Hunt to Kill (2010) Caccia all’uomo

Nel 2009 due case canadesi – Nasser Group e NGN Productions – decidono di buttarsi in film con protagonista Steve Austin, e dopo quattro titoli provano l’ex wrestler Gina Carano, con Knockout (2011), al che finalmente capiscono che non è proprio il caso di continuare.
Questo “esperimento” ci regala quindi quattro “filmoni” di Steve Austin: Damage (2009), The Stranger (2010), Hunt to Kill (2010) e Recoil (2011).
Il nuovo canale CineSony compra questi film inediti in Italia e li trasmette da oggi all’insegna del ciclo settimanale “Back in Action”: il Zinefilo è ovviamente sul pezzo!
Ho visto tutti i film citati all’epoca della loro uscita, con i sottotitoli, quindi per me sarà una gustosa occasione per rivedermeli in italiano: lo stesso non resisto a recensirli “in diretta”!

Tutto il peggio che l’action di serie Z può offrire

CineSony si è detta: perché non iniziamo dal titolo peggiore, così faccio subito disamorare il pubblico e lo spingiamo a NON seguire più questo ciclo? Imparate, è così che si fa televisione…
Il primo titolo, stasera alle 21.00, è dunque Hunt to Kill di Keoni Waxman, regista hawaiiano noto per essere lo zerbino di Steven Seagal: negli ultimi vent’anni in pratica è il suo regista ufficiale di qualsiasi cosa, pure dei filmini casalinghi.
Uscito nella doppia patria USA-Canada il 9 novembre 2010, era finora inedito primo che venisse trasmesso con il titolo Caccia all’uomo.

Una grafica un po’ buttata via…

Il perfido Lawson (Michael Hogan) con la sua banda mette a segno un grandioso colpo in un hotel e se ne va con una borsona piena di soldi, lasciando gli amati compagni d’avventura a morire in una trappola. Decide di passare il confine e andare in Canada, ed ecco l’idea geniale: attraversare chilometri e chilometri di foresta, dove anche i professionisti rischiano la vita, a piedi e senza alcuna preparazione, con tanto di borsone in spalla. Davvero un’idea geniale.
Intanto i suoi complici sono sopravvissuti alla trappola e ora sono parecchio incacchiati. Guidati dall’altrettanto perfido Banks (Gil Bellows) inseguono il capo, a cui hanno messo addosso un segnalatore.

La coppia criminale Dominika (Emilie Ullerup) e il perfido Banks (Gil Bellows)

Banks è più furbo del suo capo e decide di attraversare la foresta con una guida esperta, così arriva in un paesino ed ammazza lo sceriffo. Così, tanto per fare qualcosa, che se no si annoiava.
Gli stupidi sono sempre fortunati, e infatti dopo aver dimostrato la propria stupidità… nell’ufficio dello sceriffo entra Jim Rhodes (Steve Austin), guida dei boschi che ha cambiato vita dopo aver perso l’amico e collega Davis (un inutile ruolo di Eric Roberts).
Non paghi di questo ridicolo twist di sceneggiatura, per puro caso i cattivi si ritrovano fra le mani la figlia di Jim, Kim (l’assurdamente bella Marie Avgeropoulos, che ritroveremo in Dead Rising: Endgame): minacciando la figlia, i cattivi convincono Jim a guidarli fra i boschetti.

Come si fa a guardare Marie Avgeropoulos senza provare dolore fisico?

Quello che segue è una storiella imbarazzante con minacce su minacce su minacce, dove io minaccio te che minacci me che minacci lui che minaccia lei che minaccia sua sorella che minaccia il nonno in carriola. Se ammazzi lui io ammazzo te, ma se tu ammazzi me io ammazzo lei, ma se tu ammazzi lei io ammazzo lui che ammazza te che ammazza egli e se noi ammazziamo voi, essi ammazzano loro, e cambiando l’ordine dei fattori gli ammazzamenti non cambiano.
Diciamo che si può benissimo togliere l’audio al film, che sicuramente ci guadagna parecchio.

L’omone delle montagne

Però, dài, dal punto di vista dell’action invece… Ah, dal punto di vista dell’action allora sì che il film fa davvero cagare!
Fintosi morto, Steve Austin torna abominevole uomo dei boschi e prepara la sua vendetta, una roba alla Tranquillo weekend di paura, con arco e frecce nei boschi. Solo che poi passa le successive venti ore a creare frecce dai rami, e la cosa perde davvero fascino…

Venti ore di lavoro, e avrò la freccia che ti ucciderà!

