Viking Legacy (2016) Guàrdati dai Norreni

Anche una casa mediamente buona come la Signature Entertainment – che alterna film “normali” a pirle come The Gambling (2014) e Bastardi di guerra (2015), ma soprattutto l’incredibile Ninja Apocalypse (2014) – può mettersi in testa di abbassare parecchio i propri standard, fino a raccogliere da non si sa dove una minuscola produzione britannica.
Co-diretto dagli esordienti Tom Barker e Victor Mawer – perché la bojata è talmente potente che un solo regista non ce la faceva, da solo – arriva in Italia il 30 agosto 2017, grazie alla sempre attenta Koch Media che addirittura sforna sia DVD che Blu-ray, Viking Legacy, uscito in patria il 19 settembre 2016.

Tutto il budget del film è andato nella grafica del titolo

«In un tempo antico, si racconta di sette sacre pergamene che si diceva garantissero potere e prosperità a chiunque le possedesse. Secondo la profezia sarebbe nato un erede di sangue reale e che un giorno, grazie al loro potere, avrebbe governato e unito tutti i regni. Gli uomini continuavano a combattere per ottenere le pergamene e l’Europa intera era ormai al collasso. Per mantenere la pace, un re celtico raccolse tutte le pergamene e le consegnò al Concilio Cristiano affinché le tenesse al sicuro. Non appena si venne a sapere la notizia del gesto del re, un signore della guerra deciso a trovare le pergamene lo uccise a sangue freddo. Per questo la figlia del re, come le pergamene, venne nascosta in attesa del giorno in cui la profezia si sarebbe compiuta.»

Siamo ad un minuto e venti di film e già è successo tutto questo? Ma cos’è, un audiolibro? Non potevano spiegarle all’interno della storia, tutte ‘ste cose?
Me li immagino poi i rudi Vichinghi che combattono per delle pergamene. Ah, e resta misterioso il motivo per cui un re celta dovrebbe rivolgersi ad un fantomatico concilio cristiano…

Lo senti? Sono i critici arrivati coi forconi!

Con la scelta poco ispirata di far durare di più i titoli di testa che lo spiegone iniziale, scopriamo che anche i britannici sono in grado di produrre della maleodorante spazzatura Z: in realtà già si era capito con The Amityville Asylum (2013).
Non parlo di filmetti discutibili, di roba di cattivo gusto: parlo di liquame fetido, di quella roba che cola dai sacchi della spazzatura. Ecco, quella è meglio di questo film…

Sembra la copertina di un romanzo Harmony…

Girato in un giardinetto comunale, assistiamo alla storia di Orlaith (Hollie Burrows) che è stata allevata da un monaco senza aver mai incontrato altri uomini. Ad un tratto arrivano due straccioni che dovremmo credere sia un esercito norreno: vogliono le pergamene, e il monaco si brucia vivo insieme a tutto il monastero. E Orlaith? Fugge piangendo, stando attenta a rispettare il percorso turistico del castello in cui stanno girando con la webcam.

Solo un vero uomo sa farsi così bene la treccina

Vagando nelle fresche frasche, Orlaith incontra il cavaliere ferito Sven (James Cooke), che dopo un iniziale scontro diventa il suo accompagnatore, difensore, guardia del corpo e limonatore ufficiale.

end aaaaaaaaiaaaaiaaaaa uil olueis loviuuuuuuUUuuuUUUuuu

Sarà lungo il viaggio nei giardinetti pieni di pericoli – come per esempio inquadrare il chiosco dei gelati – con i tre feroci norreni vestiti di stracci che li inseguono, desiderosi di quell’agenda telefonica che nel film viene spacciata come “pergamena”.

Cioè… QUELLA sarebbe una pergamena???

Ho sempre pensato che i britannici avessero nel loro DNA tutti quei secoli di storia gloriosa che mancano agli ammmmericani, ma poi vedo un quaderno venir chiamato “pergamena” e mi chiedo: ma vuoi vedere che qui i veri “intellettuali” sono gli americani?

Qui ci sono solo barzellette sui Norreni!

Il tatuaggio sulla schiena di Orlaith non dice “scemo chi legge”, o “entrare dal retro”, bensì è un antico simbolo che sta a testimoniare come sia la donzella il prescelto: è lei l’eroina che dovrà… boh, ma chi se ne frega, ‘sta roba è devastante.
Aggirandosi in una delle tante località turistiche, questi cinque mentecatti – due buoni e tre cattivi – giocano a spadine sui prati e fanno boccacce come se davvero fossero minimamente convinti di ciò che stanno facendo. Credo che a fine riprese siano andati tutti in pellegrinaggio a Gerusalemme, per scrollarsi di dosso il peso di questo film.

