi l’ultimo era talmente orrendo con Emilia Clarke che diceva papà ad Arnie e sembrava un libretto Harmony,per non parlare che uccidono subito il T 1000 ma creare nuovi franchise no

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ricevuto! E non fanno un nuovo franchise sia perché non ne sono capaci sia perché non ci sono più i soldi di una volta. Oggi bisogna fare piccoli filmacci economici o sequel-prequel-remake da vendere subito. Non esistono più le basi per un nuovo personaggio…

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  2. Cassidy ha detto:

    Era un po’ che volevo chiederti il tuo parere su tutta questa operazione, quindi super apprezzato questo post, poi sai che Terminator per me è un pezzo di cuore 😉
    Lati positivi: Mi piace l’approccio di Cameron, l’idea di dire a tutti, ok adesso vi faccio vedere che fino ad ora avete solo perso tempo. Miller è una buona scelta e l’idea di riavere a bordo Linda Hamilton è molto coerente con la filmografia di Cameron.

    Lati negativi: Ok il passaggio di testimone, spero non gestito come in “Star Wars Episodio VII”, ma da Cameron mi aspetto meno scadente “Fan service”.

    In generale non mi dispiace come idea, Cameron è diventato l’esperto di viaggi nel tempo ad Hollywood, tutti chiedono a lui per consulenze (storia vera), l’orrendo “Terminator Salvation” aveva capito che il mondo di Terminator è ancora quasi tutto da esplorare, poi però lo ha fatto malissimo, “Genisys” ha utilizzato i viaggi nel tempo e l’ossessione moderna per la tecnologia malissimo, qui hanno l’occasione per aggiustare il tiro, speriamo bene, tanto ormai questa saga sta sottoterra come qualità.

    Quanto ci facciamo che i giornalisti andranno a nozze con la frase simbolo della serie (“I’ll be back”) e il ritorno di Cameron? 😉 Cheers

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah è vero, aspetta che lo sappiano in Italia e cominceranno a titolare subito “He’ll be back” i loro pezzi 😀
      Fermo restando che solo Cameron potrà gestire in modo almeno decente Terminator, non sono molto ottimista, perché non è più “quel” Cameron, quello audace, spavaldo, che si faceva odiare da tutti perché voleva il massimo e lo otteneva. Sicuramente la base c’è ancora, ma temo che la scintilla non sia più quella di una volta. In fondo in “Terminator 3” smontano un intero quartiere come nel 2, eppure non funziona più.. Servirebbe un’idea nuova, geniale, e non so se Cameron sia in grado di averla: in fondo Avatar sembra la versione Disney di Aliens, dove tutte le idee buone sono copiate dal film del 1986 ma poi virate in salsa buonista. Non è più quel Cameron dei tempi d’oro, che costruiva piranha nella sua camera d’albergo: ora è un regista venerato e quindi non ha limiti. E quando non hai limiti non hai magia.
      Come sai mi sono letto tutte le storie a fumetti di Terminator, dal 1988 al 2014, e mediamente sono tutte dimenticabili. C’è qualcosa di alchemico che ha permesso solo a Cameron di sfondare: chiunque altro – regista o sceneggiatore – tocchi quel mondo sembra impossibilitato a creare qualcosa anche solo di decente. Sarà una Maledizione di Skynet??? 😉

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      • Cassidy ha detto:

        Questo è molto vero, è il creatore di quel mondo e anche l’unico capace di utilizzarlo in pieno, però dopo l’enorme successo è il capo di un impero economico. Sulla carta il ritorno del “Creatore” sarebbe un ottima cosa, poi però mi ricordo di “Prometheus” e “Alien Covenant” 😛 Cheers!

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Ehhhhhhhh cosa saggia detto hai! 😛
        Forse i creatori non sono i migliori a tornare a mettere le mani sulle proprie creature…

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  3. Lo Zio ha detto:

    Metto subito le carte sul tavolo: a me SALVATION non è dispiaciuto. Pieno di buchi di sceneggiatura, incongruenze e c@zzatine assortite ma il mondo post-Skynet in rovina con la resistenza che fugge da robot assassini non mi è dispiaciuto per nulla. Peccato la resa pessima e il finale ottimista. Se avessero dato in mano a qualcuno di capace quel mondo e quella storia avrebbero potuto ricavare un film cattivo, sporco e disperato come sarebbe dovuto essere. Apro parentesi, ma l’ex onnipresente Sam Worthington che fine ha fatto?

