Black Belt: intervista a Michael Jai White (2014)


Nel 2014 la rivista “Black Belt” nomina Michael Jai White “Uomo dell’anno”, «per il suo sforzo nel promuovere uno stile di vita più salutare e i suoi impegni nelle arti marziali: che possa continuare ad ispirare ed intrattenere gli artisti marziali di tutto il mondo per i decenni a venire.»
Traduco l’articolo della rivista che omaggia l’atleta e la relativa intervista.


Michael Jai White
Man of the Year 2014

di Robert W. Young,
editor-in-chief

da “Black Belt”, Vol. 52, n. 6
ottobre/novembre 2014

Un fan l’ha chiamato “Denzel Van Schwarzenegger“. Il nickname è tanto accurato quanto divertente, un amalgama dei tre fattori che contraddistinguono White: attore, artista marziale, icona del fitness.

Molte celebrità sono ascese al grado di superstar raggiungendo l’apice di uno solo di questi tre pilastri che contraddistinguono la carriera di White. Anni di duro allenamento hanno creato una fibra morale che gli consente di alimentare entrambi questi tre aspetti di sé. Uno stile di vita possibile, afferma lui, solo grazie alla disciplina appresa sul dojo.

«Non sono uno che si lascia andare», dice White. «Vivo la vita dell’attore professionista, ma mi alleno come un atleta professionista e pratico le arti marziali come un artista marziale professionista. Non ho un personal trainer, e gente che non fa neanche un quarto del mio allenamento ne ha uno… a volte due. La gente mi dice “Come trovi il tempo?” È tutta questione di disciplina.»

Sulla recitazione

Con una carriera che lui stesso definisce schizofrenica, White sembra perplesso se non sorpreso di essere ancora definito “artista marziale”. La sua carriera è simile a quella dei dipinti di Jackson Pollock: una spennellata d’azione, seguita da uno schizzo di commedia e da uno spruzzo di dramma romantco.Ha condiviso lo schermo con miti di Hollywood come George C. Scott, Elliot Gould, Heath Ledger e Martin Sheen. Il suo profilo twitter è disseminato di commenti del tipo “Non avevo idea che tu fossi in [titolo di un film]”, lo stesso è considerato un attore marziale dalla maggioranza.

«È una cosa divertente, ma quando colpisci qualcuno in testa crei attenzione», dice White.

BLACK BELT: Avresti potuto avere una simile carriera senza fare film di arti marziali?

WHITE: Certamente. Sento che ogni film che faccio ha della marzialità al suo interno. Sono più che sicuro che se togli la marzialità esterna dal film, rimane comunque un buon prodotto. Blood and Bone (2009) è un film che parla di un uomo deciso a mantenere la promessa fatta ad un amico. Falcon Rising, il mio ultimo film, è un revenge movie nella tradizione di Taken (2008) e Man on Fire (2004).
Non mi piacciono i film che usano le arti marziali come una stampella, dovrebbero essere organiche al personaggio. Un sacco di film cercano scuse per avere combattimenti marziali. sono come dei porno.

BLACK BELT: Hai mai avuto paura di finire inquadrato da Hollywood?

WHITE: Cercano di inquadrarti sempre, che ti piaccia o meno. Lo capisco, la gente ha bisogno di un modo facile e comprensibile di catalogarti, ma quando si fanno le cose che faccio io la gente rimane sorpresa di trovarmi poi in commedie. Per ogni film drammatico o d’azione in cui mi avete visto… ce n’è un altro in cui faccio qualcosa di buffo davanti alla cinepresa. Ho fatto cose come Black Dynamite (2009), Ringmaster (1998), Why Did I Get Married Too? (2010) e varie sit-com. Molti dei miei lavori hanno risvolti comici, ma quando fai Undisputed 2 (2006) o Universal Soldier (1999) poi la gente si fissa su quello.

BLACK BELT: Trovi il modo di sfruttare il tuo allenamento anche in progetti che non prevedono l’uso di arti marziali?

