Martial Law 2 (1992) Codice marziale 2

La Cannon è stata la regina dei filmacci per un decennio e Menahem Golan aveva il “tocco” magico: rimarrà per sempre un mistero come abbia fatto a non capire che Van Damme stava per cambiare tutto.
Quando finalmente verso la fine degli anni Ottanta esce zoppicante nei cinema Bloodsport, girato svogliatamente tempo prima, Golan non sa che quella roba fatta senza interesse è qualcosa di assolutamente esplosivo. E sì che Golan è riuscito a inventare i ninja al cinema!
Van Damme cambia tutto e il cinema di serie B va riscritto daccapo: ora serve gente che si meni usando stili marziali codificati.

Questo sembra un lavoro per Jeff Wincott…

Fra le case che subito cercano di riqualificarsi c’è la Image Organization, produttrice del pessimo Balle spaziali 2. La vendetta (1989) e dell’ottimo Affari sporchi (1990): come abbia fatto un film di serie A con Richard Gere ad uscire da una casupola è davvero un mistero.
Dopo l’horror con Amityville: il ritorno (1990) la casa si butta sulle arti marziali con Martial Law (1990). Ci sarà ancora tempo per l’horror da due soldi, come Scanners 2 e 3 (1991), ma serve anche l’action marziale, come con Open Fire (1994).
La casa smette la sua attività nel 1998, dopo solo dieci anni, ma nell’agosto 1992 riesce a scrivere una delle pagine più epiche del filone, con Martial Law II: Undercover.

Vi giuro che roba figa come questa all’epoca ce n’era davvero poca

IMDb dice addirittura che il film esce in Italia già dall’ottobre 1991, e purtroppo sulla locandina della VHS Multivision dell’epoca non c’è alcuna data (se non il 1992 del copyright): la mia memoria non mi aiuta a ricordare quando lo vidi nella mia videoteca di fiducia, ma di sicuro siamo intorno a quelle date.
Il primo Codice marziale era andato in onda sabato 11 luglio 1992 addirittura su Rai2, e la settimana successiva si fa il bis: sabato 18 luglio 1992 Rai2 manda in onda Codice marziale 2.
È incredibile quanto sia passato come una meteora questo film, eppure quanto mi abbia segnato profondamente.

Tie’, pure il titolo italiano: voglio esagerare!

Parlo di un periodo in cui il cinema B marziale tira tantissimo ma le case non se lo filano di pezza: se qualche casa non lo mette in vendita, quel film rimarrà sconosciuto a meno di non passare in TV. Sono stato fortunato perché questo film lo registrai durante quel passaggio su Rai2 – ma conservai solo i combattimenti – per chiunque altro invece Martial Law 2 è “apparso” solamente nel 2005, quando la Legocart lo porta in DVD. (Ristampato poi il 16 febbraio 2017.)

Siete pronti a farvi giudicare dalla legge marziale?

Il figlio di Steve McQueen proprio non si può guardare, quindi lo mandiamo a zappare la terra. Torna invece Billie Blake, la grintosa poliziotta interpretata da Cynthia Rothrock: dopo tanta gavetta ad Hong Kong, finalmente la sua patria si è accorta di lei.
Questi di Martial Law infatti sono i primi due film prodotti dall’Occidente in cui Cynthia riesce a partecipare.

Cynthia: il caschetto biondo che mena il mondo!

A fare il protagonista arriva dal canada Jeff Wincott, 35enne in splendida forma che fa la comparsa al cinema e in TV. Lo attende la carriera del caratterista – che infatti intraprende dalla fine degli anni Novanta ad oggi – ma grazie alla passione marziale può risplendere in un ristrettissimo numero di film da leccarsi i baffi.
Quando entra in scena in questo Martial Law 2, è chiaro che i fan marziali hanno trovato pane per i loro denti.

Ancora non ha aperto bocca, ma già Jeff è promosso a pieni voti!

Promosso detective, Sean Thompson (Jeff Wincott) saluta la collega Billie Blake (Cynthia Rothrock) e va in un altro distretto, dove serve qualcuno che indaghi ma contemporaneamente insegni arti marziali ai poliziotti. Tanto per capire come sono cambiati i tempi.

