Alien Tornado (2012) Tornado Warning

Il recente Geostorm (2017) con Gerard Butler dimostra quanto la serie A stia inseguendo la Z, quindi perché non rispolverare un bel Meteo Apocalypse d’annata?

Dal 2005 la Active Entertainment pompa alla grande sulla serie Z, sfornando capolavori dell’ignominia come la “Tetralogia del 2005 di Ken Badish” (Metamorphosis, MosquitoMan, SnakeMan e SharkMan) e perle del Meteo Apocalypse come Weather Wars (2011).
Ehi, perché non fondere le deliranti sceneggiature di Badish con il Meteo Apocalypse? Il risultato che fa accapponare la pelle è Alien Tornado, da vendere al terrificante canale Syfy.

Non è che si siano sforzati tanto, con la grafica…

Tranquilli, però: Badish si limita alla produzione. Alla sceneggiatura stavolta c’è Paul A. Birkett, che dopo l’intrigantissimo Altitude (2010) ma soprattutto dopo la brutta esperienza di aver sceneggiato Steven Seagal in The Keeper (2009) si è buttato sui filmacci, da Arachnoquake (2012) a Ghost Shark (2013).
Alien Tornado segna però la chiusura della Bullet Films, che nella sua breve vita è riuscita a regalarci pirle come Quantum Apocalypse (2010), Killer Shark (2011) e Miami Magma (2011).

Tornado di lucette di Natale!

Presentato da Syfy il 21 aprile 2012, pare arrivi in Italia nel 2014 (fonte: IMDb) come Tornado Warning.
La 01 Distribution (RaiCinema), sempre attenta alle porcate, lo distribuisce in DVD in data imprecisata (forse proprio il 2014), ristampandolo dal gennaio 2017.

La faccia di Jeff Fahey quando ha saputo di dover fare ‘sto film

Che bella la campagna dell’Illinois, tutta fatta di contadini barbuti come Judd Walker (uno stranito Jeff Fahey: ma ve lo ricordate Jeff Fahey?) e di tornado che arrivano e distruggono tutta la vostra vita mandandovi sul lastrico. Ah, la campagna…
Stavolta però il tornado non è quello solito, sembra diverso… è fatto di luci!

La scienziata che in realtà non sa nulla

Arriva l’esperta Denise Gordan (Claire Conti) ad indagare, e d’un tratto la campagna dell’Illinois si riempie, perché arrivano anche gli Uomini in Nero… va be’, diciamo gli uomini in tutina strana con fasce rosse sulle braccia, un insieme di buffoni guidato da Armstrong (David Jensen).

Con quella faccia, è un leader nato

In pratica il tornado è la forma che hanno acquisito gli UFI per venire a rapire gente a caso nella campagna dell’Illinois, perché nell’universo è noto che “con gli umani di campagna, il gusto ci guadagna”.
E ovviamente, come ogni buon rapimento alieno vuole, il tornado prende le persone uno per uno, che tanto chi ci corre dietro?

UFI di luce!

Arrivato alle porte di Chicago, il tornado viene fermato col solito bla bla pseudoscientifico tanto caro al cinema, che non vale proprio la pena di stare ad ascoltare.

Il reparto delle bande rosse

All’ispirata regia c’è Jeff Burr, proveniente dagli anni Novanta e passato ai filmacci del Duemila, e mi sento di dire che il suo tocco sia l’unico elemento da salvare di questo film.
A sorpresa Burr sfoggia inquadrature molto ispirate e giochi di ripresa che non ci si aspetterebbe in un prodottino televisivo senza pretese. Alcune trovate sono molto apprezzabili ed è giusto segnalarle, sebbene inserite in un prodotto non alla loro altezza.

Guizzi di regia

Finite le riprese hanno dovuto svegliare Jeff Fahey, vistosamente appisolato per tutto il tempo, e ricordargli che doveva subito andare sul set di 100 gradi sotto zero (2013), facendo così il salto di qualità… passando alla Asylum!

L.

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17 risposte a Alien Tornado (2012) Tornado Warning

  1. Zio Portillo ha detto:

    Momento! Momento! Momento! Manca un passaggio fondamentale nella trama. I due Walker sono…? Marito&moglie? Padre e figlia? Fratello e sorella? Cugini?
    Cavolo Lucius, se non mi dici ste cose come posso apprezzare il film!

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  2. nik96 ha detto:

    se conosci Ghost Shark ti consiglio di recensirlo che ne dici

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  3. Cassidy ha detto:

    C’era una volta Jeff Fahey, caratterista capace di far svoltare una produzione, qui rapito dagli UFI tornadi (mancano solo le scie chimiche) e perso forse purtroppo per sempre, che peccato! Cheers

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  4. Giuseppe ha detto:

    Che Birkett sia passato in così poco tempo da Altitude a questo è cosa che mi lascia un bel po’ di amarognolo in bocca… se fossimo stati in presenza di un ideale mix fra quel tipo di sceneggiatura e questo tipo di regia, magari, ci poteva pure essere la possibilità di tirarne fuori una non-boiata. Qui invece dobbiamo accontentarci di vorticanti peti alieni luminosi 😛

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