Blade Runner: le pecore elettriche sognano androidi? (guest post)

Il mio attento lettore Denis, che cura la rubrica dei videogiochi, regala questo guest post ad un mondo dell’intrattenimento che si fonde spesso con il cinema.

Blade Runner:  le pecore elettriche sognano androidi? (guest post)

Nel 1982 uscirono cinque grandi film:  La Cosa,  una metafora della paranoia,  E.T.,  in cui un alieno brutto come la morte voleva tornare a casa, Rambo e il buddy movie definitivo 48 ore di Walter Hill. E infine Blade Runner, un neo noir futurista tratto da un libro di Philip K. Dick, scrittore morto d’infarto poco prima dell’uscita del film. E infine si sciolgono definitivamente gli ABBA.

Per dire che negli anni ’80 non c’erano solo frizzi e lazzi, anche film poco consolanti e soprattutto la paura dell’atomica, per via della Guerra Fredda. Infatti tra i ’70 e ’80 uscirono molti film in cui si parlava di sovrappopolazione e del dopo bomba: insomma eravamo figli dell’atomo.

Tornando a Blade Runner. La trama: un poliziotto nella Los Angeles del 2019 deve ritirare (uccidere) dei replicanti fuggiti da una colonia extramondo (Aliens) fuggiti uccidendo 23 civili. In questa trama basilare si innesta la visione del regista Ridley Scott assieme a un cast tecnico incredibile: l’iconica e indimenticabile colonna sonora di Vangelis, le magie del grande effettista Douglas Trumbull (2001 Odissea nella spazio e Incontri ravvicinati del terzo tipo), come protagonista Harrison Ford, reduce dell’anno prima da I predatori dell’arca perduta, nei panni di Rick Deckard e con Rutger Hauer nei panni del capo dei replicanti Roy Batty. Assieme a questi attori il caratterista Brion James (Leon), visto morire molte volte nei film action anni ’80; la bellissima bionda Daryl Hannah (Pris), Sean Young la bruna Racheal e Joanna Cassidy (Zhora), tutte interpreti di ginoidi. E infine Edward James Olmos nei panni del partner di Rick, Gaff, che esploderà due anni dopo come iconico Tenente Castillo nel serial Miami Vice.

Il film è immerso in una notte perenne e piove sempre. Per le scenografie il merito va a Syd Mead, che con contrasto tra architettura anni ’40 e tecnologia analogica simile a quella di Alien – tra l’altro se sentite bene il mormorio è preso da li! – crea di fatto il setting per altre opere: insomma un gamecharger per la fantascienza.

Se guardate i replicanti sono belli, biondi e alti: insomma ariani, mentre la popolazione è sfigata da malattie come invecchiamento precoce, e sono piccoli giapponesi con casco tipo il nano della Kodak (cipiri Kodak). I replicanti hanno ragione a incazzarsi perché sono sfruttati per i lavori pesanti e le donne per il piacere, e hanno pure la sfiga di vivere poco: quattro anni perché il tuo creatore a scelto così.

Ridley Scott aveva già la mania delle mille versioni: del film esistono cinque versioni differenti che cambiano solo la voce fuori campo, il sogno dell’unicorno e il finale. Ne ho viste due: l’originale del’82 e la final cut del 2007, che è quella originale che preferisco, ma non vi preoccupate anche del successivo di Scott, Legend, esistono almeno tre versioni e nella trama c’è da salvare un unicorno!

I temi filosofici del film; chi sono, se ricordo sono vivo, la macchina che prende coscienza, l’inevitalità della fine. Esplicito nel finale, in cui prima di morire Roy Batty si ficca un chiodo nella mano per sentire dolore cioè vita, l’animazione giapponese la sviluppò meglio così come il concetto di ginoide – che in realtà nella fantascienza c’e sempre stata: almeno mi ricordo di un episodio di Ai confini della realtà in cui un uomo si affezionava alla tipa robotica – nei vari anime come Armitage 3 e Ghost in the Shell si sublima questo concetto e dal film di Scott prendono anche il personaggio del costruttore di giocattoli, anche se i due nani robotici vanno sempre a sbattere contro la parete.