    Il resto della filmografia di Terminator sarebbe da cancellare di netto. A cominciare dalla svolta “semi-comica” del capitolo 3. Insopportabile!

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Rispetto al 3 o al 5 certo il 4 ha più frecce al suo arco, ma è davvero troppo poco per essere un Terminator. Credo di aver visto il film solo 1 o 2 volte, non ne sono sicuro: non c’è niente che mi spinga a rivederlo. E per uno come me, che già negli anni Ottanta impazziva per il primo film e ha assistito alla nascita del franchise, è davvero un gran dolore…
      Sam Worthington è stato ibernato in attesa che Skynet governi il mondo 😀

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  4. Conte Gracula ha detto:

    Secondo me non ha aiutato fare film a raffica, tanto per (ti dirò che la serie si salvicchia) e poi,ogni volta con le origini riscritte di Skynet: ora Skynet si evolve dai motori di ricerca; ora è l’evoluzione dei social network; ora è un super tamagotchi che odia l’umanità perché nessuno gli dava amore…
    Se ognuno vuol raccontare la sua scemenza, poi è ovvio che si perda coerenza!

    Forse, dopo il secondo, avrei visto benino uno o due film sul futuro, con la lotta a Skynet, per chiudere tutto. Oggi, ho poco interesse per questo mondo, in generale.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Come dicevo a Cassidy, il mondo del futuro è stato ampiamente raccontato nei fumetti del mondo di Terminator, con storie anche carine che però non raggiungono mai la pienezza. I fumetti hanno provato ogni strada possibile, dimostrando che sembra non esserci futuro per Terminator se non storie insoddisfacenti o piacevoli sul momento, poi da dimenticare.
      Diamo per scontato che sia un universo, in realtà probabilmente è solo un duo di splendidi film impossibili da replicare…

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  5. Cristian Maritano ha detto:

    Si ma poi mi chiamano Goyer alla sceneggiatura…mah

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Diciamo che Cameron farà il “ragazzo immagine” per attirare spettatori, dimostrando di non aver capito che il problema dell’universo di Terminator è trovare una buona storia. Inutile fare tanti effettoni specialoni se poi la sceneggiatura è da mettersi le mani in faccia…

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  6. Pietro Sabatelli ha detto:

    Non che sia totalmente felice di un probabile ritorno, l’importante è farlo bene però 😉
    p.s. sei stato nominato in un tag, se vuoi e puoi partecipare passa da me https://pietrosabaworld.blogspot.com/2017/10/very-pop-blog-i-miei-anni-90.html

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  7. Il Moro ha detto:

    Eppure a me Salvation è piaciuto. Non all’altezza dei primi due, ma mi è piaciuto.

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  8. Giuseppe ha detto:

    Se vogliono prendere la strada del multiverso io ci posso pure stare, ma a patto che Genisys non ne faccia mai parte nemmeno per sbaglio 😉

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Ma c’è un multiverso in cui gli sceneggiatori di Terminator 3, 4 e 5 vengono puniti? Magari devono passare un giorno intero al Museo Schwarzenegger (che esiste sul serio!) con Arnie in persona che gli illustra tutto! 😀

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      • Giuseppe ha detto:

        Ecco, sì, dovrebbero proprio 😀 Magari, nei suoi panni, con gli sceneggiatori del 3 proverei ad essere comprensivo: visto quello che altri hanno combinato con i successivi sequel, proprio non mi riuscirebbe di essere cattivo nei suoi confronti 😛
        Scherzi a parte, l’irrimediabile sprofondo per me inizia dopo Le macchine ribelli… ma la cosa che ho trovato sconcertante è il suo “punteggio” su IMDB: se posso capire, al limite (e sottolineo al limite), una valutazione di poco superiore per Salvation, quella analoga per Genisys mi lascia assolutamente interdetto! Uno sbaglio su pellicola di quelle proporzioni non vale nemmeno i titoli di testa del terzo capitolo, e che cazzo…

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Non seguo le valutazioni dei siti di cinema quindi non so interpretare questo strano fenomeno, ma credo che il fenomeno stesso sia indicativo di quanto valgano quelle valutazioni 😛

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