Devo indagare menando e menare indagando?

Appena arriva un suo collega viene trovato ucciso e Sean sente puzza di bruciato, deve però indagare per contro proprio perché non ha il permesso del suo capo: andiamo, ma voi ce lo vedete Billy Drago capo della polizia?

A regazzi’, io menavo Chuck Norris quando tu ancora andavi all’asilo!

Le indagini di Sean lo portano al ricco Spencer Hamilton (Paul Johansson), intrallazzone che nel proprio locale fa menare la gente dal suo bodyguard Tanner (Evan Lurie, muscoloso caratterista di un mare di film di questo periodo). Botte qui, botte lì e il cattivo ha ciò che merita.
Che altra trama volete?

Malgrado la faccia da tubero, Evan Lurie spaccava

La passione per il cinema marziale ribolle nel mio sangue sin dalla mia nascita, ma dal 1990 la febbre mi divorava vivo: Van Damme interpretava film col contagocce mentre io volevo botte ogni ora del giorno! Per questo ho salutato con grande entusiasmo l’ondata marziale che ha riempito le nostre TV e le nostre videoteche. (Non parlo di Blockbuster, parlo delle fetenti videoteche di quartiere che avevano cose che voi umani non potreste mai immaginare…)

Con cattivi come questi, c’è solo da sghignazzare

Ho amato profondamente questo film non certo per la trama o la qualità degli attori, ma perché semplicemente non esisteva alcuna alternativa: ti piaceva il cinema marziale nei primi anni Novanta? Questo c’era, e questo ti vedevi.

Ti piacciono le mie spalline marziali?

I combattimenti del film l’avrò visti mille volte, li conosco a memoria fotogramma per fotogramma. Il film intero in realtà l’ho rivisto solo ora, per il blog, ma ogni singola scena di combattimento è impressa a fuoco nella mia anima.
E non parlo di quei fetenti 30 secondi che i film action del Duemila dedicano ai combattimenti corpo a corpo, parlo di almeno un quarto di film dedicato alle botte!

Vi meno con il distintivo o senza?

La moda marziale aveva spinto i produttori a rivolgersi a quell’esercito di stuntman e comparse che dagli anni Ottanta facevano capolino qua e là: in questo film comincia a vedersi il re assoluto degli anni Novanta (nel Duemila lo si è visto decisamente di meno), il signore incontrastato degli stuntman marziali. James Lew.
Nella sua filmografia sterminata probabilmente non manca neanche un titolo dei fiumi di filmacci marziali degli anni Novanta: in un modo o nell’altro Lew appare, dà botte, prende botte e scompare. Non se l’è mai tirata da “attore”, è amico di tutta Hollywood ed è arrivato a torturare Madonna: è stato un onore vivere il suo massimo periodo di splendore.

Jeff Wincott e James Lew: un sogno marziale anni Novanta!

Visti oggi potranno sembrare combattimenti rozzi in un film davvero di bassa lega, ma posso testimoniare come alla sua uscita italiana era roba di altissimo livello, fighissima ed amatissima. Ovviamente era chiaro che non era cinema di serie A, ma questo serviva ad apprezzare di più Van Damme: ogni suo film era migliore della somma dell’esercito di filmacci che nascevano per imitarlo.

L’anno dopo lo stesso spolverino ce l’ha Van Damme in Senza tregua

I primi prodotti di Van Damme svettavano per altissima qualità rispetto alla media del genere, visto che era inedito e ignoto il cinema di Hong Kong e in generale l’Asia presentava roba con gente minuta che schizzava a velocità raddoppiata. Le videocassette di Jackie Chan erano roba da archeologi (negli ’80 uscirono alcuni suoi film in VHS scomparsi immediatamente) e quindi non esisteva alcuna alternativa: chi amava il cinema marziale aveva film del livello di Codice marziale, e vi giuro che andavano più che bene.

E vai con la sgambata di Cynthia!

Qualcuno dirà che c’era Chuck Norris, quindi meglio specificare subito: ho detto “cinema marziale”… e Norris quindi non c’entra niente!

L.