Del film uscirono un videogioco per Commodore 64 nel ’85 e la bellissima avventura grafica della Sierra del ’97 che presentava ben 13 finali diversi e la trama era parallela al film del’82, cui purtroppo per via di traslochi della Sierra è andato perso il master originale e costerebbe troppo rifarlo.

Come videogiochi vi consiglio Remenber Me, ottima action 3D in una Parigi futuristica dove si possono manipolare i ricordi e Binary Domain sparatutto in stile Gears of Wars fatto dell’autore della saga di Yakuza e ambientato in una Tokyo del futuro in cui le ginoidi possono procreare!

P.S. Nel film compaiono anche i futuri lottatori Sting e Ultimate Warrior che poi formeranno proprio un tag team di nome Blade Runners, e il mio nome in realtà doveva essere Demis perché a mia mamma piaceva Demis Rosseau, che guarda caso era in coppia con Vangelis negli Aphrodite’s Child!

Il trucco da panda di Pris lo usano anche le tipe del night del film Vivere e morire a L.A. Ho anche Natural City, film coreano in cui un poliziotto cerca di salvare la sua ginoide giunta alla fine del ciclo vitale di tre anni. Sean Young l’anno prima ha fatto Stripes di Reitman che farà da stampo a Ghostbusters ed esistono pure le patatine della marca Tyrrel le producono i replicanti. E al mio amico Vincenzo un ragazzo un po’ tardo gli ha chiesto se era un androide, non ho visto riflessi rossi negli occhi.

Ho sempre pensato che il seguito di Blade Runner fosse Atto di Forza.

Denis

Informazioni su Lucius Etruscus

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60 risposte a Blade Runner: le pecore elettriche sognano androidi? (guest post)

  1. marco1946 ha detto:

    Stasera andiamo a vedere B.R.2049
    Potrò (forse) trovare risposta a domande fondamentali: perché Deckard non muore mai? lo tengono in vita ibernato per il 3° episodio? o lo hanno programmato per vivere in eterno come Paperon de’ Paperoni? che fine ha fatto Rachael? il lardo di Colonnata fa bene ai replicanti o gli aumenta il colesterolo?

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  2. Conte Gracula ha detto:

    Sospetto che il tema atomico potrebbe tornare in auge a breve, nella fantascienza…

    Blade Runner, per qualche strano motivo, non mi ha mai affascinato – non so se l’ho mai detto, ma c’è un certo numero di pietre miliari del cinema che non amo 😛

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      E’ con profonda commozione che saluto in te un fratello: io da almeno il 1991 tento disperatamente di capire perché tutti amino Blade Runner senza capirlo, e finora ero stato da solo nell’universo. Ora so che esiste vita al di là delle nubi di Orione 😀
      Temo che certi miti siano molto costruiti a tavolino a posteriori, forti del fatto che i film qualitativamente eccellenti siano davvero pochi, nel campo della fantascienza.

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      • Conte Gracula ha detto:

        Magari anche per il monologo finale coi Bastioni di Orione, è di un certo impatto, tragico… finché non vedi la versione dei Broncoviz a Hollywood Party!

        Intorno al minuto 3:25, per chi non avesse voglia di vedere tutto lo spezzone.

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      • Conte Gracula ha detto:

        Ero sicuro di aver messo il link, l’app di wordpress mi fa gli scherzoni?

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      • Il Moro ha detto:

        Tranquillo Lucius, non sei solo… 😉
        Credo che a livello cinematografico blade runner abbia un’importanza storica eccezionale: è innegabile che abbia definito lo stile visivo del cyberpunk e abbia influenzato il cinema per decenni.
        Però i miei film preferiti sono altri.
        Ma non diciamolo troppo forte o i sacri guru di “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che dico io, e gli altri muti” come minimo ci scomunicano. Che se provi a dire in un qualsiasi gruppo facebook o forum o tavolata al ristorante di appassionati di fantascienza che Blade Runner non ti ha fatto impazzire (neanche “è brutto” solo “bello è bello, ma non sono sicuro che meriti tutto questo seguito di adoratori sbavanti”) rischi l’immediata crocifissione.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        UAU, siamo già a due: vuoi vedere che esiste un underworld di cinefili che non considerano Blade Runner quel film imperdibile che l’informazione ufficiale vuole imporre? O magari invece siamo tutti androidi che sognano pecore elettriche? 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        Che Blade Runner sia un film qualitativamente eccellente (forse le qualità non sono le stesse per tutti gli appassionati? Può essere, sì, ma in sostanza non credo cambi molto) io ne sono convinto da che lo vidi al cinema per la prima volta -era il 1983- all’interno di una rassegna di film in lingua originale, cosa che mi fece prestare ancora più attenzione a quello che vedevo e sentivo… e anche dopo più di trent’anni e varie visioni, rimango dell’idea che si sia guadagnato sul campo il diritto di essere un mito, senza bisogno di espedienti e forzature (magari insistendo sulla matrice letteraria Dickiana, quando invece il film funziona tranquillamente anche “tradendola”). Va da sé che qui si potrebbe aprire un discorso interessante sulla “soggettività” dei miti…
        P.S. Natural City l’ho anche io, Denis. Film ingiustamente sottovalutato, a mio parere.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Pensa che la prima volta che ho visto il film è stato in cassetta pirata! Rimarrà per me sempre un mistero come poteva esistere una VHS pirata a quasi dieci anni dall’uscita del film, eppure era tipo il ’90 o ’91 che un amico di mio padre gli passò la cassetta. Credo che almeno il titolo all’epoca lo conoscessi, sebbene non essendo ancora famoso come oggi non è che girasse spesso: la musica di Vangelis era usata come sigla di “Andiamo al cinema”, o comunque uno dei quei contenitori di trailer che all’epoca andavano per la maggiore, e temo che pochi sapessero di chi era quella musica e da dove arrivava. Comunque vidi ‘sto film in versione pirata, il che rendeva più buio il buio e più dark il dark. Ricordo la totale noia immediata, la lentezza mostruosa da drammone russo: la scena in cui Deckard viaggia nella foto, zoomando e girando le pareti, la ricordo come l’apice della noia mista a sonnolenza mista a stupore per quella roba. Erano anni in cui la fantascienza era vispa e piena di “bang bang zip zip”, quindi quell’immane mosciume risultò parecchio indigesto sia a me che a mio padre. (Mia madre non amava a priori il genere quindi lo vide solo per farci piacere.)
        Tutte le visioni successive non hanno migliorato la mia opinione. Ho apprezzato in seguito singole scene, riferimenti e tutto il resto. Mi è piaciuto molto il romanzo di Dick, che c’entra davvero poco col film, e studiando le ginoidi ho notato che Scott ha trasformato donne artificiali indipendenti e colte in prostitute… eppure anche in questi tempi di femminismo a chiacchiere nessuno glielo rimprovera…
        P.S. Mi unisco al coro, ho Natural City da molti anni ma dovrei rivederlo, perché la prima volta non mi ha colpito…

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    • Fra X ha detto:

      Capita un pò a tutti credo. XD Io non impazzisco per “Psyco” e trovo veramente noioso “C’ era una volta in America” per dire.

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      • Conte Gracula ha detto:

        L’importante è non prenderla sul personale: certi fanboy, quando vai a dire “non mi piace il tal film” sembra che sentano insulti rivolti alla madre 😕

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Infatti mi guardo bene dall’andare a prendere certi discorsi in giro, rimango qui nel mio blog e limito al massimo gli interventi se no davvero mi ritrovo i forconi sotto casa 😀
        La cultura cinematografica italiana è una fede politeistica – Tarantino, Kubrick, Blade Runner e qualche altro dio minore – basata troppo spesso sulla totale chiusura mentale (se no che fede sarebbe?) e addirittura non conoscenza di altri film: discutere una fede è inutile e pericoloso, quindi a parte qualche intervento limitato – come in questa pagina – mi guardo bene dall’affrontare certi argomenti 😉
        P.S.
        Ben due persone mi hanno tolto il saluto perché ho commesso il sacrilegio di criticare Tarantino, tanto per ricordare che l’integralismo religioso ha molte facce…

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      • Conte Gracula ha detto:

        Se qualcuno mi levasse il saluto perché non mi piace Tarantino, rischierei di ridergli/le in faccia XD
        Comunque, il mondo è grande e pieno di gente, persone simpatiche e intelligenti con cui parlare se ne trovano di sicuro 😉

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Infatti non rimpiango certo la compagnia di chi mi ha tolto il saluto, e inoltre ho imparato che l’integralismo cinematografico non ha nulla da invidiare ad altri integralismi…

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      • Conte Gracula ha detto:

        Ancora non ti bruciano su un rogo alimentato da pellicole di brutti film, gli integralisti cinematografici devono ancora pavimentare la loro strada coi teschi sporchi di sangue 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Come sai che non l’hanno già fatto? 😀 Che ne sai che non c’è una cospirazione globale per coprire le loro malefatte? 😀
        Ovviamente scherzo ed esagero, ma così come si può trascendere parlando di calcio, lo si può fare con altri argomenti: Tarantino è uno di questi 😛

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      • Conte Gracula ha detto:

        Sono ancora vivo, nonostante non abbia mai nascosto che non vado pazzo per/non mi piacciono:
        Tarantino, Rodriguez, E.T., Blade Runner, Star Wars, il western (con poche eccezioni), Eastwood attore (meglio regista, imho), 2001 Odissea nell’ospizio… e se mi ricorderò di qualche altro nome importante, poi ti dirò 😛

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      • Conte Gracula ha detto:

        Uh, Arma letale, dimenticavo.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Nei primi Novanta quei film mi piacevano in modo moderato, ma li avrò visti una volta l’uno, forse qualcosa di più il primo. Diciamo che era l’action di serie A quindi per forza dovevi fartelo piacere, ma ovviamente preferivo il cinema marziale di serie B 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        ahhhhhhhhhhhh ma questo è un outing coi fiocchi: ora però devi confessare di essere il mio fratello gemello separato alla nascita, visto che sono d’accordo con tutto! (qualche western, di quelli buoni e non necessariamente famosi, lo salvo forse un po’ di più)
        Ora però dovremo scappare lontano, nella pioggia 😀

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      • Conte Gracula ha detto:

        Preparo subito gli ombrelli XD

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Umbrella Runner! 😀

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  3. Lo Zio ha detto:

    Il nuovo Blade Runner dovevo vederlo ieri pomeriggio ma un imprevisto con la bimba mi ha mandato a monte i piani e ora sono con le spalle al muro: o vado martedì prossimo o non ho più date utili…

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Spero riuscirai a vederlo e a tornare qui a dirci che ne pensi 😉
      Ho visto uno show in cui Ryan Gosling e Harrison Ford presentavano il film, con un’aria da scemo e più scemo. Temo che nessuno dei due si sia reso conto di aver partecipato alle riprese, uno più rincoglionito dell’altro a guardare nel vuoto come il Verdone degli anni d’oro. Temo che la parte attoriale non sarà il forte del film 😀

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  4. Willy l'Orbo ha detto:

    Post molto interessante! Anche, da buon seguace della vecchia WWF, per la chicca su Ultimate Warrior e Sting!
    p.s. ma quanti filmoni uscirono nel 1982? Se non ricordo male anche altri oltre a quelli da te menzionati!

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  5. Denis ha detto:

    Usci anche l’ottimo Tuono Blu,secondo me gli studios visto la crisi del cinema fanno una cosa semplice hanno sceneggiature con titoli diversi per vendere il film attaccano riferimenti e rimandi et voila il nome fa vendere e risparmi sul marketing.
    Quello nuovo presumo che prenderà più riferimento proprio dai film d’animazione giapponesi e dai videogiochi perchè ormai con il digitale si può tutto.
    Comunque per me quello dello ’82 cult assoluto.