WHITE: Certo. Mentre filmavamo la prima stagione della serie TV For Better or Worse di Tyler Perry un giorno stavamo lavorando a tre episodi insieme, ed io avevo un sacco di dialoghi: per quella prima stagione imparai le battute di tutti, non solo le mie. Le arti marziali insegnano a superare gli ostacoli, ed io capii che imparare le battute era una sfida. Nel mio modo di pensare io sono sempre un artista marziale, prima di tutto. Non è qualcosa legato al combattimento: è qualcosa che riguarda me che supero un ostacolo.
A volte quando ottengo un nuovo ruolo la gente dice “Non sei eccitato?” Mi ritrovo così a dover fingere, perché io sono realmente eccitato solo quando ho completato qualcosa. Una volta che è fatta sono la persona più felice del mondo, ma solo dopo che ho preso a calci quel sedere: è allora che festeggio.

Sulle arti marziali

Il suo stile originale e il suo primo amore è il Kyokushin, ma White ha approfondito molti altri stili grazie ad una serie di istruttori di prima categoria.

«Sono stato allievo di Wu Bin nel wushu», racconta. «Di [Tsutomu] Ohshima, che è un’autorità nello shotokan. Sono stato allievo di Bobby Lowe e kancho Matsui per il Kyokushin. Per la boxe mi sono allenato con Tommy Hearns e Sugar Ray Leonard. Nel K-1 con Remy Bonjasky. Se non fossi stato nel campo cinematografico, non sarei mai potuto arrivare a queste persone: credo di essere il più fortunato artista marziale del mondo. Non conosco nessun altro che si sia allenato con anche solo la metà della gente che mi ha istruito, e a volte sono riluttante a parlarne perché sembra che io stia esagerando.»

BLACK BELT: Perché qualcuno come te dovrebbe allenarsi nel Wushu?

WHITE: Come puoi considerarti un vero artista marziale se fai solo le cose che ti piacciono? Il Wushu è molto difficile per qualcuno della mia stazza, ma sai cosa? Mi riesce bene. Devo superare il mio stesso ego. C’è una parte in cui devo tenere tutte queste posizioni e impreco contro questi tizi di 70 chili, pensando fra me e me che se li affrontassi su un ring io li…
Ma questo è il modo sbagliato. Se sei abbastanza disciplinato e sopprimi i pensieri negativi riguardo le cose che non vuoi fare, ne otterrai solo benefici.

BLACK BELT: Pensi che si sia perso qualcosa nella passione dei giovani per le mma invece delle arti marziali tradizionali?

WHITE: Si è perso tantissimo. Questo perché al timone ci sono gli uomini e gli uomini tendono a celebrare i pugili. Persino nella mia esperienza nelle arti marziali tradizionali gli insegnanti tendono a lodare il combattente e non lo studente che si fa il culo per migliorare. È paradossale.

BLACK BELT: Cosa intendi?

WHITE: Se mi servono 1000 calci per scaldarmi mentre ad un altro ne bastano 100, allora il mio allenamento inizierà a 1001 e il suo a 101. Se mi spingo a 1010 e lui si spinge a 120, miglioriamo nel nostro allenamento. Le arti marziali sono tutte qua: in quanto uno può spingere se stesso.

BLACK BELT: Sei un fan delle mma?

WHITE: Sono un grande fan delle mma. Non mi perdo un incontro UFC. Mi sono allenato un sacco di lottatori dell’UFC. Ho fatto lo sparring partner di Quinton “Rampage” Jackson, e Dan Cormier è un mio buon amico. Gli ho scritto per assicurarmi che avesse una buona strategia per mantenere la distanza da Jon Jones: un tizio con quella lunghezza di gambe lo devi far muovere in continuazione, così da non dargli tempo di calciare. Guarda T.J. Dillashaw, Chad Mendes e Frankie Edgar: dovrebbero fare un monumento a questi combattenti. Le loro tecniche dovrebbero essere studiate da tutti.