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23 risposte a Martial Law 2 (1992) Codice marziale 2

  1. Conte Gracula ha detto:

    Il caschetto biondo che mena il mondo! XD
    E qui possiamo chiudere la blogsfera, per oggi. 😉

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  2. Cassidy ha detto:

    Non so se di questo post mi piacciono di più le didascalie (il caschetto entra di diritto tra le più divertente che tu abbia mai sfornato) oppure il quadro preciso e senza romanticherie (ma vera passione) di un periodo storico per un genere che ora é troppo facile etichettare come scarso, bravissimo. Drago capo della polizia però non é credibile 😉 Cheers!

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  3. Lo Zio ha detto:

    Difficile capire o anticipare le mode. Se solo la buonanima di Golan fosse stato un pelo più lungimirante di film come questo (o migliori) ne avremmo avuti a pacchi. Chissà quanti attori/artisti marziali avrebbe lanciato!

    Sai che ho appena realizzato che Jeff e Michael Wincott sono fratelli? Michael ha la faccia di quello che vedi al tg dopo che hanno fatto una strage e i vicini commentano “Era un bravo ragazzo, salutava sempre!”.

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  4. Denis ha detto:

    Peccato tutto le botte formative sparite,film ipercostosi e 30 secondi di mazzate dove non si vede arrivare nemmeno il pugno in fazza perchè staccano un secondo prima e il green screnn rende tutti super atleti,per me Van Damme ha pagato che non era americano.

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Al di là del suo terribile accento – che non era certo peggio di Arnie! – la sua stella è caduta quando ha smesso di fare film marziali per spacciarsi come “vero attore”. Lì ha davvero fatto il botto, e solo quando è caduto nella serie Z d’un tratto ha ricominciato a titar calci, quando cioè ormai era troppo tardi.
      E poi ostinarsi a chiamare registi asiatici, incapaci di contenerlo, non ha certo migliorato la cosa. Fermo restando che con la condanna del cinema marziale tutti gli atleti famosi nei ’90 sono scomparsi, riciclandosi altrove. Lamas, Wincott, Blanks, Speakman, Vitali, Avedon e tanti altri sono rimasti tutti senza lavoro: da protagonisti e idoli marziali a barboni…

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      • Giuseppe ha detto:

        Beh, almeno Lamas un secondo lavoro l’ha anche trovato (accessoriando Harley Davidson) 😉
        Quanto a Martial Law 2, pur con i suoi limiti (e certo Jeff Wincott non è tra quelli), sembra impossibile che abbia anche solo lontanamente a che fare con il repellente primo capitolo. Piuttosto l’avrebbe senz’altro meritato questo, il diritto di essere il primo vero capitolo della saga…
        P.S. Billy Drago? Sì, mi fiderei. Se cercassi un poliziotto corrotto, s’intende 😛

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        Essendo il primo film marziale, magari la Image non ci credeva molto e soprattutto penso non si rendesse conto delle potenzialità che aveva sotto mano. In “Martial Law 1” per la prima volta Cynthia combatteva su mandato americano, c’erano comparse del calibro di Benny “The Jet” Urquidez, c’era Carradine addirittura impegato nel combattimeneto finale. Insomma, la Image aveva oro e probabilmente l’ha buttato via perché ne ignorava il valore. Col secondo film probabilmente si è resa conto che tutti sono impazziti per queste botte marziali e ha cominciato a sfruttare bene la cosa.
        Non sono oggettivo, ma se penso che è la stessa casa di “Amityville il ritorno” e “Scanners” 2 e 3… be’, mi sembra che le siano venuti molto meglio i film marziali 😛

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  5. Willy l'Orbo ha detto:

    Accidenti, quanta passione nel commentare questo film…e lo dico con ammirazione! Felice di averti dato lo spunto/spinta per rispolverare un amore così grande! E scusa se ti “ho sottratto” la rece del primo! 🙂

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  6. Cumbrugliume ha detto:

    Cinziona era un piccolo mito del periodo, quando sentivo pronunciare il suo nome sapevo di andare sul sicuro! Hai ragione quando dici che gli appassionati di cinema marziale dovevano sapersi accontentare, sono tante le pellicole oggettivamente scarsine che si sono impresse nella nostra memoria… La mia, però, deve essere più scarsa della tua, visto che questo Martial Law 2 non me lo ricordo proprio 😀

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