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  6. Cassidy ha detto:

    Nemmeno io sapevo della chicca su Ultimate Warrior e Sting! In effetti però “Blade Runner” e “Atto di Forza” sono tutti frutto del lavoro di Philip K. Dick quindi ci può stare 😉 Mi fa inoltre piacere vedere che gli Aphrodite’s Child hanno segnato almeno una generazione 😉 cheers

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  7. Il Moro ha detto:

    Attenzione attenzione : non sei in torto a pensare a un collegamento tra blade runner e atto di forza. esiste una serie televisiva che mixa diversi elementi dal romanzo e dal racconto che hanno ispirato i film. Si intitola total recall 2070.
    Ma è abbastanza introvabile…

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  8. Denis ha detto:

    Il vero sequel di B.R e Soldier di Paul Anderson ma ci metterei anche Screamers, se Philip K Dick fosse vivo sarebbe stramiliardario da un libro ci farebbero intere saghe.
    Per me vale la massima “ognuno nei film ci vede quello che vuole”.
    Ridley Scott e un costruttore di immagini purtroppo cura poco le sceneggiature
    Atto di Forza ho il racconto in un libro di Dick comunque molto meglio il film.
    Ma siete sicuri che il post non e un ricordo innestato?

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  9. Denis ha detto:

    @Giuseppe in realtà Natural City l’ho trovato in un mercatino a 50 centesimi,comunque quei concetti nel film l’animazione jap l’ha sviluppata in tutto gli androidi indestinguibili dagli umani,più che altro hanno saccheggiato l’ambientazione città decadente,multinazionale onnipresente,donne artificiali usate per il piacere,e robot che svolgono lavoro pesanti ma togliendolo agli umani,poi il film di Scott ha imperfezioni di montaggio e altro corretti un pò dal final cut.
    @Lucius anche un mio amico appena visto l’inizio ha cambiato canale per vedere Cliffhanger ,ma l’avevo avvertito che non gli sarebbe piaciuto perchè non amando i giochi di ruolo che sono lenti,ho intuito che era un tipo frenetico e non riflessivo.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Non è che un “frenetico” non possa amare un film riflessivo. Io stesso sono molto amante della cinematografia asiatica, che ha ritmi decisamente più lenti, e proprio in quegli anni ho conosciuto e amato Bergman, che non si può certo definire un regista “frenetico”. Il problema è che troppo spesso gli spettatori entusiasti credono che la lentezza sia simbolo di riflessione e quindi se amano un film lento credono di fare i cinefili intellettuali, e questa sensazione è rappresentata in modo perfetto dal remake di “Solaris” di quel criminale di Soderbergh. Ricordi come si apre il remake? Con Clooney che guarda in camera per lunghi minuti: ma che vuol dire? Niente, ma è quello che i frenetici credono sia il cinema d’autore: scene lente per essere lente. Quindi appena un film americano è lento, tutti a godere perché è cinema d’essai, intellettuale e riflessivo. Invece è solo un film lento per essere lento.
      A voler pensar male, si potrebbe dire che molti registi americani per togliersi di dosso la patina di “generalisti” tendono a fare almeno un film lento per dimostrare di essere registi d’autore, fallendo miseramente. Perché non è la lentezza a fare un film riflessivo, ma – sembra strano dirlo – la “riflessione”. Ma anche quella da sola non basta, che se no viene fuori un pippone mentale. Servono tanti elementi che spesso i registi di cassetta non possono usare, se no si perdono almeno metà del pubblico, che vuole bang bang zip zip mascherati da film d’autore.
      Scott è stato geniale a prendere una storia banalissima – in pratica uno scialbo riassuntino del bel romanzo di Dick – e invece di farci un normale film di cassetta ci ha fatto un pippone che andasse contro i dettami dell’epoca (che va di moda, la luce? E allora io ci faccio il buio!) così da sembrare d’autore. E’ stata un’operazione furba che non ha funzionato per almeno dieci anni, finché l’uscita della prima Director’s Cut nel ’91 ha lanciato il film in ogni dove, scatenando la fede religiosa di tutti quelli che fino al giorno prima avevano ignorato la pellicola. Addirittura la Bonelli cavalcò l’onda del ritorno del film al cinema per sfornare la sua versione a fumetti, “Nathan Never”, dicendo nella presentazione che in redazione si rivedevano Blade Runner ogni giorno: eppure nella fantascienza Bonelli fino ad allora si citavano film della golden age americana, quelli bang bang zip zip…
      Capisco che Blade Runner è una fede e io mi ritrovo ateo, ma almeno è una mia costante: sono ateo di tante fedi cinematografiche, mica solo Blade Runner 😛