Sull’allenamento

Anche se le arti marziali non sono protagoniste in un film, il fisico di White è sempre sfruttato a pieno nei suoi ruoli. White, che sta per compire 47 anni, non è in pratica invecchiato di un solo anno né nell’aspetto né nella capacità. Non è una sorpresa: non ha mai fumato, non si è mai ubriacato e non tocca una soda da 23 anni. Quando gli si chiede chi vincerebbe un match fra lui e lui stesso all’età di 21 anni, non ha esitazioni: «Punto sicuramente su di me adesso», risponde. «Comunque ti giuro che non mi sento minimamente diverso da quando avevo 21 anni: lo divento quando mi lascio andare un po’ sul peso. Ma quando sono in forma e sotto i 100 chili, non c’è alcuna differenza, posso fare tutto ciò che facevo a 21 anni. E penso che ci siano un sacco di cose che posso fare adesso e all’epoca no. La mia resistenza è migliore, non disperdo energia nei movimenti e posso eseguire le tecniche in modo migliore.»

BLACK BELT: In che modo ti alleni in sala pesi? Prediligi la performance o l’aspetto fisico?

WHITE: Faccio sollevamento per equilibrare la mia estetica, in modo che tutti i movimenti siano più fluidi. Quando c’è uno squilibrio fra le due metà di un corpo, lo si vede nel movimento. Ho le spalle grandi di natura, ma lavoro sulla parte posteriore delle mie spalle perché ho un disequilibrio: ho le spalle che tendono a piegarsi in avanti. In questo modo le riequilibrio.
Faccio un sacco di esercizi per la schiena, perché penso sia molto importante. Faccio molte flessioni per allungare la mia spina dorsale. Durante tutto il giorno tu comprimi la tua spina dorsale: a me piace averla non compressa così come preferisco non avere le spalle cadenti in avanti. Quando alleni i muscoli sulla tua schiena, spingi le tue spalle indietro e così il tuo baricentro si riequilibra.

BLACK BELT: Alleni i tuoi addominali?

WHITE: Non molto. Tutti hanno un six-pack [quello che noi chiameremmo “tartaruga”. N.d.R.], si tratta solo di tirarlo fuori. Ed esce fuori quando scompare il grasso corporeo. Ci sono volte in cui alleno gli addominali due volte a settimana ma capita che invece non li alleni mai. Tendo ad allenamenti più globali. Faccio scatti e penso che basti questo a far uscir fuori gli addominali.

BLACK BELT: Quanto è rigida la tua dieta?

WHITE: Non faccio alcun vero sforzo in campo nutrizionistico, per via del modo in cui mangio. Non mi piacciono le schifezze, perché quando mangi del pessimo cibo questo ti invade l’organismo e non ti fa stare bene. Per questo non ho alcuna tentazione.
Non mi piace il cibo-spazzatura, per me uno “sgarro” è mangiare del riso dopo le otto di sera. Mangio una pizza tipo due volte l’anno, cioè quando mi presento a qualche festa dove non c’è altro da mangiare.

BLACK BELT: Qual è una colazione classica per te?

WHITE: Mi sveglio e mi faccio un frullato di proteine con una banana, burro di arachidi, latte di mandorla e proteine in polvere. Oppure uova con riso integrale e tacchino, come una colazione hawaiiana.
Per me se vuoi aumentare muscoli e forza hai bisogno della dose adeguata di proteine. Il corpo tende naturalmente a decadere: perché aiutarlo? I carboidrati non mi hanno mai affascinato, ogni volta che ne mangio avverto un senso di perdita di peso che non mi piace.


L.

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6 risposte a Black Belt: intervista a Michael Jai White (2014)

  1. Cassidy ha detto:

    Super intervista grazie per averla tradotta! In effetti Denzel Van Schwarzenegger è un colpo di genio per riassumere il grande Michael Jai White 😉 Cheers

    Piace a 1 persona

  2. Cumbrugliume ha detto:

    Grande Michelone! La settimana scorsa è cominciato su El Rey Network una specie di reality sulle arti marziali miste, Bushido Battleground, in cui lui fa il narratore! Se lo trovi in giro dagli un occhio, ne parlano molto bene 🙂

    Piace a 1 persona

  3. Giuseppe ha detto:

    Due sole pizze all’anno? Uno sgarro il riso dopo le otto di sera? Eh, niente, la disciplina marziale si vede anche in cucina (del resto, scommetto che Michael riesce a picchiare anche i carboidrati) 😉

    Piace a 1 persona

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