Tutta la violenza che un omone come Austin riesce a mettere in campo… è tirare due freccette manco fosse Katniss in Hunger Games.

Il mirino laser l’ha fatto con le betulle!

Dopo il nulla più totale, però poi c’è lo scontro con Gary Daniels e allora sì… Ehhh, allora sì che l’imbarazzo monta.

Che vergogna, Gary: era meglio uno spot sulla carta igienica

Per tutto il film Daniels rimane sullo sfondo, non dice che due o tre parole inutili, fa la figura del coglione che fuma per tutto il tempo, ci si dimentica pure che c’è lui.
Poi arriva lo scontro con Austin, e dà due calcetti volanti, poi prende due rami e d’un tratto si sente Tony Jaa: due mossette e giustamente i bastoni gli vengono spinti là dove non batte il sole. Che roba ingloriosa…

Faccette da duri, combattimento da mani in faccia

Questo film l’ho visto nel 2012 e mi deluse profondamente. Rivisto oggi, ad anni di distanza, ricrea in modo esatto la stessa delusione: quindi è un film coerente e questo è un grande pregio!

Dài, Steve: due cazzatine e ‘sto film è finito

Siamo già pieni di star marziali che non alzano un dito, come gli è venuto in mente ad Austin di passare al cinema e non muovere un dito subito subito? È l’attore d’azione con meno azione nel proprio curriculum della storia del cinema: Charlie Chaplin ha combattuto molto più di lui, e questo film dimostra la totale nullità dell’attore e dei suoi film.
Malgrado questo… sono titoli imperdibili! (Noi fan siamo fatti così: ci lamentiamo ma di ‘sta roba non possiamo farne a meno.)

L.

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18 risposte a Hunt to Kill (2010) Caccia all’uomo

  1. Zio Portillo ha detto:

    Lucius, mi fai morire! Partire una recensione con “…perché non iniziamo dal titolo peggiore, così faccio subito disamorare il pubblico e lo spingiamo a NON seguire più questo ciclo? Imparate, è così che si fa televisione…”. Boom! Morto! E poveraccio pure il regista Keoni “zerbino di Steven Seagal” Waxman…
    Però poi mi alzi la posta giocandomi un all-in con “Stone Cold” Steve Austin che ricava frecce per 20 ore, Eric Roberts che muore male e Maria “sono la Megan Fox dei poveri” Avgeropoulos. Come faccio a non guardarlo questa sera?

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      ahahah ma infatti DEVI guardarlo, malgrado sia una cacchiata, anche solo per vedere Austin che fa Rambo pacifista: si prepara per tutta la notte per non fare una mazza di niente 😀
      Però poi ti consiglio di vederti il film che trasmettono dopo, “The Stranger” (che non ho fatto in tempo a recensire): l’ho visto anni fa ma ne ho un buon ricordo. Appartiene al genere “assassino senza memoria”, dal quale sono nati scherzetti come XIII e Jason Bourne…

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      • Willy l'Orbo ha detto:

        Io invece parto dalla fine 🙂 …”Noi fan siamo fatti così: ci lamentiamo ma di ‘sta roba non possiamo farne a meno”…romanticismo e verità allo stato puro! Sul film, che dire, condivido le critiche a Austin ma ogni film con la sua presenza esercita su di me una strana attrazione, mi devo preoccupare?

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      • Lucius Etruscus ha detto:

        No, anzi: stasera non pederti il doppio spettacolo 😛

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  2. Cassidy ha detto:

    Il mirino laser fatto con le betulle per oggi dichiara la chiusura ufficiale di Internet! 😀 Mi sono spaccato dal ridere dall’inizio alla fine del post sul serio, vogliamo dire che era una scusa per mandare in prima serata Marie Avgeropoulos? No non funziona vero? Vabbè torno a costruire archi e frecce come passatempo 😉 Cheers!

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  3. Conte Gracula ha detto:

    Ho apprezzato la sequenza di minacce e ammazzamenti, sembrava Alla fiera dell’eZt 😛

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  4. Cumbrugliume ha detto:

    Povero Stivòstin, ci ha provato in tutti i modi a diventare un nuovo action hero cinematografico, ma nessun regista è riuscito mai a fargli recuperare il carisma che aveva sui ring della WWE. Certo poteva scegliere copioni migliori, ma nessuno è perfetto 😀

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    • Lucius Etruscus ha detto:

      Il problema grosso è che da un omone muscoloso ti aspetti almeno uno schiaffo: invece sta lì che fa le facciuzze e in tutti i suoi film messi insieme forse si tirano fuori 5 minuti di combattimento: da un wrestler è lecito aspettari uno zinzinino di più 😛

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