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      • Denis ha detto:

        Soderbergh non mi piace proprio,poi un tempo i ritmi erano più lenti adesso i film hanno montaggi più veloci tanto che in alcuni si fa fatica a capire la scena,ma no e che il mio amico conoscendolo guarda solo action e dal modo di muoversi sempre agitato e senza pensare che l’ho capito^_^
        Poi ognuno ha i suoi gusti ma lo stile di Scott era proprio più lento tra fine ’70 e ’80.
        Guarda ho visto Warrior di Gavin Hood e l’ho trovato indegesto più presentuoso dei vari Rocky e mal scritto ecco Hood e nella mia lista nera.
        Poi io preferisco i registi come Verohen film di cassetta che dicono i loro temi senza annoiare.
        Comunque adesso non c’è più lo spazio dove rifletti perchè Margan Freeman spiega tutto e Sean Bean muore sempre:)

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Anche a me “Warrior” non ha convinto. La trama è buona, c’è dell’ottimo materiale, ma l’esecuzione non è proprio riuscitissima.
        Sì, ormai il montaggio non lascia tempo di capire cosa stia succedendo, e pensa che io trovai innovativo lo stile di Cameron con il suo montaggio serrato, quando coi criteri di oggi sembra lento 😀

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      • Fra X ha detto:

        Un pò troppo drastico. Il film era già piuttosto famoso e citato prima dell’ uscita della versione alternativa. Almeno da noi. Oltre oceano non so.

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Era abbastanza noto ma neanche lontanamente simile alla fede religiosa che in seguito l’ha ammantato. Era famoso come lo erano “Incontri ravvicinati” o “E.T.”, film molto amati che però non senti citare quanto senti citare Blade Runner.

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  10. Denis ha detto:

    Ti sarebbe piaciuto un seguito fatto da Cameron ambientato in una colonia extramondo?
    Ma era innovativo ma dopo Titanic dove la gente balla,canta e affonda per via dei dico 50 milioni di dollari che gli hanno i produttori e morto cinematograficamente,comprandosi qualche sottomarino piccolo giallo ecco il buon Jim lo trovi li sul fondale.
    Ma sai che visto di Villenauve Prisoner e non mi ha convinto.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Guarda, considero Denis Villeneuve il simbolo stesso della “lentezza che fa cinema d’autore”. Non sono uno suo grande fan e solo per caso ho visto i suoi film – cioè li ho visti non sapendo che erano suoi – e solo dopo mi sono accorto che erano tutti accomunati dalla voglia di elevare il mosciume a contenuto: credo sia il perfetto erede di Ridley Scott 😀

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    • Fra X ha detto:

      Qua si è citato BR come esempio di “non criticarlo qua e la perché sennò sono cavoli”, ma in confronto a “Titanic”… XD

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  11. Fra X ha detto:

    “poi un tempo i ritmi erano più lenti adesso i film hanno montaggi più veloci tanto che in alcuni si fa fatica a capire la scena,ma no e che il mio amico conoscendolo guarda solo action e dal modo di muoversi sempre agitato e senza pensare che l’ho capito^_^”

    Già! Vedi l’ ultimo guerre stellari che hanno bisogno di fare il “time out” nella taverna quando i film delle precedenti trilogie alternavano momenti d’ azione a quelli di riflessione ed interazione tra i personaggi.

    “Nel film compaiono anche i futuri lottatori Sting e Ultimate Warrior che poi formeranno proprio un tag team di nome Blade Runners, e il mio nome in realtà doveva essere Demis perché a mia mamma piaceva Demis Rosseau, che guarda caso era in coppia con Vangelis negli Aphrodite’s Child!”

    Ah, però! Escono sempre chicche che non conosco dai film di 20-30 anni fa! Quelli di adesso mi sa che ne hanno pochine in generale. XD

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  12. Fra X ha detto:

    “secondo me gli studios visto la crisi del cinema fanno una cosa semplice hanno sceneggiature con titoli diversi per vendere il film attaccano riferimenti e rimandi et voila il nome fa vendere e risparmi sul marketing.”