È ovvio che questa robaccia sia arrivata da noi solo grazie al successo della serie televisiva Vikings (2013), ed è l’ulteriore prova dell’insormontabile divario che separa le ottime produzioni televisive dalla fanghiglia maleodorante che è diventato il cinema. Perché prodotti diarroici come questo Viking Legacy non sono più l’eccezione, come un tempo: sono purtroppo la regola, soprattutto per soggetti di genere.
Forse abbiamo bisogno di una bella invasione norrena, che spazzi via un’intera generazione di cineasti e spettatori, così da uscire da questo Medioevo Z…

L.

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20 risposte a Viking Legacy (2016) Guàrdati dai Norreni

  1. Fausto Vernazzani ha detto:

    Quindi anche i norreni sono caduti nella trappola delle Moleskine!

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  2. Vincenzo ha detto:

    Mitico, mi sto rotolando dalle risa… 😂😂
    Ps: ma il refuso iniziale (“pirle”) è freudiano? 😁😁

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  3. Pietro Sabatelli ha detto:

    Cioè, mo pure questi generi di film si mettono a fare? 😀

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  4. amulius ha detto:

    Magari “le pergamene” erano in realtà il Death Note. Vista l’eccelsa qualità di quest’opera narrante le imprese dei Vichinghi (dei giardinetti), un crossover con l’obbrobrio di Netflix potrebbe scrivere la storia del cinema trash.

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  5. Denis ha detto:

    In pratica con l’aumento dei canali digitali e aumentato l’offerta di putridume di serie Z e cuochi e esperti di ogni minchiata tornando al film gia la grafica del titolo sembra presa da un videogioco Amiga anni’90 e quindi nessuno a usato la backdoor di Orlaith poveri vichinghi Thor ridotto a un minchietta l’epica è morta.

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  6. Conte Gracula ha detto:

    L’idea è originale, mai sfruttata: la ricerca di una combo di reliquie magitroniche, la profezia, il prescelto…
    UAU! Ho scartato idee migliori per partite di gdr, forse dovrei propormi come soggettista per i direct to video…

    Superbe didascalie, persino migliori del solito! 😉

    Riguardo alla bontà di Vikings, non l’ho visto perché i vichinghi non mi interessano – mentre la mitologia norrena mi piace, boh! – però ho letto qualche articolo stroncante assai spassoso, tipo questo

    https://www.google.it/amp/s/fortezzanascosta.wordpress.com/2015/01/03/come-non-si-fa-1-vikings/

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  7. Cassidy ha detto:

    Non so se mi ha fatto più ridere la descrizione delle location ovvero un giardinetto comunale, oppure la spiegazione del tatuaggio, notevole anche il gancio con “The bodyguard” insomma uno spasso! 😀 La locandina del film non è malissimo, quindi già da quella ho capito che il film avrebbe fatto pena 😉 Cheers!

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  8. Willy l'Orbo ha detto:

    Suvvia, basta vedere la qualità di alcune immagini, innanzitutto quella rimembrante harmony, per capire la qualità…della cornice! 😉😅

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  9. Giuseppe ha detto:

    Cooke: “Perché ci inseguite così caparbiamente, o implacabili guerrieri norreni? Tanto implacabili da esservi ormai ridotti a degli stracci ambulanti?”
    “Guerrieri che? No, cazzo! Noi siamo turisti! Ci siamo persi cercando il chiosco dei gelati sul percorso guidato, poi abbiamo visto voi e volevamo chiedere informazioni… ma non stavate mai fermi! Non è mica facile starvi dietro con tutti ‘sti rovi e sterpaglie, guardate come sono ridotti i vestiti! E questi che continuano a riprenderci con la webcam…”
    Cooke (smettendo di recitare): “Aspettate un attimo… Tom! Victor! Cos’è questa storia? Abbiamo già finito i soldi, per caso? Vi approfittate dei turisti per risparmiare?”
    Barker/Mawer (imbarazzati): “Non sapevamo come dirvelo, ma… abbiamo speso l’intero budget in gelati e allora…”
    Burrows (Arrabbiatissima): “… allora anche l’agendina telefonica la facciamo passare per pergamena, tanto gli spettatori non l’hanno mai vista una pergamena, vero? Ma io vi denuncio! Avrete presto notizie dal mio avvocato!”
    Cooke (solidale): “E pure dal mio!”
    Barker/Mawer: “Meglio che ci portiamo pure noi avanti con il nostro… aspetta, Tom, lo chiamo io. Dov’è il numero? Ah, ecco, l’avevo scritto proprio qui, sulla pergamena (dice, sfogliando l’agenda del telefono)” 😀

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