    Già! Eh, eh!

    “Era abbastanza noto ma neanche lontanamente simile alla fede religiosa che in seguito l’ha ammantato. Era famoso come lo erano “Incontri ravvicinati” o “E.T.”, film molto amati che però non senti citare quanto senti citare Blade Runner.”

    Ah, O.K.! Ora ho capito che intendi.

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    • Denis ha detto:

      Fanno film lunghi per coprire Gb dei bluray come le donne sanno non è che più lungo e meglio^_^
      Comunque dopo aver letto il post il mio amico Vincenzo mi ha dato dell’androide

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  13. Sam ha detto:

    In realtà , l’episodio di “Ai confini della realtà” col tizio che si innamora della donna robto, fu poi copiato e migliorato da Osamu Tezuka nel film ” L’uccello di fuoco 2772″ uscito pure in dvd in Italia e trasmesso dalla Rai ( c’è pure il film sul tubo).
    La tizia del film, Olga, fu poi copiata /omaggiata nel fumetto di Nathan Never ( dove c’è appunto uan donna robot di nome Olga )

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  14. Giuseppe ha detto:

    Beh, cos’è ‘sta storia, adesso uno non è nemmeno libero di criticare… TARANTINO? Hai.. criticato… TARANTINO? AAAAHHHRRGHH!! NNOOO!! PERCHEEEE’?? 😀 😀
    Il problema principale, Lucio, è che oggigiorno fra “sanfedisti” per partito preso, rivalutatori, sottovalutatori e compagnia brutta nessuno ti crede più se dici che un classico ti è piaciuto perché ti è piaciuto e BASTA, posizione TUA maturata personalmente senza condizionamenti esterni o settarismi preconcetti di alcun tipo. Prendiamo come esempio proprio “2001: Odissea nello spazio”: se io affermo che è un capolavoro senza tempo perché PER ME è ancora così, quanto tempo ci vorrà prima che qualcuno arrivi a illuminarmi circa la mia mancanza di coraggio nell’oppormi all’intellighenzia dominante che considera Kubrick intoccabile? Discorso simile per Star Wars: ricordo ancora il mio entusiasmo in sala ma… no, troppo comodo, mica posso pensare di sfangarla in questo modo! In realtà io ho solo creduto che mi piacesse davvero, quando invece -secondo taluni esperti da tastiera nati anni dopo la fine di quella trilogia originale che forse manco hanno visto- era stato il marketing dell’epoca ad avermi “rincoglionito” ad hoc. Ma come ho fatto a non ammetterlo con me stesso? Eh, niente, si vede che avevo proprio bisogno di qualcuno che mi aprisse gli occhi… e mi fermo qui, perché davvero con esempi simili si potrebbe andare avanti fino alla nausea 😦

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah è il famoso marketing retroattivo: sai di aver amato un film solo quando anni dopo ti dicono che l’hai amato 😀
      In fondo il personaggio di Deckard rappresenta il tipico spettatore: se io ricordo di aver amato un film, è perché l’ho amato io… o qualcuno ha creato questo ricordo? 😛

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      • Giuseppe ha detto:

        😀 😀 E il ricordo dell’unicorno dove lo mettiamo, eh? Ma, soprattutto, volendo essere pignoli e attenti ai particolari, il corno dell’unicorno dove lo mettiamo? Per i suddetti esperti libbberi, gggiovani e controcorrentissima un suggerimento io l’avrei anche… 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Occhio che sono cambiati i tempi, questa non è più una minaccia per i “moderni” 😀

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  15. Denis ha detto:

    Non un fanboy di nessuno perchè in fondo sono solo film che a alcuni toccano corde diverse,poi i gusti sono diversi,non guardo il regista o l’attore solo se il film mi e piaciuto o no,comunque anche a me non piace Tarantino e perdono anche errori o la miseria di alcuni film basta che mi lasciano qualcosa una scena,un personaggio e altro.

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  16. andreaklanza ha detto:

    Lucius ma da qualche parte ti sei occupato anche dei tre seguiti a romanzo di Blade Runner? Sono curioso di saperne di più!

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